Crisi Finanziaria e Governo Dell’Economia

Il FRONTE ed IO Abbiamo scelto Alberto Bagnai. Non ha caso!

Economista Alberto Bagnai

Crisi Finanziaria e Governo dell’Economia

Vittorio Boschelli

Consiglio a tutti gli Italiani di leggere questo lavoro del Prof. Bagnai, e capirete cosa realmente è successo in questa crisi. Capirete il perchè IO e NOI del FRONTE abbiamo scelto l’Economista Bagnai e non altri, chiamatela fortuna, intuito, ma IO devo molto a Bagnai, conosciuto per caso, anni fa, ma grazie a LUI ho completato il Puzzle iniziato nel 2008 e non riuscivo a trovare l’ultimo pezzo mancante, che il Prof. Bagnai mi ha fornito con una semplicità e un’onestà Intellettuale Rara, pur essendo Politicamente “Distante” dal mio pensiero e da quello del FRONTE, almeno in apparenza o secondo vecchi canoni ed etichette, come ho dimostrato in questi Anni. In questi anni IO e il FRONTE dopo, abbiamo dimostrato di essere sempre più avanti di TUTTI, e parte di questo merito è sicuramente dovuto al Prof. Bagnai, il mio merito è stato solo quello di scieglielo come MIO ECONOMISTA PREFERITO ITALIANO quando ancora nessuno lo conosceva, a livello mediatico popolare, itendo, conosciutissimo invece dai suoi alunni e tra gli addetti ai lavori non solo in Italia ma anche fuori, ma poco ricercato, anzi, per nulla ricercato da Politici DECOTTI e da Colleghi complici del SISTEMA, fino a 5 mesi fà quando il vento è cambiato, quando la parola EURO e UNIONE EUROPE si è iniziata a sussurrare, allora spunta Bagnai l’Anti-Euro e Moneta Unica, quasi irriso, come è successo a ME per tutti questi anni da chi si considera di “destra”, mi chiamavano “MATTO” proprio come a Bagnai quelli che si considerano di “sinistra”. IO, Ringrazio Alberto Bagnai per la sua competenza, onestà intellettuale, chiarezza e semplicità di comunicazione e per la sua irruente passione, che ci accomuna, capace di trasmettere una materia ostica come l’Economia anche ha persone del Popolo come lo sono IO, quasi ignorante in materia, dico quasi perchè un paio di anni l’ho studiata, ma Bagnai mi ha permesso di essere LIBERO, perchè SOLO IL SAPERE RENDE L’UOMO LIBERO.

 

Non Dite Che Non Sapevate

Fino a quelche mese fa I media di Regime non Dicevano, oggi vi spiattellano in faccia Tutto, ma il Popolo ancora è Incredulo e ancora Spera! Poveri ITALIANI come ME!

Leggete l’Articolo della relazione della BCE del “caro” Draghi che afferma per l’ennesima volta che l’Euro è IRREVERSIBILE, cioè che dall’Euro non si Esce. Come al solito IO e il FRONTE affermiamo senza paura di smentita che dall’EURO e Unione non solo si Esce, non solo che è Nato già Morto, ma siamo già al DOPO. Portate pazienza ancora qualche settimana e poi vedremo se avevo ragione IO o il “Caro” Draghi, i Politici, i Giornali di Regime, ecc. Molti Italiani ancora sperano che il loro orticello rimanga verde e quello del vicino chi se ne frega se è già seccato. A questi Italiani dico che NON SI SALVERANNO anzi è proprio l’ITALIA a pagare il prezzo più alto di questa IGNORANZA DIFFUSA a difesa di INTERESSI PERSONALI, o di Partito Parrocchia. Non ci credete? Il Tempo è galantuomo, e inesorabilmente la VERITA’ affiorerà Impietosa, come tutte le cose che IO e NOI del FRONTE avevamo previsto, nonostante l’IGNORANZA DELLO SBIRLEFFO e del SARCASMO.

Articolo su Milano Finanza di Oggi.

Bce, tutto pronto per allontanare scenari nefasti con Omt

Di Ilaria Ammendola

 

Bce, tutto pronto per allontanare scenari nefasti con Omt

La Bce è pronta a partire con gli acquisti dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà, sempre che le condizioni imposte dai programmi siano integralmente rispettate. La stessa Bce nel Bollettino mensile di ottobre ha ricordato che il piano anti-spread ha allontanato i timori di ”scenari nefasti”.

Il programma di assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà coinvolgerà il Fondo monetario internazionale e sarà interrotto in caso di inosservanza del programma e delle condizioni rigorose concordate. Le riforme strutturali però sono altrettanto essenziali, così come il risanamento dei conti pubblici e le misure tese a migliorare il funzionamento del settore finanziario.

Con riferimento a quest’ultimo, la Bce ritiene “essenziale” promuovere la “costruzione dell’assetto istituzionale europeo”, più in particolare un meccanismo di vigilanza unico con il coinvolgimento dell’istituto centrale, che “rappresenti uno dei pilastri fondamentali di un’unione finanziaria e uno dei principi costitutivi per un’autentica Unione economica e monetaria” .

Tuttavia i rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro continuano a essere orientati al ribasso. La Bce si riferisce alle protratte tensioni in diversi mercati finanziari dell’area e alla loro potenziale propagazione all’economia reale di quest’ultima. Tali rischi, quindi, secondo l’Eurotower, devono essere contrastati con misure efficaci da tutti i responsabili delle politiche economiche nell’area dell’euro.

Il deterioramento del merito di credito (rating) di alcuni Paesi dell’Eurozona determina una maggiore preferenza degli investitori per titoli di Stato di nazioni più solide, anche per i linker, i bond indicizzati all’andamento dei prezzi al consumo. “I titoli indicizzati all’inflazione italiana con quotazione inferiore alla tripla A sono stati estromessi da alcuni importanti indici di mercato, provocando una ricomposizione di portafoglio a scapito di questi titoli e a favore di obbligazioni indicizzate con rating AAA”, ha spiegato la Bce.

Proprio con riferimento all’inflazione la Bce ha fatto notare che l’aumento a settembre del 2,7% riflette il rialzo dei prezzi dell’energia e l’impatto delle imposte indirette, ma non lascia presagire alcuna trasmissione alle altre variabili dell’economia (stipendi e salari); dunque non cambia le prospettive di stabilità dei prezzi nel medio termine, obiettivo statutario della Bce.

“Nell’orizzonte rilevante per la politica monetaria, a fronte di una crescita moderata nell’area dell’euro e di aspettative di inflazione a lungo termine saldamente ancorate, le pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere contenute. Gli attuali livelli di inflazione dovrebbero quindi essere transitori e non produrre effetti di secondo impatto”.

Inoltre, per l’Eurotower l’adeguamento salariale nei Paesi dell’area euro è stato relativamente limitato, in linea con le rigidità salariali verso il basso, anzi lo spostamento dell’occupazione verso lavoratori a salario più alto ha influito in ampia misura sull’aumento dei salari reali a livello aggregato durante la crisi. Pertanto sono necessarie “ulteriori e significative riforme del mercato del lavoro”.

Anche perché nell’Eurozona il tasso di disoccupazione è rimasto inchiodato all’11,4% sia a luglio sia in agosto e questo non significa certo che la situazione si sta stabilizzando. Gli ultimi risultati delle indagini indicano un ulteriore deterioramento dei mercati del lavoro nel terzo trimestre del 2012. Tra l’inizio della crisi economica e finanziaria nel 2008 e i primi mesi del 2010 il numero di posti di lavoro si è ridotto di quasi 4 milioni di unità nell’area dell’euro e i più colpiti sono stati proprio i giovani.

In termini storici, tuttavia, data la forte contrazione del pil, l’aggiustamento dell’occupazione nell’area è stato relativamente contenuto a livello aggregato, ma ha avuto effetti particolarmente rilevanti in alcuni Paesi e per particolari categorie di lavoratori. L’eterogeneità delle reazioni nei vari Paesi riflette non solo le differenze riguardo la gravità della crisi e le risposte di politica economica, ma anche la diversa natura degli shock economici nell’area dell’euro e la presenza di squilibri antecedenti la crisi.