Il Fatidico Venerdì Notte è Vicino

Il Venerdì Notte da Noi Invocato è Ormai Vicino, Questa Volta a Dirlo è un Pentito Eurista Dell’Elite Francese Non Di Destra.

 

euro fine_fronte destra popolare

 

Vittorio Boschelli

Questa volta non siamo noi del Fronte a paventare il famoso venerdì notte presente in molti nostri articoli e interviste in radio, ma un pezzo da 90 dell’elite Francese, un Eurodrogato con pedigree di tutto rispetto come rappresentativo del SISTEMA Francese.

Il Pentito Doc dal nome François Heisbourg e non Marine Le Pen, che come noi ha sempre messo al corrente il Popolo senza ILLUDERLO, come invece hanno fatto i Mentitori Del Sistema Italiano e Mondiale.

Oggi ci fa piacere che il SISTEMA inizia a dire qualche Verità (vedere Ballarò o Grillo sul MES) dopo 43 anni di menzogne, ma non siamo affatto euforici vedere ciò che si poteva evitare se le verità venivano dete prima che i buoi scappassero dalla stalla.

Oggi Grillo e Heisbourg, capiscono che il loro SILENZIO ASSENSO Nei Confronti Dell’Euro e Unione Europea al posto di Favorire il “Fogno” Europeo ha finito per DISTRUGGERLO definitivamente o almeno per i prossimi 30 anni, i Popoli la parola Moneta Unica o Unione Europea non vorranno più sentirla, quindi quello che noi definivamo paradossale in realtà era VERO e cioè chi si è schierato da subito contro Euro e Unione Europea era a favore Dell’EUROPA, spero che leggendo l’articolo confessione che segue, tutti potrete constatare che noi del Fronte non affermavamo nulla di paradossale.

Presto saranno tutti Anti-Euro e vi diranno che vi avevano detto che forse non ci conveniva, ma quel giorno è dopo la FINE CONCLAMATA e VISIBILE anche ai Cechi, il fatidico VENERDI’ NOTTE ma non vi diranno mai che loro sapevano e che hanno fatto tutto questo per annichilire Voi e la Vostra Nazione, questo neanche sotto tortura uscirà dalle loro labra da TRADITORI.

Questo articolo lo dedico a tutti gli Italiani di Buon Senso, non ci resta che fare appello al vostro Orgoglio di Essere Italiani.

La Febbre del Frexit raggiunge il cuore dell’establishment francese

Il Telegraph riporta di nuovi importanti segnali di insofferenza all’euro da parte della Francia, questa volta dall’interno del Quai d’Orsay – il Ministero degli Esteri sulla riva della Senna – e precisamente dall’Istituto per gli Studi Strategici: l’euro è un cancro da estirpare per il bene dell’Europa, e l’eurozona un guscio vuoto.

Gli appelli allo scioglimento dell’UEM si stanno diffondendo nelle alte sfere dell’establishment francese di politica estera, e nel centropro-europeo.
Un nuovo sorprendente libro di François Heisbourg – La Fin du Rêve Européen ( La fine del sogno europeo ) – sostiene che il “cancro euro” deve essere estirpato per salvare il resto del progetto dell’UE prima che sia troppo tardi.
Egli scrive :
” . . Il sogno si è trasformato in un incubo. Dobbiamo affrontare la realtà: la stessa Unione europea è minacciata dall’euro. Gli attuali sforzi per salvarlo stanno ancor più mettendo in pericolo l’ Unione”.
Non c’è niente di peggio che dover affrontare le livide mattine(matins blêmes ) di una crisi senza fine, ma non abbiamo intenzione di evitarle negando la realtà, e Dio sa che il rifiuto della realtà è stato per molto tempo, per impostazione predefinita, il modo di operare dei responsabili delle istituzioni dell’Unione europea.”
Più avanti in futuro, egli insiste, i leader europei potrebbero rilanciare l’euro, ma solo dopo aver stabilito le necessarie basi federaliste, e solo tra un’avanguardia di paesi disposti ad accettare tutte le implicazioni di una moneta federale.
L’appello a “mettere a riposo l’euro” per il bene dell’Europa rappresenta una nuova svolta. Abbiamo sentito qualcosa del genere dal partito tedesco anti-euro  AfD, ma con un’altra impostazione. Il libro di Heisbourg è una sfida aperta alla Dottrina Merkel (in gran parte retorica, contraddetta dai fatti) che un crollo dell’UEM potrebbe resuscitare tutti i vecchi demoni del 20° secolo.
Certo, una disintegrazione dell’euro potrebbe effettivamente portare a un risultato così disastroso se si consentisse agli eventi di andare fuori controllo, dopo anni di aspre crisi – la direzione di oggi – ma che tipo di argomento è questo? Può succedere solo se si lasciaaccadere. E’ giunto il momento che qualcuno dall’interno delle élite dell’UE renda manifesta questa sciocchezza sentimentale e questouso improprio della storia per quello che è.
Prof. Heisbourg è certamente un insider, un altro paio di manicherispetto al Front National di Marine Le Pen, che ora è in testa neisondaggi francesi con la promessa di far fuori l’UEM e ripristinare il franco francese.
Personalità del Quai d’Orsay, egli è un ardente federalista europeo e sostenitore di lunga data dell’UEM, e attualmente presidente delprestigioso International Institute for Strategic Studies (IISS).
Egli dice che i leader europei hanno perso di vista le priorità, e sembrano pensare che il sistema europeo deve essere sconvolto e riformato per le esigenze dell’euro, come se – in una visione pre-copernicana – il sole girasse intorno alla Terra . “Non si può creare una federazione per salvare una moneta. La moneta deve essere al servizio della struttura politica, non il contrario“, dice .
Anche se lui sarebbe molto felice di assistere al grande balzo in avanti verso un superstato federale dell’UE – che egli ritienenecessario per rendere praticabile nel tempo l’unione monetaria – questo sogno ora è una “pura fantasia”.
I tentativi di creare un “demos europeo” hanno evidentemente fallito. Le nazioni si stanno allontanando sempre di più. Un referendum su una concentrazione di potere nelle istituzioni dell’Unione europea fallirebbe quasi ovunque . “L’integrazione ha raggiunto i limiti della sua legittimazione“, scrive. Le intrusionidell’UE, una volta sopportate come “sgradevoli”, sono ormaidivenute “insopportabili”.
Leggendo tra le righe, sembra che sia stato spinto a scrivere questo libro dallo shock per il ruolo della Germania nella crisi libica, il suo rifiuto di fornire aerei da trasporto (una cortesia di routine per gli alleati della Nato) per aiutare la Francia “a fermare un altro massacro di Srebrenica” a Bengasi, anche dopo che l’intervento era stato approvato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dalla Lega Araba.
Lo splendido Joschka Fischer ha definito la decisione della Germania di allinearsi con la Russia e la Cina “un errore scandaloso”, avvertendo che se la Germania avesse continuato a giocare a questo gioco avrebbe rischiato di svegliarsi un giorno eritrovarsi in “una posizione molto precaria”.
È forse possibile che si dia troppo peso all’episodio della Libia, mala posizione franco-tedesca non è molto migliore sulla Siria. O come dice il mio stimato collega del Telegraph Con Coughlin: la posizioneprecostituita della Germania è ora pro-Mosca.
Si potrebbe concludere – anche se il prof Heisbourg non va così lontano – che la Germania non è più un alleato della Francia innessun senso significativo, né in difesa né in politica estera (e nemmeno commerciale), e se è così, questo fatto ha delleimplicazioni sconvolgenti. Si potrebbe anche concludere che l’UE è già morta, un guscio vuoto.
Inutile dire che il prof Heisbourg non accetta l’ultima affermazione da parte della Banda dei Cinque dell’EMU che Eurolandia abbia svoltato l’angolo, o che le politiche di crisi stiano “cominciando a produrre risultati.”
La composizione del quintetto è rivelatrice: Rehn, Dijsselbloem, Asmussen, Regling e Hoyer – un finlandese, un olandese, tre tedeschi; le voci delle forze dell’ordine dei creditori. Non potevano trovare almeno un latino, anche solo per la messa in scena?
Lui lo chiama un “cancro in remissione” . Il tentativo di tagliare il debito con l’austerità fiscale – invece di lasciare che la crescita eroda il peso del debito nel corso del tempo, all’Americana – e di farlo senza lo stimolo monetario, è stata la “scelta fatale” . I rapporti di debito stanno esplodendo, verso il punto di “rottura non lineare”.
La depressione e la disoccupazione di massa nel sud Europa nonrappresentano un equilibrio stabile. I cittadini possono aver mostrato finora una “santa pazienza”, non ci sono ancora stati colpidi stat , egli scrive, o un ritorno al terrorismo Italiano degli “anni di piombo”, o anche al caos degli studenti del 1968.
Ma niente di tutto questo può essere dato per scontato. Tra gli Stati creditori e quelli in deficit stanno emergendo narrazioni della crisidrasticamente diverse, che egli paragona alla spaccatura diatteggiamenti dopo la Prima Guerra Mondiale, quando delle visionidistorte alimentarono un contraccolpo ideologico. Si sospettano tradimenti e imbrogli. Si imputano agli altri le peggiori motivazioni, edelle “leggende nere” prendono piede. Egli paragona questa situazione alla nascita della teoria della Dolchstoß (pugnalata alla schiena) in Germania.
La direzione attuale degli eventi porterà a delle “crisi seriali che termineranno in un esaurimento nervoso e una disgregazione incontrollata dell’euro con tutte le sue conseguenze” – egli scrive -evocando un parallelo diretto con il repentino disfacimento dell’Unione Sovietica, un epilogo che ha preso quasi tutti di sorpresa .
I leader europei devono affrontare la stessa scelta di un generale sopraffatto in un combattimento. Resistere e combattere fino all’annientamento, o rompere l’accerchiamento e salvare la pelle dei suoi soldati per un altro giorno, perdere la battaglia, ma non la guerra? Egli cita esplicitamente la ritirata ordinata della Francia sotto Joffre prima della Marna, nel 1914, una prodezza di recuperodel morale che l’alto comando del Kaiser pensava impossibile.
Il suo piano prevede una completa rottura dell’euro e un ritorno alle valute nazionali. “O l’euro esiste nella sua interezza, o non esiste affatto.” Egli respinge la mezza misura di una divisione Nord-Sud, l’idea proposta da parte dell’ex capo della Confindustria tedescaHans-Olaf Henkel di un Thaler tedesco nei paesi creditori del centro e un euro residuo nel blocco latino (più la Francia) che consenta agli stati più deboli sia di svalutare che di difendere i loro debiti contratti in euro.
La rottura deve essere preparato in gran segreto da un manipolo di funzionari a Berlino e Parigi, con tutti gli altri tenuti all’oscuro. Edovrebbe essere effettuata alla velocità della luce in un lungo weekend, sul modello della abolizione del Cruzerio brasiliano nel 1994, compito svolto con efficienza militare.
Il passo finale deve essere un atto congiunto franco-tedesco, al fine di “evitare la catastrofe di una situazione in cui la Germania siavista come responsabile” . Solo su questa base il progetto UE puòessere tenuto insieme. Gli altri dovrebbero tutti accettare il fatto compiuto.
Sarebbero imposti dei controlli sui capitali. Le banche centrali nazionali dovrebbero praticare il QE per attutire il colpo. Le valutedovrebbero esser lasciate fluttuare per un po’ prima di essere collegate di nuovo tra loro in un revival del “serpente monetario”manovrato.
Personalmente, io preferisco una versione diversa proposta da un gruppo di sovranisti francesi a L’Observatoire de l’Europe. Questacomporta che siano fissati nuovi tassi di cambio fino a quando si calmano le acque, usando una formula che tiene conto del differenziale di inflazione accumulato e dei saldi commerciali dal lancio dell’UEM.
Secondo il piano sovranista, le svalutazioni/rivalutazioni sistabiliscono verso una nuova unità di conto, l’ECU, che riflette la ponderazione media del vecchio euro ( non ancorato al nuovo D-mark). Il debito pubblico di ogni stato sarebbe riconvertito durante la notte in valuta locale (come la legge del peso argentino), chiunque siano i creditori. Ma il debito estero privato sarebbevalutato in ECU, un compromesso che fa condividere le perdite tra Stati deboli e Stati forti.
L’appello del Prof Heisbourg per un secondo tentativo di UEM e peruna spinta ad un’unione federale tra 10 anni mi sembra un residuo di romanticismo, o forse è solo un modo per dimostrare che lui non è entrato a far parte dei reprobi come me, nella compagnia deglieuroscettici.
Perché tra dieci anni gli storici Stati nazionali dovrebbero essere più disposti ad annullare se stessi di quanto non lo siano ora, non è spiegato. Come egli spiega in modo eloquente, lo sforzo fatto in 60 anni di unire insieme gli stati membri è fondamentalmente fallito, e quelli come Mitterrand e Kohl, plasmati dalla Seconda Guerra Mondiale, sono già da tempo scomparsi dalla scena.
Egli riconosce che i “No” francesi e olandesi alla Costituzione europea sono stati un punto di svolta, il momento in cui è apparso chiaro che i cittadini non avrebbero accettato la struttura del superstato UE, necessaria a far funzionare l’UEM. Sono perfettamente d’accordo. Il referendum del 2005 ha cambiato tutto. Ma se è così, allora è anche chiaro che i sentimenti antifederalistidegli stati nazionali sono più profondi e radicati dell’angoscia per l’euro, dal momento che nel 2005 il progetto della UEM sembrava andare liscio. E’ stato con la crisi greca del 2010 che la gente ha iniziato a capire che nell’euro in sé c’era qualcosa di sbagliato, e anche dopo è stata una lenta presa di coscienza.
Né credo che il Prof Heisbourg potrà distinguersi dagli euroscettici appellandosi alla purezza ideologica. La macchina sparerà bordatedi insulti, come sanno per dura esperienza quelli che stanno da questa parte.  In ogni caso, i suoi argomenti sono più o meno ugualiai nostri. Un gran numero di euroscettici erano una volta “pro-europei”, per usare un’espressione poco simpatica. Lo ero anch’io.Perché tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 ho imparato tutte le principali lingue europee (male, a dire il vero, ma non per mancanza di entusiasmo), e perché ho studiato in Germania, Francia e Italia, una molla potente per il sogno. Poi sono andato a vivere in Texas.
Bernard Connolly era il funzionario responsabile della politica monetaria presso la Commissione europea in epoca Delors quando il complotto è stato ordito, e lui stesso resistette alle pressioni perfalsificare gli argomenti a sostegno dell’agenda. Già allora egli si rendeva conto che una tale impresa incoerente sarebbe finita in spirali di debito, depressione e apartheid economico, come in effettiè stato. È per questo che è diventato un euroscettico della prima ora.
Sia come sia, la conversione di Heisbourg (i sacerdoti dell’ UEM lo chiameranno tradimento) è rivelatrice. Ci dice molto circa gli umorinegli ambienti politici francesi, e manifesta le crepe che si nascondono sotto la facciata di un progetto egemonico. Una volta che il Quai d’ Orsay inizia a infrangere il tabù, dobbiamo esserevicini ad un punto di svolta politica.
Scommettete pure sulla ripresa dell’Europa, se volete, ma ricordate una cosa. Il divario Nord-Sud alla radice dei problemi dell’EMU nonsarà colmato con un ritorno ad una crescita tollerabile – che non èper niente scontata – perché arriverà anche il giorno in cui la Germania chiederà l’aumento dei tassi di interesse. La crisi cambierà forma. Non se ne andrà. L’unione monetaria rimarràdisfunzionale, con la crescita e senza crescita.
Credere che un nuovo ciclo di espansione economica metterà fine a questa saga infinita è solo l’ultima di tante illusioni. Prof Heisbourg ha ragione. Rimandare non serve più a niente. Sarebbe meglio sbrigarsi.

 

Identitari e Mondialisti

Marine Le Pen afferma che oggi la Differenza non è tra Destra e Sinistra ma tra Identitari e Mondialisti, con un certo Orgoglio per Noi del Fronte.

 

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Vittorio Boschelli

Come potete ascoltare dal video di Marine Le Pen che afferma quale reale differenza c’è o ci dovrebbe essere oggi tra il Popolo, che lei chiama lotta tra Identitari e Mondialisti, questo video di Marine, ci inorgoglisce in particolare a noi del Fronte, perchè in due articoli datati in modo particolare affermavamo proprio quello che Marine afferma nel Video.

I Nostri Articoli li trovate in questo Blog hanno come Titolo Vero la Catastrofe Keynes o Friedman e Perchè il Fronte consiglio la rilettura…!

Ecco il Video di Marine…buona visione a tutti.

 

Piacere a Chi? Vigliacchi e Traditori Del Popolo

La Ex Ministra Fornero e Il Ministro in Carica Dell’Istruzione, Traditori Del Popolo Italiano e Servi di Berlino e Washington

 

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Vittorio Boschelli

La Fornero da il Meglio di se senza il minimo pudore assieme all’Attuale Ministro Dell’Istruzione.

Al Corriere di oggi la Fornero dichiara: all’estero si guarda molto di più ai contenuti. E sono consapevoli del lavoro che abbiamo fatto: sono appena andata due settimane in Germania, dove ho presentato e discusso le nostre riforme. Sono cose che fanno piacere”.

E telo dico che alla Germania Fanno Piacere, chiedi ai Lavoratori Italiani se sono contenti di avere perso 50 anni di diritti conquistati con il sangue e cancellata da Voi vigliacchi per far piacere all’Elite Tedesca e ai “Liberatori” di Washington.

Infatti la Vigliacca Fornero Riferendosi alla scesa in campo di Monti continua senza pudore: La decisione fu presa nella linea del servizio al Paese e, credo, anche tenendo conto delle aspettative all’estero”.

Avete capito? Tenendo conto delle aspettative all’estero e quelle degli Italiani? Quelle dell’interesse Nazionale? Chi se ne frega.

In pratica chi affama, deruba, schiavizza, svende il Popolo e la Nazione riceve il plauso all’estero assicurandosi un posto al sole per se e i propri familiari, mente al Popolo Italiano si decurtano stipendi, diritti, dignità, libertà e viene ogni giorno ingannato e offeso senza nessun pudore promettendogli il “Fogno” Europeo che NON ESISTE.

Per la serie non ci facciamo mancare nulla, altro Ministro stessa musica, quello in carica dell’istruzione fa una cosa da manuale che fa capire dove vogliono andare a parare i paesi del Nord Europa e l’elite del Nord Italia.

Il Ministro già rettore della scuola superiore di Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza emana un decreto per i fondi agli Atenei per le assunzioni del corpo docente e cosa “inusuale” premia chi? Difficile da indovinare ma vi illumino io la propria scuola di provenienza. Logicamente a discapito di qualche altro Ateneo e indovinate quali? Anche in questo caso vi svelerò l’arcano, quelli di Roma e del Sud Italia, (novità assoluta) altrimenti gli schiavi come fanno ad emigrare inseguendo i capitali liberi di pascolare in giro per la bella Unione Europea?

Infatti a causa dell’Euro e della permanenza nella bella Unione Europea, questi colpetti che si guardano bene di far sapere al Popolo per poi dirgli che la colpa e dei Meridionali Ladri e Spreconi, (esattamente come afferma l’elite europea del nord europa verso i paesi del sud) avrà come conseguenza presto la chiusura di molti Atenei del Sud Italia, esattamente come è successo per gli Atenei Greci (noi non siamo i Greci dicevano gli espertoni).

Questo ci conferma quello che abbiamo sempre sostenuto noi del Fronte, TUTTA la classe dirigente di questo Paese deve andare a casa SENZA ESCLUDERE NESSUNO, loro hanno costruito, accettato L’EURO, L’Unione Europea e i vari Trattati, hanno lavorato per SMANTELLARE la nostra Costituzione come “Saggi” e hanno perpetrato per decenni il Nepotismo delle Lobby mentre i comuni mortali senza “santi” in paradiso emigravano alla faccia della meritocrazia, è ora che il Popolo si svegli dal lungo sonno indotto dai “luminari” e si accorga che che NON possiamo lasciare a loro il futuro della nostra Patria dilaniata e saccheggiata dall’elite che ha prodotto solo Morte e Miseria.

Il Fronte si appella a tutti gli Italiani, non lasciate la vostra Patria, non andate all’estero a fare gli schiavi nomadi, ma restate in Italia al nostro fianco, assieme dobbiamo mandare via i responsabili di questo disastro VOLUTO e studiato a tavolino, se andrete via rinuncerete a combattere per Voi e la Vostra Patria e farete esattamente quello che Loro Vogliono, questa non è l’immigrazione del passato, dove cerano Paesi dove si viveva dignitosamente, oggi il Liberismo Mondialista è in TUTTE le Nazioni e quindi ovunque andrete sarete costretti sempre a Stipendi da Fame e Sfruttamento, ad un gioco alla competizione e ribasso che distruggerà le vostre Vite e il Vostro Pensiero, tanto vale restare nel Vostro Paese e Lottare al Nostro fianco.

Senza contare il rischio per la VITA che è altissimo già oggi all’estero e i prossimi mesi lo sarà ancora di più, visto l’odio che questi Vigliacchi del SISTEMA hanno alimentato, non si può morire come il nostro Joele Leotta.

Gran Bretagna, “rubi il lavoro agli inglesi”: 19enne ucciso perché italiano

Joele Leotta è stato massacrato di botte nell’appartamento in cui risiedeva dopo essersi trasferito per studio e lavoro in Gran Bretagna. Il sindaco: gli hanno urlato “italiano di m…”. Ma la polizia inglese: “Non trattiamo il caso come un incidente a sfondo razziale”

Ciao Joele ci batteremo anche per TE.

 

La Polizia Italiana Minaccia Il Governo

La Polizia Afferma: Se Passa La Legge Di Stabilità Siamo Di Fronte ad un Vero e Proprio Assassinio e alla Militarizzazione Delle Piazze.

 

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Vittorio Boschelli

Il Governo è consapevole che presto in Italia il clima diventerà rovente, visto gli EURI che dovranno togliere dalle tasche degli Italiani e pensano bene di Militarizzare le Piazze, nella manovra di stabilità hanno previsto ancora tagli alla polizia di stato e aumenti per l’esercito, se già adesso non pagano gli straordinari e fanno fatica a reperire i soldi per la benzina, immaginiamoci dopo.

La cosa grave e la Militarizzazione che questi signori del SISTEMA si apprestano ad intensificare pronti a contrastare il POPOLO che protesta GIUSTAMENTE dopo essere stato per lungo tempo Frodato e Ingannato da lor signori in parlamento.

Adesso la Polizia ha preso una posizione dura come si evince dal seguente comunicato.

Fonte Siulp

Se la bozza di legge di stabilità in nostro possesso dovesse rispondere a quella che il Governo si accinge ad approvare, saremo di fronte ad un vero e proprio “assassinio” della sicurezza civile nel nostro Paese e alla contestuale militarizzazione della gestione delle piazze.

A lanciare l’allarme, preannunciando anche una manifestazione generale dei poliziotti, sono i sindacati SIULP, SAP, UGL Polizia e CONSAP-ADP che non nascondono la loro amarezza e la rabbia di fronte all’ennesimo tradimento dell’esecutivo e del Ministro Alfano
rispetto alla stesura della legge di stabilità per il prossimo anno. A fronte degli straordinari non pagati da oltre un anno, delle missioni e dell’indennità di ordine pubblico che marcano un ritardo altrettanto lungo, della mancanza di giubbotti anti-proiettili, di benzina per le autovetture, spesso anticipata dai poliziotti con i loro miseri stipendi per combattere il crimine, dell’ennesimo blocco del rinnovo contrattuale e del tetto salariale, che ha minato la tenuta e la funzionalità della polizia nonché delle rassicurazioni del Ministro Alfanoche sulla manovra economica sarebbero finalmente arrivati i fondi per pagare il lavoro già svolto da oltre un anno e per approvvigionarsi di mezzi e strumenti idoneiper continuare la lotta alla criminalità, ancora una volta l’esecutivo nel silenzio assordante del Ministro e del Dipartimento, continua a tagliare i fondi per la sicurezza e ad aumentare la richiesta di impegno “a gratis” dei poliziotti”.

Una situazione non più tollerabile anche perché, sottolineano ROMANO, TANZI,
MAZZETTI E INNOCENZI, per le rispettive sigle sindacali, mentre alla polizia si
continua a tagliare, ai militari vengono assegnati risorse per oltre miliardo di euro in
più rispetto ai bilanci di quest’anno.

Una scelta politica chiara ed inequivocabile, rafforzata anche dalla volontà di voler
abrogare l’articolo 202 dello Statuto degli impiegati civili che prevede la salvaguardia
della non riformatio in peius dei trattamenti economici in godimento. Il tutto mentre
la casta e gli sprechi non hanno perso un solo privilegio o un solo centesimo.
A fronte dell’acuirsi dei conflitti di piazza, che vedrà un autunno incandescente, il
Governo Letta anziché rafforzare la Polizia di Stato civile, democratica e trasparente
abituata alla mediazione dei conflitti, preferisce “MILITARIZZARE” le piazze e le
strade del Paese per affrontare il giusto dissenso dei cittadini con la logica del “limite
invalicabile” secondo cui chi lo oltrepassa va abbattuto.
SIULP, SAP, UGL Polizia e CONSAP-ADP, come tutti i poliziotti dicono No a questa
gestione militarizzata dei conflitti e preannunciano una manifestazione generale per
richiamare l’attenzione dei cittadini e della politica sui gravi rischi verso i quali queste
scelte porteranno.

Quello che ci amareggia di più, concludono i sindacalisti è il silenzio assordante del
Ministro e delle Amministrazioni su queste delicatissime questioni; ecco perché se la
legge di stabilità dovesse essere approvata così com’è, chiederemo le dimissioni del
Ministro Alfano in quanto non ci sentiamo più rappresentati