L’Ilva Di Taranto e Lo Stato Non Sovrano

I Lavoratori Dell’ILVA di Taranto Protestano Per Un EX DIRITTO Della EX Costituzione ITALIANA Fatta a Pezzi Dai Politicanti e Dai Sindacati In Nome Dell’EURO.

 

Ilva Taranto-B.I.R-Popolo Sovrano

Vittorio Boschelli

 

Cosa dovrebbe fare il governo, se fosse SOVRANO e se non avesse demolito la Costituzione con tutto il Parlamento? Dovrebbe innanzitutto espropriare la famiglia Riva, protagonista di un delinquenziale disastro ambientale e umano con pochi precedenti paragonabili. E decidere, con un atto motivato dal superiore interesse NAZIONALE e SOCIALE, di applicare gli articoli 41, 42 e 43 della Carta perché sia lo Stato ad assumere il controllo diretto dell’azienda e a gestire in proprio quel processo di bonifica – interna ed esterna allo stabilimento, la sua modernizzazione – che permetta di tutelare la salute pubblica, di salvare decine di migliaia di posti di lavoro e GARANTIRE il Salario ai Lavoratori per tutto il tempo necessario per la ripresa della produzione, contemporaneamente, di scongiurare che anche il comparto siderurgico italiano subisca una compromissione irreversibile per CHIUSURA o SVENDITA , aggiungendo altro danno al collasso che sta liquefacendo l’industria manifatturiera del Paese, il Vero obiettivo dell’Euro oltre al costo del Lavoro e l’attentato alla Democrazia e Libertà.

Capire L’Italia per Capire L’Unione Europea

Prechè lo SME è Fallito e Perchè L’Euro Fallirà! Bastava Capire L’Unità D’Italia e la Moneta Unica in Aree Valutarie Non Ottimali.

 

 

Fronte Destra Popolare_Anti Euro

 

Vittorio Boschelli

Noi del Fronte non eravamo veggenti nel 2008-2009 e non siamo veggenti oggi, realisti e onesti si! Da prevedere c’èra ben poco, era tutto scritto, bastava solo RIPORTARLO e DIVULGARLO, da Mundell a Krugman, passando per Borghi e Bagnai, eppure noi, che abbiamo fatto quello che TUTTI avrebbero dovuto fare, dai Killer Dell’Informazione ai Politicanti di Regime, compresi i “Nuovi” giovani rampanti della decrescita, veniamo ancora oggi non capiti da alcuni, e siamo costretti a spiegare e rispiegare che SIAMO STATI FREGATI, ma tutti sapevano, tranne il Popolo Italiano e i Popoli Europei Tutti, escluso nessuno, esclusi “I Pochi Privilegiati” delle stanze dei bottoni naturalmente, noi del B.I.R abbiamo fatto di tutto per informare e divulgare non nostre teorie, ma quelle dei Nobel  a partire dal 1961 a finire ai redattori luminari della stessa comunità europea sullo studio di fattibilità dell’euro (dopo averlo fatto, in pratica), quindi non siamo fenomeni e nemmeno “matti” come ci chiamava qualche anima bella Piddina di Sinistra e di Destra e qualche giovane rampante Grillino.

Bastava vedere L’Italia, le differenze tra le Regioni e il perchè ha resistito una Moneta Unica, la cara Liretta, che senza i TRASFERIMENTI (OBBLIGATI, IN AREE NON OTTIMALI UNITE SOTTO UNA MONETA UNICA, PENA IL FALLIMENTO DELLA PARTE PIU’ DEBOLE,) da Nord a Sud, non avrebbe mai potuto resistere, ma non perchè gli abitanti del Nord Italia sono più “Bravi” come sono più “Bravi” i Tedeschi, ma solo perchè la VOLONTA’ POLITICA HA VOLUTO QUESTO, creando differenze STRUTTURALI e la Moneta Unica le ha AUMENTATE IN MANIERA ESPONENZIALE. Questa Verità è dura da mandare giù, è cruda, ma questo dice L’Economia, questo dice la Storia e questo affermiamo noi del B.I.R, con buona pace di qualche leghista che si crede più intelligente, non sapendo nulla di Storia e di Economia, oppure qualche Piddino di Sinistra e di Destra, convinto ancora che il DEBITOPUBBLICOSOVRANO sia il Problema, oppure qualche Grillino convinto che la Corruzzziiiioooonnnneee sia il Problema, se volete, credete pure Loro e credete anche che esiste Babbo Natale, ma presto bisognerà fare i conti con la VERITA’ e con Il Debito Privato Estero, con le Svendite e la Disoccupazione alle Stelle e la Fine Dell’Euro dopo il Taglio della corda dei “Bravi”, che in questo caso significa CAOS, dove molti sguazzano a meraviglia, magari complici silenti del sistema sotto mentite spoglie “nuove” in nome del SOVRANISMO magari restando in un Mercato Libero e Incontrollato ( di stampo liberista) e le Fondazioni Bancarie ben Salde al Comando, cioè SOVRANI A CHIACCHIERE, questo naturalmente nella migliore delle ipotesi……………………..! Cambiare Tutto per non cambiare nulla.

Quindi chi non vi ha detto questo e non si è schierato contro L’Euro per Salvare L’Europa, oltre che a Mentirvi ha permesso l’odio crescente tra i Popoli, che ogni giorno di permanenza nell’euro, rischia di diventare IRREVERSIBILE, con conseguenze che noi vorremmo evitare a tutti i costi, ci riusciremo? Non sappiamo rispondere, ma di una cosa siamo certi la Battaglia è stata già persa dai Popoli, la Guerra invece la Vinceranno i Popoli Dilaniati e Saccheggiati, bisogna solo lottare perchè il PREZZO DA PAGARE SIA IL PIU’ BASSO POSSIBILE PER POI RISORGERE, è questo il nostro obiettivo di sempre, INFORMARE e DIVULGARE PER RENDERVI CONSAPEVOLI IL PRIMA POSSIBILE LOTTANDO CONTRO ILTEMPO E LA DISINFORMAZIONE DILAGANTE, naturalmente con più mezzi a nostra disposizione avremmo potuto fare tanto di più, ma non molleremo mai, certi che la VERITA’ è ormai Vicina.

Vi Posto L’Intervento di Claudio Borghi a Bruxelles il 24 Gennaio 2013

La solidarietà europea di fronte alla crisi dell’Eurozona
Bruxelles
24 gennaio 2013

 

Gentili Signori,

 

vorrei offrirvi un breve viaggio che comincia qui e termina in Italia, il mio paese, e al termine di questo viaggio spero sarà chiaro che tavolta ci sono matrimoni che sarebbe molto meglio non celebrare. Un brillante economista italiano, il professor Alberto Bagnai, ha perfino scritto un racconto: “Il romanzo di Hans Centro e di Maria Periferia”, prevedendo ciò che avverrà in futuro se dovessimo insistere nel mantenere questo fidanzamento troppo a lungo, e le conseguenze sono assai cupe. Non c’è niente di male nell’amicizia, talvolta può sfociare in un matrimonio, ma il più delle volte è meglio restare solamente amici. E per l’Europa è proprio il caso.

 

Cominciamo dagli anni novanta: lo SME era un precursore dell’Euro, con tassi di cambio pressoché fissi. Questa situazione iniziò ben presto a generare in Italia un pesante deficit della bilancia commerciale, e il deflusso di denaro fu contrastato esattamente con gli strumenti sbagliati che stiamo utilizzando oggi: un forte aumento delle tasse (il governò tassò addirittura i depositi bancari durante la notte, prelevando una percentuale a qualsiasi Italiano avesse un saldo attivo sul suo conto corrente), un aumento dei tassi d’interesse fino al 18%, ed esattamente la stessa retorica che stiamo sentendo oggi, a proposito del disastro di un’uscita dallo SME. Come forse ricorderete, dopo che la Banca d’Italia ebbe bruciato tutte le riserve di valuta estera, alla fine l’Italia fu costretta ad abbandonare lo SME e la lira svalutò di circa il 20%.
Come potete vedere in questa tabella, l’effetto sulla bilancia commerciale fu pressoché immediato e aprì la strada all’ultimo “miracolo italiano” degli anni novanta, ossia l’ultimo periodo di crescita che l’Italia ricordi.

Notate la bilancia commerciale dei paesi dell’Eurozona: l’Italia era in surplus, la Germania in deficit. Tutto un altro mondo. Considerate che il debito pubblico italiano non era diverso da oggi, ma non era oggetto di preoccupazione. Lo shock si rifletteva sul tasso di cambio, nessuno avrebbe pensato di vendere i titoli del debito pubblico sotto la parità. Notate anche che molte delle tremende conseguenze prefigurate in caso di uscita dallo SME, esattamente dagli stessi nomi (uno dei più rumorosi fu proprio Mario Monti) che ora mettono in guardia sulla catastrofe di un’uscita dall’Euro (crollo del sistema bancario, iperinflazione, impossibilità di comprare petrolio e materie prime) non si verificarono neanche lontanamente. L’inflazione addirittura scese dello 0,5% a confronto con l’anno precedente.

 

Poi venne l’Euro e l’Italia fu attirata con successo nella stessa trappola. Dopo aver bloccato di nuovo il naturale strumento di equilibrio rappresentato dal tasso di cambio variabile, il fantasma del deficit commerciale ritornò con moltiplicata potenza, e stavolta su scala europea.

Penso che questa tabella non abbia bisogno di commenti. Si potrebbe scavare a fondo sulle ragioni del boom tedesco. E’ evidente che si tratta del risultato di un’aggressiva compressione salariale che ha ampliato il gap di competitività con l’euro-periferia, i cui deficit venivano riempiti da enormi flussi di capitali investiti dall’Europa core nei paesi ormai “senza rischio di cambio”. L’arrivo dei flussi di capitali ha spinto in alto l’inflazione, allargando sempre più il gap di competitività e alimentando un debito privato fuori controllo, che ha finito per schiacciare la maggior parte dei paesi dell’euro-periferia. Guardate il grafico seguente: dal 1999 al 2007 la variazione del debito privato è in rosso e quella del debito pubblico in blu, e questo è quanto per un altro dei miti di questa crisi: quello che recita “la colpa è del debito pubblico”.

 

 

Cos’è andato storto? Nulla di strano, in realtà un esito diverso sarebbe stato alquanto improbabile visto che l’Eurozona violava apertamente i più basilari requisiti per un’Area Valutaria Ottimale, e alla fine l’Euro si è rivelato nient’altro che la solita trappola dell’aggancio valutario per i paesi deboli, portando al classico ciclo di Frenkel. L’aumento delle imposte in un paese già martoriato di tasse come l’Italia ha schiacciato l’economia, e il gettito aggiuntivo è finito ai creditori dell’Europa del Nord via fondo salva stati e prestiti alla Grecia e ad altri paesi della periferia. L’Italia aveva un’esposizione praticamente nulla verso il debito dei paesi periferici.

 

Si può capire la pericolosità della situazione se solo pensiamo che in condizioni normali uno shock in un paese fa scendere il valore della sua moneta, che così aiuta la sua economia. Nell’Eurozona siamo riusciti a costruire il mostro di un sistema che peggiora le condizioni di un’area sotto shock, facendo aumentare il costo del suo indebitamento.

 

Ora passiamo alle soluzioni e vediamo perché l’opzione “più Europa” viene negata dall’esempio dell’Italia.Quasi tutti concordano che ci sono solamente tre vie per uscire da questa situazione: una rottura dell’Euro, una rapida deflazione via tagli salariali nella periferia (possibilmente accompagnata da un aumento dei prezzi in Germania), e il mantra “più Europa”. Da Krugman in giù esiste un qualificato consenso sul fatto che una profonda deflazione non sarebbe realistica, né socialmente e nemmeno economicamente, a causa del peggioramento del peso del debito se il PIL dovesse crollare ancora. Diamo dunque uno sguardo a ciò che l’esempio dell’Italia ci può raccontare sull’integrazione forzata di aree economicamente differenti.

 

L’Italia è un caso di studio estremamente interessante sull’integrazione, perché comprende aree estremamente diverse in termini di potenza economica. Possiamo dire che la moneta unica “Lira” ha unificato un Nord Italia Tedesco, un Centro Francese e un Meridione Greco, con il vantaggio di una lingua comune. Com’è stato ottenuto l’equilibrio? Nel solo modo possibile in un’area valutaria non ottimale, cioè via importanti trasferimenti fiscali interni. Ciò significa che per poter replicare il “modello italiano” la Germania dovrebbe pagare per gli altri nello stesso modo in cui il Nord Italia fa per il resto del paese, ma anche se questa situazione fosse politicamente gestibile (ed io sospetto che non lo sia), non sarebbe affatto desiderabile, ed esattamente per via di ciò che è andato storto in Italia.Per rendere l’idea: immaginate che la forza economica e industriale del Nord Italia sia “10” e che lo stesso valore debba essere dato ad un’ipotetica valuta del Nord, mentre il valore per il Sud è “2”. La valuta “Lira” sarebbe scambiata a una media delle due aree, diciamo “6”. Il risultato è che il Nord ottiene una valuta più debole rispetto alla sua forza, mentre il Sud ne ha una più forte. Le industrie del nord diventano così molto competitive ed esportano con successo sul mercato mondiale ed anche sul mercato interno, mentre nel giro di poco tempo le fabbriche del Sud chiudono e rimangono in vita solo i settori al riparo dalla competizione (turismo, cibo di qualità), non abbastanza per essere autosufficienti. Ben presto è risultato evidente che la situazione del Sud era insostenibile e che i programmi per “rilanciare” l’economia del sud drenavano soldi dal Nord, portandosi via molto del suo surplus commerciale. La pressione fiscale ha cominciato a salire in modo rapido e progressivo, mirando a colpire le industrie di successo del Nord e raccogliere risorse per finanziare le necessità di un Sud alla fame, e così l’equilibrio è stato ripristinato.

 

Capite il ciclo? Il Nord è competitivo grazie a una moneta debole, accumula extra profitti e questi profitti vengono drenati per pagare un Sud la cui crescita è resa impossibile da una moneta troppo forte. Posso immaginare che molte industrie tedesche vedano solo il lato competitivo delle industrie del Nord Italia, non sapendo che dall’altra parte esse sono gravate da un carico di tasse e di limitazioni, senza alcun aiuto dallo Stato, senza infrastrutture decenti, perché molto del denaro viene portato via per riaggiustare lo squilibrio interno.

 

Cosa è accaduto del denaro mandato al Sud? Sono stati fatti molti tentativi di creare industrie, con forti incentivi ad avviare attività commerciali, ma se non c’è un “reale” interesse economico a mantenere un impianto aperto e l’unica ragione sono i finanziamenti pubblici, il risultato è che non viene fatto nessun serio investimento, perché il flusso di denaro che arriva dallo Stato potrebbe interrompersi in qualsiasi momento, ed è stabilito anno per anno con la legge finanziaria.

 

In molti casi la risposta è stata semplicemente quella di creare lavoro dal nulla, con un numero sproporzionato di dipendenti pubblici. Molti analisti fanno notare situazioni ridicole, come il fatto che a quanto pare in una piccola regione come la Calabria ci sono più guardie forestali che nell’intero Canada. Lo Stato ben presto diventa il principale datore di lavoro del Sud. La sgradita conseguenza di avere un flusso costante di denaro (circa cinquanta miliardi all’anno in media, ma anche di più se si considerano i servizi) intermediato dallo Stato dal Nord al Sud, è la creazione di una rete di corruzione di politici e manager pubblici che mirano ad ottenere profitti dall’immenso potere di decidere l’allocazione delle risorse. Lo scambio di “voti per lavoro” si è radicato rapidamente nella cultura del Sud Italia nel momento in cui è diventato chiaro che non c’era alcuna realistica possibilità di competere in attività economiche “normali”.

 

Inutile dire che anche questo difettoso equilibrio è andato in frantumi con l’Euro. Una volta che l’intero paese ha ricevuto la stessa moneta forza “10” del resto d’Europa la competitività delle industrie del Nord Italia è immediatamente crollata, ma la loro forza sarebbe stata sufficiente a mantenerle sul mercato, se non che sfortunatamente il peso dei trasferimenti fiscali interni era ancora saldamente in atto, e così per quanto la cosa sia stata mascherata per un po’ di tempo da flussi di capitali in arrivo a basso costo, la debolezza alla fine le ha fatte saltare. Naturalmente se per un’economia del Sud a forza “2” la difficoltà a raggiungere la Lira a forza “6” era quasi insormontabile, la difficoltà ulteriore a raggiungere un Euro a forza “10” ha definitivamente cancellato ogni pur minima speranza di successo.

 

Dovrebbe essere chiaro che diventare una grande economia  Italiana non è conveniente per l’Europa, né dal punto di vista di quelli che dovrebbero pagare, né da quello di coloro che sarebbero costretti a ricevere gli aiuti. Una “mezzogiornificazione” dell’Europa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno: è inefficiente, apre la strada alla corruzione e fomenta l’odio tra i popoli, i quali vedranno solo il loro denaro portato via senza poter afferrare l’intero quadro della situazione. L’unica via di uscita realistica è quella di stabilire delle aree valutarie conformate meglio, dove le economie siano libere di salire o scendere in base alle loro forze, e non per un sistema dirigistico di trasferimenti interni. Dividere l’area Euro in due potrebbe essere il primo passo verso una più profonda amicizia futura tra gli Europei, senza cadere nell’abisso di odio che spesso si crea in un matrimonio fallimentare.

Il Flop Previsto Del M5S

Alle Elezioni Comunali Di Ieri Il M5S di Grillo Ha Preso una Sonora Batosta Prevista dal Noi in Tempi Non Sospetti.

Crimi  «I parlamentari 5 Stelle non devono occuparsi di strategie e alleanze» - Corriere.it

Vittorio Boschelli

Il Flop di ieri del Movimento Cinque Stelle di Grillo, era prevedibile e previsto da noi del B.I.R attraverso articoli datati, dal titolo “Grillo Vittima Della Sua Demagogia” e “Ecco la Conferma che Grillo è parte del Sistema”, infatti non abbiamo mai perso occasione per sottolineare l’inconsistenza del PROGETTO, e la Demagogia nell’affrontare i Problemi del Popolo, trascurando proprio i più importanti come l’Euro e altri, esattamente come voleva il SISTEMA.

Questa batosta del M5S, dovrebbe far riflettere tanti Movimenti “Nuovi” e Vecchi, “peccato e vergogna non restano nascosti a lungo” senza Progetto, Programma, Coerenza, Ideali Comuni, Valori Comuni e senza parlare, divulgare e lottare per risolvere i VERI problemi del Popolo e della Nazione alla RADICE e non mettendo toppe fantasiose e impossibili da realizzare, se non si abbatte IL VERO PROBLEMA NOSTRO, che non è lo stipendio dei Politicanti o il Debito Pubblico, o tante cose roboanti (alcune sacrosante ma da non toccare in tempi di Crisi) che Grillo ha fatto credere a milioni d’Italiani visto il suo arsenale comunicativo, al contrario del nostro, quasi inesistente, ma la differenza e il valore aggiunto del B.I.R, non può che crescere e affermarsi per poi durare nel tempo, perchè la VERITA’ anche se impopolare subito, darà sempre il risultato GIUSTO NEL TEMPO, la menzogna, la reticenza o il silenzio ai danni del Popolo, prima o poi si paga a caro prezzo, proprio com’è successo a queste amministrative al M5S, e ancora siamo solo all’inizio, perchè la VERITA’ sui VERI PROBLEMI che hanno portato il Popolo Italiano alla Fame e tanta Sofferenza, chi sono stati i Colpevoli e i Complici, non è ancora venuta alla luce, ma quando L’Euro FALLIRA’ IN MODO CONCLAMATO e il Nostro Paese Pure, e il Popolo Depredato della sua Dignità, Libertà e Patria, allora il Terremoto sarà Devastante, e Colpevoli (eurodipendenti) e Complici (silenti) saranno spazzati via come piume al vento per aver MENTITO per Decenni e il B.I.R e chi come noi ha lottato, sarà riconosciuto da Tutti.

Il Porta Voce del M5S Crimi dichiara sul corriere della sera “noi non dobbiamo ragionare di strategia politica “capisco Crimi, chi non ha un Progetto non può parlare di strategia Politica e pensare con Grillo non dico che è vietato, ma quasi. Poi i risultati sono quelli che sono, anche se c’è un consenso importante ma il difficile è mantenerlo nel tempo, con coerenza, la Democrazia, il Progetto, Programma e Fare Politica è una cosa seria e non tutti i Crimi possono farla.

Il Nord Europa Depreda il Sud Europa, ma non si arricchisce il Popolo!

Il Nord Europa Depreda Il Sud Europa, ma non si Arricchiscono i Popoli del Nord, ma solo L’Elité, come abbiamo sempre evidenziato noi.

 

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Vittorio Boschelli

Come sosteniamo da anni smontando quello che i media Italiani vi hanno propinato per decenni con la storiella dei “Bravi” del Nord e di NOI “Porci” del Sud, dove la ricetta “Miracolosa” dei “Bravi” portava Ricchezza nelle tasche del Popolo, con Salari da favola e condizioni di Lavoro idilliache a Integrazione “Progressista” , insomma il paese di Alice, secondo i Killer Dell’Informazione Italiana e i loro Padroni.

Noi del Fronte Popolare sostenevamo l’esatto contrario, nello scetticismo di massa, ecco oggi cosa vi dice Repubblica a Proposito di quello che sta succedendo da una settimana nel Paese di Alice dei “Bravi” Svedesi, società ancora più avanzata dell’altro Paese di Alice dei “Bravi” Tedeschi.

Rivoltà a Stoccolma? Ma come mai? Non era Ricco il Popolo? Non era Integrato? Noi non dovevamo diventare “Bravi” come loro?

Lascio a Voi la Riflessione, sapete il nostro pensiero, a quando pare era la VERITA’ che i Mistificatori vi hanno nascosto, ma i fatti e i dati erano chiari, altro che “Euro Irreversibile e dei Miracoli” per pochi CERTAMENTE, ma per i POPOLI sarà il Mezzo per una Guerra, non come quella attuale, Finanziaria, ma di Civiltà.

Svezia, da Stoccolma alle altre città
si estende la rivolta delle periferie

Ancora incidenti nella capitale, ma la protesta delle banlieue, ad alta concentrazione di immigrati e giovani, più colpite dalla crisi si accende in tutto il paese: incendi e devastazioni per la sesta notte consecutiva

Svezia, da Stoccolma alle altre città si estende la rivolta delle periferie

Auto incendiate durante la rivolta dei giovani di Rinkeby, sobborgo di Stoccolma (lapresse)

Si estende in Svezia la rivolta delle banlieue. Nella calma relativa tornata a Stoccolma, incidenti e scontri si sono verificati in altre città e quello che è considerato il paese più felice d’Europa ha assistito attonito alla sesta notte consecutiva di devastazioni e incendi.

Più che il luogo ideale in cui vivere per lavoro e welfare state, la Svezia appare in questi giorni quella descritta da Anders Roslund e Börge Hellström nel romanzo “Due soldati”: un luogo in cui, dietro il velo dell’apparente benessere generale, cova il fuoco di periferie abitate in gran parte da immigrati e da giovani svedesi di origine straniera che l’estendersi della crisi economica ha ancora di più emarginato o escluso da quel benessere.

LE IMMAGINI DELLA PROTESTA

Nella notte, a Stoccolma ci sono stati disordini le quartiere di Husby, ad alta concetrazione di immigrati. Diverse automobili sono state date alle fiamme, ma gli incidenti sono stati meno gravi delle notte precedenti. Secondo il portavoce della polizia, Kjell Lindgren, almeno 25 auto sono state incendiate, ma non ci sono state sassaiole da parte dei giovani dimostranti contro gli agenti. Una persona è stata arrestata per tentata aggressione e altre 20 sono state fermate, con l’accusa di disturbo della quiete pubblica, e poi rilasciate.

Per la prima volta, però, i disordini si sono estesi ad altri centri abitati. Tra gli episodi più significativi quelli avvenuti a Oerebro, 160 km a nord di Stoccolma, dove una scuola è stata incendiata insieme ad alcune macchine. Un poliziotto è rimasto ferito. A Linkoeping, 235 km dalla capitale si è ripetuto lo stesso copione: un incendio è stato appiccato a un asilo infantile, mentre una farmacia è stata saccheggiata. La polizia di Oerebro ha puntato il dito contro alcune “persone che approfittano della situazione a Stoccolma per commettere crimini e attirare l’attenzione”. A Sodertalje, sobborgo della capitale, secondo quanto riportato dallla Bbc, è stato incendiato un edificio disabitato.

Stati Uniti e Gran Bretagna, intanto, hanno invitato i propri connazionali a tenersi alla larga dalle aree interessate dalle rivolte. Il Foreign Office ha diffuso un ‘travel warning’ che chiede ai britannici di evitare i concentramenti nelle periferie di Husby, Hagsatra, Ragsved e Skogas, prestando inoltre attenzione ai notiziari locali.

I disordini erano iniziati domenica notte dopo che un uomo era stato ucciso da alcuni agenti che stava minacciando con un machete. Ieri la polizia di Stoccolma è stata rafforzata con agenti provenienti da Goteborg e Malmoe. Sono stati anche avviati sforzi da parte dei leader delle comunità d’immigrati e dei genitori di molti ragazzi per riportare alla calma.