Un Tedesco Su Sei In Povertà

Un Tedesco su sei in piomba in povertà assoluta, nonostante i lucrosi guadagni dei “bravi” sulle nostre spalle.

 

povertà in germania_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Nonostante la Germania è l’unica ad aver guadagnato con l’euro, come dimostra il grafico sotto e come abbiamo detto più volte, come QUI, QUI, ecc, si allarga la forbice tra chi sta male e chi è straricco anche in Germania, a dimostrazione che l’euro non è stato fatto per i popoli ma contro i popoli europei, a vantaggio solo dell’elitè.

E dimostra anche che non è tutto oro quello che luccica, propinato dai media di regime, come il “miracolo” Tedesco.

 

B8UM5riIMAEFHfd

 

Notizia di oggi, che devo confessare non mi dispiace per la prima volta in tanti anni di lotta per tutti i lavoratori, ci siamo sempre schierati a difesa dei lavoratori pubblici e privati dei medi e piccoli imprenditori come pochi, i bancari di Calabria e Sicilia sono in sciopero, per il rinnovo contrattuale e per i tagli cospicui previsti per esubero (siamo solo all’inizio), la loro arroganza in questi anni contro i cittadini in difficoltà non potrò mai dimenticarla, solo perchè si sentivano al sicuro rispetto ad altri meno fortunati, adesso hanno capito che tocca anche a loro e che nessuno è al sicuro, mi dispiace ma una lezione ci voleva, per ritrovare l’umiltà e il cuore perduto.

Un Tedesco si Sei vive in condizioni di povertà assoluta, certamente il dato è inferiore a quello italiano, ma se considerate che i loro governanti hanno incassato +1.600 Miliardi di Euro con l’euro e noi ne abbiamo persi -380 di Miliardi, la situazione poteva essere addirittura peggiore della nostra.

Naturalmente i killer dell’informazione italiani sono muti sull’argomento, devono propinarvi il “miracolo” tedesco come colpa vostra e bravura loro…voi siete corrotti…avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità…ecc, da scemenza in menzogna, altrimenti potreste capire e linciare tutti quelli che hanno voluto e difeso l’euro e unione, invece di continuare a votarli.

Ma noi sappiamo aspettare come dimostrano i bancari, il tempo è galantuomo per tutti e presenta sempre il conto, molto salato questa volta come mai prima d’ora.

Sul Die Welt appare questo articolo che vi ripropongo, con dati e grafici dal titolo:

DIE WELT: LA POVERTA’ MINACCIA 1 TEDESCO SU 6

 

L’ufficio federale di statistica ha pubblicato dati allarmanti.

Il rischio di impoverimento non è mai stato così alto. Addirittura 3,1 milioni di lavoratori guadagnano così poco da scivolare al di sotto della soglia di povertà.

Die Welt 1

Il rischio di povertà è sensibilmente maggiore tra le donne che tra gli uomini

Per circa la metà dei colpiti (1,5 milioni), già una vacanza di 1 settimana all’anno fuori casa non rientra nelle possibilità.

Quasi 600.000 poveri hanno rinunciato ad una autovettura propria perché non se la possono permettere.

Questi dati si basano sulle indagini delle famiglie.

“Il numero di lavoratori che con il loro reddito stanno appena sotto o appena sopra la soglia per le prestazioni Hartz-IV è spaventosamente alta” ha detto al giornale la Presidente della VDK (SozialVerband VDK Deutschland) Ulrike Mascher.

Per molte di queste famiglie il sussidio è evidentemente insufficiente per superare in un certo qual modo le difficoltà.

La responsabile delle politiche sul mercato del lavoro dei Linke Sabine Zimmermann chiede un rapido aumento del salario minimo a 10 €. Per combattere il trend negativo serve inoltre, secondo la Zimmermann, introdurre dei limiti nei rapporti di lavoro, come anche arginare o abolire il lavoro interinale e i Minijob.

A BREMA E NEL MECLEMBURGO C’E’ IL RISCHIO PIU’ ALTO.

Un’occhiata alle statistiche svela anche come ci siano grosse differenze regionali.

Nel 2013 il rischio povertà era chiaramente più alto della Germania Orientale che nella ex Repubblica Federale. Il numero delle persone a rischio è del 19,8% nei nuovi Land e del 14,4% nella Germania occidentale, chiaramente superiore rispetto al valore degli anni scorsi.

L’ufficio di statistica presenta i dati sul rischio di povertà sulla base del censimento del 2005. Da allora gli indici di povertà dell’est e dell’ovest si sono certamente avvicinati, tuttavia la minaccia della povertà rimane sensibilmente più alta nella Germania orientale. Nel 2005 il 20,4% dei tedeschi dell’est e il 13,2% dei tedeschi dell’ovest era ritenuto a rischio di povertà.

In Germania sempre più lavoratori riescono, a quanto pare, a vivere a malapena col loro reddito. Come riferisce il “Saarbrücker Zeitung”, secondo i dati dell’ufficio federale di statistica, alla fine del 2013 circa 3,1 milioni di lavoratori percepiscono un reddito al di sotto della soglia di povertà. Nel 2008 erano almeno 2,5 milioni. E’ un aumento del 25%. Soprattutto la cosiddetta quota a rischio di povertà raggiunge il livello record di 16,1%.

E’ considerato a rischio di povertà chi, compresi tutti i sussidi statali come, per esempio, fondi per la casa o per i figli, raggiunge meno del 60% del reddito medio.

Nel 2013 la soglia era di 939 € netti al mese. Per le famiglie con 2 figli si parla di soglia di povertà quando il reddito familiare netto è inferiore a 2056 €.

Molti non ce la fanno ad andare in vacanza

Una analisi dettagliata delle statistiche ci offre una visione più precisa della sgradevole situazione di molti cittadini.

Essa svela che nel 2013, 370.000 lavoratori poveri non sono riusciti a pagare l’affitto entro la scadenza, 417.000 hanno rinunciato ad un riscaldamento adeguato, e 538.000 hanno risparmiato sul cibo e si sono preparati un pasto completo soltanto un giorno ogni due.

Nel 2005 Il pericolo di povertà è al minimo sia nel Baden-Wurttemberg che nella Baviera, è il più alto a Brema e nel Mecleburgo – Pomerania Anteriore. Nel 2013 il rischio di povertà è all’11,4% in Baden – Wurttenberg, e all’11,3 % in Baviera.

Die welt 2

A Brema e nel Meclemburgo è circa il doppio (24,6% Brema, 23,6 % Meclemburgo). A confronto con l’inizio della rilevazione nel 2005, il rischio di povertà è sceso con più vigore in Turingia e in Sassonia-Anhalt. E’ salito di più nel Nordreno-Vestfalia e a Berlino.

SVILUPPO NEGATIVO NEL BACINO DELLA RUHR.

Osservando le 15 città più popolose, il rischio povertà è il più basso a Monaco (11,4%) e a Stoccarda (13,4 %). Il più alto a Dortmund (26,4%) e a Lipsia (25,9%). Nel confronto col 2005 il rischio povertà è sceso ad Amburgo, Norimberga e Dresda.

Nelle restanti città esaminate il pericolo di povertà è salito dal 2005: l’aumento maggiore si è verificato a Duisburg, Dortmund, Düsseldorf e Colonia.

Deludente è anche riconoscere che la Germania, col suo tasso di povertà medio del 16.1%, non se la cava bene in confronto all’Europa. Per la maggiore economia sociale e simbolo economico del continente non è certamente motivo di gloria che Paesi come l’Irlanda, scossa dalla crisi, e la malata Francia, mostrino un tasso di povertà inferiore.

Per non parlare di nazioni come i Paesi Bassi, la Norvegia (entrambi al 10.1%) o la Repubblica Ceca (9.6%), che chiaramente hanno punteggi migliori. Solo nazioni veramente in crisi come la Grecia (23.1%), la Spagna (22.2%) o l’Italia (19.4%) battono di molto la Germania.

Grecia e Potere di Veto

La piccola Grecia potrebbe tornare grande esercitando il potere di veto in europa sulle sanzioni a Putin.

 

grecia e potere di veto_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Tsypras a sorpresa cala l’asso, il potere di veto che può esercitare ogni paese dell’unione europea, riguardo alle sanzioni verso la Russia di Putin.

La Grecia potrebbe barattare (noi abbiamo molti dubbi), l’austerità con il via libera agli Americani e Europei di sanzionare ulteriormente Putin.

Se Tsypras ci smentirà, per i Greci potrebbe aprirsi un grande spiraglio di salvezza, oltre che per i Russi e per noi Italiani, fino ad ora lo scherzo a Putin ci è costato 1,3 Miliardi di Euri, mancate esportazioni, specialmente in prodotti agricoli che nel primo trimestre 2015 daranno i loro frutti, altro che confindustria vede la ripresa.

Se Tsypras sarà il nuovo cavallo di Troia in mano a Putin, lo vedremo presto, certo è che la Grecia ormai è una polveriera, nel giro di pochi mesi Tsypras è costretto a fare scelte importanti, se tradirà le aspettative (cosa molto probabile) ci sarà il popolo greco ad attenderlo, naturalmente speriamo che saremo noi a sbagliarci sul conto di Tsypras, per il bene del grande e glorioso popolo greco.

Appunto per chi sostiene che “siamo piccoli noi italiani” per…se i greci fanno sul serio ne vedrete delle belle, altro che piccoli dei miei stivali.

 

Ecco l’articolo apparso su Zero Hedge

Inaspettata Vittoria di Putin: La Grecia Potrebbe Porre il Veto sulle Sanzioni alla Russia

Due giorni fa, Zero Hedge per primo e poco dopo tutti gli altri, hanno notato qualcosa di incredibile: la più grande sorpresa emersa finora dal nuovo governo greco anti-Troika/austerity non era poi tanto la sua intenzione di andare avanti con il primo test sul “Debito Odioso” – questo si sapeva ampiamente in anticipo – quanto la sua drammatica svolta di allontanamento da Germania ed Europa, e di avvicinamento alla Russia.

Come abbiamo già notato, non solo la Grecia ha già bloccato tutti i processi di privatizzazione in corso, un chiaro affronto alla Merkel e alla Troika che vogliono la svendita pezzo per pezzo della Grecia agli acquirenti occidentali come parte del “salvataggio”, ma sta anche esaminando dei piani per reintegrare i lavoratori del settore pubblico e ha annunciato degli aumenti delle pensioni per le persone a basso reddito: altre chiare violazioni delle condizioni di austerità della Troika.

Ma il messaggio più importante che Tsipras sta mandando all’Europa è che (dopo aver incontrato l’ambasciatore russo subito dopo la sua elezione) la Grecia sta ora realmente esercitando il suo potere di veto in materia di future sanzioni alla Russia!

Si era già accennato a questo per la prima volta quando il Ministro degli Esteri, Nikos Kotzias, che oggi giunge a Bruxelles per discutere le possibili ulteriori sanzioni alla Russia dovute al conflitto in Ucraina, alcuni giorni fa aveva detto che il governo greco era in disaccordo con una dichiarazione dell’UE nella quale il presidente Donald Tusk aveva prospettato “ulteriori misure restrittive” verso la Russia. Come già osservato da Bloomberg, nei mesi recenti Kotzias ha scritto su Twitter che le sanzioni contro la Russia non erano nell’interesse della Grecia. Ha detto in un blog che la nuova politica estera della Grecia dovrà concentrarsi sul fermare la trasformazione in corso dell’UE “in un impero idiosincratico sotto il dominio della Germania”.

E l’Europa, scioccata che uno dei suoi abbia osato mettere in questione la sua “unanime” politica verso la Russia, una politica guidata dal Dipartimento degli Esteri degli USA – la cui opinione sull’Europa è stata bene riassunta in uno sfogo, intercettato, di Victoria Nuland nel febbraio 2014: “Fuck the EU” (“Vaffanculo l’UE”, ndt) – è stata costretta a fare marcia indietro. Dal DPA:

L’Unione Europea mercoledì ha negato di avere ignorato le obiezioni della Grecia nell’emettere una dichiarazione che prospettava nuove sanzioni contro la Russia.

La zuffa è la prima di una serie di scontri attesi tra Bruxelles e il nuovo Primo Ministro greco, Alexis Tsipras, che è stato eletto domenica con la promessa di rinegoziare il bailout concesso alla Grecia dai suoi vicini europei e dal Fondo Monetario Internazionale.

Tsipras si è già espresso in passato contro le sanzioni alla Russia, rifiutando l’uso del “linguaggio da Guerra Fredda”.

L’UE ha imposto diverse tornate di sanzioni contro la Russia per il ruolo di quest’ ultima nella crisi ucraina, specialmente misure economiche che restringevano l’accesso della Russia al mercato del credito e all’export europeo. In una dichiarazione fatta martedì mattina, i leader UE hanno incaricato i loro ministri degli esteri di considerare “ulteriori misure restrittive” nel loro incontro di giovedì.

Ma Tsipras si è lamentato sui media greci che il suo paese non è stato consultato su questa dichiarazione. “La Grecia non lo permette”, ha affermato martedì sera una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Tsipras, aggiungendo che l’annuncio di Bruxelles viola la “procedura corretta”.

Un portavoce del presidente Donald Tusk, che ha emesso la dichiarazione a nome dei leader, nega che Atene sia stata messa da parte durante la preparazione del testo.

“Noi consultiamo tutti, come abbiamo sempre fatto, e non abbiamo ignorato o escluso la Grecia in alcun modo – al contrario”, ha detto Preben Aamann. “Abbiamo cercato di trovare una soluzione speciale che andasse bene anche a loro”.

In realtà ciò che l’UE “ha sempre fatto” è stato ignorare le voci e gli interessi di tutti, ad eccezione di quelli del più forte. E quanto a “non ignorare” la Grecia, a quanto pare l’UE ha mancato al suo dovere. Solo che stavolta la Grecia, il cui governo non è più un lacchè dell’eurozona, non ha lasciato passare: “L’emittente greca Skai ha detto che il nuovo Ministro degli Esteri, Nikos Kotzias, porterà la questione sul tavolo di Bruxelles durante la riunione di giovedì. Lo stesso Tsipras è atteso nella capitale belga il 12 febbraio, per un vertice UE sulla situazione in Ucraina”.

E così la Russia ha ottenuto una vittoria del tutto inattesa in Europa: “Le sanzioni UE richiedono l’unanimità per entrare in vigore, quindi un veto della Grecia potrebbe bloccare ogni misura ulteriore“. E tutto grazie all’epica gaffe di Bruxelles che ha permesso che un paese europeo esprimesse la sua opinione in modo democratico.

Non è stato solo Zero Hedge a indicare in anticipo la svolta greca sulla Russia. Anche Greg Gibbs della RBS ha detto che le “preoccupazioni che il governo greco possa minacciare il veto su ulteriori sanzioni alla Russia, in cambio della riduzione del debito,  alimentano il timore di conflitti“.

Certo la Germania, la cui teatrale opposizione alla stampa di moneta si è piegata la scorsa settimana come la sedia da giardino di Boehner, dato che ora è fin troppo chiaro che il mantenimento della dominanza dell’esport tedesco (da cui l’avversione al marco tedesco) e la santità della Deutsche Bank è tutto ciò che conta, e poco importa delle preoccupazioni della gente sull’iperinflazione, è abbastanza furiosa che le grandi ambizioni della potenza economica europea – che come abbiamo appena riportato è ora ufficialmente entrata in deflazione – siano state infrante dalla minuscola Grecia, funestata dalla depressione.

Ecco qui il ministro dell’economia tedesco Gabriel che lancia fuoco e fiamme sulla Grecia. Da Reuters:

La Grecia non dovrebbe gravare sul resto d’Europa con i suoi dibattiti politici interni, ha detto giovedì il Ministro all’Economia Sigmar Gabriel, aggiungendo che le disuguaglianze all’interno della Grecia sono il vero colpevole dei problemi che il paese sta cercando di scaricare sui suoi creditori.

Gabriel ha detto al parlamento che la Grecia dovrebbe stare nell’euro, ma che il nuovo leader di sinistra, Alexis Tsipras, deve rispettare i termini del salvataggio. La Grecia non può incolpare la “troika” dei creditori multilaterali per la sua iniqua distribuzione interna della ricchezza, ha detto.

Tutte le persone democratiche devono rispettare la decisione democratica degli elettori, e un governo neo-eletto ha il diritto di decidere che percorso intraprendere – ma il resto dei cittadini europei non dovrebbero aspettarsi che i cambiamenti politici in Grecia si scarichino su di loro”, ha detto.

Certo, finché i cambiamenti politici in Grecia hanno permesso al resto dei cittadini europei di continuare a trarre benefici a spese della Grecia, nessuno ha battuto ciglio. Ma cambiate cambiate l’equazione e si scatena l’inferno.

E la conferma finale che all’improvviso la piccola Grecia può riavere tutti i poteri in Europa è che poco fa il Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeir, ha detto che le sanzioni europee alla Russia sono state complicate dal “nuovo governo greco”.

La buona notizia per la Grecia, naturalmente, è che ora ha tutte le opzioni: può usare il suo potere di veto come merce di scambio per sbloccare la politica estera degli USA in Ucraina (perché, alla fine della fiera, l’Europa ci sta solo perdendo dalle sanzioni alla Russia) e chiedere un taglio del debito in cambio dell’appoggio a John Kerry su ulteriori “punzioni” alla Russia. O può semplicemente tenere duro e valutare una migliore offerta della Russia e dei BRICs, il cui potere può essere puramente teorico ora che il petrolio è crollato, ma se e quando scoppierà l’ultima bolla dei titoli spazzatura dello shale  e la ripresa USA sullo shale sarà sfumata, mandando di nuovo alle stelle il prezzo del petrolio ai 100 dollari al barile, allora vedrete come i paesi esportatori di petrolio ritorneranno col botto, e detteranno le condizioni geopolitiche.

E quasiasi cosa succeda, per favore non ricordate a Bruxelles che il punto numero 40 del Manifesto dei 40 Punti di Syriza, cioè l’opzione “nucleare”, è “La chiusura di tutte le basi straniere in Grecia e il ritiro dalla NATO“.

È stato spiacevole che il Business New Europe si sia spinto fino a chiedersi se il nuovo governo greco sia “Il nuovo cavallo di troia dentro l’UE?“.

In ogni caso, l’equilibrio del potere in Europa si è spostato in un modo che nessuno aveva anticipato:

I maggiori vincitori: anche se solo per ora: Grecia e Russia (e, anche se non lo ammetteranno mai, tutti gli europei che hanno un disperato bisogno delle importazioni russe.)

I maggiori perdenti: tutti gli eurocrati non eletti di Bruxelles che in questo momento si stanno grattando il capo su come portare a John Kerry la brutta notizia che non c’è più l’unanimità sulle sanzioni alla Russia, e tutto grazie ad un paese che nessuno avrebbe pensato potesse osare di dire la sua.

 

I Candidati a Presidente del M5S

I candidati a presidente del M5S sono tutti euristi doc.

 

 

i candidati a presidente del m5s_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Siete stati abituati per troppi decenni all’incoerenza politica, a tal punto che tutto è normale, lecito e etico, quindi le parole non coincidono mai con i fatti.

Il M5S come ho sempre sostenuto è figlio di questa società malata, incoerente, affarista, oppurtunista, menzognera, dove l’etica e la coerenza sono in via di estinzione.

Incoronati come gli anti-euro dai media di regime (mai da noi), all’ennesima prova dei fatti e non delle chiacchiere (faremo il referendum), ecco che per il nuovo presidente della repubblica approntano una lista di personalità, alcune rispettabili altre uno scandalo (vedi Prodi e Bersani), tutte rigorosamente EURISTE, alla faccia dell’anti-euro.

Ma il movimento 5 stelle non è nuovo a queste incongruenze, anzi è la contraddizione e la menzogna in persona, come abbiamo dimostrato in questi anni con decine di articoli, su questo sito, la penultima fatta, quella che Rodotà ha definito “la legge bavaglio”, votata da tutti in parlamento compresi i grillini, per non parlare dell’abolizione del reato di clandestinità ottenuto con il loro determinante voto.

Ricordate quante ne hanno detto contro quella che chiamavano la casta? Oggi sono pronti non solo ad andargli in soccorso per la loro sopravvivenza, ma addirittura Di Battista lancia Bersani alla Presidenza, altri Prodi, ecc.

Trovo questo di uno squallore disarmante, mi chiedo come faccia questa gente a riscuotere consensi, come il popolo non si accorga dell’abisso che c’è tra le parole, gli slogan e i fatti, mi chiedo fino a quando durerà tutto questo squallore, quando verranno premiate le persone che ritengono vitale un cambio di mentalità nelle persone e nella politica, dove le parole precedano i fatti, dove l’etica e la coerenza siano imprescindibili, dove la politica sia una cosa seria e non un  mezzo per prendere per i fondelli la gente.

Non mi meraviglio delle SCELTE o NON SCELTE del M5S, siamo stati i primi a sputtanarli come coloro che hanno dato il tempo al sistema di portare avanti la dittatura eurista e siamo stati anche i primi a sostenere che la loro nascita non era anti sistema ma a sostegno del centrosinistra, rivelandosi quando il PD sarebbe entrato in crisi profonda, tenendo nel frattempo attaccati alla speranza e quindi buoni, tanti italiani che con il precipitare delle cose si sarebbero riversati a destra, magari verso chi anti euro e anti sistema lo è realmente e della prima ora, con conseguenze per tutti loro del partito unico dell’euro poco simpatiche.

Ritornando al presidente, domani si inizia, sembra che Amato sia troppo scandaloso agli occhi del popolo, quindi devono trovare una figura che faccia meno senso, sempre con la stessa caratteristica EURISTA DOC, credo che la faccia d’angelo di Pierferdi…vi faccia meno senso…per noi solo rabbia e incredulità, vista la facilità con cui riescono ad imboccarvi quello che loro vogliono.

Riflessione per tutti…e VERGOGNA al M5S…non è mai abbastanza.

Libertà e Negazionismo

La Libertà d’opinione è sempre Libertà di tutte le opinioni anche quelle diverse dalla nostra.

 

libertà di opinione_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

In un giorno particolare come quello della Shoa, 70 anni dopo registro che di pagine altrettanto vergognose vengono ciclostilate ancora oggi.

La storia agli storici, gli orrori alla memoria e il presente agli uomini, possibilmente liberi anche quando sono negazionisti, anche quando hanno opinioni diverse dalla nostra, questa dovrebbe essere quella che abbonda sulla bocca di tutti, chiamasi democrazia.

Sia ben chiaro, il nazismo imperialista non ha scusanti, ma il perchè un pazzo di nome Adolf è andato al potere, ancora oggi non è ben chiaro a tutti, eppure il periodo storico attuale, qui e ora, somiglia tanto a quello di 75 anni fa e come affermo spesso, nella storia si evidenzia sempre l’ultima pagina, mai le precedenti, dove sono i veri colpevoli che hanno creato le condizioni per l’affermazione del pazzo di turno.

Non 70 anni fa, ma il 15 marzo 2013, arriva in senato un disegno di legge n.54, contestato dagli stessi storici già in passato (legge Mancino), disegno che inasprisce e che rende reato la diffusione delle tesi “negazioniste” sul genocidio ebraico.

Noi Anti-Euro sappiamo cosa ci riserverà il prossimo futuro…tutti avvisati.

Credo che dopo 70 anni discutere ancora di queste cose e vietare per legge pena multa e carcerazione le opinioni diverse, sia veramente scandaloso, anti-democratico e molto pericoloso, questo è un esempio di prime pagine della storia che nessuno poi si ricorderà.

Altro esempio di prime pagine contemporaneo, quello che i nostri politicanti stanno facendo ai popoli europei, condannandoli alla morte, fame e miseria, questo accade nel 2015 e di questo intendiamo parlare prima che arrivi l’ultima pagina e poi 70 anni dopo tutti ancora a belare come le pecore, senza nessuna coscienza del qui e ora.

Dopo la stage di Parigi erano tutti Charlie Hebdo, giustamente dopo un atto vile di quella portata, tutti a difendere la libertà di espressione, cosa sacrosanta, ma la mia domanda è la seguente dopo una premessa per qualche idiota di turno.

Premetto che ogni atto terroristico vada perseguito e condannato con durezza, non esiste nessun motivo al mondo che possa giustificare una strage islamista o occidentale che sia, compreso le guerre, e qui potremmo aprire un libro, mi fermo qui per ora.

Torniamo alla domanda, sono giuste alcune vignette di Charlie, dove viene raffigurano il Profeta incorrendo in palese blasfemia (oltre che di cattivo gusto) per la religione Musulmana, reato punito con la pena capitale?

La mia risposta è assolutamente no, chi lo fa non rispetta gli altri e non tiene conto della mentalità e religione altrui, questa non è libertà è incoscienza, nel voler provocare la reazione dell’altro, che nulla ha che fare con la libertà di opinione o di espressione.

Poi accade nella stessa Francia che il comico Dieudonné viene perseguito per “apologia del terrorismo”, e qui la libertà di espressione va a farsi benedire, posso capire le vignette blasfeme e di cattivo gusto, ma un comico?

E il calciatore Anelka che conosciamo tutti, solo per un gesto fatto dopo un gol, che richiamava al comico Dieudonnè, viene messo al bando, sempre nel civilissimo e democratico occidente, dov’è finita la libertà di espressione o opinione?

Quindi la libertà di opinione compreso il negazionismo è un valore fondante di ogni democrazia degna, (l’italia non è così), va difesa sempre e mai va considerata un reato per legge, altrimenti si parla di dittatura, le religioni non vanno offese, la libertà di culto e le proprie regole, vanno rispettate sempre e difese sempre, senza demonizzare l’altro, ma rivendicando ogni uno la propria, possibilmente senza mischiare il sacro con il profano e il rispetto delle regole del paese ospitante.