Bollettino di Guerra Numero 8

Bollettino di guerra numero 8 e l’indifferenza del popolo italiano.

 

bollettino di guerra n7_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Mi sbalordisce l’indifferenza di molti italiani, mi lascia veramente senza parole, come se in questi anni di euro e di mondialismo, non sia successo assolutamente nulla, e quello che succede da anni a tanti italiani, sia dovuta ad una calamità naturale, senza nessun responsabile…”si vede che doveva andare così”, oppure “cosa c’è di male se i politicanti si mettono tutti assieme”, oppure “ma voi partitini perchè non sparite, fate tutto per pubblicità” ecc.

Vedete, in “democrazia” non c’è bisogno che sia il potere ad impedire l’affermarsi di chi è fuori dal coro e dai canoni, ci pensa chi fa parte della massa del gregge che dovrebbe essere al tuo fianco contro chi gli ha tolto la libertà, la dignità e la stessa vita, come accade ogni giorno in italia a 4 o 5 nostri fratelli, indotti al suicidio per motivi economici o che muoiono per condizioni di lavoro insopportabili nei campi per due euro l’ora

Ma questo lascia tutti indifferenti, si pensa alla pubblicità del nostro movimento o di altri, ma non si pensa minimamente che non siamo tutti uguali e che forse c’è qualche idiota fuori dai comuni canoni di “normalità” che non sopporta questa guerra e non accetta la distruzione del popolo…no…neppure si prende in considerazione, tanto è radicata l’indifferenza, con la conseguenziale perdita di orgoglio nazionale e della propria dignità di essere umani.

Noi del Fronte ci vergogniamo ogni giorno anche per la vostra indifferenza  non solo verso gli Omicidi di Stato, pur non avendo colpe, continuate a leccare il culo ai Big, loro sono grandi, possono darvi qualche cosa i cambio, magari un cucchiaino di lenticchie, poi chi se ne frega se la massa crepa e la vostra Nazione si distrugge.

Leggete con attenzione perchè voi siete colpevoli come i politicanti che sostenete e un giorno farete i conti con la vostra coscienza, ammesso che ne avete una, senza contare che potrebbe essere il vostro turno…domani, come da anni è stato il turno di operai, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati, esodati, disoccupati, braccianti, professionisti, e altri come loro, ma un giorno finiranno di uccidersi i nostri fratelli e prenderanno coscienza che non hanno nessuna colpa, e li assisteremo ad un altro fenomeno…come sosteniamo da anni per colpa della vostra indifferenza, lassismo e complicità con il sistema politico attuale…altro che partitini.

 

Aziende in crisi, imprenditore si suicida a San Cesario sul Panaro

30 Settembre

Nel pomeriggio di ieri è stato rinvenuto il corpo senza vita di C.T., un imprenditore 69enne, che si è tolto la vita vicino ad una delle due aziende di cui era socio. Il fatto è avvenuto a San Cesario sul Panaro, nei pressi della via Emilia: sul posto i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, insieme ai Carabinieri. Il gesto estremo è stato compito nei pressi di Ossidan e Rimas, due imprese di cui l’uomo era socio e che da tempo versano in un grave stato di crisi. Proprio negli ultimi giorni i capannoni erano stati teatro di scioperi e presidi dei lavoratori, che dal mese di settembre erano supportati dagli ammortizzatori sociali. Il Comune di San Cesario aveva avviato anche un tavolo di trattative.

Fonte modenatoday.it

 

Aosta: Sfrattato, 67enne si suicida sparandosi alla tempia con una pistola sparachiodi

28 Settembre

Voleva suicidarsi, e nel contempo far saltare in aria il palazzo dove viveva, oppure prima di morire ha voluto allestire una macabra messinscena come ‘ultimo saluto’? E’ un giallo, per ora, la morte dell’elettricista aostano Bruno Dal Bon, 67 anni, il cui cadavere è stato rinvenuto oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, vicino a un tavolo dal lavoro in un garage al numero civico 5 di via Monte Grivola.
Lui si è sparato a una tempia con una pistola sparachiodi e all’interno della sua abitazione, al piano sopra l’autorimessa, sono state trovate delle bombole del gas aperte e nascoste dentro dei sacchi, collegate con dei fili elettrici.
La Squadra mobile aostana, intervenuta sul posto insieme al 118 e ai Vigili del fuoco, sta compiendo una serie di accertamenti investigativi. In casa sono stati trovati dei biglietti scritti dall’elettricista, a conferma della tesi del suicidio. Secondo la polizia il suicidio potrebbe esser stato motivato da un’ingiunzione di sfratto che l’uomo aveva ricevuto nei giorni scorsi e che gli intimava di lasciare casa in breve tempo.
Inoltre, Bruno Dal Bon da alcuni mesi – sempre secondo quanto riferito dalla Questura – era apparso ‘agitato e spaventato’: vicino al corpo è stato trovato anche il ritaglio di un articolo di giornale su possibili infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.
Per martedì 29 settembre è in programma l’esame del corpo da parte del medico legale. A coordinare le indagini è il pm Luca Ceccanti. Dal Bon aveva avvolto anche il proprio corpo con dei cavi elettrici e aveva sbarrato la porta del garage.

Fonte valledaostaglocal.it

 

Messina: Articolista precario si suicida facendo esplodere una bombola di gas. Muore anche la madre

28 Settembre

L’esplosione improvvisa e assordante nel silenzio della notte, poi le fiamme, infine la tragedia. Due persone, madre e figlio di 90 e 53 anni, sono morte, nella notte tra ieri e oggi, a Messina. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco la causa della deflagrazione che ha distrutto l’abitazione nel villaggio denominato Santo, sarebbe una perdita di gas non casuale ma voluta. Sono state infatti trovate nella camera da letto tracce di una bombola di gas aperta. La casa però è dotata di metano. Motivo per cui in un primo momento i soccorritori hanno ipotizzato la presenza di una stufa che, però, non è stata trovata. Il figlio, mentre la madre era già a letto, avrebbe lasciato la bombola aperta e sarebbe andato a dormire. Ma la donna si sarebbe svegliata e avrebbe acceso la luce, provocando l’esplosione. È stato infatti il rogo a ucciderli. Buona parte dell’appartamento, così come il balcone esterno, sono stati distrutti; porte e le finestre sono volate vie. Alcuni detriti sono arrivati fino all’autostrada poco più a monte, nei pressi dello svincolo di Gazzi. Il boato è stato avvertito anche dalla sede dei vigili del fuoco, in via Salandra, un paio di chilometri più a valle rispetto al luogo della tragedia. Sono stati i vicini i primi a intervenire. Dopo l’esplosione hanno sentito per alcuni minuti le urla dell’anziana. Ma non c’è stato niente da fare: la casa era chiusa da una porta blindata che, seppur parzialmente distrutta, avrebbe impedito l’ingresso. Qualche residente ha tentato di entrare dal balcone ma è stato respinto dal fumo. Sono in corso le indagini per capire quale sia il motivo all’origine del possibile suicidio-omicidio. L’uomo è un articolista precario della Provincia di Messina. I suoi colleghi lo descrivono come una persona molto sensibile e allo stesso tempo disponibile. «Una volta si era scaricata la batteria dell’orologio di un collega e lui si è offerto di farglielo riparare – racconta un dipendente – dava l’idea di una grande fragilità». Figlio unico, viveva da sempre con la madre. I vicini raccontano di vederli sempre insieme, spesso a braccetto in strada. L’appartamento si trovava al secondo piano di una palazzina in via San Filippo. Non sembrerebbero esserci danni rilevanti alle abitazioni al piano terra e al primo piano. Sul posto, la polizia scientifica per effettuare i rilievi del caso, insieme a due squadre di pompieri che hanno messo in sicurezza l’edificio.

Fonte meridionews.it

 

Saremar: 200 licenziamenti, scatta lo sciopero della fame dei lavoratori

29 Settembre

Da domani, lunedì 28, i lavoratori della Saremar in servizio sulle linee di La Maddalena-Palau e Santa Teresa-Bonifacio inizieranno lo sciopero della fame.
La protesta è direttamente collegata alla vertenza in atto da tempo e alle lettere di licenziamento arrivate il 25 settembre scorso. In una nota i lavoratori Saremar accusano la Regione di voler «portare al definitivo fallimento la società».
Pochi giorni fa sulla vertenza e sui licenziamenti era intervenuto il deputato di Unidos Mauro Pili. «Con un atto senza precedenti la Regione ha licenziato oltre 200 lavoratori regionali dipendenti della
Saremar e almeno un centinaio dell’indotto – ha dichiarato il parlamentare -. La trasmissione
della lettera di licenziamento è un fatto di una gravità inaudita proprio perché si tratta di dipendenti pubblici con anche 35 anni di servizio». Pili aveva anche annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti per danno all’erario a carico dell’intera Giunta regionale.

Fonte lanuovasardegna

 

Friuli: Chiude la Lml a Casarsa, in 36 senza più un lavoro

28 Settembre

A fine ottobre i 36 dipendenti della Lavorazioni meccaniche legno di Casarsa saranno licenziati. Ieri sono stati sottoscritti i verbali di conciliazione con le organizzazioni sindacali: la cassa integrazione sta per scadere e da novembre gli addetti saranno posti in mobilità.
Una ripresa dell’attività appare al momento impossibile: la produzione è ferma da un anno e nessun imprenditore ha manifestato interesse a rilevare l’azienda. Un altro stabilimento della provincia, insomma, senza futuro e altri 36 lavoratori senza garanzie. Il pensiero dei sindacalisti Massimo Albanesi (Cisl) e Claudio Petovello (Cgil) va in primis alle maestranze e alle loro famiglie. Pur senza un posto di lavoro, e quindi un’entrata economica, i dipendenti dovranno cercare di fare fronte alle numerose spese fisse.
Una situazione preoccupante, anche perché nel panorama produttivo della provincia gli spiragli di ripresa sono deboli e a livello occupazionale il quadro è drammatico. La ricollocazione in altri stabilimenti è un’impresa ardua.
«Il tessuto produttivo pordenonese, già impoveritosi negli ultimi anni, perde un’altra realtà – ha commentato Albanesi –. Ora si apre il problema della ricollocazione dei dipendenti, in particolare delle figure non specifiche. Servono politiche attive per dare un futuro al Paese, ai lavoratori (si pensi anche alle donne, anello più debole della catena) e alle famiglie».
La situazione di crisi della Lml era emersa lo scorso anno: a settembre 2014, infatti, le forze sociali avevano annunciato che l’azienda era ricorsa al concordato, poi omologato dal tribunale.
«A mettere in ginocchio questa realtà prima di tutto la perdita di uno dei principali clienti, ossia il Gruppo Burgo, che si riforniva di pasta di legno alla Lml, ma ha poi optato per effettuare gli ordini in Svezia, dove il mercato è più competitivo in termini economici – hanno ricordato Albanesi e Petovello –. Difficoltà legate pure al fatto che i prodotti di Lml sono di nicchia e necessitano di essere venduti subito, in quanto facilmente deteriorabili. Un’azienda, insomma, che non può fare stoccaggio e magazzino».
Per risollevarsi e diversificare la clientela, l’impresa aveva in programma un importante investimento per acquistare un essiccatoio per la pasta di legno. Ma, da sola, non poteva farcela.
Da qui la richiesta d’intervento alle istituzioni, «che però non hanno fatto la propria parte sino in fondo. Un’altra azienda vittima delle promesse della politica – ha osservato Petovello –. Lml, circa quattro anni fa, aveva chiesto finanziamenti agevolati dal Mediocredito per continuare l’attività, ma le istituzioni, dopo grandi promesse elettorali, non si sono più fatte sentire e ora ci troviamo dinanzi a questo quadro desolante».

Fonte messaggeroveneto

 

Casa venduta all’asta, disoccupato 62enne vende un rene contro lo sfratto

30 Settembre

“Sono disposto a vendere un rene per salvare la casa”. E’ il disperato appello di un disoccupato marsalese, Antonio Parrinello, 62 anni, la cui abitazione, al civico 18 di contrada Cuore di Gesu’, e’ stata venduta all’asta a causa dei debiti contratti con una banca. Lo sfratto, grazie al sostegno del movimento dei Forconi e altre associazioni, e’ stato evitato gia’ un paio di volte, ma l’8 ottobre, alle 15, c’e’ il terzo appuntamento con l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Marsala e il compratore.
In vista di quella data, il leader locale dei Forconi l’ex assessore socialista all’agricoltura del Comune di Marsala Martino Morsello, ha diffuso una nota con cui ribadisce che il suo movimento e’ al fianco di Parrinello, “che dovra’ lasciare la casa se non soddisfera’ la richiesta di 80 mila euro del neo acquirente”. Intanto, Parrinello afferma: “Posso vivere benissimo senza un rene, ma non senza una casa”.
L’immobile, spiega la nota dei Forconi, “vale 340 mila euro ed e’ stato venduto all’asta per 13mila euro”. “Una vendita – prosegue la nota – che avrebbe dovuto essere bloccata dal Giudice dell’esecuzione per eccessivo ribasso. Con l’importo si coprirebbero solo le spese della procedura”.

Fonte marsalaviva.it

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