Prechè le Seconde Linee Tranne Il Capo e il Ministro

Perchè il PUE schiera le Seconde Linee, tranne il Capo Supremo e il Ministro Dell’Economia.

Il Cappio Al Collo del Popolo

Vittorio Boschelli

Prima delle Elezioni il B.I.R sosteneva ci fosse un solo partito in Parlamento il PUE (partito unico dell’Euro) molti scendevano in piazza e piangevano per il povero Silvio, altri Pagavano e facevano la Fila sotto la Neve e le Bufere, convinti di DECIDERE, altri votavano Grillo sperando nell’inciucio con il PD pur di eliminare IL MALE ASSOLUTO DA 20 ANNI, altri, ritenendo INUTILI queste Elezioni (perché già decise), hanno provato a partecipare solo per far conoscere al POPOLO che esiste un NUOVO PROGETTO POLITICO ALTERNATIVO A TUTTI.
Ma, per per mancanza di UOMINI e MEZZI non ci siamo riusciti e abbiamo optato per il NON VOTO MESSO A VERBALE perchè NESSUNO ci rappresentava, non c’era nessuna alternativa al PUE con un PROGETTO PRECISO.
Il “nuovo” Governo ha dimostrato (come se ci fossero stati dubbi) che NOI del B.I.R avevamo ragione ancora una volta.
Per 20 anni vi hanno fatto credere al Voto Utile, al Bipolarismo, al Male Assoluto Berlusca, oggi rincarano la dose con il Presidenzialismo e il Popolo abbocca come le Trote di allevamento che si avventano anche su un chiodo arrugginito, scambiato per un lombrico appetibile.
In realtà era tutto un TEATRO dove gli attori erano intercambiabili e illusionisti e il Popolo Schiavo si appassionava alle diatribe nelle piazze e nei salotti vespiani, non capendo che era tutto frutto di bassa scuola teatrale che i protagonisti “litigiosi” mettevano in campo, per sviare il Popolo stesso dai VERI PROBLEMI che VENIVANO DAI VENTI DEL NORD EUROPA, venti profumati di CAPITALI, capaci di spazzare via un’intera Nazione e il suo Popolo, con il benestare dei teatranti di bassa lega.
Eppure era talmente evidente che anche un bambino poteva smascherarli prima, invece il Popolo era incredulo, scioccato, attonito, fino a preferire la Bella Menzogna alla Brutta Verità, come a voler autoconvincersi che NON ERA COLPA SUA se i teatranti erano ancora li a fare i Buffoni con il LORO VOTO.
La Democrazia diretta afferma qualcuno, come se il VOTO sia INDIRETTO con un sistema PROPORZIONALE CON PREFERENZE, sempre considerando la VERA LIBERTA’ DI STAMPA, altrimenti nemmeno il proporzionale serve, se il POPOLO VIENE NARCOTIZZATO AL PUNTO DI NON VEDERE LA TRAVE CHE HA NELL’OCCHIO (ma vedono molto bene i miei errori o orrori grammaticali, nemmeno le virgole mi fanno passare).
Ripeto per l’ennesima volta, NON SONO UN LETTERATO nè LAUREATO e SCRIVO PER COSTRIZIONE e non per piacere, sono NEGATO e sono IGNORANTE IN ITALIANO, spero che un giorno potrò permettermi di PAGARE qualche Acculturato che corregga il Mio Pensiero Scritto in malomodo, così forse vi degnerete a Giudicare la Sostanza e il Pensiero POLITICO, invece di affermare:”ma questo non sa scrivere in italiano, pensa se capisce l’economia” questo è un classico pensiero Pieddino o Grillino, convinti da sempre che LAUREA= POLITICO BRAVO.
Io sono da sempre convinto del contrario e mio Padre mi ripeteva sin dalla fanciullezza questa frase: “Tra un asino ignorante e un asino colto non c’è nessuna differenza, tutti e due SONO ASINI”
E questa frase mi convince sempre di più ogni anno che invecchio, altrimenti il PUE UNITO non avrebbe mai varcato la soglia fisiologica dei SOMARI, il voto della Specie, circa 1% della Popolazione.
Chiusa parentesi, torniamo alle cose serie.
In 101 “Grandi Elettori” Pieddini prima silurano Prodi IL PADRE FONDATORE DELL’EURO, poi BERSANI IL KAMIKAZE a rischio DEMOLIZIONE PIEDDINA PREMATURA, pensate che questo sia nulla?
Questa è la chiave invece che vi fa capire LA POSTA IN GIOCO, senza tale manovra ORCHESTRATA IN SINFONIA, Napolitano era in pensione e Letta a prendere qualche scappellotto dallo zio.
Veramente credete che questo è stato fatto SOLO DAI PIEDDINI PER FARE UN DISPETTO AL BUON BERSANI? Se lo pensate avete la Laurea e siete Pieddini.
Una crisi politica si può sempre affrontare con mezzi ordinari, ma se capita nel bel mezzo di una crisi economica senza sbocchi, essa richiede soluzioni d’emergenza. Accadde così anche nel novembre 2011, con l’intronizzazione di Monti a Palazzo Chigi e la sua investitura a Salvatore della patria, ricordate? O avete rimosso?
Ed è andata così anche in questo aprile 2013. E questo è l’elemento di forte continuità con il governo uscente, avendo il primo l’identico ruolo di regista interpretato oggi come all’epoca del monarca del Quirinale, vero referente delle oligarchie nostrane ed euroatlantiche, terrorizzate dall’ipotesi che l’Italia possa in qualche modo sganciarsi dalla gabbia europea, questo è L’UNICO MODO PER VINCERE LA GUERRA, ma quanto ci vuole per capirlo?
Ci sono poi altri elementi di continuità con il governo Monti: due ministri resteranno in carica, magari cambiando ministero (Cancellieri e Moavero), altri due sono montisti a tutti gli effetti (Mauro e D’Alia), quattro sono qualificati come «tecnici», ma qui più che il numero conta il peso di un altro uomo di Bankitalia (Saccomanni) all’economia. Un discorso a parte meriterebbe (ma non lo facciamo qui) l’ultra sionista ed iper-atlantista Bonino, una ministra degli esteri che rappresenterà l’Italia sventolando la bandiera israeliana con la destra e quella a stelle e strisce con la sinistra.
Naturalmente ci sono anche i cambiamenti. Un altro governo mascherato come «tecnico» sarebbe stato semplicemente improponibile, così come il volto di Monti che è stato infatti prontamente cestinato. Occorreva mascherare la continuità avvolgendola in un involucro nuovo. Ecco dunque il governo politico (così lo ha buffamente qualificato Napolitano, quasi potessero esistere governi «non politici»). La «politicità» sta nel diretto coinvolgimento di tre forze politiche (Pd, Pdl, Sc), che sono però esattamente le stesse che per oltre un anno hanno garantito la vita e le porcherie politiche e sociali del peggior governo della storia repubblicana.
Cambiamento nella continuità: questo il succo dell’operazione che ha portato Letta a Palazzo Chigi.
A legittimare politicamente il «governo dei tecnici» ci aveva provato lo stesso Monti, ma la sua «ascesa» in politica ha fatto flop nelle urne. Dunque bisognava procedere per altre vie. Ma la strada era stretta. Se da un lato occorreva negare il senso del voto dei febbraio, dall’altro bisognava mettere assieme i burattini del teatrino della politica EURODIPENDENTE.
Questi due poli hanno litigato sulle questioni secondarie, condividendo invece le scelte fondamentali: Vincolismo in politica estera e militare, Eurismo prima ancora che europeismo come dogma intangibile alla base di ogni decisione, Iper-Liberismo ed amore sfrenato per le privatizzazioni, attacco sistematico ai diritti dei lavoratori e allo stato sociale, attacco alle Media e Piccola Impresa ingombrante per le fameliche Multinazionali Amiche.
I 101 pieddini dal volto ignoto non sono dunque dei «traditori» del loro partito.
Certo, dal punto di vista etico sono assai peggio ed in un partito degno di questo nome avrebbero già ricevuto un trattamento adeguato. Ma dal punto di vista sostanziale essi sono il vero Pd, dato che hanno intrapreso l’unico percorso realistico per continuare la politica sulla quale il Pd è nato, che non è diversa da quella messa in atto da Monti dal novembre 2011. Dove la Parola D’Ordine da Mantenere a qualsiasi COSTO si chiame EURO e SVENDITA dei gioielli di Famiglia con una bella spolverata di Disoccupati e Licenziati dopo lo smembramento delle Aziende MANIFATTURIERE e non la Fiat che non interessa a nessuno e gli apparati dello STATO.
Quindi il Governo Letta era già previsto, noi ci siamo sbagliati sul nome, ma sulla dinamica NON AVEVAMO DUBBI e anche sulle seconde Linee VISTO L’ULTIMO ATTO DEL PROGETTO CRIMINALE DA PORTARE A TERMINE A QUALUNQUE COSTO CHE BRUCERA’ I PUPAZZI, NELLA SPERANZA CHE I MARPIONI SI SALVINO, PERCHE CONOSCONO IL POPOLO E LA SUA MEMORIA, quindi cari “Rivoluzionari” toglietevi dalla testa strane Idee, altrimenti FINIRA’ ANCORA PEGGIO, questi signori per ELIMINARLI OCCORRE UN PROGETTO, PROGRAMMA E CONSENSO DI TUTTO IL POPOLO, se ancora siete li in bambola e non avete ancora capito che senza un PROGETTO BEN PRECISO questi nel FORTINO RIMARRANNO BARRICATI FINO ALLA VOSTRA FINE, non avete ancora capito che il NEMICO NON SONO LORO, ma è il TEMPO, trascorso il NECESSARIO (poche settimane) NON CI SARA’ NULLA DA FARE CON o SENZA DI LORO.
Questo è difficile da capire per tanti luminari e aspiranti Politici “NUOVI” eppure la GRECIA dovrebbe insegnare, è ad un tiro di sputo, ma l’Italiano è sempre più FURBO non è mica come un GRECO!
Infatti è esattamente come un Greco, andrà in piazza e brucerà le bandiere e poi tornerà a casa, magari sparando a qualche donna incinta, a qualche poliziotto o bruciando la macchina a qualche operaio, spaccando la vetrina a qualche commerciante, esattamente come hanno fatto i GRECI, ma IMPEGNARSI PRIMA A CAPIRE COSA, PERCHE’ e COME è troppo difficile, troppo,troppo,troppo,troppo,troppo,troppo,troppo………………………………………!
Figuratevi che l’altro ieri una signora commentava un mio post su fb e diceva ad un’amica che schiacciava “mi piace””si è quello che ha la fissa dell’euro e scrive duemila righe, ma non lo fila nessuno, chi legge tutte queste stronzate?”
Ecco questo è il POPOLO ITALIANO, vi sembra meglio di quello GRECO? A me NO!
Quindi in sintesi: Il vero nodo si chiama Europa. A leggere la stampa questi giorni è tutta una riduzione di tasse: via l’Imu sulla prima casa, rinvio della Tares e dell’aumento dell’Iva, abbassamento delle tasse per le imprese, qualche contentino perfino sull’Irpef dei lavoratori. La premessa di tutto ciò è che l’Europa in qualche modo «allenterà i vincoli». Lo chiede lo stesso Fmi, lo accenna qualche voce a Bruxelles. Ma da Berlino, per ora, sono arrivati solo dei no.
La verità comunque è nota. Qualche allentamento è possibile, come dimostra il caso spagnolo, ma niente che possa davvero cambiare i problemi che hanno portato l’Italia ad una recessione senza sbocchi. E i dati PARLANO CHIARO, specie se letti in rapporto ai futuri vincoli imposti dal Fiscal Compact, non lasciano scampo.
Quindi non illudetevi cari Italiani per qualche Mancetta data con la mano DESTRA e poi tolta con la mano SINISTRA, ci sono le elezioni in Germania e tutto deve SCORRERE, ma dopo preparatevi l’elmetto e la tavoletta……………………….!
Ecco il perchè delle seconde linee, perchè i Big proveranno a prendervi per i fondelli ancora una volta, addossando le colpe a loro, come hanno fatto con Monti, con la faccia tosta di chi il TEATRO l’ha CREATO e tira i fili dei Burattini di Turno.
Non vi svegliate? E’ lungo l’articolo ed è faticoso leggere? Sono cazzate? Fate Voi, pensate a me (NOI) che sono le 2:00 del mattino in questo istante, per scrivere questa specie di articolo, senza nemmeno esserne capace e senza nessun divertimento, (questo da quasi 6 anni per la cronaca), e domani a lavoro sveglia alle 7:00, capito cari dottorini PIEDDINI o GRILLINI o PIDIELLINI?
Sogni D’Oro, anzi D’EURO.

 

 

Il PUE e la Prefazione di Krugman

Il PUE e la Prefazione di Krugman non lasciano dubbi su quello che accadrà con il “Nuovo” Governo del Partito Unico Dell’Euro.

I Padri fondatori dell'Euro e i Complici

Vittorio Boschelli

Krugman afferma: Ciò che l’élite Europea non riesce a cogliere è che la percezione pubblica del loro diritto di governare dipende dalla loro capacità di raggiungere almeno alcuni risultati effettivi. Quel che hanno consegnato in realtà, tuttavia, sono anni di sofferenze incredibili accompagnate da ripetute promesse che la ripresa era proprio dietro l’angolo – e ora si stupiscono che molti elettori non si fidano più del loro giudizio, e si rivolgono a qualcuno, chiunque, che offra un’alternativa.

Vorrei poter credere che le elezioni italiane siano servite da campanello d’allarme – una ragione, ad esempio, per dare alla BCE il via libera per una maggiore espansione, una ragione per la Germania di fare un po’ di politica espansiva e per la Francia di sospendere il suo non necessario stringere la cinghia. La mia ipotesi, tuttavia, è che avremo soltanto altre lezioni per gli italiani e per tutti gli altri su come non stanno dandoci abbastanza dentro.”

Queste dichiarazioni di Krugman le dedico ad alcuni “amici” che in questi giorni hanno pensato bene di cancellare i Post del B.I.R dai loro Gruppi, perchè sono senza argomenti per replicare e perchè il B.I.R, meno si vede è meglio è per loro (questi sono i NUOVI che attraverso la DEMOCRAZIA dovrebbero istaurare la LIBERTA’), come non capirli, tra il dire e il fare, ne passa acqua sotto i ponti.

Chiusa la parentesi, passiamo alle cose serie, che interessano il Popolo, meno ai Poltronisti VECCHI, travestiti di NUOVO.

Inutile dire che tutto questo diverrebbe attualissimo nel caso in cui si interpretasse il voto, da parte delle forze politiche tradizionali, solo come un fatto di “volti nuovi”,  e cioè che, in  pieno delirio “cosmetico” (non a caso), pescassero qualche Jolly “inedito” rispetto alle stanze dei governi post-Maastricht, e ritirassero fuori le solite vecchie politiche…mentre i grandi gruppi finanziari e industriali esteri “mettono nel mirino” le imprese italiane, pubbliche e private, da acquisire a prezzi di saldo.
E’ poi chiaro che nell’attuale situazione di instabilità politica italiana, sta proprio nella “svendita” la nuova frontiera degli appetiti dei creditori, non certo nel beggar thy neighbour commerciale, data la situazione recessiva.
Il grande spunto, agevolato dalla impossibilità di formare un governo forte, si colloca nella prospettiva delle Outrigt Monetary Transactions, preannunziate dalla BCE. In tale sede, di fronte a un abilmente concertato innalzamento degli spreads, scatterebbe la pressione, (più o meno efficace) verso la “condizionalità“: ciò nel senso di accelerare i processi di dismissione e privatizzazione, già comunque programmati, mirati alla riduzione del debito pubblico. Ciò che presuppone la permanente compattezza politico-mediatica, all’interno del paese, nell’individuare in esso la causa della crisi nei paesi debitori (e comunque l’elemento su cui incidere come “unica soluzione possibile).

Il Sig. Grillo afferma il 3 Marzo 2013: Saremo sopraffatti – non dall’Euro ma dai nostri debiti. Se l’importo degli interessi raggiungerà i 100 miliardi di Euro all’anno, saremo morti. Non ci sono alternative”. Sottolineo “NON DALL’EURO”

Continua Paragonando LO STATO ad una S.P.A: “Se ho comprato le azioni di una società che fallisce, allora ho avuto sfortuna. Ho rischiato – e perso”.

Sempre il Sig. Grillo afferma il 23 Aprile 2013: “Sarei contento di un’invasione tedesca in Italia”

Spero dopo questa ennesima CONFESSIONE di Grillo, i grillini siano meno accaniti sulla nostra pagina fb e reagiscano ai nostri articoli e post in maniera diversa, magari con un minimo sforzo, meno fazioso e con meno certezze, aiuterrebbe il nostro Paese e loro stessi. Intanto posso darvi una notizia, l’invasione è già avvenuta e il Sig. Grillo è stato MUTO, invece come al solito vi dice, che ancora deve avvenire, ho forse intendeva un’altro tipo d’invasione? Se è così, le cose sono ancora peggiori…………………, chi vuole capire, capisca………….., non dite poi che non sapevate.

Noi del B.I.R abbiamo sempre sostenuto da quale parte stava Grillo da buon Iper-Liberista e Eurodipendente, ma suscitiammo L’IRA di tanti emulatori “nuovi” salvatori della Patria, che non salveranno nessuno. La Patria si salva solo se si ha piena coscienza del perchè L’Euro è Nato già MORTO e se si capisce, che è LA CAUSA del DEBITO PRIVATO e di conseguenza si capisce che il PUE compreso il Caro GRILLO hanno MENTITO, affermando che il problema è il DEBITO PUBBLICO BRUTTO E LA CORRUZIONE, spero di essere stato chiaro, per chi ha voglia di capire e non scambia la Politica per una squadra di calcio, purtroppo non è un gioco, ma stiamo parlando di LIBERTA’, DIGNITA’, DEMOCRAZIA e SOVRANITA’ del POPOLO del presente (noi) e del futuro (i nostri figli) e del bene più prezioso che abbiamo, LA VITA, quello che è successo ieri a quella Donna e a due Carabinieri INNOCENTI, dovrebbe far riflettere TANTO (pensiamo sia l’ora) non solo i Politici, loro già sapevano le conseguenze di una MENZOGNA dove avrebbero PORTATO il Popolo DISPERATO e UMILIATO, ma deve far riflettere i “Rivoluzionari” da tastiera a capo di sedicenti Movimenti “Nuovi” che non ci sono mezze misure, o si sta da questa parte o si sta da quella parte è finito il tempo del Politichese, ci vuole ben altro e le Idee chiare e nette, senza se e senza ma, senza continuare a balbettare e dire quello che conviene, ma quello che è giusto. Al buon Intenditore poche parole.

Un’articolo Interesante su Reuters ci può essere d’aiuto per capire la traccia del “nuovo” Governo delle seconde linee del Partito del PUE (non a caso le seconde linee e non i volponi)

Quindi nei prossimi mesi assisteremo al massimo sforzo congiunto della grancassa mediatica PUE€ per raccontarci: a) che la crisi è superabile e che l’euro è in sè, sostenibile, utilizzando con ragionevolezza…le regole disfunzionali e ideologicamente connotate che lo caratterizzano; b) che nel frattempo, la Costituzione deve comunque essere cambiata, perchè il paese ha bisogno di “ammodernamento” e nuovi principi istituzionali devono essere introdotti come indispensabili.

Il risultato sarà quello di adeguare definitivamente la Costituzione all’ideologia von Hayek, modulando le istituzioni costituzionali sull’idea che l’intervento dello Stato nell’economia sia da limitare in nome dell’efficienza del settore privato.
La filosofia del mutamento costituzionale, per compiere il quale è appunto indispensabile prendere tempo, sarà quella di spostare, come sempre, l’attenzione sulla ingegneria istituzionale, in nome della riduzione del numero dei parlamentari, dei “costi della politica” e dell’adeguamento di fondamentali istituti che sarà proposto, come un’apparente coerente conseguenza; anzi come rafforzamento della “tutela” di posizioni sociali, ma in realtà volto alla mera cosmesi, che dissimula la sua disattivazione, autonomamente derivante dai meccanismi di Maastricht di per sè.
Ma – e come vedrete Padoan conferma clamorosamente questa invariabile posizione – a che serve ammettere che le tasse sul lavoro e le imprese sono “eccessive” se non si ammette che l’euro causa un problema strutturale e irrisolto di debito privato, determinato da squilibri commerciali e crescenti asimmetrie di liquidità-debito-credito, cioè di competitività da differenziali di inflazione consolidati e inaggirabili senza trasferimenti?
Se la causa della crisi era il debito pubblico, a che servirà, nella loro stessa testolina, allentare i vincoli di bilancio se non ad aumentare i deficit e quindi, sempre secondo “loro”, la pressione dei mercati?
E se questa è venuta meno senza che gli obiettivi di deficit siano stati raggiunti da alcuno dei paesi UEM (tranne guarda un pò la Germania), perchè continuare a predicare la riduzione dei deficit solo rallentata, se, secondo “loro”, il problema nasce, fin da Maastricht e non dalla crisi del 2008, dal mancato rispetto di tali vincoli e parametri (ricordandosi del problema del debito solo dopo che i saldi target2 erano arrivati a pericolo di insolvenza)?
Perchè dopo che l’euro ha creato outputgap e stagnazione nei paesi con inflazione più alta, rendendoli disprezzati debitori, il semplice attenuamento delle stesse identiche politiche dovrebbe funzionare?
Perchè se l’euro implica geneticamente una politica economica che, a regime, peggiora la sostenibilità dei conti pubblici per minor base imponibile e compressione della domanda interna a carico dei salari, – solo facendolo in modo diseguale nei vari paesi, per tempi non coordinati, come invece imponevano i trattati -, un pò di spesa pubblica o di minor tassazione, in misura assolutamente insufficiente, dovrebbe attenuare questi effetti originari e strutturali di interdipendenza inevitabile delle economie nell’area UEM?

Padoan, senza alcun timore di smentire le sue precedenti prese di posizione (formalmente perchè nella sostanza le linee ideologiche di politica economica rimangono nel stesse), ci dice infatti:
L’Italia è adesso nella posizione di chiedere all’UE di allentare il target di deficit del paese. Con i tagli al bilancio accusati della recessione registrata per il secondo anno consecutivo nell’eurozona, anche il responsabile massimo dell’economia UE ha indicato che occorra più flessibilità sugli impervi obiettivi economici stabiliti.
Il nostro paese è vicino ad ottenere l’importante obiettivo della fine della procedura per deficiti eccessivo attivata al picco della crisi (quella in relazione al deficit 2011! ndr.). L’Italia è ora nella posizione di aggiungersi a quei paesi che possono ottenere un margine (di ritardo) riguardo ai limiti deficit/PIL.
Riferendosi alle politiche di Monti, come avvertite di essere responsabili di un rigore eccessivo che “avrebbe, secondo alcuni economisti” (!), acuito la recessione“, Padoan ha detto, prosegue Reuters, che l’OCSE, da molto tempo un tifoso delle politiche economiche che hanno dettato la risposta di forte austerità dell’UE alla crisi del debito (!), sta chiedendo a Bruxelles di consentire all’eurozona un periodo di rinvio agli obiettivi di deficit per tenere conto della prolungata crisi…i targets devono essere rivisti al netto degli effetti della recessione e calcolati in termini strutturali. Ciò significa che l’Italia è attesa avere un deficit strutturale vicino all’equilibrio nel 2013″.
A queste dichiarazioni di Padoan, Reuters fa seguire la chiosa: (il primo ministro incaricato) “Letta ha detto mercoledì che l’UE è stata troppo focalizzata sull’austerità e ha fatto appello al parlamento italiano affinchè sostenga i suoi sforzi di riforma, incluso lo sforzo di convincere l’UE a cambiare la direzione della policy attuale.”
Decisamente, c’è da aggiungere, la nouvelle vague in procinto di governo è in ottimi e tradizionali rapporti con l’OCSE.

La dichiarazioni e i ragionamenti su Reuters ve li ho ampiamente riassunti, ma rimangono, anche in questa versione, un’ossessiva serie di parafrasi incentrate sullo stesso evidente concetto: prendere tempo senza rinunciare a una virgola dell’impostazione economica dei trattati.
Il fiscal compact, infarcito di regole contraddittorie e draconiane al tempo stesso, finisce in soffitta, rimosso per la sua evidente impraticabilità ma senza l’ammissione della incompetenza mostrata per averlo solo concepito.
Colpito da “desuetudo de facto“, ovvero da “eccessiva onerosità sopravvenuta”, ammessa ma non dichiarata formalmente, secondo la clausola di risoluzione dei trattati internazionali che si adegua al principio “rebus sic stantibus” (cfr; link citato paragrafo 4, sull’art.61 Convenzione di Vienna).

Si cambia strategia: prendere tempo, per adeguare le Costituzioni, in Italia, big player della situazione (anche se non piace ammetterlo, agli autodenigratori dal livore auto-diretto), ma non solo, mostrare che si fa una gigantesca ammujna riformistica, completamente irrilevante rispetto alla disfunzionalità della moneta unica, e infine assestare lo “stato delle cose”, completando il disegno dell’Italia ridotta a “fabbrica cacciavite”, a proprietà estera.


La inversione di marcia significa null’altro che il creditore deve essere più paziente e che si può ricominciare a seguire, come se niente fosse, il trend precedente alla crisi: i paesi debitori potranno solo avere più tempo per restituire il debito accumulato, ma ne accumuleranno presto dell’altro, inevitabilmente, per via del fatto che  i paesi “creditori” conservano il vantaggio dei tassi di cambio reale. Perchè non è pensabile che con una tale mera attenuazione degli obiettivi fiscali i “debitori” potranno perseguire una correzione della mancata crescita tutta a carico, via esportazioni, del “resto del mondo”: che non è rimasto inerte a guardare e rilancia la crescita reflazionando e svalutando.
Insomma si torna alle politiche di “stillicidio” anteriori al 2011.
Solo che, accumulatosi il debito privato commerciale, sarà così più facile procedere alla svendita degli assets nazionali, in un clima più favorevole.
Il messaggio dei prossimi mesi sarà: vi stiamo risanando con la crescita (cioè la mera fine della recessione)  e l’occupazione (cioè la mera attenuazione dell’enorme numero dei disoccupati). E dunque, se questa è la logica – che verrà amplificata dai media come “ripresa”-, in essa risulterà “riforma” indispensabile, nel “vostro” interesse, procedere alle dismissioni e alle ulteriori privatizzazioni, magari in favore di “investitori esteri” che, bontà loro, fermeranno la deindustrializzaizione del paese.
Insomma il creditore, rinuncia realisticamente a ritenere che attraverso la leva fiscale, il debitore possa rimborsare mediante il suo flusso di reddito, e agisce smoothly per attaccare il suo patrimonio. Molto più semplice e pragmatico. E sempre senza incontrare resistenza.

Per compiere la colonizzazione TANTO AMATA da GRILLO e TUTTO il PUE, talvolta bisogna arretrare: ma per prendere la rincorsa e fare un balzo in avanti ancora più grande.

 

 

Non Solo Il B.I.R Ma………..!

Non Solo Il B.I.R-Popolo Sovrano afferma l’Anti-Democraticità Dell’EURO

Vittorio Boschelli

Democrazia e B.I.R Popolo Sovrano

Come abbiamo dimostrato in diversi articoli in questi anni e affermato nell’ultimo video del B.I.R, di qualche giorno fa, l’EURO è ANTI-DEMOCRATICO e non a caso noi del B.I.R siamo ANTI-EURO, essendo convinti sostenitori di una Democrazia mai REALMENTE COMPIUTA nella realtà dei fatti.

 

Ho trovato un’articolo ben fatto sul sito della MMT e volentieri pubblico, che riassume molte dichiarazioni e CONFESSIONI dei padri fondatori dell’EURO, citate e riportate da noi in questi anni in più occasioni, e abbiamo sempre sottolineato con un certo sconcerto da parte nostra per l’ostinazione di una parte consistente del Popolo Italiano volto alla NEGAZIONE DELLA REALTA’ DEI FATTI confessati e spiattellati in faccia dalle stesse persone che si sono macchiate del CRIMINE PIU’ EFFERATO DELLA STORIA DELL’UOMO.

Ancora una volta noi vi proponiamo i fatti oggettivi a sostegno della nostra posizione, nella speranza che un giorno possiate rendervi conto del DISASTRO perpetrato proprio nei VOSTRI confronti e cosa incredibile, ma VERA, che avete contribuito a sostenere attraverso il VOTO verso chi vi ha messo il CAPPIO AL COLLO che presto vi strozzerà senza nessuna pietà.

Ogni giorno ci chiediamo, cosa altro serve, cosa altro possiamo fare, per farvi capire che solo unendovi a noi si può ancora lottare per limitare al minimo il prezzo da pagare per il DISASTRO già fatto, ma non riusciamo a darci una spiegazione razionale e logica, talmente è incredibile l’immobilismo e l’assenza quasi totale di senso civico in una parte consistente del POPOLO ITALIANO.

Le radici antidemocratiche dell’Euro nelle parole dei suoi stessi padri fondatori

di Daniele Della Bona

L’Euro è diventato oggi l’incarnazione di un vero e proprio strumento di governo (“means of structural transformation”, un mezzo di trasformazione strutturale lo definì Mario Monti nel 2011) con cui si stanno imponendo a interi popoli – sotto l’egida dell’emergenza, dello stato di necessità e con la mannaia dello spread pronta ad abbattere i governi poco graditi ai mercati – decisioni altrimenti improponibili e inaccettabili da parte dei cittadini.

Questo fatto, lungi dall’essere una mia idea o una mia opinione, è stato placidamente ammesso dai padri nobili della moneta unica a più riprese. Pertanto, faccio qui una breve rassegna per gli smemorati, utile (e questa è una mia opinione) a mostrare a quelli che parlano di “Unione politica europea”, di “Stati Uniti d’Europa”, di “Sogno europeo” e in generale di uno sforzo politico per un’Europa più democratica, che la natura politica di fondo dei tecnocrati europei è incompatibile con qualsiasi disegno di matrice veramente democratica.

Ecco le prove (con tutte le fonti liberamente consultabili), nelle parole dei padri fondatori dell’Euro e dell’Eurozona:

mario-monti1-20-12-20121.jpg1_11) Mario Monti, 1998, dal libro Intervista sull’Italia in Europa di Federico Rampini (p. 40 e 50-51):

Federico Rampini: «Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici?».

Risposta di Monti: «Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere dell’impopolarità ESSENDO PIU’ LONTANE, PIU’ AL RIPARO, DAL PROCESSO ELETTORALE. Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera l’immagine dell’Europa presso i cittadini».

Federico Rampini: «Con uno sguardo storico all’integrazione dal 1957 in poi, si è spesso sostenuto che la Comunità europea ha fatto progressi prodigiosi perché era cementata dalla paura di un aggressore esterno, cioè l’impero sovietico. Si può andare avanti verso l’Europa unita […] senza una minaccia esterna?»

Risposta di Monti: «Ma secondo me il peso delle minacce esterne è ancora uno dei motori dell’integrazione europea. Anche se la minaccia cambia natura: la minaccia esterna di oggi si chiama concorrenza. Questo è un fattore potente di spinta per l’integrazione, anche se l’Europa reagisce troppo lentamente a questa minaccia. […] Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l’Europa verso una maggiore integrazione, è la “minaccia immigrazione”. […] QUINDI LE PAURE SONO STATE ALL’ORIGINE DELL’INTEGRAZIONE, LE PAURE HANNO CAMBIATO NATURA, PERÒ RIMANGONO TRA I MOTORI DELL’INTEGRAZIONE».

Fonte: EUobserver.

2) Jean Claude Juncker (ex presidente dell’Eurogruppo), 21 dicembre 1999Der Spiegel, sul modus operandi della Commissione Europea:

«Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere cosa succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE NON CAPISCE NIENTE DI COSA E’ STATO DECISO, andiamo avanti passo dopo passo fino al PUNTO DI NON RITORNO».

Nota: si tratta dello stesso Juncker che ha detto questa cosa qui lo scorso gennaio. Proseguiamo:

PadoaSchioppa

3) Tommaso Padoa Schioppa, autunno 1999, Commenataire n. 27 (estratto qui), sulla nascita dell’Unione Europea:

«La costruzione europea è una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori. […] L’EUROPA NON NASCE DA UN MOVIMENTO DEMOCRATICO. […] Tra il polo del consenso popolare e quello della leadership di alcuni governanti, l’Europa è nata seguendo un metodo che potremmo definire con il termine di DISPOTISMO ILLUMINATO».

4) Romano Prodi, 4 dicembre 2001, Financial Times (citato qui), sui futuri problemi che l’Euro avrebbe causato:

«Sono sicuro che l’Euro ci costringerà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica. Proporli adesso è politicamente impossibile. MA UN BEL GIORNO CI SARÀ UNA CRISI e si creeranno i nuovi strumenti».

 

5) Giuliano Amato, 12 luglio 2007, EuObserver, sulle modalità con cui fu scritto il Trattato Lisbona:

«Essi [i leader Europei] hanno deciso che il documento avrebbe dovuto essere illeggibile. Essendo illeggibile allora non sarebbe stato costituzionale […] Se fosse stato comprensibile, ci sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo [il riferimento qui è alla Costituzione Europea bocciata nel 2005, nda]. I primi ministri non produrranno niente direttamente perché si sentono più al sicuro con la cosa illeggibile. Essi possono presentarla meglio, in modo da EVITARE PERICOLOSI REFERENDUM».

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6) Jacques Attali (uno dei padri fondatori dell’Unione europea e dei Trattati europei), 24 gennaio 2011, all’Università partecipativa:

«Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.. In primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che hanno partecipato alla stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno…o meglio ci siamo incoraggiati a fare in modo che uscirne … sia impossibile. Abbiamo attentamente “dimenticato” di scrivere l’articolo che permetta di uscirne. NON È STATO MOLTO DEMOCRATICO, naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti».

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7) Mario Monti, 22 febbraio 2011, convegno Finanza: comportamenti, regole istituzioni, Università Liuss Guido Carli, sul bisogno crisi come strumento di governo. Intervista video disponibile qui (dal minuto 5 e 16 secondi):

«Non dobbiamo sorprenderci che L’EUROPA ABBIA BISOGNO DI CRISI E DI GRAVI CRISI PER FARE PASSI AVANTI. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile, conclamata».

8) Helmuth Kohl, 9 aprile 2013, Telegraph (traduzione qui) sull’ingresso nell’Euro da parte della Germania:

«Sapevo che non avrei mai potuto vincere un referendum in Germania. Avremmo perso il referendum sull’introduzione dell’euro. Questo è abbastanza chiaro. Avrei perso sette a tre. […] NEL CASO DELL’EURO, SONO STATO COME UN DITTATORE».

E adesso, chi vuole continuare a sognare continui pure a farlo.

Iniziamo dalla RAI…………!

Iniziamo dalla RAI a fare pulizia nella pattumiera della Disinformazione e della Droga di Massa.

Class Action Rai-Bir-Popolo Sovrano

Vittorio Boschelli

E’ arrivata l’ora che il Popolo inizi a gridare GIUSTIZIA, iniziando dal 3° Potere, la pattumiera della DISINFORMAZIONE DI MASSA, l’amata RAI, asservita al SISTEMA POLITICO-FINANZIARIO a danno del Popolo, ignaro ancora oggi del danno fatto nei cervelli di milioni di Italiani (troppi), dopo anni di MENZOGNE vendute per VERITA’ assolute dai Killer Dell’Informazione, dove la RAI è il covo primario del SERVILISMO di STATO.

La Dittatura Dell’EURO e dell’ IPER-LIBERISMO sono avanzati grazie alla connivenza dei MEDIA di REGIME, come ogni Dittatura che si rispetti, certamente il Popolo non è senza colpe, ieri forse era comprensibile, ma oggi non ci sono alibi per nessuno.

Il Popolo oggi continua a ragionare come se nulla è accaduto, preoccupandosi di non rompere le catene del SERVILISMO CONNIVENTE E VIGLIACCO, di comodo apparente e demente, ignaro del CICLONE che già si è abbattuto sulle teste dei PROPRI FIGLI e Dell’Uragano che si abbatterà sulle loro teste, grazie alla VIGLIACCA RETICENZA e la COMPLICITA’ con il SISTEMA PARTITOCRATICO, del passato e del presente, del TERRORE VERSO LA SOCIETA’ DEL “NOI”, del CAMBIAMENTO RADICALE in favore della RIVOLUZIONE MENTALE INEVITABILE che il periodo storico attuale RICHIEDE, come passaggio determinante per aprire un varco di SPERANZA VERSO LA SALVEZZA del Popolo e della Nazione.

Il Cambiamento Mentale e delle Coscienze, non è cosa facile per il Popolo Italiano, abituato a leccare il culo al Politicante di turno per ELEMOSINARE un DIRITTO, ma oggi siamo alla resa dei conti, non vi salverà più continuare a scappare, non vi salverà più facendo finta di non capire, non vi salverà più avere l’amico onorevole, non vi salverà più elemosinare un DIRITTO come fosse un FAVORE, non vi salverà più curare il vostro ORTICELLO DELL’EGOISMO, non vi salverà più barattare il DOMANI con l’elemosina dell’Oggi, non vi salverà più lo SCAMBIO del VOTO, non vi salverà più la VOSTRA VIGLIACCHERIA, tenendo la testa sotto la sabbia per paura di guardare in faccia la VERITA’ BRUTTA che AVETE CONTRIBUITO a COSTRUIRE con il vostro SERVILISMO e la vostra MENTALITA’ PARASSITARIA.

Mi è giunta voce da alcuni Cittadini che con Coraggio e LIBERTA’, hanno deciso di lavorare per il B.I.R e per TUTTI, anche per VOI che non lo meritate, che alla vista della tessera del nostro Movimento Politico, alcuni Italiani VIGLIACCHI, che in piazza Blaterano da “Rivoluzionari” e nelle URNE DA COGLIONI, o chiusi in una stanza si VENDONO PURE LA MAMMA per un piatto di lenticchie, si dileguano, attraverso le giustificazioni più idiote e vigliacche che abbia mai sentito.

Dico loro che la resa dei conti è vicina e non vi azzardate a salire domani sul carro del vincitore come avete sempre fatto nella vostra vita, questa volta sarà DIVERSO, anche se ancora da IGNORANTI non lo avete ancora capito.

NON CI SARA’ NESSUN VINCITORE, ci saranno solo VINTI e VOI e NOI saremo tra questi, con una differenza ENORME, noi abbiamo LOTTATO ANCHE PER VOI CHE NON LO MERITAVATE, VOI invece, sarete i COLPEVOLI e VIGLIACCHI di SEMPRE.

Quando il sangue scorrerà per le strade VOGLIO SENTIRVI DIRE quello che affermate oggi con tanta IGNORANZA colmi a tal punto da perderla per strada mentre camminate, “io di politica non voglio sapere nulla”, questa frase dice quanto siete VIGLIACCHI e quanto siete IGNORANTI, come se i VOTI i Politici Italiani li prendono in prestito dai cittadini TEDESCHI, (tutto prendiamo in prestito ma i voti ancora no) VOI NON CENTRATE NULLA CON LA POLITICA, questa è l’unica certezza, ma centrate TANTO CON I POLITICI e il SISTEMA che AVETE VOTATO E SOSTENUTO e continuate a SOSTENERE fino a quando il sangue dei VOSTRI FIGLI non scorrerà a fiumi per le strade, oppure ancora peggio, fino a quando non vi toccheranno il VOSTRO ORTICELLO “IDEALE”, perchè quello vero, NON ESISTE GIA’ PIU’ DA ANNI, ma la VOSTRA IGNORANZA e CECITA’ vi impedisci di VEDERE oltre il VOSTRO NASO.

Il risveglio sarà doloroso per tanti Italiani Degni, ma più passa il tempo e più mi convinco che purtroppo è NECESSARIO per tanti Italiani INDEGNI.

Ringrazio Tanti Italiani che si stanno impegnando in tutte le Regioni Italiane per il Tesseramento e Ringrazio Tanti Italiani che hanno aderito al nostro Movimento a Tutti i Livelli, per fortuna non siamo tutti uguali…………….! Grazie!

Rivolgo a Loro questa Iniziativa del CODACONS e vi invitiamo a partecipare

 

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.

Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.