Parigi Chiama Roma

Parigi vittima sacrificale come Roma del Mondialismo Criminale.

 

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di Vittorio Boschelli

Il Fronte Popolare ha già espresso tuttala la solidarietà al popolo Francese per l’infame e vigliacca carneficina ai loro danni.

Ieri ho già fatto un post sui social, dopo avere appreso della strage di Parigi per mano delle bestie dell’isis (solo quella materiale) dove ribadivo alcuni concetti espressi già in passato, senza purtroppo essere serviti, io come altri in italia e nel mondo.

Non è la giornata delle polemiche, ma quella della riflessione e della preghiera individuale e soggettiva, quindi riflettiamo ancora una volta cercando di unire i vari pezzi di un mosaico, poi lascio ad ognuno di voi le vostre riflessioni e la preghiera.

“Je Suis Popolo Francese” e “Je Suis Marine Le Pen” ha una spiegazione doverosa la prima, logica e doverosa la seconda, ma non ideologica o di parte, come hanno sempre pensato in molti.

Quello che è successo in Francia, come quello che succederà in Italia, mi dispiace ribadirlo ma era tutto previsto e prevedibile, come ha cercato di far capire Marine Le Pen in Francia e noi del Fronte in Italia.

E nel mondo si era scomodata anche la Madonna per bocca dei veggenti, che magari a molti farà sorridere, ma purtroppo i fatti non credo che fanno lo stesso effetto e siccome sono quelli che contano, vale la pena riflettere.

 

1-08-2015
Luz del Maria: “Veniamo allertati: la Madonna mi ha confidato che ad un certo punto la Francia sarà attaccata e questi stranieri giungeranno fino a Parigi, questo a causa della cattiva condotta dell’uomo.
La stessa cosa succederà all’Italia, a causa delle sue decisioni sbagliate ed anche per le offese a Cristo, Re dell’Universo. Gli accadimenti saranno continui, e ci sarà chi si chiederà con sorpresa: Chi sta attaccando Roma? E dovremo dire: quelli che si definivano loro amici, non quelli che si definivano loro nemici…”

 

Come abbiamo scritto più volte in questi anni, (non senza difficoltà) non c’era bisogno di scomodare la Vergine e non c’èra bisogno di essere veggenti per capire che eravamo nel pieno della TERZA GUERRA MONDIALE iniziata nel 2007 e che se non si lottava in prima persona ci avrebbe condotto alla QUARTA….ecco spiegato il nostro impegno.

Vorrei farvi riflettere sull’ultima frase chiave che ha riportato la veggente: E dovremo dire: quelli che si definivano loro amici, non quelli che si definivano loro nemici…”

Questa frase racchiude tutti i pezzi del mosaico che avete tutti sotto i vostri occhi, ma non vedete perchè la disinformazione tramite il potere (che non è l’isis), ha interesse a non farvi vedere.

E’ di dominio pubblico ormai chi gestisce e finanzia l’ISIS e per quali motivi e meno di dominio pubblico a cosa serve una strage come quella Francese, su chi ci rimette credo non ci siano dubbi, su chi ci guadagna, anche se orribile e ci fa vergognare di essere persone umane, ci sarebbe tanto da dire, cerchiamo di fare un minimo di ordine nel mosaico.

1) Il Tempo: Perchè proprio adesso si decide di fare una strage in Francia? Perchè la TV vi ha detto che L’ISIS si voleva vendicare sull’interventismo di Hollande in Siria?

La risposta è assolutamente NO è esattamente il contrario, proprio per ottenere più interventismo da parte Francese contro Assad.

 

2) La Paura: Perchè proprio adesso hanno bisogno della vostra paura e del mostro e nemico ISIS? Vi ricordate le scelte politiche europee dopo la prima strage al giornale Francese? E cosa invocavano?

Hanno bisogno della vostra paura perchè con la paura si accettano SCELTE POLITICHE INACCETTABILI in condizioni di normalità, come l’entrata in guerra, la limitazione della vostra libertà e la limitazione della vostra sovranità, a favore del vincolo esterno.

 

3) La Reazione: Provando paura per un nemico comune come l’ISIS cosa si ottiene? E qual’è la vostra reazione?

Provando paura e convergendo tutti verso il nemico comune come in questo caso l’ISIS, si accetta passivamente la superiorità del più violento, del più forte e vi fa sentire inermi e impotenti verso alcune decisioni più grandi di voi in apparenza, nello stesso tempo si permette di darvi un motivo in più per indignarvi con chi è prossimo al vostro livello, chi è facilmente raggiungibile e facilmente individuabile, come lo straniero della porta accanto.

La formula è sempre la solita, non vi fate ingannare dal sistema, non fanno nulla a caso e non commettete l’errore di pensare che sono incapaci, come sento ancora oggi da molti.

PRPBLEMA (o falso problema) – REAZIONE (o non reazione) – SOLUZIONE (o falsa soluzione).

Questa formuletta che sapete ormai tutti, viene alimentata dalla parola magica solita, la PAURA. La strage mi sembra un ottimo mezzo.

Il Mosaico è questo, hanno bisogno di una guerra ormai inevitabile e se è di religioni molto meglio, sarà l’unico modo per nascondere il fallimento dell’euro e della fantomatica UE, solo così possono salvarsi e uscire dal mirino dei popoli europei, come scrivevo nel lontano 2009.

Devono combattere l’ISIS ma in realtà vogliono annientare l’unico stato sovrano che c’è in quella area, che è la Siria di Assad, democraticamente eletto, vogliono creare paura e caos in Europa, dicono di volere Putin e l’Iran contro il mostro ISIS, ma gli rinnovano gli embarghi, vogliono la libera circolazione dei capitali, merci, persone e servizi, e poi chiudono le frontiere dopo che si sono fatti invadere, oggi vi dicono gli stessi Bocconiani di Monti oltre al Times Americano che l’euro è già nato morto e fallito e sarebbe meglio uscirne (noi eravamo ignoranti e terroristi), quando vi dicevano che era il vostro bene, panacea di tutti i mali e irreversibile.

Credo che c’è tanto materiale per riflettere, non voglio aggiungerne altro tranne una cosa, l’ISIS è un problema reale e non finto, ma non cadete nella trappola del sistema che lo guida e lo alimenta per scopi contrari a quelli che vi fanno credere….il crimine si combatte alla radice, cioè i mandanti e non a valle, gli esecutori.

Ci uniamo al cordoglio Francese e preghiamo per tutti i popoli Europei, ne abbiamo tutti bisogno….nessuno escluso.

 

 

 

Lo Stato Ha Il Dovere…Emiliano Fittipaldi

Lo Stato Italiano ha il dovere di difendere un cittadino Italiano come il giornalista Emiliano Fittipaldi.

 

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di Vittorio Boschelli

Mi ha colpito molto la vicenda del giornalista Emiliano Fittipaldi, l’ho sentito parlare e ho avuto modo di guardarlo negli occhi, di seguire i suoi movimenti e la sua espressione, sono convito che ha fatto il suo mestiere da giornalista attraverso l’inchiesta sul Vaticano, cosa molto rara di questi tempi e sono convinto che abbia scritto il suo libro con onestà e deontologia professionale come il mestiere e il dovere d’informare richiede.

Per queste ragioni, chiediamo al presidente del consiglio Renzi e al Governo Italiano di difendere con ogni mezzo la libertà di stampa, un cittadino italiano che ha fatto solo il suo mestiere senza scrivere il falso, ma si è limitato a scrivere solo la realtà dei fatti.

Il Vaticano non ha nessun diritto di accusare e condannare un giornalista italiano che svolge il proprio mestiere, solo perchè pubblica documenti riservati, la libertà di stampa non ha nessun limite se non quello della verità dei fatti.

In questo paese strano, quando uno giornalista scrive il vero (cosa rara) rischia da 2 a 8 anni di galera, questo uno stato degno non deve permetterlo, non facciamo la stessa infamia che abbiamo fatto con i nostri Marò, non deve accadere nel modo più assoluto e se il Pontefice vuole fare pulizia la faccia in casa propria (non bastano due pontificati) e non condannando un giornalista italiano.

Faccio un appello a tutti i politici del parlamento italiano, tirate fuori gli attributi e difendete il cittadino italiano e poi giornalista Emiliano Fittipaldi è un vostro dovere ancora di più lo è per lo Stato Italiano non si mette in galera uno che fa il proprio mestiere da giornalista, questo succede nelle migliori DITTATURE.

Il Fronte Popolare può solo offrire solidarietà ad Emiliano Fittipaldi e difendere la libertà di stampa, non vedo cartelli e particolare indignazione come per la strage nel giornale satirico in Francia da parte dei colleghi giornalisti Italiani, ma vedo sottomissione, timore reverenziale e sarcasmo, eppure sempre della stessa libertà di stampa si tratta.

 

Così è nato il libro 
sul Vaticano

Tutto parte dalle inchieste pubblicate su “l’Espresso”. Poi gli incontri con le fonti. Le carte segrete. Le verifiche incrociate. Un materiale esplosivo. Il risultato è il volume che fa tremare la Santa Sede

DI EMILIANO FITTIPALDI

Fonte: Espresso

La leggo spesso su “l’Espresso”, caro Fittipaldi. Leggo le sue inchieste sui politici e sui corrotti. Leggo che scrive anche di Vaticano, ogni tanto. Bello il pezzo sugli scontri nello Ior. Ma un po’ impreciso, secondo me. Ora io vorrei aiutarla, voglio raccontarle segreti inconfessabili. Se la sente di scrivere della Santa Sede di cose che nessuno ha mai scritto prima?». Ecco. La storia del mio libro, “Avarizia”, comincia così. Nel giugno del 2014, quando un giovane sacerdote che avevo conosciuto qualche anno prima e che aveva fatto carriera sotto il Cupolone disse che qualcuno «molto in alto» voleva conoscermi.

L’incontro si fa, dopo una settimana. Non sotto un ponte della Tangenziale Est, come nei film. Né dietro una pompa di benzina in qualche viuzza della periferia romana, a notte fonda. Ma in un ristorante dei Parioli. Il monsignore è alto e magro, vestito in abiti borghesi, e comincia a parlare subito dopo che il cameriere ha servito carpaccio di tonno e battuto di gamberi rossi, innaffiati con un Sacrisassi delle Due Terre. «Francesco vuole cambiare tutto, vuole rovesciare la Chiesa come un calzino. La vuole povera e per i poveri. Tu non sai quanti sono i cardinali che sono terrorizzati dall’idea di perdere tutto quello che hanno sempre avuto. Privilegi, potere, ricchezze. Per bloccare Bergoglio faranno di tutto. Ora, tu sai bene che la Chiesa da duemila anni è abituata a lavare i panni sporchi dietro le mura d’Oltretevere. È arrivato il momento di raccontare davvero che c’è dentro il Vaticano, i suoi possedimenti immobiliari e finanziari, i suoi investimenti all’estero, gli sprechi della curia, gli affari e i business. Ora o mai più».

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Pubblichiamo alcuni brani del capitolo sulla banca vaticana dal volume di Emiliano Fittipaldi dal titolo “Avarizia” (Feltrinelli, 214 pagine, 14 euro)

Quella sera il prelato mi consegna alcune carte riservate. Vengono dall’Apsa, l’ente che amministra gran parte del patrimonio della Santa Sede, dallo Ior e dalla Cosea, la commissione pontificia voluta dal papa per fare luce sulle finanze vaticane. Tornato al giornale comincio il lavoro d’inchiesta per scrivere un pezzo sul mio settimanale. I dati sono “freddi”, senz’anima, e vanno capiti, contestualizzati. Bisogna in primis verificare se sono reali, o contraffatti. Se si tratta di una polpetta avvelenata, o di notizie vere. Contatto altre fonti ecclesiastiche, partendo da quei numeri finanziari. Non è facile, nessuno vuole parlare con i giornalisti di notizie riservate.

Dopo qualche giorno convinco un vecchio dipendente dell’Apsa a darmi spiegazioni sulle carte: mi dice che i loro appartamenti valgono miliardi, e che l’oro conservato nella cassaforte dell’ente è di appena 30,8 milioni di euro «perché in gran parte è stato venduto ai tempi del cardinale Castillo-Lara, che ha dovuto risanare i buchi economici creatisi negli anni ’80 dopo il crac del Banco Ambrosiano».

Alla fine aggiunge che le perdite in bilancio, a causa dei costi fuori controllo dei dicasteri e dei monsignori, solo nel 2013 costano all’Apsa 77,9 milioni di euro. Ecco da dove arrivano gli appelli di Bergoglio contro gli sprechi e i lussi delle porpore.

Spiego alla nuova fonte che vorrei fare una copertina, e che mi servono più informazioni. Dice che lui non si mette nei pasticci per me, ma che conosce qualcuno che potrebbe avere accesso ad altre notizie: se una gola profonda si fida del giornalista, non è affatto raro che te ne presenti un’altra. È così che mi arrivano nuovi documenti riservati, alcuni non subito verificabili, che metto da parte senza pubblicarli.

Il 18 luglio 2014 “l’Espresso” esce con la cover intitolata “Un Vaticano da 10 miliardi”. Da quanto scrivono in queste ore i giornalisti che si stanno occupando dell’inchiesta sugli arresti dei due presunti corvi, monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, è allora che la Gendarmeria vaticana apre per la prima volta un faro sulla fuga di notizie.

Un mese dopo la pubblicazione mi contatta un’altra fonte. Il numero è “privato”, e la voce maschile sconosciuta. Prima di andare all’appuntamento mi dice il suo nome, in modo che possa fare le verifiche sulla sua identità. Poi mi spedisce una sua foto usando WhatsApp in modo che lo possa riconoscere tra la folla. L’appuntamento è a Villa Borghese, un grande parco al centro di Roma, vicino alla Casina Valadier. Arrivo puntuale. Prima ancora di presentarsi mi chiede di levare la batteria dal cellulare «per evitare di essere intercettati». Roba da paranoici, penso.

Cominciamo a passeggiare, e mi spiega che all’ospedale pediatrico Bambin Gesù i revisori americani di PriceWaterhouse hanno lavorato ai conti per settimane, e che hanno scoperto di tutto. «In Vaticano tutti sanno dello scandalo, ma nessuno dice nulla. Alla faccia della trasparenza». Mi fa vedere alcune fatture da oltre 200 mila euro che la fondazione del nosocomio ha pagato a una ditta di Genova per fare alcuni lavori di ristrutturazione.

«Ti darò altri documenti che provano che si tratta del famoso nuovo attico di Bertone. Oggi ti consegno il report che evidenzia come il cardinale abbia viaggiato su un elicottero da Roma a Potenza spendendo 24 mila euro. Poi, se ti interessa, ti farò vedere le consulenze e i contratti tra Vaticano e Qatar, un accordo che avrebbe dovuto creare un nuovo business sanitario in Sardegna. Ti interessa?».

Mi interessa, ovviamente. In questi giorni i colleghi mi chiedono in continuazione se io possa essere stato «utilizzato» da qualcuno per qualche suo oscuro e privato interesse. Una domanda maligna: i giornalisti, tutti nessuno escluso, se arrivano ad ottenere una notizia d’interesse pubblico prima la verificano. Se non viola la deontologia professionale, la pubblicano. È un loro dovere, prima ancora che un diritto della stampa libera. Quella sera capisco che il materiale è troppo ampio, articolato e complesso per poter essere raccontato nello spazio ristretto delle colonne di un articolo. E che il modo migliore per raccontare gli scandali finanziari e segreti della Chiesa che Francesco sta tentando a fatica di cambiare è quello di fare un libro. Chiamo la Feltrinelli il giorno dopo e propongo l’idea. Passano tre giorni e il mio editor dà il via libera. «Hai un anno di tempo, non di più».

Mi butto su “Avarizia”, e invito di nuovo a cena il monsignore del ristorante dei Parioli. Stavolta cambiamo location, si va in una taverna a Trastevere. È l’inizio del 2015 e fa un freddo cane, ordiniamo spaghetti all’Amatriciana e abbacchio. Gli chiedo se anche a lui risultano le storie sul Bambin Gesù. «Chi te le ha raccontate? Sì, confermo tutto. E devi sapere pure che l’ospedale ha accumulato su conti dello Ior e dell’Apsa beni per quasi mezzo miliardo di euro, soldi che sono stati investiti persino su azioni di società petrolifere e chimiche, come la Exxon e la Dow Chemical. Abbiamo comprato anche titoli della Pepsi-Cola. Ma concentrati anche sullo Ior: t’assicuro che di pulizia ne è stata fatta, ma molto meno di quanto si racconta». Mi promette nuovi documenti che possano agevolare il lavoro d’inchiesta.

Invece scompare, senza rispondere più a messaggi e telefonate. Mentre aspetto un suo segno di vita comincio a darmi da fare su documenti “aperti” della Commissione europea MoneyVal (che evidenziano – senza dare cifre che troverò in altri report segreti – come la beneficenza dell’Obolo di San Pietro viene usata principalmente non per le necessità degli ultimi ma per «spese ordinarie e straordinarie dei dicasteri e delle istituzioni della curia romana»). Martello un’altra fonte in modo da convincerla a raccontarmi (e darmi le prove) dell’assurdo funzionamento della fabbrica dei santi, dove una canonizzazione può costare anche centinaia di migliaia di euro. E soprattutto, comincio a indagare sulla banca vaticana.

Fonti investigative italiane mi confermano che la trasparenza promessa dai nuovi dirigenti dell’Istituto è una favoletta che il Vaticano sta vendendo alla stampa mondiale, che l’accesso alla white list è di là da venire, e che i laici “abusivi” effettivamente cacciati dalla banca sono stati allontanati senza che lasciassero tracce: di fatto, almeno fino alla pubblicazione del libro, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia non ha mai avuto la lista dei presunti evasori fiscali allontanati dal Vaticano. Non solo: altre fonti mi confermano che alcuni imprenditori italiani indagati dalle procure nascondono ancora i propri averi all’interno dello Ior. Uno è Angelo Proietti, storico fornitore del Vaticano, il costruttore che ristrutturò gratis la casa in cui abitò Giulio Tremonti.

A marzo, finalmente, il giovane sacerdote che conosco da anni mi contatta. Mi spiega che il monsignore mi vuole rivedere, e mi dà appuntamento lo stesso pomeriggio in un altro ristorante al centro di Roma. «Non è meglio in un luogo meno in vista?», gli domando. Nemmeno risponde. «Ha poco tempo, mangiamo solo un boccone al volo. Però non venire in motorino, porta la macchina».

Quando i due aprono il cofano del portabagagli della berlina bianca capisco subito che il consiglio era buono: ci sono enormi e pesanti faldoni pieni di documenti segreti dell’Apsa, dello Ior, dei dicasteri, delle società di revisione che hanno lavorato per la Cosea.

«Te li do perché Francesco deve sapere. Deve sapere che il Vaticano possiede a Roma case che valgono 4 miliardi e che dentro non ci sono rifugiati ma un sacco di vip e raccomandati che pagano affitti ridicoli. Deve sapere che le fondazioni dedicate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano in banca oltre 15 milioni. Deve sapere che ci sono un mucchio di cardinali che vivono in appartamenti da 400, 500, anche 600 metri quadri. Più attico e terrazzo panoramico. Deve sapere un sacco di cose. Cose che non sa, perché nessuno gliele dice».

Torno a casa e sfogliando lentamente i documenti capisco che c’è molto lavoro da fare, ma che il materiale è esplosivo. E che “Avarizia”, quando uscirà, farà davvero tremare il Vaticano.

Bollettino di Guerra Numero 8

Bollettino di guerra numero 8 e l’indifferenza del popolo italiano.

 

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di Vittorio Boschelli

Mi sbalordisce l’indifferenza di molti italiani, mi lascia veramente senza parole, come se in questi anni di euro e di mondialismo, non sia successo assolutamente nulla, e quello che succede da anni a tanti italiani, sia dovuta ad una calamità naturale, senza nessun responsabile…”si vede che doveva andare così”, oppure “cosa c’è di male se i politicanti si mettono tutti assieme”, oppure “ma voi partitini perchè non sparite, fate tutto per pubblicità” ecc.

Vedete, in “democrazia” non c’è bisogno che sia il potere ad impedire l’affermarsi di chi è fuori dal coro e dai canoni, ci pensa chi fa parte della massa del gregge che dovrebbe essere al tuo fianco contro chi gli ha tolto la libertà, la dignità e la stessa vita, come accade ogni giorno in italia a 4 o 5 nostri fratelli, indotti al suicidio per motivi economici o che muoiono per condizioni di lavoro insopportabili nei campi per due euro l’ora

Ma questo lascia tutti indifferenti, si pensa alla pubblicità del nostro movimento o di altri, ma non si pensa minimamente che non siamo tutti uguali e che forse c’è qualche idiota fuori dai comuni canoni di “normalità” che non sopporta questa guerra e non accetta la distruzione del popolo…no…neppure si prende in considerazione, tanto è radicata l’indifferenza, con la conseguenziale perdita di orgoglio nazionale e della propria dignità di essere umani.

Noi del Fronte ci vergogniamo ogni giorno anche per la vostra indifferenza  non solo verso gli Omicidi di Stato, pur non avendo colpe, continuate a leccare il culo ai Big, loro sono grandi, possono darvi qualche cosa i cambio, magari un cucchiaino di lenticchie, poi chi se ne frega se la massa crepa e la vostra Nazione si distrugge.

Leggete con attenzione perchè voi siete colpevoli come i politicanti che sostenete e un giorno farete i conti con la vostra coscienza, ammesso che ne avete una, senza contare che potrebbe essere il vostro turno…domani, come da anni è stato il turno di operai, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati, esodati, disoccupati, braccianti, professionisti, e altri come loro, ma un giorno finiranno di uccidersi i nostri fratelli e prenderanno coscienza che non hanno nessuna colpa, e li assisteremo ad un altro fenomeno…come sosteniamo da anni per colpa della vostra indifferenza, lassismo e complicità con il sistema politico attuale…altro che partitini.

 

Aziende in crisi, imprenditore si suicida a San Cesario sul Panaro

30 Settembre

Nel pomeriggio di ieri è stato rinvenuto il corpo senza vita di C.T., un imprenditore 69enne, che si è tolto la vita vicino ad una delle due aziende di cui era socio. Il fatto è avvenuto a San Cesario sul Panaro, nei pressi della via Emilia: sul posto i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, insieme ai Carabinieri. Il gesto estremo è stato compito nei pressi di Ossidan e Rimas, due imprese di cui l’uomo era socio e che da tempo versano in un grave stato di crisi. Proprio negli ultimi giorni i capannoni erano stati teatro di scioperi e presidi dei lavoratori, che dal mese di settembre erano supportati dagli ammortizzatori sociali. Il Comune di San Cesario aveva avviato anche un tavolo di trattative.

Fonte modenatoday.it

 

Aosta: Sfrattato, 67enne si suicida sparandosi alla tempia con una pistola sparachiodi

28 Settembre

Voleva suicidarsi, e nel contempo far saltare in aria il palazzo dove viveva, oppure prima di morire ha voluto allestire una macabra messinscena come ‘ultimo saluto’? E’ un giallo, per ora, la morte dell’elettricista aostano Bruno Dal Bon, 67 anni, il cui cadavere è stato rinvenuto oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, vicino a un tavolo dal lavoro in un garage al numero civico 5 di via Monte Grivola.
Lui si è sparato a una tempia con una pistola sparachiodi e all’interno della sua abitazione, al piano sopra l’autorimessa, sono state trovate delle bombole del gas aperte e nascoste dentro dei sacchi, collegate con dei fili elettrici.
La Squadra mobile aostana, intervenuta sul posto insieme al 118 e ai Vigili del fuoco, sta compiendo una serie di accertamenti investigativi. In casa sono stati trovati dei biglietti scritti dall’elettricista, a conferma della tesi del suicidio. Secondo la polizia il suicidio potrebbe esser stato motivato da un’ingiunzione di sfratto che l’uomo aveva ricevuto nei giorni scorsi e che gli intimava di lasciare casa in breve tempo.
Inoltre, Bruno Dal Bon da alcuni mesi – sempre secondo quanto riferito dalla Questura – era apparso ‘agitato e spaventato’: vicino al corpo è stato trovato anche il ritaglio di un articolo di giornale su possibili infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.
Per martedì 29 settembre è in programma l’esame del corpo da parte del medico legale. A coordinare le indagini è il pm Luca Ceccanti. Dal Bon aveva avvolto anche il proprio corpo con dei cavi elettrici e aveva sbarrato la porta del garage.

Fonte valledaostaglocal.it

 

Messina: Articolista precario si suicida facendo esplodere una bombola di gas. Muore anche la madre

28 Settembre

L’esplosione improvvisa e assordante nel silenzio della notte, poi le fiamme, infine la tragedia. Due persone, madre e figlio di 90 e 53 anni, sono morte, nella notte tra ieri e oggi, a Messina. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco la causa della deflagrazione che ha distrutto l’abitazione nel villaggio denominato Santo, sarebbe una perdita di gas non casuale ma voluta. Sono state infatti trovate nella camera da letto tracce di una bombola di gas aperta. La casa però è dotata di metano. Motivo per cui in un primo momento i soccorritori hanno ipotizzato la presenza di una stufa che, però, non è stata trovata. Il figlio, mentre la madre era già a letto, avrebbe lasciato la bombola aperta e sarebbe andato a dormire. Ma la donna si sarebbe svegliata e avrebbe acceso la luce, provocando l’esplosione. È stato infatti il rogo a ucciderli. Buona parte dell’appartamento, così come il balcone esterno, sono stati distrutti; porte e le finestre sono volate vie. Alcuni detriti sono arrivati fino all’autostrada poco più a monte, nei pressi dello svincolo di Gazzi. Il boato è stato avvertito anche dalla sede dei vigili del fuoco, in via Salandra, un paio di chilometri più a valle rispetto al luogo della tragedia. Sono stati i vicini i primi a intervenire. Dopo l’esplosione hanno sentito per alcuni minuti le urla dell’anziana. Ma non c’è stato niente da fare: la casa era chiusa da una porta blindata che, seppur parzialmente distrutta, avrebbe impedito l’ingresso. Qualche residente ha tentato di entrare dal balcone ma è stato respinto dal fumo. Sono in corso le indagini per capire quale sia il motivo all’origine del possibile suicidio-omicidio. L’uomo è un articolista precario della Provincia di Messina. I suoi colleghi lo descrivono come una persona molto sensibile e allo stesso tempo disponibile. «Una volta si era scaricata la batteria dell’orologio di un collega e lui si è offerto di farglielo riparare – racconta un dipendente – dava l’idea di una grande fragilità». Figlio unico, viveva da sempre con la madre. I vicini raccontano di vederli sempre insieme, spesso a braccetto in strada. L’appartamento si trovava al secondo piano di una palazzina in via San Filippo. Non sembrerebbero esserci danni rilevanti alle abitazioni al piano terra e al primo piano. Sul posto, la polizia scientifica per effettuare i rilievi del caso, insieme a due squadre di pompieri che hanno messo in sicurezza l’edificio.

Fonte meridionews.it

 

Saremar: 200 licenziamenti, scatta lo sciopero della fame dei lavoratori

29 Settembre

Da domani, lunedì 28, i lavoratori della Saremar in servizio sulle linee di La Maddalena-Palau e Santa Teresa-Bonifacio inizieranno lo sciopero della fame.
La protesta è direttamente collegata alla vertenza in atto da tempo e alle lettere di licenziamento arrivate il 25 settembre scorso. In una nota i lavoratori Saremar accusano la Regione di voler «portare al definitivo fallimento la società».
Pochi giorni fa sulla vertenza e sui licenziamenti era intervenuto il deputato di Unidos Mauro Pili. «Con un atto senza precedenti la Regione ha licenziato oltre 200 lavoratori regionali dipendenti della
Saremar e almeno un centinaio dell’indotto – ha dichiarato il parlamentare -. La trasmissione
della lettera di licenziamento è un fatto di una gravità inaudita proprio perché si tratta di dipendenti pubblici con anche 35 anni di servizio». Pili aveva anche annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti per danno all’erario a carico dell’intera Giunta regionale.

Fonte lanuovasardegna

 

Friuli: Chiude la Lml a Casarsa, in 36 senza più un lavoro

28 Settembre

A fine ottobre i 36 dipendenti della Lavorazioni meccaniche legno di Casarsa saranno licenziati. Ieri sono stati sottoscritti i verbali di conciliazione con le organizzazioni sindacali: la cassa integrazione sta per scadere e da novembre gli addetti saranno posti in mobilità.
Una ripresa dell’attività appare al momento impossibile: la produzione è ferma da un anno e nessun imprenditore ha manifestato interesse a rilevare l’azienda. Un altro stabilimento della provincia, insomma, senza futuro e altri 36 lavoratori senza garanzie. Il pensiero dei sindacalisti Massimo Albanesi (Cisl) e Claudio Petovello (Cgil) va in primis alle maestranze e alle loro famiglie. Pur senza un posto di lavoro, e quindi un’entrata economica, i dipendenti dovranno cercare di fare fronte alle numerose spese fisse.
Una situazione preoccupante, anche perché nel panorama produttivo della provincia gli spiragli di ripresa sono deboli e a livello occupazionale il quadro è drammatico. La ricollocazione in altri stabilimenti è un’impresa ardua.
«Il tessuto produttivo pordenonese, già impoveritosi negli ultimi anni, perde un’altra realtà – ha commentato Albanesi –. Ora si apre il problema della ricollocazione dei dipendenti, in particolare delle figure non specifiche. Servono politiche attive per dare un futuro al Paese, ai lavoratori (si pensi anche alle donne, anello più debole della catena) e alle famiglie».
La situazione di crisi della Lml era emersa lo scorso anno: a settembre 2014, infatti, le forze sociali avevano annunciato che l’azienda era ricorsa al concordato, poi omologato dal tribunale.
«A mettere in ginocchio questa realtà prima di tutto la perdita di uno dei principali clienti, ossia il Gruppo Burgo, che si riforniva di pasta di legno alla Lml, ma ha poi optato per effettuare gli ordini in Svezia, dove il mercato è più competitivo in termini economici – hanno ricordato Albanesi e Petovello –. Difficoltà legate pure al fatto che i prodotti di Lml sono di nicchia e necessitano di essere venduti subito, in quanto facilmente deteriorabili. Un’azienda, insomma, che non può fare stoccaggio e magazzino».
Per risollevarsi e diversificare la clientela, l’impresa aveva in programma un importante investimento per acquistare un essiccatoio per la pasta di legno. Ma, da sola, non poteva farcela.
Da qui la richiesta d’intervento alle istituzioni, «che però non hanno fatto la propria parte sino in fondo. Un’altra azienda vittima delle promesse della politica – ha osservato Petovello –. Lml, circa quattro anni fa, aveva chiesto finanziamenti agevolati dal Mediocredito per continuare l’attività, ma le istituzioni, dopo grandi promesse elettorali, non si sono più fatte sentire e ora ci troviamo dinanzi a questo quadro desolante».

Fonte messaggeroveneto

 

Casa venduta all’asta, disoccupato 62enne vende un rene contro lo sfratto

30 Settembre

“Sono disposto a vendere un rene per salvare la casa”. E’ il disperato appello di un disoccupato marsalese, Antonio Parrinello, 62 anni, la cui abitazione, al civico 18 di contrada Cuore di Gesu’, e’ stata venduta all’asta a causa dei debiti contratti con una banca. Lo sfratto, grazie al sostegno del movimento dei Forconi e altre associazioni, e’ stato evitato gia’ un paio di volte, ma l’8 ottobre, alle 15, c’e’ il terzo appuntamento con l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Marsala e il compratore.
In vista di quella data, il leader locale dei Forconi l’ex assessore socialista all’agricoltura del Comune di Marsala Martino Morsello, ha diffuso una nota con cui ribadisce che il suo movimento e’ al fianco di Parrinello, “che dovra’ lasciare la casa se non soddisfera’ la richiesta di 80 mila euro del neo acquirente”. Intanto, Parrinello afferma: “Posso vivere benissimo senza un rene, ma non senza una casa”.
L’immobile, spiega la nota dei Forconi, “vale 340 mila euro ed e’ stato venduto all’asta per 13mila euro”. “Una vendita – prosegue la nota – che avrebbe dovuto essere bloccata dal Giudice dell’esecuzione per eccessivo ribasso. Con l’importo si coprirebbero solo le spese della procedura”.

Fonte marsalaviva.it

Bollettino Di Guerra Dal Fronte N 5

Bollettino Di Guerra N.5 Dal Fronte Anti-Euro, volto al risveglio delle coscienze.

 

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di Vittorio Boschelli

Il Popolo Greco a pochi giorni dalle elezioni politiche dove ha vinto Tsypras è già in rivolta.

La lezione Greca insegna quello che il Fronte Popolare cerca di far comprendere tutti i giorni al Popolo Italiano, NON E’ LA FAME CHE FA CAPIRE I POPOLI, la fame fa reagire, ma il più delle volte il popolo si affida alle persone sbagliate, inconsapevolmente si affida a quelli in apparenza “diversi” dal sistema del momento.

Al Popolo per essere consapevole e perchè sostenga le persone giuste, bisogna dare gli strumenti di valutazione giusti. Secondo una vecchia massima “al posto di donare il pesce ogni giorno, insegna a pescare”.

CHI, PERCHE’, CON CHI e COSA.

Chi è il nemico?

Perchè è giusto combattere il nemico?

Con chi facciamo la lotta assieme?

Casa Facciamo Dopo?

Questo è uno schemino semplice, composto da sole quattro domande, che molti trascurano, provate a fare queste quattro semplici domande ai vostri referenti politici e capirete da soli le diversità tra l’uno o l’altro, l’inconsistenza o l’opportunismo, vi consiglio di conservare le risposte, per misurarne la coerenza domani, sinonimo di affidabilità, certamente avrete delle sorprese.

Quindi la conoscenza e la presa di coscienza sono le due cose indispensabili e le uniche capaci di indurci alla piena consapevolezza delle nostre scelte, la fame non ha mai fatto fare la scelta giusta ai popoli, ma solo una reazione spesso irrazionale.

Se i Greci avessero capito che l’unica salvezza era uscire dall’euro non solo per loro, e chi affermava il contrario, mentiva, non avrebbero di certo votato per Tsypras.

Siamo al bollettino di guerra economica numero 5, continua la campagna di sensibilizzazione che abbiamo deciso di intraprendere da tempo, come Fronte Popolare, nella speranza che la Guerra non convenzionale che stiamo combattendo, risulti palese a tutti e possa aiutare il popolo italiano a discernere tra chi lotta realmente e chi invece fa finta di lottare essendo in realtà il nostro nemico (vedi Renzi e Company).

In molti ancora oggi rifiutano la realtà, perchè fa paura, tanto è incredibile e meschina, ma ci auguriamo che da un giorno all’altro scatti la molla della consapevolezza nei loro cervelli, e l’orgoglio nazionale prevalga in loro, prendendo atto della Guerra che si sta consumando da decenni contro i popoli europei (in particolare) e mondiali, attraverso la Dittatura Liberista e Mondialista.

Solo il Fronte Unitario Anti-Euro e di Massa, può vincere la Guerra e porre fine all’eccidio del popolo italiano, non c’è altra strada, il resto è pura illusione che certamente porterà ancora morte e disperazione, come dimostriamo ogni giorno con i fatti e il coraggio di lottare.

Vi assicuro che è molto più stimolante e gratificante, lottare per la libertà, donando il massimo di se stessi da perdenti (forse), che vincere con facilità… provare per credere.

Ecco il Bollettino di Guerra del 24-02-2015

Fonte Crisitaly che ringraziamo per il lavoro che svolgono ogni giorno.

Vittime della Guerra

Valdobbiadene: Agricoltore 62enne si suicida impiccandosi nella soffitta della casa colonica

Camaiore: Uccide la madre e si spara con il fucile, aveva problemi di natura economica

Roma: 43enne disoccupato e con problemi economici si suicida impiccandosi alla ringhiera del balcone

 

Perdita Posti Di Lavoro a Causa Della Guerra

Augusta: PTS srl, licenziati 96 lavoratori nella base della Marina Militare

Ronchi dei Legionari: Detroit Refrigeration chiude, a casa 124 dipendenti

Napoli: Dema, 82 licenziamenti tra Somma e Pomigliano, caos e rabbia

 

Manifestazioni Di Protesta Contro Il Regime

Ancona: “Rimborsi pazzi” Regione, libri, vino lardo, occhiali, sit in, magistratura vada avanti

Roma: Montecitorio, bare e barelle in piazza contro tagli alla sanità

Bari: 130 dipendenti del centro di riabilitazione Padre Piò senza stipendio

 

Attività In Crisi a Causa Della Guerra

 

Milano: Sperlari in crisi, si tratta per evitare 34 licenziamenti

Brindisi: Appalti a rischio per due ditte, in bilico 210 posti di lavoro

Latina: Mercato ortofrutticolo di Fondi, chiudono i battenti altri tre stand

 

Malaffare di Regime e Disservizi

Torino: Appalti, Guardia di Finanza in Asl to1, perquisizioni e arresti

Roma: Finmeccanica vende a Hitachi Ansaldo Sts e Breda

Bari: Fondi Europei per 30 mln da Regione Puglia a Ryanair inchiesta della procura

 

Distruzione Sociale a Causa Della Guerra

Imola: 46enne incensurato appicca il fuoco davanti a ristorante, era stato licenziato

Chioggia: Perde il lavoro, 48enne dorme in un peschereccio da un anno. “Spesso sono costretto a digiunare”

Tuglie: Fa irruzione in comune e devasta ufficio del sindaco. Arrestato 46enne

 

Sfratti e Povertà a Causa Della Guerra

Lodi: 51enne sfrattato, ora vive dentro l’auto in un parcheggio insieme ai suoi due cani

Trento: Coppia 50enni vive alla stazione di San Bartolameo dormendo su due panchine

Lonate Pozzolo: Perde il lavoro e salta le rate del mutuo, 50enne invalida sfrattata

 

Tasse e Usura Di Regime

Napoli: Usura, arrestato lo zio del calciatore Ciro Immobile

Roma: Catasto, Unimpresa, con riforma rischio stangata fiscale fino al +200%

Roma: Tassa sul contante versato in banca, spunta un nuovo balzello del Fisco