Le Tanto Amate Riforme Strutturali

Le “riforme strutturali” che tanto appassionano il Popolo Italiano

 

riforme strutturali_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

La cosa che che più non mi da pace è sentire fare il tifo tra la gente comune per le “riforme strutturali”.

La popolarità delle “riforme strutturali” non mi meraviglia, visto il lavaggio mediatico della macchina che pulisce le cozze (TV e carta stampata), quello che invece mi meraviglia e mi fa rabbia (per come riescono a manipolare il popolo), che ad osannare le “Riforme” siano, piccoli imprenditori, operai, impiegati, pensionati e disoccupati.

Che siano a chiederle le “riforme strutturali” i politicanti, confindustria, i sindacati della Troika (triplice) e le banche, mi sembra quasi “normale”, ma per la restante popolazione (85% circa) non vedo il filo logico di cotanta tifoseria è come chiedere ad un amico se ci taglia i maroni, se per voi è cosa normale, forse siano noi del Fronte che non lo siamo, il che è molto plausibile, visti i nostri anni di lotta e ci ritroviamo ancora a parlare di “riforme strutturali”.

Un giorno tutti i figliastri di palla palla Renzi (presto orfani) mi spiegheranno che piacere si prova a tagliarsi i maroni, anche se non ho nessuna intenzione di provare.

La cosa che ci conforta che tra i diversamente normali ci sono tutti i Nobel dell’economia, eppure non fanno parte di quel 85% della popolazione dei comuni mortali, sono i paradossi di una società malata e drogata dai media di regime.

Ma la Spagna? La Grecia? L’Irlanda? Portogallo?……. ecc. è la risposta che il sistema vi ha imboccato, noi rispondiamo ma i dati? L’economia con la E…..? La storia? Per quelli “bravi” con gli occhi azzurri e i capelli biondi ci penseremo prossimamente con una cosa niente male.

Paul Krugman ridicolizza le “riforme strutturali” chiamandole “Feticci Strutturali” che trovate qui e che io vi riporto.

Il Financial Times ha pubblicato un articolo piuttosto valido sulla dottrina emergente detta “Draghinomics”, che sembra molto simile alla Blanchardnomics, la quale è a sua volta simile alla Krugmanomics – ehi, abbiamo tutti studiato macroeconomia al MIT a metà degli anni ’70. Ma sono rimasto colpito da questo passaggio:

 

Un altro alto funzionario dell’eurozona presente al forum italiano che riunisce responsabili politici, uomini d’affari e accademici ha detto: “le riforme strutturali sono fondamentali. I paesi che hanno fatto questi sforzi vanno meglio: Irlanda, Spagna e Portogallo. L’Italia e la Francia dovrebbero riflettere un po’ su questo aspetto.”

Eh già, la Spagna ha dato una bella lezione alla Francia:
Il feticcio strutturale figura 1
Per quelli che non aderiscono al sacro culto delle riforme strutturali, la storia della Spagna è questa: il paese ha vissuto una depressione su larga scala quando è scoppiata la bolla immobiliare; questa depressione ha portato ad una graduale, dolorosa “svalutazione interna” che ha abbassato il costo del lavoro, rendendo la Spagna più competitiva all’interno dell’Europa; e, di conseguenza, la Spagna sta finalmente iniziando una debole ripresa, il suo tasso di crescita nei recenti trimestri (ma solo nei recenti trimestri) è superiore a quello della Francia.

Chi considera quanto sopra come un trionfo delle riforme strutturali, ha dei preconcetti così forti che non si prende la briga di dare un’occhiata a quel che dicono i dati.

One thought on “Le Tanto Amate Riforme Strutturali

  1. ormai il popolo è diventato masochista,più lo violentano più gode.basta vedere il sondaggio che hai postato ieri sul gradimento di renzi.

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