Informazioni su Vittorio Boschelli

Lottiamo per una Nazione realmente sovrana e libera da vincoli esterni, dove la politica torni ad essere una cosa nobile e degna di rappresentare il volere del popolo italiano, dove il popolo torni ad essere sovrano, dove la Nazione torni a stampare moneta, dove la dignità dei lavoratori e dei pensionati sia ripristinata, dove la piccola e media impresa sia il motore della nazione, dove la politica torni a dettare le regole alla finanza e non il contrario.

I Terroristi del PUE come Zucconi

Questa è l’informazione in Italia, quella propinata da gente come Zucconi, ma fortunatamente c’è chi lavora per rendere consapevole il Popolo.

 

Il Killer Dell'Informazione Zucconi

 

Vittorio Boschelli

Ho trovato un articolo che dimostra ancora una volta, come hanno fatto a manipolare in questi anni le menti del Popolo attraverso i mezzi d’informazione di massa, TV e Giornali e da qualche tempo anche sul web hanno sguinzagliato i loro servi di Regime.

Mi tocca fare un lavoro sporco, ma bisogna che qualche d’uno lo faccia, SMASCHERARE I MISTIFICATORI del Partito Unico Dell’EURO il PUE e in modo particolare i Piddini di Repubblica, le loro Armi Terroristiche sono sempre le stesse, Inflazione, Disoccupazione, Costo delle Materie Prime, Debito Pubblico, Svalutazione, quindi Paesi come L’Argentina e il Brasile sono il loro bersaglio preferito, perchè devono dimostrarvi che non può esistere un’altra Economia (quella Keynesiana e Nazionale), come abbiamo sempre scritto in questo Blog e come se, prima degli anni 70 siamo vissuti con questa Economia Mondialista e Neo-Liberista, roba da ridere, se la situazione non fosse così maledettamente tragica e dal finale già scritto, come i mentitori fanno finta di non sapere, ignorando la STORIA e Falsificando i Dati, prendendo per i Fondelli il Popolo, quel Popolo che grazie a gente come noi, ha iniziato a capire, non a caso resta a casa, invece di recarsi al VOTO.

Ecco L’Articolo Che ho trovato sul Fatto Quotidiano fatto dal Caro Prof. Bagnai, prezioso come al solito per smascherare i Servi Dell’Informazione come Zucconi e il Partito Unico Dell’Euro.

Quelli che ‘in Brasile l’inflazione è al 90%’

Incalzate dalla violenza dei fatti, dalle analisi dei massimi economisti, dalle ammissioni dei loro leader, dalla crescente consapevolezza dei cittadini, le milizie del PUDE (Partito Unico Dell’Euro) sono allo sbando. I peones, privi dei propri generali (che da tempo si sono messi al vento, sapendo benissimo come sarebbe andata a finire), tentano disperate sortite dalle casematte dell’informazione di regime, per azioni di terrorismo i cui esiti sarebbero tragici, se non fossero ridicoli.

L’arma “fine di mondo” dei bislacchi Stranamore dell’informazione nostrana è sempre quella: l’inflazione! Abbiamo già commentato in questo blog un tentativo non del tutto riuscito di usarla per terrorizzare gli spettatori televisivi. Ma si sa, in televisione puoi dire quello che vuoi, il mezzo non sempre consente di tornare sulle lievi imprecisioni profferite. Nei social media, invece, le cose stanno in modo diverso, e bisogna fare un po’ più attenzione, anche se non tutti l’hanno capito. Un esempio? Gustatevi questo breve riepilogo di una conversazione su Twitter, che credo vi offrirà un sorriso: Vittorio Zucconi, direttore dell’edizione web di uno dei più autorevoli quotidiani nazionali, dimostra di non sapere cosa sia quel tasso di inflazione che però usa come spauracchio per sostenere “la causa dell’Euro”.

Il ragionamento di Zucconi sembra essere questo: “Vedete? In Brasile l’inflazione è al 90% e hanno un sacco di problemi. Ma in Brasile non hanno l’euro: ergo, l’euro non causa problemi, ergo li risolve, visto che da noi l’inflazione non è al 90%, ma ci andrebbe se uscissimo dall’euro”. Una logica non esattamente aristotelica: un po’ come dire che se Tizio ha il cancro ma non fuma, fumare non causa il cancro. Ci vuole un po’ d’indulgenza: il nostro è modenese, non stagirita. Del resto, per capire che non abbiamo a che fare con un sillogismo, ma con un delirio, ci vuol poco. Basta rilevare la pacchiana imprecisione della premessa, dove all’inflazione brasiliana si attribuisce un valore assurdo (90%). Imprecisione che evidentemente deriva da una scarsa consapevolezza di come l’inflazione venga calcolata.

Allora, dopo esserci divertiti (amaramente), facciamo un lavoro socialmente utile: informiamo l’informatore.

Le ricordo, dottor Zucconi, che l’inflazione è la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, calcolato con cadenza mensile. Il dato “nasce” mensile e quello annuale si ricava come opportuna media. Attenzione, però. Ogni mese di dati ne vengono diffusi due: la variazione rispetto al mese precedente (inflazione “congiunturale”), e quella rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (inflazione “tendenziale”). Il tasso “congiunturale” è essenziale per guidare la politica nel breve periodo, mentre il tasso “tendenziale”, che incorpora un anno di storia (da mese a pari mese dell’anno precedente, ripeto) ci informa sulle tendenze di medio periodo. Informazioni entrambe utili ma ben diverse l’una dall’altra.

Ora che si diletta di economia, voglia guardare, per esempio la tabella seguente, estratta dall’ultimo comunicato stampa dell’Istat:

inflazione

In alto troverà facilmente il dato annuale. Ad esempio, nel 2012 l’inflazione annuale in Italia è stata del 3% (ultima colonna, seconda riga): è la variazione percentuale degli indici annuali: (105.9-102.8)/102.8=0.03=3%. A loro volta, gli indici annuali sono la media degli indici mensili: ad esempio, il dato annuale 105.9 è la media dei valori assunti nei dodici mesi del 2012.

Venendo al dato mensile, nell’ottobre del 2012 l’indice mensile era pari a 106.5, invariato rispetto a settembre: in quel mese quindi l’inflazione congiunturale è stata nulla. Inflazione zero, il sogno dei banchieri centrali e dei dilettanti di economia!

l’inflazione tendenziale? Nell’ottobre 2011 l’indice dei prezzi era stato pari a 103.8, quindi un anno dopo l’inflazione tendenziale era del 2.6%, perché (106.5-103.8)/103.8=0.026=2.6%. Un dato non lontano dal valore medio annuo del 2012 (3%), appunto perché incorpora un anno di storia (e il tasso annuo d’inflazione è appunto la media dei tassi tendenziali).

Forse ora comincia, gentile dottore (in lettere e filosofia), a intuire quale sia la lieve imprecisione da lei commessa. Semplicemente, lei ha scambiato il dato tendenziale per quello congiunturale. Certo,entrambi sono pubblicati mensilmente, quindi sono “mensili”, il che però non significa che siano entrambi “al mese”: solo il dato congiunturale (mese rispetto a mese precedente) ci informa su cosa sia successo nel mese di riferimento. Il suo errore è palese nella sua sbrigativa risposta a matteo rumi su Twitter: “Inflazione generale al 4.5%. AL MESE”.o, Zucconi, no, la prego, si tranquillizzi!

Il 4.5% del quale lei straparla non è un tasso congiunturale (mese su mese precedente), ma tendenziale. Non significa che i prezzi aumentano del 4.5% al mese (e quindi, a spanna, del 70% all’anno, che comunque non sarebbe il 90% di cui parla lei)! Significa che sono aumentati del 4.5%rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In un’economia che, le ricordo, dallo scoppio della crisi è cresciuta di 4.5 punti percentuali all’anno più della nostra (loro al 3.2%, noi al -1.3% di media). Ovviamente i tassi congiunturali (cioè quelli che descrivono effettivamente la crescita dei prezzi al mese) sono molto inferiori, sotto lo 0.5%. Voglia consultarli qui.

Be’, caro Zucconi, come dire… Se l’inflazione si calcolasse come pensa lei, l’euro non ci avrebbe veramente salvato, perché nel 2012, “ragionando” come lei, avremmo avuto più del 40% d’inflazione media annua.

Peccato che un’inflazione simile in Italia non si veda da quando lei aveva due anni!

Ora, che un dilettante di economia possa commettere una svista simile, è cosa che non deve stupire né scandalizzare. Povertà non è vergogna. Certo, ci vorrebbe un po’ di umiltà e meno strafottenza verso gli insegnanti e i loro meschini stipendi. Ma questi sono autogol dei quali sarebbe sleale approfittare. Quello che invece veramente non va è il tentativo, al quale la sua testata ci ha abituati, di fare terrorismo economico sull’inflazione.

Perché lo fate? Perché siete l’organo di riferimento del PUDE, di quel partito trasversale che ha sposato la filosofia politica paternalistica secondo la quale, siccome gli italiani non sanno governarsi da soli, devono essere governati dal manganello dello spread. Sì, insomma, la filosofia del “vincolismo”, che in Italia ha lunga tradizione (Carli, Giavazzi, Scalfari, ecc.). Ora, perché gli elettori accettino di farsi governare dai mercati finanziari anziché da organi democraticamente eletti, occorre nutrano un sacro terrore dell’inflazione, e si convincano che l’euro, se pure crea problemi, almeno li protegge da essa e dai disordini che essa porta con sé. Ma a questo, appunto, ci pensate voi.

In effetti, parlando del Brasile lei cerca appunto di suggerire un simile nesso causale (niente euro uguale inflazione uguale scontri di piazza), ma così facendo commette un falso storico che i dati facilmente smascherano.

weo_dati

Ecco, lo vede il grafico? (Dati tratti dal WEO di aprile, fonte che lei, come me, compulsa avidamente nei momenti di tempo libero). Negli ultimi dodici anni in Brasile si è avuta inflazione a due cifre solo nel 2003. L’inflazione annua è sui valori attuali (fra il 4% e il 6%) più o meno dal 2004, e non ricordo si sia parlato di scontri di piazza. Che cosa sta succedendo adesso? Sta succedendo che la crescita ha bruscamente rallentato, e non per un solo anno, come nel 2009, ma per due anni consecutivi (2011 e 2012). Non è l’inflazione a portare la gente per strada, ma la stagnazione o recessione prolungata, caro dottor Zucconi (e in un paese emergente una crescita sotto il 2% può tranquillamente essere assimilata a stagnazione).

La sua scelta di starsene negli Stati Uniti è saggia e del tutto condivisibile, perché vedrà, prima o poi, continuando così, col Pil italiano in caduta libera, la gente andrà in strada anche nell’Italietta protetta dall’eurone. Non escludo che quel giorno qualcuno si ricordi di chi insisteva sul fatto che, al nobile scopo di difendersi dall’inflazione, sia doveroso tagliare i salari reali. Sarebbe una reazione esecrabile, ma la Storia, quella vera, non quella raccontata da certi giornali, è purtroppo fatta di risposte simili.

Un’informazione corretta è presidio di democrazia e di pace. Un concetto non popolare in questo paese. Ma vale la pena di insistere.

(Ehi, dottor Zucconi? Sì, lei! È ancora qui? No, aspetti, si lasci dire una cosa: ho controllato la mia busta paga. Il mese scorso ho guadagnato 2582 euro (netti). E non sa a quante consulenze ho rinunciato da quando ho cominciato a far divulgazione! Ma anche con quelle non avrei raggiunto, suppongo, se non un’esigua frazione dei suoi cospicui e ben meritati emolumenti. Se lo lasci dire, però: ci son due cose che non hanno prezzo. La prima è la soddisfazione di smascherare la crassa ignoranza dei tronfi Soloni. La seconda è quella di poter lasciare ai propri figli un esempio. Cosa che, in un certo senso, ha fatto anche lei…)

(Ah, dottore, scusi, un’ultima cosa, visto che ha deciso in tarda età di cambiare mestiere: in effetti c’è stato un anno nel quale l’inflazione media annua brasiliana è stata al 90%. Il 1980. Bei tempi quelli per voi, eh!? Potevate dire la qualunque sui vostri giornali, e nessuno se ne accorgeva. Mi sa che è finita…)

Infatti i Cari Giornali Di Regime, siccome non li legge più nessuno, stampano le copie, caricano i bilici e portano i giornali al macero, per dimostrare allo STATO che hanno venduto X Copie per ottenere il finanziamento che permette a questi Mentitori di Educare le Masse attraverso la DISINFORMAZIONE e la MENZOGNA, ma io sono immune e oggi siamo in tanti per loro sfortuna, ad aver capito come combatterli ogni giorno con la loro stessa Arma, per rendere consapevole il Popolo, in modo che questi signori VADANO TUTTI AL PASCOLO se sono fortunati, se saranno sfortunati ci penserà la Storia.

 

Troika Per Tutti, anche per Noi

Presto Interverrà la Troika anche In Italia, supponiamo entro pochi mesi L’Italia dovrà chiedere gli Aiuti al MES, ci siamo.

 

Vittorio boschelli e Roberta Ancona Contro la Troika

 

Vittorio Boschelli

Il Governo Letta, quello del PUE, tutti uniti per il “bene del Paese” naturalmente, rimanda tutto a ottobre come Angela ha Ordinato a suo tempo, tutto come da noi anticipato prima delle elezioni che appassionavano quasi Tutti.

Tagli, Tasse, Iva, Licenziamenti nel Pubblico Impiego, Svalutazione Salariale e con molta probabilità un prelievo forzoso sui conti correnti, saranno rimandati ma non evitati, come continuano a dirvi i Mentitori di Regime, quindi quello che vi abbiamo sempre detto sta per avverarsi purtroppo, ormai siamo al punto di non ritorno, tranne un risveglio di massa improvviso nella direzione giusta, che mi sembra al quanto improbabile nell’immediato.

Vi piace il Partito Unico dell’Euro? Continuate a sostenerli e presto vi accorgerete del danno fatto a spese di TUTTI.

Per Tutti quelli che ancora sperano, vi invito a metterci la faccia TUTTI assieme Uniti da SUBITO, altrimenti non c’è più nulla da fare, non andate in vacanza ma pensate a dare forza a chi come noi non andrà in vacanza ma in giro per L’Italia ad INFORMARE il POPOLO questa è l’unica ARMA che abbiamo e da sempre ne siamo convinti, loro vincono perchè il Popolo SPERA e non si dirige nella direzione giusta UNITO.

A partire dallo scoppio della crisi l’UE ha sviluppato una nuova legislazione per controllare la politica economica degli stati membri, chiamata “governance economica”. Anche se queste leggi e le materie che toccano vengono discusse come se fossero soltanto materie da tecnici, esse incidono sulla nostra vita quotidiana, dal taglio dei salari, ai servizi privatizzati, passando per le pensioni perse. Ecco una breve descrizione degli effetti di alcune di queste riforme.

Cosa ha provocato la crisi?

Perché l’Europa è in crisi? Perché 5 anni fa, scommesse pazze fatte dalle banche hanno fatto saltare in aria i mercati finanziari. Ciò ha generato effetti particolarmente gravi in Europa a causa degli squilibri esistenti tra i diversi paesi. Un mercato unico liberalizzato e la moneta comune hanno messo i paesi in competizione sfrenata e, negli anni precedenti la crisi, ci sono stati vincitori e vinti. Una causa importante degli squilibri è stata la repressione dei salari dell’ultimo decennio in paesi come la Germania, che ha avuto un effetto drammatico su altri paesi dell’eurozona. Mentre l’economia tedesca e di qualche altro paese diventavano più forti, altri paesi come la Grecia venivano messi all’angolo.
La crisi finanziaria ha colpito tutti, i debiti pubblici sono aumentati ovunque a causa di costosi salvataggi bancari. Ma i paesi dell’eurozona che si sono trovati dalla parte perdente si sono cacciati in guai più grossi degli altri.
La versione mitologica della crisi

 

L’élite politica ed economica comprende questo meccanismo? No:

al contrario, ci stanno raccontando una favola nella quale la crisi è stata creata da stati irresponsabili che si sono indebitati eccessivamente a causa della spesa pubblica – dimenticandosi molto opportunamente di citare il debito pubblico creato per salvare le banche private – e indicano come colpevoli i mercati del lavoro non competitivi e i salari nel sud Europa, spacciando l’assurda bugia che i problemi economici sono stati causati dai pigri europei del sud. Questa falsa storiella fa sembrare l’austerità e l’attacco ai salari come la soluzione più logica.

Imporre austerità perpetua! Troika per tutti!
La via più evidente per imporre queste politiche da parte dell’UE è attraverso le gravose condizioni sui prestiti all’Irlanda, al Portogallo, alla Romania, alla Bulgaria e alla Grecia. L’esecutore è la famigerata “Troika” – la BCE, la Commissione Europea e il Fondo Monetario Internazionale.
Ma in parallelo, un nuovo sistema di “governance economica” è stato messo in piedi per imporre austerità a tutta la UE. Per farlo, negli ultimi anni, l’UE ha approvato diversi “Packs” “Compacts”, con nomi oscuri e fuorvianti come “Euro Plus Pact”, “Fiscal Compact”, “Six Pack” o “Two Pack”. Il “Six Pack”, “Two Pack” e gli altri non riguardano  offerte di birra o l’hip-hop, sono invece vincoli per condizionare le politiche di bilancio dei paesi membri – qualsiasi sia la scelta degli elettori, i governi dovranno seguire delle regole di spesa prefissate – e imporre austerità senza fine.
Secondo le nuove regole, i paesi devono ridurre i propri debiti pubblici e i deficit non possono superare certi limiti. Se la Commissione Europea – un’istituzione potente ma non eletta democraticamente – ritiene che queste regole siano state violate, può punire il paese in questione applicando sanzioni.
I diritti sociali sono il male – la competitività è tutto
In più, la Commissione misura la “competitività” di ciascun stato

membro, per esempio attraverso l’evoluzione dei livelli salariali.

Se la Commissione vede “squilibri” – per esempio la Commissione spesso considera i salari troppo alti – può mettere in atto sanzioni economiche e forzare il paese in questione a cambiare politica economica.
In generale, queste regole promuovono politiche favorevoli al profitto, e fanno pressione sugli stati membri per ridurre le spese sociali e tagliare i servizi pubblici. Stretti vincoli di bilancio hanno un effetto diretto sul nostro tenore di vita. L’istruzione, le cure mediche, le pensioni e i salari del settore pubblico vengono tagliati per risparmiare, mentre i servizi pubblici vengono privatizzati per fare cassa in poco tempo. Se non fai parte della classe dei super-ricchi, sarai tu, la tua famiglia e i tuoi figli a subire tutto questo.
Inoltre, la misura della “competitività” provoca una pericolosa corsa al ribasso dove il paese con i salari più bassi è visto come il “vincitore”, perché  investire là sarà  meno costoso e sarà più facile  esportare. Ma chiaramente non tutti in questo paese beneficeranno della vittoria – tutto il contrario.
Il meglio deve ancora arrivare
Ma le élite europee non si fermano qui. Al momento la Commissione Europea e il governo tedesco stanno spingendo per i cosiddetti  “Contratti di Competitività”. L’’idea è che i paesi della UE dovrebbero firmare dei contratti con la Commissione che li obbligherebbero a condurre specifiche “riforme strutturali”, probabilmente in cambio di benefici finanziari. Queste riforme danneggerebbero gravemente le fondamenta della democrazia, perché la competenza a decidere il corso economico di un paese passerebbe dai parlamenti democraticamente eletti alla Commissione Europea.
Come sappiamo dalle raccomandazioni economiche della Commissione, queste riforme strutturali che suonano così innocue, molto probabilmente distruggeranno il diritto alla contrattazione collettiva dei contratti di lavoro, le leggi che regolano i licenziamenti, i regimi delle pensioni pubbliche e costringeranno alla liberalizzazioni di molti servizi indispensabili. Tutte queste cose sono fondamentali per il nostro livello di benessere e per il diritto di difenderlo e di migliorarlo. Una volta persi, questi diritti saranno molto più difficili da riconquistare.
Cosa posso fare io?
Queste politiche impongono a milioni di persone di pagare un caro prezzo, hanno un effetto estremamente dannoso sulle economie degli stati membri in tempo di crisi, e mettono in pericolo la democrazia. Pertanto dobbiamo agire insieme ora! Informati e informa gli altri. Organizza riunioni e azioni contro le leggi che già hanno fatto passare e in particolare contro quelle che stanno cercando di implementare. Possiamo ancora fermare questo progetto, ribaltarlo, e cambiare il corso degli eventi in Europa. Ma questo richiederà uno sforzo coordinato di informazione pubblica e resistenza che guardi al di là dei confini nazionali e si organizzi oltrepassando i confini degli stati membri.

 

 

 

Tutto come Avevamo Previsto, alla faccia degli Stolti.

Anni fa avevo previsto che Marine Le Pen avrebbe Guidato L’Europa, molti sorridevano a Destra Piddina perchè sono degli Stolti, come al solito la Storia e il Tempo, rimettono tutto e tutti al loro posto.

Marine Le Pen Guiderà L'Europa

 

Vittorio Boschelli

Da prevedere in realtà c’èra ben poco, bastava solo capire cosa si paventava e fare una semplice analisi dei fatti e opporsi al Progetto Criminale Dell’Euro, Fondare una Nuova Destra Moderna e con Idee, Progetti, Valori e Contenuti basati sull’oggettività dei Fatti Reali e non Ideologici, sui veri problemi del Popolo, come abbiamo fatto noi nel nostro piccolo, il resto era tutto scritto nella Storia, la coerenza, la verità oggettiva dei fatti, il coraggio di una posizione netta sulla SOVRANITA’ NAZIONALE, IDENTITARIA e la lungimiranza, eravamo certi che avrebbe sortito questo risultato.

Anche in questo caso, mi sono battuto con molti amici di Destra, per fargli capire quello che per me era certo e fargli capire i loro errori imperdonabili, ma venivo sminuito e irriso puntualmente “hai la fissa dell’euro” mi dicevano, Marine Le Pen? “Non accadrà Mai”, puntualmente smentiti dai fatti, credo che in molti in questi giorni abbiano seri conflitti interiori, credo che la Destra Italiana vada rifondata, stravolta e chi non ha capito o gli faceva comodo non capire, tolga il disturbo per Manifesta Incapacità, giusto perchè sono buono e soddisfatto di dimostrare la loro cecità e la mancanza di lungimiranza, dote indispensabile per fare il Politico, altrimenti fai il Politicante e poi permetti la Svendita della Tua Nazione e di Noi Popolo.

Capito adesso cari Tedeschini? Capito Bidone Hollande?

Non solo gli Italiani pagheranno per non aver capito in tempo utile, ma come affermavo in tempi non sospetti, il prezzo più alto VI ASPETTA e questa volta vedremo se sarete così “Bravi” come la Storia ha sempre SMENTITO, nonostante i servi dell’informazione e della Politica Italiana vi abbiano osannato come modello da seguire in questi anni, attraverso il lavaggio dei cervelli perpetrato ai danni del Popolo Italiano, che prima o poi capirà e questa volta saranno Caz…, Amari per la TERZA VOLTA, come noi Italiani “Non siamo i Greci e Ciprioti” i Francesi così come gli Spagnoli non sono il Popolo delle Rivolte ma delle “Rivoluzioni” e qui la cosa si complica MOLTO, ma la sete di potere e la smania colonizzatrice nel DNA, vi ha sempre fatto scegliere il Cavallo Sbagliato, gli Amerikani, si vede che è il vostro destino è questo.

Ecco l’Articolo

La trionfante ‘Giovanna d’Arco’ francese promette di riportare il franco e distruggere l’euro

Telegraph – Marine Le Pen fa la guastafeste. La leader del Fronte Nazionale francese giura che, se vincerà le prossime elezioni, distruggerà l’ordine europeo esistente e forzerà una rottura dell’unione monetaria.

Non è più una prospettiva possibile. “Non possiamo restare incantati” ha dichiarato, piena di fiducia dopo che il suo partito ha ottenuto il 46% dei voti, nel terremoto elettorale di una settimana fa. Il suo candidato ha sconfitto i Socialisti al governo nella loro roccaforte di Villeneuve-sur-Lot.

FINE DELL’EURO – “Nello stesso momento in cui la Francia esce, l’euro cessa di esistere, e questa è la nostra forza incredibile. Che cosa hanno intenzione di fare, mandare i carri armati?” ha detto al Daily Telegraph, dalla sede del Fronte Nazionale, un edificio nascosto nel sobborgo parigino di Nanterre. Il suo ufficio è piccolo e ordinario, quasi austero.

“L’Europa è solo un grande bluff. Da un lato vi è l’immenso potere dei popoli sovrani, e dall’altro pochi tecnocrati,” ha detto.

Per la prima volta, il Fronte Nazionale gioca allo stesso livello dei due partiti di governo del dopoguerra, Socialisti e Gaullistes. Nei sondaggi nazionali sono tutti vicini al 21%, ma solo il Fronte ha il vento in poppa.

E’ il particolare del voto di Villeneuve che ha sconvolto la classe politica. Il Fronte ha preso più voti proprio nei distretti di tradizione socialista, segno che sta uscendo dalle sue enclavi di destra, per diventare il movimento di massa della classe operaia bianca.

I commentatori hanno cominciato a parlare di “Left-LePenism”, per come la Le Pen spiazza i socialisti con attacchi alle banche e al capitalismo transnazionale. Anna Rosso-Roig, una candidata del partito comunista alle elezioni del 2012, ha appena lasciato il suo partito per unirsi al campo di Le Pen.

I socialisti pensavano che l’astro nascente di Marine Le Pen sarebbe andato a loro vantaggio, dividendo la destra. Ora riconoscono una minaccia mortale. La scorsa settimana il ministro all’Industria Arnaud Montebourg si è scagliato contro Bruxelles, accusandola di fare il gioco del Fronte nazionale, calpestando le democrazie e spingendo l’austerità a oltranza.

La signora Le Pen ha detto che il suo primo ordine del giorno appena messo piede nel Palazzo dell’Eliseo sarà quello di annunciare un referendum sull’adesione all’UE. “Non negozierò sui punti sui quali non si possono fare compromessi. Se il risultato sarà inadeguato, io chiederò l’uscita” ha detto.

I quattro punti di scontro sono la moneta, il controllo delle frontiere, il primato del diritto francese, e quello che lei chiama “patriottismo economico”, il potere della Francia di perseguire un “protezionismo intelligente” e salvaguardare il suo modello sociale. “Non riesco a immaginare una politica economica senza il pieno controllo della nostra moneta”, ha detto.

Alla domanda se ha intenzione di ritirare immediatamente la Francia dall’euro, ha detto: “Si, perché l’euro blocca tutte le decisioni economiche. La Francia non è un paese che può accettare la tutela di Bruxelles” ha detto.

Ai funzionari sarà dato l’incarico di elaborare dei piani per il ritorno al franco francese. I leader dell’Eurozona dovranno affrontare una scelta difficile: o lavorare con la Francia per una “uscita concertata” o uno scioglimento coordinato dell’UEM; o attendere il loro destino.

La signora Le Pen nutre il timore che gli altri Stati membri dell’UEM resisteranno e lasceranno che l’”Armaggedon finanziaria” faccia il suo corso, ma è un rischio che bisogna correre.

Il suo piano è basato su uno studio di economisti dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, condotto dal professor Jacques Sapir. Nello studio si conclude che la Francia, l’Italia e la Spagna avrebbero tutte da trarre grandi vantaggi da un’uscita dall’ UEM, riacquistando con ciò la competitività del lavoro, evitando anni di depressione.

Essi sostengono che gli squilibri Nord-Sud della zona euro sono già andati oltre il punto di non ritorno. I tentativi di invertirne il corso attraverso la deflazione e i tagli dei salari comportano la disoccupazione di massa e la perdita del settore industriale. L’attuale strategia di svalutazione interna è in ogni caso controproducente, dal momento che la recessione fa salire più velocemente il rapporto debito/Pil.

Prof Sapir ha detto che i guadagni sarebbero maggiori con una rottura coordinata e un controllo dei capitali, in cui l’intervento della banca centrale indirizzi le nuove valute verso dei livelli obiettivo. Il modello assume che il D-Mark e il Guilder si rivalutino del 15pc contro il vecchio euro, mentre il franco si svaluti del 20pc.

I guadagni sarebbero minori se l’UEM crollasse nel rancore e con le valute che sfondano gli obiettivi. Questo infliggerebbe una violenta scossa di deflazione alla Germania, ma sarebbe ancora fortemente positivo per il blocco latino.

“Un sacco di politici sono venuti da me, sia Gaullistes che Socialisti. Sono d’accordo con me, ma non vogliono esprimersi pubblicamente. Vogliono che qualcun altro prenda l’iniziativa. Se Marine Le Pen vuole usare il mio lavoro, io non ho alcun problema, “ha detto Sapir.

La signora Le Pen è una madre single di 44 anni, più tollerante sui diritti dei gay e sull’aborto di quanto non lasci a intendere, più vicina in qualche modo al populista olandese assassinato Pim Fortuyn che al suo irascibile padre Jean-Marie Le Pen, dimessosi da leader del partito due anni fa. Le Pen padre, da parte sua, deplora il modernismo eclettico della figlia come un punto di vista “piccolo borghese” acquisito nelle scuole di Parigi.

Marine ha portato avanti una silenziosa epurazione del Fronte, spingendo ai margini i noti antisemiti. La nostalgia di Vichy è lontana. Mentre il padre considerava l’Olocausto un “dettaglio” storico, lei lo definisce come l’”apice della barbarie umana”. Lei ricerca il favore degli ebrei, mentre punta i suoi strali contro i jihadisti. “I partiti politici sono come le persone – ha detto Marine – c’è la fase dell’adolescenza, quando si fanno cose folli, ma poi arriva la maturità. Ora siamo pronti per il potere”.

Questa campagna di sdoganamento o “depurazione” d’immagine, sembra aver funzionato. Solo una minoranza degli elettori pensa ancora che il fronte sia una “minaccia per la democrazia”. La signora Le Pen sta conquistando le donne della classe operaia a frotte. Il Fronte femminilizzato non è più il partito del maschio bianco arrabbiato. Ed è proprio per quest’immagine più morbida che il ministro delle finanze Pierre Moscovici la descrive come “più pericolosa di suo padre”.

La sua difesa del modello sociale francese e la sua critica del capitalismo le danno una tonalità di sinistra – alcuni lo definiscono nazionalsocialismo degli anni ’30. Nei suoi attacchi contro l’alta finanza e il modo in cui le società approfittano della concorrenza sul lavoro, lei riecheggia gli attivisti di Occupy. “E’ la legge della giungla”, dice.

Con le sue bordate contro Washington e la Nato, o la sua richiesta che la Francia riprenda il suo posto come voce “non allineata” in un mondo multipolare, ella esprime un patriottismo anti-atlantista.

Lei sostiene di essere il vero erede del generale Charles de Gaulle, accusando il partito Gaulliste UMP di essersi venduto l’anima all’Europa e all’ordine anglosassone. “C’è stato un de Gaulle di sinistra, e un de Gaulle di destra. C’erano due de Gaulle. Noi stiamo per entrambi,” ha detto.

La signora Le Pen ha detto che i socialisti sono al collasso, vittime della propria sottomissione alle dottrine economiche dell’Unione europea, mentre i loro attacchi contro la tedesca Angela Merkel soffrono di una sindrome da dipendenza. “Si lamentano della cancelliera Merkel, il malvagio carnefice che infligge punizioni, ma la Merkel non fa che difendere gli interessi della Germania, che non sono i nostri.”

Lei dice che la crisi dell’UEM è una crisi strutturale. Nord e del Sud hanno bisogno di tassi di cambio diversi . “Il D-Mark si sarebbe rivalutato, se non fosse per l’euro, e questo significa che la Germania ha una moneta cronicamente sottovalutata. L’euro è troppo forte per la Francia, e sta erodendo la nostra competitività”.

E’ difficile capire se i francesi voterebbero in massa per uno scontro a tutto campo con l’Europa, e per il suo messianismo alla Jeanne d’Arc. Eppure, più la crisi economica va avanti, maggiore è il rischio, per Bruxelles e Berlino, che i francesi perdano definitivamente la pazienza, scatenando una di quelle esplosioni che hanno costellato la storia francese attraverso i secoli.

Un recente sondaggio della Pew Foundation ha mostrato che nel corso dell’ultimo anno il sostegno francese al Progetto UE è crollato dal 60pc al 40pc, e il 77pc pensa che l’integrazione economica è stata dannosa.

Il Presidente Francois Hollande dice che la crisi dell’UEM è “finita” e la ripresa è a portata di mano, ma non è chiaro cosa potrà rompere il circolo vizioso, dato che quest’anno la Francia sta attuando una stretta fiscale dell’1.8pc del Pil e i tagli più profondi da mezzo secolo a questa parte. La politica monetaria rimane restrittiva per la maggior parte dell’Europa latina.

“Se il governo cerca davvero di forzare il disavanzo al di sotto del 3pc del PIL, l’economia si contrarrà di nuovo il prossimo anno dallo 0.5pc allo 0.8pc,” ha detto il prof Sapir. “La disoccupazione continuerà ad aumentare da 30.000 a 40.000 unità al mese. Ci potranno essere altre 600.000 persone senza lavoro entro la fine del 2014.”

La Francia ha subito la stessa lenta tortura nei primi anni ’30, sotto il Gold Standard, quando accettò stoicamente i ” 500 decreti di deflazione” del premier Pierre Laval. La diga si ruppe nel 1936 con l’elezione di outsider fino ad allora disprezzati, l’allora Fronte Popolare di sinistra, con l’appoggio comunista. Il Gold Standard crollò.

L’emergere di Marine Le Pen come candidata all’ufficio del potere centrale in Europa potrebbe rivelarsi la scarica elettrica necessaria per forzare un cambiamento radicale nella strategia di crisi dell’UEM, o almeno per costringere il Partito socialista a rompere con la Germania e lottare per un pieno programma di rilancio, se non altro per evitare la propria rovina.

“In Francia abbiamo ceduto ad uno spirito di schiavitù. Abbiamo dimenticato come essere leader, e la nostra voce non si sente più,” ha detto. Si sentirà adesso.

 

Comunicato Congiunto

Comunicato Congiunto Fronte Anti-Euro Destra Popolare e Aggregazione.

 

Boschelli Vittorio e Roberta Ancona

 

Roberta Ancona e Vittorio Boschelli

Questo Comunicato era l’ultima cosa che avremmo voluto fare nella nostra vita, ma purtroppo la realtà a volte è molto più dura di quello che noi auspichiamo.

La Politica è Scelta, per definizione e nostra convinzione, e Roberta Ancona in qualità di Ex Vice Presidente del BIR e io in qualità di Ex Segretario Politico del BIR-Popolo Sovrano, siamo stati costretti dagli eventi a scegliere e prenderci le nostre responsabilità come i ruoli imponevano.

Roberta Ancona e Vittorio Boschelli da oggi rassegnano le dimissioni dalle rispettive cariche, dal Movimento BIR-Popolo Sovrano e dalla Radio BIR Italia.

Ringraziamo Tutti i Militanti e Simpatizzanti del BIR-Popolo Sovrano, lo Staff della Radio che non dimenticheremo mai e Tutte le persone che ci hanno mostrato in questi mesi stima e affetto.

In qualità di Segretario Politico mi sento il dovere di fornire una spiegazione a tutte le Persone che seguono da anni Roberta Ancona nel suo percorso di Aggregazione e nel rispetto di chi seguiva il sottoscritto prima del BIR, chi ha continuato a seguirci nel BIR e tutte le Persone che ci hanno mostrato fiducia e stima durante il percorso nel BIR e anche oggi.

In qualità di Segretario e Fondatore del Progetto BIR, mi sono trovato di fronte ad una scelta difficile, meditata, ponderata e sofferta, visto la mole di lavoro e tanti sacrifici che ho fatto per il BIR, in tutta onestà avrei preferito non essere messo in condizioni di scegliere tra un qualche cosa che ho contribuito a creare e una Persona della dirigenza, mio malgrado è successo, in qualunque modo avrei agito sapevo che gli equilibri che avevo raggiunto con me stesso sarebbero saltati, come in realtà è successo.

La scelta imposta, era quella di espellere il Vice Presidente Roberta Ancona e Rimanere al Mio Posto come nulla fosse, oppure non espellere Roberta e prendere atto che il mio tempo nel BIR era finito e quindi dimettermi.

In pratica la Dirigenza aveva deciso che il Vice Presidente Roberta Ancona andava espulsa dal Movimento per incopatibilità caratteriale con un Socio Fondatore del Movimento, dopo diversi giorni di attacchi,scontri, pressioni e dopo aver esaminato i fatti nel periodo di permanenza di Roberta nel BIR e non prima attraverso pregiudizi e tanti sentito dire, ho deciso che non sussistevano le condizioni oggettive che potessero giustificare un’espulsione dal Movimento, se non qualche sofferenza personale che nulla centrava con l’operato di Roberta nel Movimento, pertanto non potevo e non volevo nel modo più assoluto avallare un’espulsione che io ritenevo INACCETTABILE secondo l’analisi oggettiva dei fatti.

Ero consapevole che la mia posizione, mi avrebbe portato a dimettermi e rinunciare a tutto quello che avevo costruito in questi mesi di duro lavoro politico, sacrifici economici, e legami affettivi, sapevo che avevo solo da perdere,( “sappi che un pezzo del BIR è anche tuo” mi ha detto un Fondatore, per dirmi subito dopo “si, hai fatto l’impossibile ma nessuno ti ha chiesto di farlo” ) come mi hanno confermato i fatti che puntualmente io porto sempre alla luce e non ha caso o per cause terze ho preso la decisione di non rimanere nel BIR a contatto con chi non ha nessun rispetto e riconoscenza per chi ha lavorato e investito tanto, nella mia vita non mi sono mai sottratto alle scelte e quasi sempre ho optato per quelle più difficili e meno remunerative per me stesso e la mia Famiglia, almeno all’inizio, viste da occhi materialisti e miopi, ma viste da occhi che guardano in profondità e lontano, sono state sempre apprezzate e il tempo come affermo spesso è l’unico galantuomo e il più giusto su questa terra, io aspetto volentieri, sapendo questa volta che non dovrò aspettare molto.

Confesso che i miei propositi quando ho iniziato l’articolo erano molto più buoni, non volevo infierire su coloro che si professano “Amici” “Che mi vogliono Bene” “Che la porta del BIR per TE è sempre aperta” “Che mi Rispettano” dico loro che la reazione alle mie dimissioni e il colloquio intercorso via Skype ieri sera, mentre stavo scrivendo questo comunicato mi ha fatto cambiare idea, la telefonata di oggi mi ha confermato l’idea e i buoni propositi di uscire in modo FORMALE hanno lasciato il posto a quello che ho scritto dopo, ma non per rabbia cieca, ma per la vigliaccheria loro, si sentono furbi, fanno finta di non sapere quello che ogni SIGNORE dovrebbe riconoscere, pensano che il sottoscritto sia ingenuo, io sto al gioco anche se schifato, come la mia SIGNORILITA’ mi impone, però dico loro che posso solo Ringraziare Roberta Ancona e sono Fiero di aver difeso non Roberta, ma la Verità dei Fatti Oggettivi Inconfutabili e l’Essere Umano Roberta, sia io che Roberta non siamo in “pausa di riflessione” tutt’altro, non siamo mai stati così lucidi, noi sappiamo benissimo quello che NON VOGLIAMO, come sappiamo benissimo quello che VOGLIAMO, come sappiamo benissimo cosa vogliono alcuni esponenti del BIR, mi fermo quì, ci sarà tempo e modo di approfondire questo argomento, come i FATTI dimostreranno molto presto.

Dopo questo comunicato ci saranno reazioni, dovranno pur difendersi in qualche modo, pregherei i dirigenti del BIR di contestare i FATTI che hanno portato alle nostre DIMISSIONI in merito ai PRESUNTI motivi IMPOSTI alla mia Persona, per espellere Roberta Ancona, non alle chiacchiere da bar della preistoria, ma sull’operato di Roberta Ancona come Vice Presidente del BIR e Responsabile alla Comunicazione e già Designata alla Gestione della Radio assieme al Maestro Nicola, altra persona squisita, infatti le ultime gocce del mio sangue sono uscite proprio in funzione di questo, giusto per mettere i puntini sulle “i”, in modo da dare l’opportunità a chi crede nel BIR o Credeva, di farsi una sua opinione corretta e veritiera, mostrate almeno per una volta di avere una coscienza.

Volevo evitare di scrivere quello che ho scritto e come al solito non scappo dalle mie responsabilità, penso di averne dato prova come i miei Valori e la mia Coerenza mi impongono, molti capiranno, altri forse no, una cosa è certa, ABBIAMO SEMPRE AGITO PER IL BENE DEL POPOLO ITALIANO e del BIR, MAI PER INTERESSI PERSONALI, sono alcuni giorni che ho già iniziato a pagare per questa mia scelta esattamente come Roberta, un prezzo molto alto, non solo per noi, ma sono FIERO di quello che ho fatto per il Popolo e il BIR, sono FIERO di non aver avallato L’Infamia Perpetrata ai danni di Roberta Ancona, sono FIERO di avere conosciuto una mosca bianca in questa società di opportunisti, una Persona DEGNA del mio Rispetto e della mia Ammirazione, sono FIERO di essere quello che sono e non sono disposto a cambiare una sola virgola di quello che ho FATTO, rifarei tutto nonostante il PREZZO, sono FIERO di aver conosciuto una Persona non Inflazionata e da qualche tempo non mi sento più solo nonostante il periodo tra i più difficili della mia vita e questo mi fa ben sperare per il prossimo Futuro nostro e del Popolo Italiano che non crede più che le mosche bianche esistono perchè sono Invisibili in mezzo a TANTE che bianche non sono.