Il Malato D’Europa….Germania

Il Malato D’europa è la Germania e la sua smania colonialista che gli costerà caro per la Terza volta.

 

il nuovo malato d'europa_germania_frote popolare

 

di Vittorio Boschelli

Quando noi del Fronte sostenevamo che la Germania non era così “brava” come vi facevano credere i nostrani killer dell’informazione, non trovavamo molti “adepti” al contrario di altri nastri nascenti sulla scena politica.

Abbiamo scritto in merito numerosi articoli che trovate in questo sito anche datati, in tempi non sospetti, a dimostrazione che i dati e l’economia, quella seria, non si smentiscono mai, si possono falsare o omettere, offrendo in pasto all’opinione pubblica il tutto e il suo contrario, ma come vedete poi il tempo offre le risposte giuste verso la verità dei fatti e non delle chiacchiere dei politicanti alla Renzi e Company che siedono in parlamento.

Uno dei tanti articoli del passato portava questo titolo “Un paese in lenta rovina…Italia? NO…Germania!, dove evidenziavamo il mutismo dei killer dell’informazione italiana che all’epoca, nei vari spazi televisivi alla presenza dei politicanti di turno, vi descrivevano una situazione tedesca idilliaca e da imitare….cosa ci volete fare…la croce pesa, quando si fa fatica si gusta meglio il traguardo.

Oggi un lettore su fb mi scrive “la Germania è un grande paese si risolleverà presto”, che sia un grande paese, non è in discussione, altrimenti non poteva fare quello che ha fatto, ma che si risolleverà questa volta così velocemente del passato e senza ulteriori danni noi nutriamo molti dubbi, anzi siamo certi che il loro calvario è appena iniziato, il lettore non ha ancora visto nulla, le ultime vicende sono nulla a confronto del prezzo che si paga quando si affamano interi popoli attraverso una moneta, stabilito seduti d’avanti ad una scrivania con i nostri politicanti, i maggiori colpevoli, non dimentichiamolo mai…altrimenti è facile dare la colpa sempre agli altri….troppo comodo cavarsela così.

Si risolleverà anche l’italia, ma non per questo non si pagherà un prezzo oltre a quello già pagato fino ad oggi e quello dei Tedeschi vi assicuro che sarà molto più alto (vedi bund), come è stato nella prima e nella seconda guerra, guarda il caso, sono talmente “grandi” e “bravi” che quando decidono di colonizzare sbagliano sempre cavallo…forse dovrebbero capire che non si colonizzano gli altri, ma si rispettano e credo che questa volta gli faremo capire proprio questa sottigliezza che a loro sfugge come sfugge ai nostri politicanti in perfetta sintonia con i Tedeschi e il loro EuroMarco.

Godetevi questo articolo apparso su Spiked e tradotto da vocidallestero.it, ci chiediamo sempre a distanza di anni, quando troverete queste cose sui media italiani e anche nella spazzatura dei social, (si preferisce leggere slogan capire costa impegno) ormai monopolizzati come la madre di tutte le spazzature…la TV, ci chiediamo quando i vostri politicanti vi spiegheranno che non può reggere un mondo dove si esporta tutti e si affama il mercato interno svalutando il lavoro, utilizzando anche l’invasione migratoria…è impossibile e contro ogni storia economica, politica e sociale, ma continuano ad illudervi con altre chiacchiere da bar a base di luoghi comuni, credendo che siamo tutti ipnotizzati, per sfortuna loro non tutti e saremo sempre di più.

Il giornale on line Spiked fa una interessante riflessione sulla leadership europea a guida tedesca. Una lunga serie di scandali ed errori stanno offuscando l’immagine della Germania, per molto tempo additata come il modello d’Europa. In realtà essa sta fallendo su tutti i fronti principali: lo scontro sempre più evidente con gli USA, il fallimento del “progetto europeo” di cui è alla guida, gli stenti economici di un Paese che si è affidato in maniera abnorme alla domanda estera per poter crescere. Due spettri sono all’orizzonte: il rischio che la Germania tenti di imporre nuovamente il suo dominio geopolitico (che già due volte ha portato ad altrettante guerre mondiali) e le crescenti tensioni interne causate da una sconsiderata politica riguardo i migranti.

 

LA GERMANIA È IL NUOVO MALATO D’EUROPA

Di Patrick West, 16 ottobre 2015

 

Prima era la Turchia, e poi la Gran Bretagna. Ma adesso è la Germania che rischia di diventare il nuovo “malato d’Europa”. Le prospettive non sono certo rosee per le Repubblica Federale.

Nel mese di ottobre, abbiamo assistito alle prevedibili e previste conseguenze delle decisioni della Cancelliera Angela Merkel di aprire le porte ai migranti, che si stimano possano essere 1,5 milioni quest’anno. Molti di loro sono ancora alloggiati in tende o all’aperto. Sono scoppiati conflitti e rancori inter-religiosi e inter-etnici tra i nuovi arrivati. La polizia ha registrato il numero record di 500 attacchi xenofobi contro gli stranieri, mentre il numeri delle dimostrazioni continua a crescere. Il governo bavarese ha minacciato di chiudere i propri confini e il tasso di approvazione della Merkel è crollato. Nel frattempo in Austria, appena oltre il confine, la crisi dei rifugiati è arrivata ad un soffio dal mandare l’estrema destra al potere nelle elezioni austriache del fine settimana.

E non è tutto. C’è anche stato lo scandalo Volkswagen. I tedeschi, pienamente consapevoli della loro reputazione di efficienza e tecnologia di prim’ordine, ne sono rimasti fortemente scossi. Il ‘”Made in Germany” sotto accusa, diceva un titolo del Frankfurter Allgemeine. Il quotidiano finanziario Handelsblatt concorda: “Il “Made In Germany” è in pericolo”. Ancora più significativo è stato il giornale più diffuso Bild, che il 27 settembre ha pubblicato pagine coraggiose che descrivono lo schiacciante verdetto del mondo riguardo il gigante tedesco.

Non sarebbe la prima volta in cui la reputazione della Germania moderna viene deturpata. La multinazionale Siemens è stata coinvolta in uno scandalo di corruzione per anni, mentre quest’anno Deutsche Bank è stata multata per 2,5 miliardi di dollari per negligenza. E proprio mentre la reputazione di onestà della Germania viene indebolita, ecco che viene meno anche la sua fama di efficienza.

Il nuovo aeroporto “Brandeburgo” di Berlino, che doveva essere completato nel 2012, è ancora in costruzione e il costo ha già sforato le previsioni di 5 miliardi di euro; i lavori sono stati sospesi il mese scorso per timore che il tetto sia troppo pesante e possa crollare. I tedeschi ora non riescono nemmeno ad organizzare la proverbiale “pisciata da birrificio”, avendo quest’anno annullato all’ultimo momento l’ufficiale Oktoberfest del Regno Unito a causa di ‘problemi operativi’. Per coronare il tutto, la Germania non riesce neppure a battere l’Irlanda a calcio, ultimamente.

Tutto questo potrebbe essere una mera coincidenza. Ma gli anni di illecite pratiche finanziarie non possono essere liquidati come un’aberrazione. Questo, e l’ingenuità della Merkel riguardo le conseguenze di un aumento della popolazione del Paese così consistente e così rapido, mostra un Paese che è diventato tronfio e compiacente.

Giovedì scorso Bruno Alomar constatava sul giornale francese Le Figaro (quando perfino i francesi dicono che il tuo Paese è in crisi, sei davvero nei guai) che il ruolo nel dopoguerra della Germania (ovest) era sostenuto da tre pilastri: i buoni rapporti con gli Stati Uniti; la costruzione di una nuova Europa in tandem con la Francia; e lo sviluppo economico per sostituire le ambizioni geopolitiche.

Tutti questi pilastri stanno crollando, nota Alomar. Le relazioni con gli USA sono messe a dura prova dalle opinioni divergenti in politica estera, soprattutto in Medio Oriente. Nella sfera economica, a partire dalla fine della guerra fredda e dalla crescita della Cina, gli Stati Uniti hanno spostato la loro attenzione dall’Europa all’Asia-Pacifico.

Riguardo il secondo punto, il “progetto europeo” è chiaramente sull’orlo del tracollo, con l’austerità, i salvataggi e la crisi dei rifugiati che stanno solo portando alla luce un difetto intrinseco fondamentale – vale a dire, che non si può avere un unico stato politico senza una lingua e una cultura comune. La conseguente ascesa del Front National anti-UE in Francia potrebbe rompere definitivamente l’alleanza Parigi-Berlino.

Sulla terza questione, il rallentamento economico della Cina colpisce i paesi che più si affidano alle esportazioni di materiali e manufatti. In Gran Bretagna questo ha significato la perdita delle acciaierie nel Redcar; in Germania, questo ha provocato il calo più acuto delle esportazioni in sei anni. Solo la continua debolezza dell’euro ha impedito una caduta ancora più drammatica.

Cosa riserva il futuro per la Germania? Riprendersi il suo dominio geopolitico? Dubito che uno qualsiasi dei Paesi vicini ne sarebbe contento. Ricordate i greci che paragonavano la Merkel a Hitler all’inizio dell’anno?

I tecnocrati ritenevano che l’immigrazione di massa potesse essere un rimedio per il crollo del tasso di natalità della Germania. Ma i ragionamenti miopi non hanno mai risolto nulla. Come la scorsa settimana ha fatto mestamente notare il celebre autore tedesco Botho Strauss: “preferisco vivere in una società che sta morendo piuttosto che in una che, per speculazione politica e demografica, viene mescolata con persone straniere e resa di nuovo giovane”. Questi sentimenti non fanno ben sperare.

 

 

 

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