Stati Uniti Default Tecnico? Italia Default e Basta!

Gli Stati Uniti Rischiano il Default Tecnico, L’Euro il Default Certo ma la questione non è economica ma sempre politica in tutti i casi.

 

Default_fronte anti euro destra popolare

 

Vittorio Boschelli

Sapevamo che dopo le elezioni Tedesche si sarebbero aperte le danze e molti nodi NASCOSTI sotto il tappetino sarebbero affiorati alla luce, addirittura in Italia assistiamo ad un vergognoso tentativo dei politicanti di passare per CRETINI verso l’opinione pubblica pur di non passare per quello che in realtà sono COMPLICI DEL SISTEMA MONDIALE e TRADITORI della PATRIA.

C’e tanta carne al fuoco in questi giorni, cerchiamo di percorrere i passaggi chiave e sintetizzarli.

Prima la questione Siriana, risolta con un accordo tra Stati Uniti e Iran, in pratica si dice alla Siria che distrugga le armi di distruzione di massa con tutto il tempo che vuole e tutta calma, mentre Obama riconosce all’Iran il diritto di andare avanti con il nucleare attraverso un accordo bilaterale che tiene sotto scacco il mondo Arabo, bella mossa non c’è che dire.

Lo stesso Obama però ha rogne in casa con i Repubblicani che minacciano di non votare quella che è per noi la legge di stabilità ( la legge finanziaria) . Quindi Obama o si cala le brache e rinuncia a l’unico successo portato a termine durante questi anni di governo, cioè la riforma sulla sanità oppure gli Stati Federali non avranno i soldi per pagare i dipendenti pubblici, quindi sarà DEFAULT TECNICO come era già successo con il governo Clinton.

Questa vicenda Americana dimostra in modo lampante se ce ne fosse ancora bisogno, che i problemi non sono di natura economica come credono in molti in Italia, ma esclusivamente di natura POLITICA, anche in EUROPA, quindi la questione va affrontata e risolta dal punto di vista POLITICO e poi economico, dicendo BASTA a questo SISTEMA e ai loro SERVI, in questo i Popoli giocano un ruolo determinante altro che non possono fare nulla.

Torniamo alle vicende di casa nostra e osserviamo L’IPOCRISIA di chi si è sempre dichiarato EUROPEO, non certo la nostra.

La vicenda Telecom è grave ed emblematica e ci aiuta a smascherare non i CRETINI ma i MENTITORI SERVI EURODROGATI.

La Vicenda Telecom e solo frutto di un percorso Liberista e di Mercato Unico che Tutti sapevano, oggi i mentitori gridano allo scandalo, che in effetti lo è, se pensate la mole di dati sensibili che ha Telecom e se pensate che le Telecomunicazioni della nostra Nazione sono in mano di Altri STRANIERI, capite la Vulnerabilità e la posizione di Debolezza che abbiamo assunto rispetto al resto del Mondo.

Le Prossime saranno, Ansaldo Energia è già in Vendita, seguiranno Eni che ha già venduto i pozzi in Quatar, Finmeccanica, Fincantieri, Enel, Trenitalia…ecc.

Ma da questo Blog noi avevamo annunciato tutto questo da anni, eppure venivamo ignorati prima e accusati di Nazionalismo, poi. Oggi i fatti dimostrano che avevamo ragione noi e loro sono un branco di IPOCRITI e MENTITORI di REGIME.

Qualcuno più autorevole di noi ha affermato “con Telecom in mano estere la sicurezza nozionale è in pericolo” come vedete l’affermazione dice tutto.

Le domande a questo punto sorgono spontanee,

  1. Perchè un’azienda strategica come Telecom è stata messa sul mercato?
  2. Se amate così tanto L’Euro e L’Europa perchè vi lamentate oggi che gli stranieri comprano Telecom?
  3. Non sapevate che la Libera Circolazione dei Capitali e L’Unione Europea prevale sugli Interessi Nazionali?
  4. Ma se tutti i giorni propinate il “Fogno” Europeo, la Svendita dei gioielli di Famiglia, e la disintegrazione dello STATO NAZIONALE, il PIU’ EUROPA, che siamo tutti EUROPEI, con quale faccia tosta oggi vi lamentate?

 

Al Popolo Greco gli hanno levato la Nazione e la Dignità, la Grecia non è più del Popolo Greco, la gestiscono i buoni samaritani Tedeschi e del F.M.I ma il DEBITO è l’unica cosa rimasta al Popolo Greco per Generazioni, ma noi Italiani crediamo di essere più furbi, perchè non si è capito che il meccanismo è sempre uguale è solo una questione di tempo, perchè a demolire il PIL Greco ci vuole un tempo inferiore rispetto al nostro, ma il risultato è sempre uguale, perchè il PROBLEMA è uguale, eppure potevamo salvarci essendo più UMILI e disposti a CAPIRE.

Questi sono i “Miracoli” dell’ipocrisia, cosa che alberga in tanti Italiani (almeno si dichiarano così), noi che l’ipocrisia ci fa schifo più di ogni altra cosa e non tradiamo il Popolo Italiano e combattiamo da anni per non vedere la nostra Nazione DISTRUTTA e saccheggiata da questi TRADITORI venduti per 4 denari al SISTEMA, continueremo la nostra lotta nella speranza che ogni giorno che passa, possiamo contribuire a rendere consapevoli un ITALIANO in più, per poi porre fine a questo Vergognoso Massacro e riprenderci quello che è un DIRITTO di ogni Popolo, la LIBERTA’.

 

 

 

Il Surplus Tedesco e i Fallimenti Nostri

I Tedeschi esportano Prodotti e Fallimenti attraverso il deficit delle partite correnti

 

surplus partite corranti tedesco_fronte anti euro destra popolare

 

Vittorio Boschelli

Lo spettacolo indegno del politicante Formigoni, nel programma televisivo quinta colonna è la dimostrazione palese di quella che è la nostra classe politica, servile, inetta e vigliacca, con la faccia tosta a tal punto che non provano nessuna VERGOGNA nei confronti del Popolo Italiano ridotto alla FAME.

Se poi a questo aggiungiamo le dichiarazioni del Banchiere Draghi a dir poco FOLLI il quadro è completo, NON c’è NESSUNA POSSIBILITA’ che questi “signori” possano fare quello che il Popolo Italiano ha bisogno SUBITO, cioè USCIRE DALL’EURO e UNIONE di corsa.

Ancora una volta, come mi accade da anni, tocca a me fare quello che i giornalisti e i politicanti dovrebbero fare, INFORMARE e LOTTARE per il proprio Paese.

Martin Wolf sul Financial Times commenta il risultato delle elezioni in Germania, osservando che forse la Merkel riuscirà davvero ad ottenere l’eurozona che desidera, e cioè una Germania allargata, ma lo spettacolo sarebbe deprimente: un immenso surplus strutturale di partite correnti significa infatti esportare tanti prodotti – ma anche tanti fallimenti.

Naturalmente in Italia i lacchè politicanti e giornalisti continuano a parlare di Debito Pubblico e Fogno Europeo e il Popolo Italiano rimane INCONSAPEVOLE fino alla FINE.

Partendo dal commento della settimana scorsa sul Financial Times di Wolfgang Schäuble, in cui il ministro delle finanze tedesco si rallegrava dei segnali economici positivi dell’eurozona  e accusava i critici di vivere in un “universo parallelo”, Martin Wolf si dichiara ben contento di dimorare in quel mondo, perché quello in cui si trova Mr. Schauble si rivela per essere, in realtà, molto inquietante.C’è davvero la possibilità che i paesi membri dell’eurozona ritornino ad un’economia sana in un tempo ragionevole? Dice Wolf:

“Si può fare? Senza un cambiamento nell’attuale filosofia tedesca, la risposta è No. Come dimostra chiaramente il pezzo del signor Schäuble, la domanda globale non viene considerata nell’analisi. Eppure un grande paese con un immenso surplus strutturale di partite correnti non esporta solo prodotti. Esporta anche bancarotta e disoccupazione, in particolare se il corrispondente flusso di capitali consiste in debito a breve termine. Il fatto che la nuova procedura sugli squilibri macroeconomici manchi di riconoscere il ruolo della mancanza di domanda interna della Germania, la dice lunga. Il livello di allerta per un surplus di partite correnti è del 6% del PIL,indipendentemente dal peso dell’economia di un paese. Vien fuori che la media  della Germania è esattamente il 5,9%.

Perciò, cosa sta accadendo realmente? La risposta è che l’eurozona sta cercando di diventare una Germania allargata. Un miscuglio di produttività crescente (che Wolf spiega essere l’altra faccia della medaglia della disoccupazione, ndt)  e una domanda in contrazione hanno portato le economie più vulnerabili a ricercare un riequilibrio esterno (vedi i grafici).

Nel frattempo, la Germania sta reindirizzando i suoi surplus fuori dall’eurozona. In complesso, la virata delle partite correnti dell’eurozona verso il surplus tra il 2008 e i 4 trimestri che si concludono a metà 2013 è di 340 miliardi di euro. E nella misura in cui questo surplus aiuta a risolvere i problemi interni dell’eurozona, esporta la bancarotta in qualche altra parte del mondo. Questo tentativo di esportare le proprie difficoltà attraverso politiche di “beggar-my-neighbour” (frego il mio vicino, ndT) è in contrasto con gli obblighi dell’eurozona all’interno del gruppo del G20.

Ma il peggio è che non funzionerà. Per due ragioni: primo, l’eurozona è davvero troppo grande per riuscire a ottenere una crescita basata solo sulle esportazioni, come ha fatto la Germania; e, secondo, l’euro di sicuro finirà per apprezzarsi ulteriormente, comprimendo così ancor di più le economie meno competitive.

Niente di tutto questo, per quel che posso giudicare, sembra avere importanza all’interno dell’universo del signor Schäuble. In quell’universo, la ricerca della competitività non viene mai riconosciuta come il gioco a somma zero che in realtà è, se i problemi di domanda vengono completamente ignorati.

L’eurozona potrebbe essere un successo, ma non seguendo una filosofia del genere. Sopravviverà? Nessuno può dirlo con certezza. E’ questo il modo in cui bisognerebbe condurre il progetto più ambizioso dell’Europa? Certamente no.”

L’Esercito Greco Si Schiera con il Popolo

Forze speciali dell’esercito greco presentano richiesta di dimissioni al governo e chiamano il popolo in piazza

 

esercito greco e colpo di stato_fronte anti euro destra popolare

 

Vittorio Boschelli

 

Finalmente in Grecia l’esercito ha capito da quale parte stare, attendiamo con ansia che questo accada in Italia prima di arrivare alla distruzione come è stato distrutto il Popolo Greco NON PER SUA COLPA ma per colpa di un SISTEMA Europeo e Mondiale e con la connivenza dei Politicanti Greci Venditi al Potere, proprio come in Italia, tradendo la Costituzione, il Popolo e la Nazione, come ogni mercenario che si rispetti.

Il governo Greco, lo stato e le autorità sono in allerta dopo che un sindacato delle forze speciali KEED dell’esercito greco ha diramato un comunicato chiedendo le immediate dimissioni del governo, per dare spazio a un governo di unità nazionale. L’annuncio, pubblicato mercoledìsul sito web del sindacato, ha provocato una riunione di emergenza presso la Corte suprema mercoledì sera e l’apertura di un’indagine ufficiale giovedì mattina.

L’annuncio del KEED dichiara che il governo di coalizione deve rassegnare le dimissioni per aver fallito nel garantire i diritti costituzionali di tutti i cittadini in quanto a possibilità di lavoro, salute, istruzione, giustizia e sicurezza.
La dichiarazione contiene 15 richieste, incluse le dimissioni del presidente greco Karolos Papoulias, e chiede a tutti i greci di unire le proprie forze a quelle dell’esercito in una manifestazione pubblica prevista per sabato 28 Settembre 2013 in piazza Syntagma, fuori dal parlamento greco.
 Tra le 15 richieste vi sono:
- le immediate dimissioni del governo
 
- le dimissioni del presidente
 
- la creazione di un governo di unità nazionale sotto la guida del Presidente della Corte Suprema, formato da personalità illustri al di fuori della politica o consiglieri dell’Accademia di Atene.
 
- la sospensione dell’accordo sui prestiti in cambio di austerità
 
- l’esclusione di tutti i politicanti che hanno portato il paese al collasso economico.
 
- l’insediamento di una Corte Costituzionale.
 
- l’insediamento di una commissione d’inchiesta formata da giudici di alto profilo che indaghino su chi e perché ha portato il paese a questo punto, con individuazione delle responsabilità.
 
- la sospensione di qualsiasi inasprimento della pressione fiscale per i cittadini con reddito annuo fino ai 25.000 euro
 
- lo stop a qualsiasi licenziamento nel settore pubblico.
 
- la sospensione della aste e dei protesti bancari fino al completamento di un Audit sulle banche da parte di un’agenzia contabile a responsabilità  pubblica.
 
- il ripudio del debito.
 
- il divieto di cessione delle proprietà pubbliche e la ripresa delle operazioni dell’industria della difesa.
 
- la confisca immediata di negozi, società e industrie tedesche, a pieno compenso per le riparazioni della seconda guerra mondiale.
 
- l’abolizione dell’immunità parlamentare.
 
- il controllo dei beni di coloro che sono coinvolti nella situazione economica del governo, il perseguimento degli arricchimenti illeciti e il ritorno all’efficienza dello Stato
 
- la protezione da mire espansionistiche ostili nel mare Egeo, Macedonia, Epiro, Tracia e Cipro, e repressione dei vari gruppi operanti in queste aree
 
- allontanamento degli immigranti irregolari, con il blocco dei trasferimenti di denaro all’estero per somme superiori al 20% dei redditi soggetti a tassazione.
 Il KEED considera le Forze Armate come il garante istituzionale di tutte le richieste sopra esposte e richiama le forze di sicurezza a garantire l’implementazione delle stesse e la transizione a una vera legalità costituzionale.”
Il Messaggio è stato interpretato come un’invocazione al “colpo di stato”, da parte di un’azione combinata dell’esercito e dei cittadini. Non pochi vedono un collegamento tra il “nazionalista” KEED e la formazione di estrema destra Alba Dorata.
Stamattina, il KEED ha negato di aver invocato il colpo di stato e qualsiasi collegamento con Alba Dorata. Con una nuovo messaggio sul proprio sito web, il KEED ha dichiarato:
” Non ci aspettiamo di essere trattati bene dalla TV e radio del sistema o da qualche blog su internet. Prendendo isolatamente, sintetizzando ointerpretando in modo arbitrario alcune frasi del nostro messaggio,  hanno tentato di dipingerci come potenziali promotori di un colpo di stato. Non abbiamo mai visto un colpo di stato comunicato in anteprima, quindi questo tentativo manca di qualsivoglia serietà.
Il riferimento alle Forze Armate e ai Corpi di Sicurezza non è evidentemente legato a nessun colpo di stato o a qualsiasi azione anticostituzionale da parte di alcuno. Ci atteniamo all’accettazione delle nostre proposte da parte del popolo greco, manifestata dai tanti messaggi ricevuti.”

La Ri-Presa…

La Ripresa Per i Fondelli e i Dati Dell’Unione Europea Implacabili

 

Produzione Industriale in caduta libera_Fronte Destra Popolare

 

Vittorio Boschelli

Tutti inneggiano la fantomatica ripresa della zona euro, ma i dati sono implacabili come al solito, mentre la Merkel vince in Germania e vince la non condivisione del debito con buona pace di tanti Italiani che ancora credono nel “Fogno” Europeo.

Proprio in Italia assistiamo alla continua SVENDITA dei gioielli di famiglia, come Telecom, alla faccia di chi credeva che L’EURO ci avrebbe difesi, da chi? Dall’idiozia? Non può una moneta anche se sopravvalutata.

Ecco l’articolo apparso sul Wall Street Journal

WSJ: Precipita la produzione industriale nell’Euro-Zona

La produzione industriale dell’eurozona in luglio è crollata bruscamente, fino a toccare i  livelli minimi degli ultimi 3 anni, sollevando dubbi sulla capacità dell’unione monetaria di mantenere in vita una ripresa già molto fragile.

I dati di giovedì di Eurostat, l’agenzia statistica europea, sono arrivati un po’ a sorpresa, dati i risultati incoraggianti dei monitoraggi dei mesi scorsi. In particolare, l’indice sulla fiducia  tedesco e francese ha seguito uno stabile trend in aumento per circa un anno. Un sondaggio del Wall Street Journal a 21 economisti aveva predetto un leggero aumento della produzione.
Il calo della produzione in tutte le principali economie dell’eurozona – Germania, Francia e Italia – suggerisce che l’intera economia europea potrebbe tornare in recessione, dopo essere appena emersa da un periodo recessivo di ben 18 mesi nel secondo trimestre di quest’anno.

L’Eurostat dice che la produzione industriale nell’intera area è calata dell’ 1,5% tra giugno e luglio, il più grande calo registrato da settembre dello scorso anno. La produzione è calata del 2,1% rispetto all’anno precedente. L’ultima volta che il livello produttivo è stato così basso era l’aprile 2010.

I dati deluderanno certamente gli eurocrati, che avevano salutato in grande stile i segnali che la lunga recessione della zona euro stava finalmente finendo. Negli ultimi mesi più alti livelli di fiducia dei consumatori e dell’attività imprenditoriale  avevano fatto seguito a un piccolo incremento delle attività economiche tra aprile e giugno.
Le economie della zona euro hanno un disperato bisogno di nuova crescita per affrontare il servizio del debito accumulato dall’inizio della crisi. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico dell’intera eurozona arriverà a fine anno al 95% del prodotto interno lordo, dal 70% che era nel 2008.

Una tale dinamica del debito, che in realtà è molto peggiore in alcuni particolari paesi, come Grecia e Portogallo, negli ultimi anni ha messo in dubbio la sopravvivenza della moneta unica.

Il declino importante della produzione industriale tedesca, italiana e, in parte, francese. è stato il responsabile principale della debolezza registrata a luglio. Queste economie rappresentano circa i 2 terzi della produzione totale dell’eurozona.
La produzione industriale tedesca è calata del 2,3%, annullando un incremento di proporzioni simili nel mese precedente.

Marco Valli, chief economist per l’eurozona di UniCredit a Milano, ha dichiarato che i dati, molto probabilmente, riflettono la chiusura del gap tra i numeri reali e le stime di inizio anno. In primavera, ha osservato, i dati reali hanno mostrato un rimbalzo in corso, mentre gli indicatori rimanevano deboli.

Olaf Wortmann, un economista della federazione di ingegneri tedesca VDMA, ha detto che molte società stanno rimandando gli investimenti fino a quando non saranno più sicure della ripresa dell’eurozona dallo stato comatoso in cui era caduta. Ha anche sottolineato che, in Germania, grandi investimenti potrebbero essere stati bloccati fin dopo le elezioni nazionali del 22 settembre.

Secondo Gianni Primo Quagliano, capo del Promotor automotive trade group di Bologna, altri fattori interni ad alcuni paesi hanno pesato sui dati di giovedì, inclusa la debolezza della produzione e vendita della casa automobilistica italiana, Fiat SpA.

Questi dati sottolineano la fragilità della ripresa, e suggeriscono che la crescita economica sarà in contrasto con le previsioni ufficiali.

Nonostante la BCE la scorsa settimana abbia migliorato le sue previsione sull’attività economica per quest’anno, Mario Draghi, il presidente della banca centrale, ha detto che la banca si aspetta ancora una contrazione dello 0,4% e ha cercato di mettere un freno alle speculazioni su un forte rimbalzo dell’economia.

“Sono molto, molto prudente circa la ripresa. Non posso condividere alcun entusiasmo”, ha detto.

La natura anemica della ripresa è riflessa  anche dai dati riguardanti l’inflazione di agosto in molti paesi della zona. In Irlanda, l’inflazione annuale ha toccato il minimo da tre anni dello 0,2%, mentre in Francia è calata allo 0,9% e in Spagna all’1,5% dall’1,8% di luglio. La BCE si aspetta che l’inflazione rimanga significativamente più bassa del suo obiettivo di medio termine del 2%, sia quest’anno che il prossimo.