Crack Sea

Fallisce la quotazione di Sea. Attesa per il cda della società. Pisapia contro il fondo F2i – Il Sole 24 ORE.

Questo Venerdì Potrebbe Essere Uno Dei Giorni Qualunque

 

“Un giorno in apparenza come tanti altri potrebbe cambiare tutto in una notte”

“Un bel giorno la periferia si sveglia, ha le nausee, vomita. Una grossa azienda va in crisi finanziaria? Le banche accusano “sofferenze” (che poi significa che capiscono che i loro debitori non ce la faranno a restituire i soldi)? Insomma, succede qualcosa, e l’amore finisce, lasciando il posto a una certa insofferenza”

Se questo venerdì segnerà il CRACK reale di SEA, invece di essere un’operazine Mascherata di SVENDITA, allora il giorno tanto atteso da NOI potrebbe essere questo.

Se il Crack di SEA è Reale coinvolgerà Banche, comuni, Regioni e Stato, con un buco da 500 Bigliettoni, sufficente a svegliare molti Italiani che ancora sono aggrappati all’Elit. Questo lo vedremo presto già da lunedì e nelle prossime settimane. Anche se questo Venerdì non sarà quello giusto, tenetelo in mente, perchè succederà proprio come oggi, un giorno in apparenza come tanti, dove tutto cambierà in una notte.

Articolo Fonte Sole 24 venerdì 30-11-2012 ore 17:00

Game over. I book dell’Ipo Sea sono stati chiusi definitivamente alle 16 e, come anticipato dall’agenzia Il Sole 24 Ore-Radiocor, gli ordini ricevuti dalle banche collocatrici, guidate da Mediobanca, non hanno raggiunto un livello tale da garantire la conclusione con successo del collocamento. Una decisione formale sull’operazione, vale a dire il ritiro del collocamento dal mercato, verrà presa dal consiglio di amministrazione della società, convocato nel tardo pomeriggio, ma salvo colpi di scena dell’ultima ora, il destino del collocamento è segnato.

Già da ieri sera, nonostante le rassicurazioni fornite dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, la più grande Ipo del 2012 di Piazza Affari era appesa a un filo molto sottile se si considera che il book degli ordini di sottoscrizione era stato riempito per meno del 40 per cento. C’era chi sperava ancora (pochi per la verità) in un colpo di reni nella mattinata di oggi, ma è stato il cambio di rotta dello stesso Pisapia, il quale ha annunciato iniziative contro chi ha turbato il mercato sull’Ipo, a far capire che il rush finale non è arrivato. «C’è stato grande interesse attorno alla quotazione, credo che chi ha tentato di turbare il mercato e ha fatto ricorsi infondati se ne assumerà tutte le responsabilità in caso di insuccesso», ha detto questa mattina il sindaco con riferimento al ricorso sull’operazione depositato alla Corte dei Conti dall’opposizione di Palazzo Marino.

Ma è chiaro agli addetti ai lavori come Pisapia e il suo entourage abbiano mal digerito anche e soprattutto le critiche e gli appunti mossi dal socio F2i nei giorni scorsi, durante il collocamento: «Se ci sarà una marcia indietro bisognerà scoprire le cause, che penso siano evidenti a tutti, e chi ne e’ responsabile ne pagherà le conseguenze», ha chiosato il sindaco. Non solo, in ambienti comunali c’è anche chi sottolinea, con un pizzico di malizia, il potenziale conflitto d’interesse per Unicredit e Intesa Sanpaolo, allo stesso tempo bookrunner del collocamento (cioè coloro che dovevano raccogliere gli ordini degli investitori) e grandi sponsor di F2i, che dalla quotazione della Sea avrebbe subìto una minusvalenza monstre, superiore a 100 milioni di euro.

Quasi impossibile, a questo punto, anche un prolungamento dell’offerta (come richiesto ieri da alcune banche) anche perchè i contrasti tra soci (Comune di Milano ed F2i in particolare), elemento che ha certamente pesato sull’andamento dell’operazione – specie agli occhi di diversi investitori esteri – rischiano di proseguire anche in futuro come peraltro paventato dalla stessa integrazione del prospetto informativo.

Per la Provincia di Milano, che consegnando in Ipo il suo 14,5% di azioni Sea contava di non sforare il patto di Stabilità, si apre ora una corsa contro il tempo per reperire le risorse finanziarie necessarie entro fine anno a fare quadrare il bilancio. Del resto, proprio qualche giorno fa, l’asta sulla maggioranza della Milano Serravalle è andata deserta.

E ora, proprio l’autostrada è rimasta l’ultima ciambella di salvataggio per Guido Podestà. Ma forse, per venderla, sarà costretto a un piccolo sconto, lo stesso che ha dovuto applicare il sindaco Piero Fassino, a Torino, per vendere a F2i-Iren (proprio ieri) il termovalorizzatore in costruzione a Gerbido e il 49% di Amiat, società locale della nettezza urbana.

Il Fronte si Gode lo Spettacolo dei Pentiti che Scappano come i Topi Quando la Casa Brucia

Il Fronte si Gode lo Spettacolo dei Topi Come Oscar Giannino che Scappano Quando la Casa Brucia.

Vittorio Boschelli

Cari Amici sto per postarvi l’incredibile! Un’altro Pentito Illustre Eurodrogato e Neo-Liberista niente poco di meno che il Pittoresco Oscar, vi ricordate che in un precedente articolo definivo senza troppi giri di parole SERVO DEL SISTEMA, articolo che trovate qui

Ieri sono capitato per caso nel suo Blog e non credevo a quello che vedevano i miei occhi, ho dovuto leggere il titolo diverse volte, e di solito mi fermo al titolo per la mia avversione nota verso le MENZOGNE scritte dalla STAMPA ITALIANA DI REGIME che identifico come il 3° Potere in Italia. Mentre leggevo l’Aricolo non vi dico la goduria che ho provato Personale e di TUTTO il FRONTE che ancora una volta, i fatti dicono che evidentemente siamo nati sotto una buona stella e quindi la “fortuna” ci assiste e ci guida e ci fa evitare questo marasma intellettuale, che miete vittime illistri EURODROGATE e NEO-LIBERISTE CAPITALISTE.

Vedete amici, godere per la più grossa sciagura che la mia generazione vive e anche quella prossima, non è mia intenzione, perchè lotto da anni per evitarlo, ma godere nel vedere i TOPI CHE SCAPPANO MENTRE LA CASA BRUCIA, SI!

Giannino e quelli come LUI fino all’altro IERI vi hanno detto che la colpa era VOSTRA perchè “Cattivi” vi hanno detto che gli altri erano “Bravi”, vi hanno detto che l’EURO e UNIONE EUROPEA era IRREVERSIBILE E DEMOCRATICA, vi hanno detto che il “DIO” Unico Buono e Regolatore era il PIU’ PRIVATO CAPITALISTA e il MENO STATO SPRECONE, in una parola DITTATURA NEO-LIBERISTA, vi hanno detto CHE IL PROBLEMA ERANO LE IMPRESE ITALIANE TROPPO PICCOLE per competere, vi hanno detto che le ESPORTAZIONI non facevano la DIFFERENZA a causa del problema precedente. Insomma Giannino e quelli Luminari come LUI vi hanno MENTITO PER CONSERAVE LA PROPRIA POLTRONA proprio come TUTTI gli “amici” Politici Comici, come sosteniamo noi del Fronte da tempo, dimostrando le loro menzogne e dimostrando che IL VERO PROBLEMA del Popolo Italiano e di Tutti i Popoli Europei è UN PROBLEMA POLITICO E DI DITTATURA NEO-LIBERISTA studiato a tavolino attraverso l’ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA CHIAMATA EURO, che non è Nata per UNIRE come AFFERMAVANO I TOPI DI REGIME ma è nata per DIVIDERE E SCHIAVIZZARE I POPOLI, con tutti i rischi e le conseguenze del caso, oggi dopo anni quelli come GIANNINO forse si stanno rendendo conto CHE I PIANI CENTRALI DELLA BARCA AFFONDANO CERTAMENTE DOPO LA STIVA, ma di certo c’è CHE AFFONDANO COME LA STIVA.

Cari Amici ecco la chicca leggete e godete anche Voi, io aspetto seduto di fronte la casa per vedere correre gli altri TOPI come Giannino.

Articolo su Chicago-Blog direttore Oscar Giannino

Vaclav Klaus e l’euro come problema democratico—di Franco Debenedetti

Ci sono gli euroscettici per ragioni economiche: ritengono che l’eurozona non sia un’area monetaria ottimale, che imponga politiche che alcuni trovano troppo severe e altri troppo permissive, che non possa esistere una moneta senza stato. E ci sono gli euroscettici per ragioni istituzionali, preoccupati dei rapporti tra stati nazionali e superstato europeo. Vaclav Klaus è di questi, e per più di una ragione: perché istituzionale è la carica che ricopre, presidente della repubblica Ceca per il secondo mandato; e perché il suo paese fa parte dell’Unione Europea, ma non ha adottato l’euro.

Al centro del ragionamento di Klaus sta la questione democratica: è nell’esperienza di ciascuno di noi il percepire la propria “comune esistenza nazionale come qualcosa di diverso dall’esistenza nazionale” dei popoli di altri paesi, mentre un’identità europea è “un sogno lontano”; “abbiamo un vitale bisogno della nostra àncora, dello stato nazionale”, ma una società “divisa da differenti identità, valori, narrative” non può essere “unificata da diritti e doveri astratti, formulati nei trattati della UE”. I cosiddetti valori europei comuni, quali il cristianesimo, l’umanesimo, le radici giudaiche, l’illuminismo, sono indubbiamente presenti con varia intensità e misura nelle società dei singoli stati, ma molto raramente i loro concittadini li avvertono come valori comuni per tutti.

La repubblica Ceca è geograficamente e storicamente collocata al centro della storia dell’Europa: incomincia con la defenestrazione di Praga la riforma e la guerra dei trent’anni; con l’occupazione dei Sudeti la tragedia del secolo scorso. Alla base della costruzione europea c’è il grido “mai più guerre sul nostro suolo”, l’idea dell’integrazione europea come cornice a un’intesa franco tedesca che, senza bisogno di garanzie USA o URSS, valga a scongiurare le guerre. Sacrosanto proposito, ma “quantomeno discutibili” le idee con cui fin dall’inizio si accompagnò: istituire un nesso tra il nazionalismo aggressivo di Hitler e l’esistenza degli stati nazione come tali; considerare piccoli gli stati europei, e solo un’Europa unificata capace di diventare un partner di Usa. Ma soprattutto il costruttivismo, l’illusione fatale, che ne è dichiaratamente alla base: “il popolo europeo – sono le parole di Jean Monnet all’ONU nel 1952 – deve essere condotto verso un superstato senza che si renda conto di quello che gli succede”. Il problema democratico non è un inconveniente manifestatosi in corso d’opera: il “nation building” è il dato di progetto della costruzione europea.

Negli anni 50, era al Reno che pensavano Schuman e Adenauer. Quarant’anni dopo sarà decisiva un’altra frontiera, quella dell’Oder Neisse tra Occidente libero e Oriente comunista: l’abbandono del marco e la creazione dell’euro saranno il prezzo pagato dalla Germania per riunificarsi e conquistare completa autonomia. Nel 1992 “noi [cechi] eravamo toppo impegnati con la nostra radicale e difficile transizione dal comunismo a una società libera”, ma la maggior parte dei popoli europei non si accorse che la trasformazione da Comunità europea a Unione Europea, trasferendo a Bruxelles competenze degli stati, ne provocava il progressivo indebolimento, dando luogo a una cosa ben nota “a noi che abbiamo vissuto dentro il comunismo”, il centralismo democratico. Anche sotto il comunismo si giustificavano i reali problemi di funzionamento con la considerazione che “almeno così si vive in pace”: ed erano “falsità e menzogna impossibili da sopportare”. Dell’euro si sono vantati i vantaggi economici, per l’Italia la riduzione dei tassi d’interesse sul debito a livello tedesco: ma l’euro è stato voluto dalle élites politiche proprio perché il processo di integrazione imboccasse la strada della irreversibilità. Quando appare minacciata, l’irreversibilità fornisce la giustificazione per gli interventi eterodossi della BCE. E quando il progetto mostra tante criticità di funzionamento, si propongono maggiori dosi dello stesso progetto.

“La cittadinanza non è un’idea astratta sui diritti e sui doveri, non possiamo scegliere la cittadinanza, ma vi nasciamo; cresce dalla storia condivisa, dall’esperienza condivisa e spesso anche dalle sofferenze condivise.” E’ per senso della storia, quella che ha formato l’identità del Paese di cui è a capo, quella che è sopravvissuta a mezzo secolo di integrazione forzata, che Vaclav Klaus pone il problema democratico della costruzione europea. Ed è quello che distingue il suo appassionato libretto nella ormai vasta letteratura sull’euro, quella su come salvarci con l’euro e quella su come salvarsi dall’euro.

 

Ocse Diffonde i Dati e Come al Solito Peggiori del Previsto

L’Ocse, diffonde i dati e afferma “serve nuova manovra” Grilli frena, “non necessaria”

L Ocse   serve nuova manovra Grilli frena   non necessaria

 Vittorio Boschelli

L’Ocse Diffonde i Dati e la Recessione è la Peggiore del DOPO GUERRA

Come Previsto dal Fronte, “il 2009 in confronto al 2013 risulterà una passeggiata di salute” come i FATTI dimostrano, e questa volta lo dice l’Ocse le previsioni rosee del Governo Monti e dei Partiti Decotti vengono puntualmente Smentite. Siamo noi dei fenomeni? La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, sono loro che sono in MALAFEDE ma non INCOMPETENTI come molti credono, seguono solo il copione della Menzogna e del Progetto Criminale, tutto qua.

14:06 27 NOV 2012
(AGI) – Parigi, 27 nov. – Previsioni nerissime dell’Ocse per l’economia italiana. A Partire dalla stima di un deficit/Pil pari al 3% del Pil nel 2012 e al 2,9% nel 2013, secondo cui l’Italia potrebbe avere bisogno di una nuova stretta fiscale nel 2014 per rispettare l’obiettivo di una riduzione del debito al 119,9% del Pil nel 2015. Traduzione: in arrivo una nuova manovra. L’Ocse ha rivisto radicalmente al ribasso la precedente previsione di un deficit/Pil allo 0,6% l’anno prossimo. Le attese per il 2012 sono invece da paragonare con il target del 2,6% fissato dal governo.

L’Ocse dopo avere confermato le nostre previsioni, termina sostenendo: Bene Monti, l’importante che il nuovo governo continui sulla STESSA LINEA delle RIFORME STRUTTURALI DI RISANAMENTO, tradotto TAGLI AGLI STATALI DEL 30%, i salariati Privati sono già stati SISTEMATI, e TASSE, magari una Bella Patrimoniale e un Bel Prelievo Coatto sui Conti Correnti degli Italiani, oltre alle Liberalizzazioni, cioè SVENDITA del Patrimonio ITALIANO, in mani STRANIERE o qualche Capitalista Italiano Amico.

Cari Italiani capito il Messaggio? Capito a cosa servirà il Vostro Voto se non si dirige nella direzione giusta? Poi non dite che NON SAPEVATE e non dite che noi non vi avevamo avvisati. Che Bello l’EURO! Che Bella L’Unione Europea! Che Bello il Governo Monti o Passera! Che Belli i Partiti e i Movimenti che ancora oggi si chiedono Euro SI, perchè Noi CREDIAMO! Euro NO, ma Unione Europea SI! Euro NO, ma Unione Europea SI, naturalmente quella dei Popoli, ci mancherebbe! Noi invece diciamo che SCHIFO EURO E UNIONE EUROPEA, SENZA SE e SENZA MA! Diciamo SI all’Europa come lo avevano detto i nostri predecesseri fino agli anni 70, c’èra l’EUROPA o NO? Si che c’èra e funzionava anche bene perchè si andavano a contrattare con i vari paesi con accordi BILATERALI NEL PIENO RISPETTO, e pensate che i NOSTRI POLITICI venivano chiamati “Quelli con il cappellino in mano” immaginatevi con POLITICI DEGNI quali vantaggi potevamo avere NOI ITALIANI e le Nostre Aziende Manifatturiere! Meditate Gente!

Grilli, “non credo sia necessaria una nuova manovra”

Peggiorano le previsioni dell’Ocse sul Pil dell’Italia. Secondo il nuovo outlook, l’economia del paese nel 2013 calera’ dell’1%, contro la flessione dello 0,4% stimata in precedenza. Per il 2013 il governo ha previsto invece una contrazione del Pil pari ad appena lo 0,2%. L’Ocse ha inoltre rivisto al ribasso le stime per il 2012, con il Pil che e’ ora previsto in calo del 2,2%, contro la flessione dell’1,7% stimata lo scorso maggio.

Il tasso di disoccupazione in Italia, stimato al 10,6% nel 2012, e’ destinato a salire all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014. E’ quanto prevede l’Ocse. Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona e’ invece previsto all’11,1% quest’anno, all’11,9% nel 2013 e al 12% nel 2014.

Le misure di austerita’ varate dal governo Monti hanno causato il maggior calo dei consumi registrato in Italia dal secondo conflitto mondiale. Lo sottolinea l’Ocse nel suo nuovo outlook. “Il consolidamento fiscale, pari quest’anno a quasi il 3%, ha indebolito la domanda interna, e i consumi privati sono scesi al tasso maggiore dalla Seconda Guerra Mondiale”, afferma l’organizzazione di Parigi.

OCSE: BENE MONTI, NUOVO GOVERNO PROSEGUA SU LINEA

Le riforme varate dal governo Monti, in particolare quella del mercato del lavoro, riusciranno a sollevare l’Italia da una decade di stagnazione economica e l’esecutivo che gli succedera’ dovra’ proseguire sulla stessa linea di riforme strutturali e consolidamento fiscale. E’ quanto afferma l’Ocse, aggiungendo che “una marcia indietro danneggerebbe sia la fiducia dei mercati che la crescita”.

Le Lobby dei FONDI e il F.M.I Attaccano L’Argentina

Tutta L’Armata Neo-Liberista Attacca L’Argentina da Anni per Costringerla al Fallimento.

Vittorio Boschelli

Come avevamo scritto più volte in Merito all’Argentina e Giappone, il SISTEMA VIGLIACCO dopo aver piegato il Giappone nel mese di Ottobre COSTRINGENDOLO ad abbandonare POLITICHE VENTENNALI Keynesiane, dopo l’uccisione in 24 ore del grande ministro dell’economia e il suo pupillo appena nominato Ambasciatore in Cina morto Avvelenato al primo pasto in Cina, in concomitanza del polverone sul Film Blasfemo su Maumetto, che nessuno aveva voluto comprare, un caso? Noi abbiamo scritto già un’articolo su questo molto dettagliato a suo tempo, sostenendo che i due paesi nel MIRINO dell’IDEOLOGIA NEO-LIBERISTA DA ANNIENTARE erano Argentina e Giappone e in Parte il Brasile, perchè IL POTERE POLITICO-FINANZIARIO MONDIALE deve dimostrare che solo il Mondialismo e il Neo-Liberismo sono POSSIBILI E OBBLIGATI, il Keynesismo VA UCCISO perchè i Popoli potrebbero capire che è POSSIBILE un’altra Economia, un’altra Politica, un’altra Finanza, e l’Indipendenza dei POPOLI e delle NAZIONI. Con il Giappone non sarebbero MAI riusciti se NON UCCIDEVANO I DUE KEYNESIANI CONVINTI, perchè i risultati di un ventennio erano INATTACCABILI e il PIANO ENERGETICO DEL MINISTRO DEFUNTO per il 2013 VERSO L’AUTOSUFFICIENZA PIENA DAL PETROLIO ATTRAVERSO ENERGIE RINNOVABILI in modo particolare il Solare, era UN COLPO TROPPO GROSSO PER AMERICANI E ARABI “Chi comanda il petrolio comanda il mondo” affermava qualcuno.

Adesso dopo che qualche mese fa l’ARGENTINA aveva portato al F.M.I l’Ultimo assegno DEL SUO DEBITO SEMPRE PAGATO REGOLARMENTE da CRISTINE IN PERSONA, dal giorno dopo hanno iniziato un Attacco VIGLIACCO con TUTTA la Corazzata del SISTEMA, Agenzie, Fondi Comuni, F.M.I, Assicurazioni, insomma hanno iniziato a MINACCIARE La Presidente dell’Argentina a ripensare il suo modello Economico Keynesiano, dopo che la Presidente Cristina Fernández ha più volte detto Vaffa….. all’altra Cristyne, quella meno Nobile, la Francese, Presidente del F.M.I e quindi agli AMERICANI del grande Obama, hanno sferrato un’attacco SENZA PRECEDENTI NEI CONFRONTI Dell’Argentina.

Questo come ho più volte scritto dovrebbe far riflettere i DEMAGOGHI INTELLETTUALI ITALIANI, e anche quelli MENO INTELLETTUALI come gli apprendisti STREGONI e i COMICI POLITICI, è dovrebbe far riflettere il POPOLO, che il DIFFICILE NON è USCIRE DALL’EURO come vogliono farvi credere, ma la cosa più DIFFICILE E’ SAPERE COSA FARE DOPO SENZA SBAGLIARE NEMMENO UNA MOSSA, come purtroppo ha fatto l’Argentina, facendo una Nazione IBRIDA, invece di TAGLIARE LA TESTA AL TORO da SUBITO, CAPITALISTI E FINANZA. Pensate che in Italia chi pretende di Governare, la Parola Euro nemmeno la Nomina, chi deve fare l’opposizione ancora è rimasta a Euro SI o Euro NO, pensate che IDEE CHIARE CHE DEVONO AVERE DOMANI SE SALTA L’EURO, SIAMO IN BUONE MANI, AUGURI CARI ITALIANI, vi invito ad una riflessione accurata prima di votare, altrimenti sapete cosa vi aspetta. Questo Errore All’Argentina gli Costerà un Nuovo Fallimento come ho scritto in precedenza, infatti sentite cosa dichiara il Ministro Argentino.

“Ai fondi avvoltoio non interessa la giustizia”

Ill Ministro dell’Economia ha affermato “cercano un default tecnico dell’Argentina”.

Hernán Lorenzino ha affermato che ciò gli permetterebbe di riscuotere le assicurazioni contrattate per trarre vantaggio dinanzi a quell’eventualità.

Il funzionario ha accompagnato la denuncia della Presidente Cristina Fernández, la quale ieri ha avvertito sulle manovre orientate a far si che l’Argentina sia considerata in situazione di “default tecnico”.

Il Ministro ha considerato “ora si incomincia a svelare che i fondi avvoltoio non sono ormai così interessati alla sentenza del magistrato federale di New York, Thomas Griesa.

Lorenzino ha spiegato che un default tecnico è “quando si vuole pagare e il denaro c’è, vi è la volontà di chi deve pagare e di chi deve ricevere il denaro, però qualcosa succede e quel qualcosa impedisce che il debitore paghi al creditore”.

Secondo il funzionario “non vi è niente di fortuito nei comitati che decidono l’eventuale qualifica di default tecnico e che compongono le agenzie di rating, banche coinvolte nell’affare delle assicurazioni e perfino alcuni dei fondi avvoltoio”.

Stando al Ministro, “il paese mantiene il pagamento normale dei debiti dal 2005 e i fondi avvoltoio cercano di montare uno scenario con una misura cautelare, un’agenzia di rating, alcune banche, per dire: l’Argentina non pagherà, non ha pagato e che si paghino le assicurazioni che loro possiedono”.

Quindi Cari Italiani, come abbiamo fatto con l’EURO nel 2008, e sapete come è andata, facciamo già da tempo con IL DOPO EURO (anche se ancora molti come allora, ancora sognano mettendosi in fila e pagando per giunta, per le primarie del PD) e vi vogliamo dare un consiglio GRATIS, pur sapendo che i consigli si ascoltano SOLO QUELLI CHE SI PAGANO, ma NOI del FRONTE siamo testardi, nessuno è perfetto, e quindi ci riproviamo come allora: Se non volete sostenere il FRONTE, perchè non siamo simpatici, poco importa, ce ne faremo una ragione, non abbiamo la pretesa e la presunzione di piacere a tutti, ma quello che invece IMPORTA è che VOI incalziate i vostri referenti di Partito o Movimento a dirvi COSA VOGLIONO FARE DOPO L’EURO, che Politica, che Stato, che Economia, cosa vogliono fare con la Libera Circolazione di Capitali, Merci e Persone, cosa vogliono fare con il F.M.I, cosa vogliono fare con il Debito, cosa vogliono fare con il Cambio, cosa Vogliono fare con le Banche, cosa vogliono fare con i CAPITALISTI, con i FONDI, con le Assicurazioni, con la DOMANDA INTERNA e con quella Estrera, con la Costituzione, con i Trattati, con le Nazioni Unite. Non chiedetegli Euro SI! o Euro NO! Questo NON LO DECIDERANNO NE LORO E NE VOI è STATO GIA’ DECISO DA ALTRI, ma ancora Vi reputano “Non Pronti” per dirvi la VERITA’, al buon indenditore poche parole, anche se NOI ne abbiamo scritte TANTE.

Cristina Fernández Afferma: “ogni volta che lo Stato è crollato”, o che hanno fatto credere che esso fosse inutile, poi si sono lanciati contro il popolo”