Santuario di Paola, Castiglione e Pietrafitta

Santuari Trasformati in società per Azioni e sottratti ai fedeli in contrasto ai valori Francescani.

 

Santuario di Paola_Fronte Popolare

 

Di Vittorio Boschelli

Da tempo medito e penso, avevo in mente di fare un articolo sul Convento dei Cappuccini di Castiglione Cosentino e Pietrafitta, piccoli paesini dell’entroterra calabrese, conventi chiusi per ordini della nomenclatura religiosa, contro la volontà dei fedeli (parte di essi, molto minoritaria), e nel completo silenzio di una classe politica che è stata a guardare o addirittura determinante in favore di tale scempio.

Mi sono deciso oggi a scrivere tutto il mio disappunto e indignazione dopo la notizia della truffa perpetrata ai danni dei fedeli di Paola dove è situato il Santuario di san Francesco.

La notizia è sconcertante ma non sorprendente, almeno per chi è conscio di come sono strutturate tutte le nomenclature Politiche e Religiose in tutto il mondo e non solo in Italia, a partire dai Comuni a finire agli organi Religiosi, tutte società per azioni, dove l’interesse privatistico e di mero lucro sono i capisaldi, questa è la nostra società e il nostro progresso, la mondializzazione e gli Stati Uniti D’Europa, tanto cari alle nomenclature a tutti i livelli.

Ecco la notizia: “Ammanco delle Offerte al Santuario di Paola, arrestato per truffa il consulente finanziario”

Il consulente finanziario Massimo Cedolia, di 45 anni, è stato arrestato dai carabinieri e dalla Guardia di finanza di Cosenza con l’accusa di avere attuato una truffa ai danni dei frati del Santuario di San Francesco di Paola utilizzando le offerte dei fedeli che gli erano state affidate, per un totale di quasi un milione e mezzo di euro, per investimenti in Borsa e per disporre bonifici in favore di suoi parenti. Insieme all’arresto è scattato anche un sequestro beni da due milioni nei suoi confronti.

La domanda mi sorge spontanea, un Convento ha bisogno di un CONSULENTE FINANZIARIO? 

Non aggiungo altro sul Santuario di Paola e passo al Convento di Castiglione Cosentino e quello di Pietrafitta, dove è stato impedito a dei Frati di abitare il convento e continuare la loro missione come in ogni comunità, quello di Castiglione era uno dei pochi Conventi che si sosteneva con utili e proventi della comunità, senza gravare su nessuna nomenclatura, hanno pensato “bene” di affidarlo ad una fantomatica cooperativa privata esterna al paese, con un contratto 6+6 come una normale abitazione privata.

Il Convento, le terre circostanti ad esso sono proprietà del demanio, cioè dello Stato, del Comune, dei cittadini di Castiglione Cosentino, un giorno ci spiegheranno come hanno fatto e chi a permesso che il Convento venisse ceduto ad una cooperativa privata, guarda il caso una famiglia parente di un appartenente alla nomenclatura religiosa con potere decisionale.

Quello di Pietrafitta è stato chiuso ma a differenza di quello di Castiglione, è stato presieduto con il Sindaco in prima fila con la fascia di primo cittadino cucita addosso e tutti i fedeli al suo fianco per settimane, cosa che ahimè a Castiglione non è stata fatta, non solo dalle forze politiche presenti, ma neppure dai Castiglionesi, (tranne per pochi che hanno lottato come mille), e questo merita una grossa riflessione.

Con molto rammarico da cristiano, credente ma non praticante, da cittadino Italiano, Calabrese e Castiglionese, ricordo che CARITA’ e POVERTA’ dovrebbero essere il credo di ogni Frate, i Conventi sono la nostra storia, la nostra identità, la nostra casa, che dovrebbe essere sempre APERTA e DIFESA pronta ad ospitare ogni viandante, perchè patrimonio di tutti, il nostro Gesù i mercanti li scacciava dal tempio e non certo li faceva entrare come si permette oggi attraverso un relativismo distruttivo per la FEDE.

Non me ne vogliano i cittadini Castiglionesi i tanti Frati che vivono in maniera esemplare, ma era doveroso da parte mia esternare un sentimento che rappresenta parte di una comunità ed è altrettanto doveroso lottare assieme a loro perchè i Conventi tornino ad essere dei Frati e dei Fedeli di ogni comunità che si rispetti, senza chiedere il permesso a nessuno, ma solo a Nostro Signore.