I Gattopardi di Sinistra

I Gattopardi di sinistra e le vittime dell’euro.

 

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di Vittorio Boschelli

Della possibile ammucchiata de destra, avevamo già parlato, oggi abbiamo deciso di non cadere nel conflitto di interessi e vi parliamo dei gattopardi di sinistra, le prime vittime dell’euro, che simulando di essere pentiti piddini, sperano di ricostruire la “nuova” sinistra decrepita e nello stesso tempo evitare la ghigliottina.

Diciamo già da subito, che visti i personaggi, ci sembra di guardare il museo delle ceri, dove la natura morta è dirompente nel suo silenzio, guardate bene la foto, il povero Civati fa quasi pena, e Fassina sembra quello che gli manca solo la tunica da esorcista.

Questi signori di gattopardiana memoria, al massimo possono costruire la Cosa e non La Casa di sinistra, no si rendono minimamente conto che l’unica cosa da fare è quella di tornarsene a casa, prima che si metta in moto la ghigliottina.

L’esorcista Fassina, le cose le sa, perchè Bagnai gli ha fatto scuola, ma sta muto, deve prima esorcizzare Ventola e il resto della ciurma, il povero Landini visto il museo delle ceri ha rimosso di essere di sinistra, come ha rimosso di essersi venduto i lavoratori con la sua CGIL, il bello che nei consigli di fabbrica gli anni passati si presentavano con due proposte, una della CGIL della spettra Camusso e l’altra della FIOM di Landini, ma i due vivevano sotto lo stesso tetto e si nutrivano della stessa mammella eurista, la Camusso faceva la parte del padrone e Landini faceva la parte dell’operai, solo la parte e non il resto, infatti le proposte erano le stesse sempre, cambiava solo la facciata, ma non la sostanza, infatti accettavano ogni cosa a danno dei lavoratori, senza battere ciglio, “il miglio accordo possibile…vi conviene”, e così per anni hanno permesso lo scalpo dei lavoratori in nome dell’euro simpatico alla Camusso come a Landini, quest’ultimo ha deciso di non essere nè di destra e nè di sinistra, quindi fuori dalla Cosa di sinistra.

I gattopardi di sinistra, persa la bussola renziana, hanno individuato in Tsipras la nuova bussola, il bidone liberista inspiratore, dopo la figuraccia del referendum greco con conseguente figura di mer…a, da buoni “nuovi” sinistri, abbandonano il fallito Tsipras candidato alla ghigliottina come loro, e scelgono la bussola bidone liberista Podemos, questo fino al chiaro fallimento di Podemos, che vedremo tra qualche tempo, come vedremo il fallimento di chiunque mente e illude i popoli.

Quindi gli autoproclamati leader della “nuova” sinistra, sembrano vecchi attori di teatro a fine carriera che hanno dimenticato di togliersi il trucco, addirittura Vendola auspica liste in accordo con Renzi, praticamente l’altra ammucchiata de sinistra, in piena e perfetta coerenza di una “nuova” sinistra.

Per loro vale quello che abbiamo detto a quelli de destra, i decrepiti colpevoli euristi di nuovo, non potranno costruire nulla, perchè chi ci ha portato nelle fogne a villeggiare, conosce solo quelle, quindi è impossibile che ci porti i paradiso, semplicemente perchè non lo conosce e neppure vuole conoscerlo, perchè gli piace che il popolo viva nelle fogne, altrimenti ci portavano prima in paradiso senza accettare in silenzio l’euro….perchè aspettare? Non vi pare?

La “nuova” sinistra talmente è nuova, che ancora non vi dice cosa vogliono fare, cosa hanno deciso con L’Euro e Ue,? Quale politica fiscale? Come si rilancia l’industria in questo paese? Come si rilancia l’agricoltura e il turismo? Come si ferma l’invasione di migranti? Come possiamo attaccare la finanza? Che si fa in tema di riforma universitaria? E della Giustizia che diciamo? Come riorganizziamo le banche? Cosa facciamo con la costituzione? Cosa facciamo con la riforma Fornero? Cosa facciamo con il Jobs Act? E con l’articolo 18? Con quale meccanismo rivalutiamo i salari all’inflazione reale? E così via.

Cari amici de destra la stessa cosa vale per voi, come per i grillini, annunci astratti e tagli miracolosi alla pressione fiscale, ecc….ne abbiamo piene le scatole, la consapevolezza cresce ogni giorno che passa, non grazie a voi, e la gente vuole sapere la risposta a quelle domande ed ad altre non meno importanti, come gli ospedali e l’assistenza sanitaria….non incantate più nessuno e prima che arrivi la ghigliottina, vi consigliamo di lasciare il parlamento e godervi la pensione, se siete fortunati vi andrà bene.

Rifondare con dei colpevoli predatori del popolo è solo una pia illusione che reggerà fino al crack finale dell’euro, ma dopo ad attendervi ci sarà la ghigliottina, conseguenza naturale voluta da chi ha ingannato popoli interi e non da noi, bastava solo dire la verità e non sarebbe accaduto nulla…potevate stare ancora in parlamento e fare i vostri porci comodi.

Ma da bravi figli del cambiare tutto per non cambiare nulla, non conoscete altro e non si può pretendere altro, chi ripone in voi le speranze è destinato all’amarezza della sconfitta.

 

 

La Grande Illusione

La grande illusione dei popoli europei e i partitini.

 

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di Vittorio Boschelli

In questi ultimi mesi ho avuto modo e tempo per leggere e rispondere a molti vostri commenti, contrariamente al passato che leggevo e non intervenivo quasi mai, solo quando ero chiamato in causa, un po per carattere un po per scelta.

I vostri commenti sotto i nostri articoli, mi hanno indotto a ribadire alcuni concetti, che trovate nei vari articoli del Fronte, ma che ancora si stenta a capire, perchè vi hanno abituati a ragionare come chi comanda vuole, impedendo una visione oggettiva e personale su ogni argomento, che puntualmente viene affrontato attraverso luoghi comuni inculcati e appartenenza politica, questa è la trappola e l’illusione che impedisce ogni tentativo di reale cambiamento ed ecco che qualsiasi organizzazione risulta ai vostri occhi inutile perchè incapace di vincere un’elezione almeno nell’immediato, questo ci dice che ancora oggi non siamo riusciti a veicolare il nostro messaggio e il nostro ruolo, che non è quello di vincere elezioni, ma quello di vincere una guerra.

Chi ha pensato di mettere assieme alcuni italiani in un movimento o partito che sia, e chi ha fatto informazione in questi anni, non l’ha fatto perchè era illuso di diventare maggioranza nel paese oppure di impedire gli eventi punitivi già accaduti e quelli che accadranno nei vostri confronti, altrimenti è un illuso.

Non l’ha fatto neppure nella speranza di vedersi riconoscere alcuni meriti, questo mondo non riconosce i meriti, ma di impadronirsi dei meriti altrui, quindi anche in questo caso l’approccio è illusorio.

Molti compreso il Fronte non lo hanno fatto neppure per rilanciare una propria candidatura futura, ho qualche mancetta, come pensa qualche sprovveduto quando vede un partitino.

Alla domanda allora perchè lo fate? La risposta è sempre la stessa da anni, per chi ha capito e legge con attenzione quello che scriviamo e divulghiamo, per chi non ha capito o ci segue da poco, ribadiamo questo:

Il Fronte (un altro partitino) nasce perche anni fa è precisamente nel 2009, avevamo capito quello che sarebbe successo fino ad oggi, interpellati alcuni personaggi politici che ritenevamo fuori dal sistema e ai margini, ci siamo resi conto che erano legati al sistema e dipendevano da loro sotto mentite spoglie e di certe cose che per noi erano vitali non avevano alcuna intenzione di parlarvi in modo da lottare realmente contro un progetto economico e politico che stava bene anche a loro, il popolo più non sa e meglio si domina, se poi è anche affamato si compra con molto meno e non può dare fastidio, certo si può incazzare, ma non prima che il progetto è visibile a tutti ed è a compimento.

Quindi, eravamo e siamo coscienti che la SCURE contro di voi non potevamo fermarla, ma potevamo rendere consapevoli molti italiani, che una volta uniti a loro volta potevano renderne consapevoli altri in modo da parlare la stessa lingua, perchè un unione e l’euro è la dimostrazione, va avanti e progredisce se tutti parlano la stessa lingua.

Quindi non dovevamo convincere nessuno, ne tanto meno la massa, ma solo unire chi già è predisposto mentalmente e con certi sentimenti, infatti la scelta di affrontare da subito temi impopolari e di una certa qualità e profondità, era scomoda per i più ma era l’identificazione per chi aveva capito, in più poteva mettere nelle condizioni di capire tanti altri nel tempo.

Con il crescere della vostra consapevolezza diminuiva la forza del sistema e i partitini non restavano tali, ma potevano diventare forza, se non di governo, ma forza di idee e di una mentalità politica nuova di approccio, propagazione e servizio che nella peggiore delle ipotesi avrebbe indotto parte del sistema che voleva salvarsi a fare la cosa giusta per voi.

Cosa è accaduto fino ad oggi che non ha permesso ciò, oppure in parte ancora insufficiente per avere una forza propria o contrattuale?

E’ accaduto che anche i pochi che hanno capito, il  Chi? Perche? e Cosa? Ancora conducono la propria battaglia come singoli e non sono stati capaci di fare un passo ulteriore verso una reale forza, senza aspettarsi meriti, ma solo con l’obiettivo di vincere la guerra e non una poltrona.

Abbiamo sempre sostenuto che questa classe politica alla quale molti di voi ancora oggi ripongono le loro speranze vane (Renzi qualche cosa ha fatto…meglio se non faceva nulla), sia a destra che a sinistra ha il destino segnato dalla storia politica ed economica, ma questo può capirlo solo una nicchia di persone e non la massa, e proprio quella nicchia si doveva sobbarcare la responsabilità verso la massa, affinche si poteva offrire a tutti determinati strumenti di scelta consapevole.

Ma questo non doveva servire per essere un partito di massa oggi, perchè è impossibile dopo il danno fatto nel cervello degli italiani dai killer politici e d’informazione, ne poteva servire ad evitare la razzia di diritti, libertà, e dignità dei popoli europei, non potranno mai decidere i popoli, decideranno loro quando il progetto eurista è volto al termine, ma decideranno se si ha che fare con un popolo consapevole si andrà in una direzione, se non trova un popolo inconsapevole, impreparato e disorganizzato si andrà nella stessa direzione che loro vorranno….ecco a cosa doveva servire la nostra azione politica e di informazione….non al consenso di massa o a vincere le elezioni….non c’è ne può fregare di meno, il popoli devono vincere la guerra e tornare liberi impadronendosi della loro vita e della loro sovranità nazionale…..punto.

Quindi non vi affrettate a ricordarci che siamo un partitino e che non vinceremo le elezioni, lo sappiamo già e non ci frega nulla, perchè non è il nostro obiettivo, tanto da soli voi stessi capirete che la SCURE che si chiami Renzi o che si chiamo Banana, si abbatterà sulla vostra testa, perchè così è stato deciso il 1970 quando hanno deciso di fare l’euro e l’unione europea, quindi già da allora per chi ha capito, era noto chi doveva pagare gli aggiustamenti macroeconomici in caso di “crisi” interna o esterna, quindi non dipende dal “salvatore” di turno il vostro destino, ma dipende da quello che c’è scritto nei trattati e nella costruzione dell’euro, quindi cambiarlo con Caio o con Banana non vi eviterà la ghigliottina che pende sul vostro capo.

Ecco a cosa servono i partitini, servono agli stolti che ancora non hanno capito di avere il peso della ghigliottina sopra la testa, a capire e impegnarsi in prima persona in modo che domani e non oggi, non sia più un partitino ma un movimento di idee e comportamenti nuovi capace di cambiare non uomini o partiti, ma la vostra mentalità per evitare in futuro di essere manipolati ancora e riconquistati come schiavi, da un sistema che vi ha mentito e orientati come ha voluto…ridendo di voi ogni giorno…osservandovi come topi da laboratorio ingabbia…sapendo che possono fare di voi ciò che vogliono….anche carne da macello….come in parte hanno già fatto e faranno ancora.

Spero di essermi spiegato e di non dover spiegare più a cosa servono le vostre illusioni sistemiche e a cosa serviamo noi partitini…voglio ricordare ancora che se non era per molti italiani come noi che hanno portato alla ribalta il problema euro e mondialismo, voi morivate senza sapere il perchè…ma come ho già scritto non facciamo tutto questo per aspettarci gratitudine….

Un esempio pratico di manipolazione è l’articolo di ieri sui Marò….oggi la maggior parte dell’opinione pubblica è con loro, ieri erano molto di meno, perchè ricordo i commenti, questo è stato possibile solo grazie alla contro informazione, ma quelli che ancora oggi danno per certa la loro colpevolezza e quelli che hanno cambiato idea, ragionano e ragionavano solo sulla notizia che veniva diffusa, cioè sul pensiero confezionato dal sistema, attraverso solo la singola notizia sul fatto specifico.

Ma a questo mondo specialmente quando si parla di fatti gravi, i pezzi del mosaico vi vengono nascosti o forniti singolarmente ecco dove sta il plagio e il condizionamento, vi fanno concentrare solo su un pezzo del mosaico alla volta ma non su tutto, perchè il tutto vi fa capire e vedere il mosaico intero e loro sono fregati.

Il fatto dei Marò e gli elementi che noi abbiamo, ci consentono di farci un idea innocentista o colpevolista a seconda da dove si guarda, ma la certezza assoluta non si può mai avere se non si considerano gli altri pezzi del mosaico che mancano.

Cosa manca? Manca la barca dei pescatori e manca la verifica della controparte italiana nell’immediato…questo significa impedire la verifica probatoria e di difesa della controparte.

Oltre alla mancanza di trasparenza, manca ancora altro, non si tiene conto di due cose fondamentali, il periodo storico in cui si è svolto il fatto.

Mancavano se non erro 2 mesi alle elezioni politiche Indiane e Sonia era accusata in patria dalle opposizioni di essere filoitaliana, era anche il periodo della crisi Greca e la nave che si trovava nei pressi a l’ora del fatto era Greca e non Italiana, l’italia ha commesse miliardarie con l’india, tramite alcuni accordi commerciali.

Se unite tutti i puntini, capirete il perchè i due Marò hanno avuto tanto accanimento e poca trasparenza da parte del governo Indiano, quindi fermarsi a guardare solo il fatto in se, non si avrà mai la certezza e l’idea è giusta o sbagliata inconsapevolmente, ma non tramite analisi ponderata e lucida.

Ecco come manipolano l’informazione, una volta vi nascondevano le informazioni, oggi sono reperibili, ma non siete abituati ad unire i puntini, solo pochi ci riescono, perchè hanno capito il loro gioco, la vittoria si otterrà solo quando impariamo ad unire i puntini, chiedendoci, chi e perchè ci guadagna dopo un fatto vero o presunto qualsiasi.

Questa è la strada che fa paura al sistema, non vincere un elezione con un branco di venduti o idioti…non serve a nulla…vinceranno sempre loro.

C’è una frase che ha me piace molto e racchiude il tutto in modo sintetico e rende l’idea più di mille parole, che è questa:

“non possiamo pretendere che le cose cambino, continuando a fare le stesse cose”

Aggiungo anche…a pensare le stesse cose… 

Quindi il cambiamento che tutti reclamate e che vi aspettate da altri, deve avvenire in voi stessi, pensate se ancora fate le stesse cose di prima, se così è, non potete pretendere che la salvezza risieda in altri “salvatori” che vi caleranno dall’alto.

 

 

Lezione dal Portogallo

Dopo la lezione Greca, ecco che ci arriva la lezione dal Portogallo, che conferma il pensiero del Fronte.

 

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di Vittorio Boschelli

Dopo la lezione che ci è pervenuta dalla rielezione di Tsypras alla ultime elezioni Greche ecco che arriva la stessa lezione dal Portogallo a parti invertite, che dimostra in modo palese quello che non riusciamo a far capire a molti italiani.

Quando c’è un governo in carica da quattro anni come in Portogallo, dove il popolo ha sputato lacrime e sangue e rivince le elezioni, ci si deve chiedere il perchè, in condizioni normali, non potrebbe accadere, ma perchè accade prima in Grecia e poi in Portogallo?

Sostanzialmente accade per due semplici motivi:

1) Un popolo affamato è più facilmente influenzabile e comprabile.

1) Non è la fame a farti venire la ragione, ma è l’esatto contrario, quel poco che esisteva prima avendo fame la si perde, perchè le poche energie rimaste sono impiegate per sopravvivere alla giornata.

Quindi chi spera che gli italiani capiscano solo quando avranno fame, non ha capito un tubo dalla lezione Greca e Portoghese.

Quindi bisogna farli capire prima…come?

Attraverso la consapevolezza dei reali problemi del presente e del futuro, non posso dirvi altro, perchè gli avversari ci copiano, come ci accade ogni giorno…e mi fermo qui, chi vuole capire capisca, e il “nuovo” significa dimostrare di possedere una certa etica e correttezza, anche in queste piccole cose.

Dal punto di vista politico cosa è accaduto in Portogallo? E’ accaduto che il popolo ha votato i carnefici di centrodestra a servizio della Troika e presto si troveranno ad un nuovo fallimento, già devono 87 (15 sono i nostri) miliardi di euro, quindi nuovi tagli e nuove tasse.

I partiti che si opponevano da buoni liberisti e mentitori, come Tsypras e il resto della ciurma, tranne Alba Dorata, ma ghettizzandosi con altri argomenti stantii oltre a quelli giusti anti euro, non governerà mai, si opponevano solo all’austerità ma non a l’euro e unione, ne tanto meno al liberismo mondialista.

Quindi com’è naturale e scontato per chi mastica la politica, la stessa cosa accadrà in italia, “giustamente” il popolo vota a chi già conosce e ha potere, tanto gli altri sono uguali, non c’è alcuna differenza tra un liberista di destra e uno di sinistra, servono solo a dividere e ingannare i popoli, ma non a risolvere i loro problemi, chi ha capito questo in modo più profondo non è andato a votare, ben il 42% degli aventi diritto, perchè nessuno diceva la cosa giusta e aveva gli argomenti giusti portati avanti con una certa decisione (chi usa il fioretto per la prima volta è destinato a perde con gente che il fioretto lo usa da una vita) e quindi non c’èra l’alternativa.

E’ successa la stessa cosa in Grecia e succederà la stessa cosa in italia, tra un originale liberista di destra e una copia liberista di sinistra, a chi secondo voi si vota?

A nessuno dei due se il cervello funziona, ma siamo in condizioni di eccezione e non in condizioni “normali” e questo viene spesso trascurato, dove i cervelli sono manipolati quotidianamente con diversi strumenti, come già sapete, altrimenti dovrebbero prendere il loro voto e quello dei familiari…e neppure tutti se i cervelli non fossero sotto ipnosi collettiva, sapendo per certo quello che hanno fatto e quello che faranno ancora.

Quindi in Grecia e in Portogallo così come in Italia, il problema è la inconsapevolezza dei popoli e le loro paure indotte ad arte, attraverso i luoghi comuni dati per verità acquisite e speranze impossibili, date per certezze, assieme alla contemporanea perdita collettiva valoriale, che ha trasformato i popoli europei in polli da batteria, limitati nel pensiero e nell’azione, secondo la nuova standardizzazione del pensiero e del volere unico eurista e mondialista.

Quindi e sul pensiero e la consapevolezza che si deve agire e nello stesso tempo sull’alternativa credibile fatta di persone donne/uomini non egoiste o prime donne/uomini, ma su un nuovo modo di comunicazione e di rappresentanza, dove l’onestà non basta, ma ci vuole dedizione, sacrificio, rinunce, lealtà, umiltà, disponibilità, valori, lungimiranza politica, incorruttibilità, strategia politica, competenza, causa comune e sentimento profondo del NOI e non dell’IO.

Quasi la metà dei popoli non si recherà più al voto e questo è un dato gravissimo, perchè non crede e non vede novità sostanziali sulla scena politica, ma sempre i soliti nomi noti, travestiti da simboli nuovi, che palesano idee e interessi vecchi, in contraddizione con gli interessi dei popoli.

Quindi cari italiani che avete capito realmente e non quelli che fanno finta, sapete cosa si deve fare, con lavoro certosino tutti i giorni, come una missione prevalente su tutto e senza avere fretta di partecipare o addirittura vincere, senza il risveglio delle coscienze, non si vincerà mai, ma si otterrà qualche poltrona personale, che non risolverà i problemi del popolo che aumenteranno sempre di più, fino all’esplosione sociale.

Infatti si arriverà a premiare non chi merita ma il più violento….con i rischi del caso, ricordate che al peggio non c’è mai fine.

Meditate cari italiani urge una pulizia e il semplice voto non basta più…bisogna cambiare mentalità e anche alla svelta, c’è bisogno dell’impegno diretto di tutti.

 

 

Euro e Acqua

I danni dell’euro e del liberismo si vedono sugli aumenti dei costi dell’acqua +95% in 10 anni, in attesa di una nuova stangata.

 

euro e acqua_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Diciamo subito che l’acqua è il bene di tutti e il più prezioso per eccellenza, di gran lunga superiore al petrolio.

Nonostante il referendum (questo per i suoi sostenitori), vinto dalla maggioranza degli italiani, la gestione dell’acqua è finita nelle mani di aziende private italiane e estere.

I danni enormi dell’euro e del liberismo, sono molti, ma l’acqua è l’esempio più lampante e tangibile, negli ultimi 10 anni gli aumenti tariffari dell’acqua, come di altri servizi fondamentali per le famiglie e le aziende, sono lievitate in maniera esponenziale, + 95% in 10 anni, che accoppiate alla svalutazione salariale e al blocco di rivalutazione degli stipendi, risulta un mix esplosivo e insostenibile, per famiglie e aziende, e si prepara una nuova stancata, ma di contro comporta l’arricchimento di pochi eletti, come sempre la medaglia a due facce, ecco perchè si sostiene l’euro.

Qualcuno leggendo sta già pensando ma cosa centra l’euro con l’acqua?

Leggendo già sopra si dovrebbe già capire, ma per quelli che non vogliono capire, le spiegazioni non sono mai abbastanza e allora e allora dobbiamo fornire come sempre, una miriade di considerazioni e testimonianze, che faremmo volentieri senza.

Pensate che si sono comuni italiani che non hanno nessun potere sulla gestione dell’acqua e la sua erogazione, se l’azienda privata decide di chiudere i rubinetti per mille motivi o per avvantaggiare un comune amico, la popolazione subisce i danni, come capita spesso in italia, nel silenzio di tutti, con costi di apparati dirigenziali che poi si ripercuotono, sugli aumenti, oltre che sul principio che l’acqua non è di proprietà di nessuno e quindi non si dovrebbe pagare, altrimenti una tassazione al 65% non non ha alcun senso logico.

Gli aumenti dei costi, i tagli subiti e quelli che verranno, la svalutazione salariale e la cancellazione dello stato sociale, sono stati necessari a causa degli squilibri macroeconomici causati proprio dall’euro in modo particolare a danno dei paesi del sud europa, quelli più svantaggiati strutturalmente e politicamente.

Questo non è stato un “errore” come sostiene qualche servo del sistema, ma è stato un “orrore”, perchè l’errore presume la buona fede, su ciò che non si conosce, e non è il caso dell’euro.

Quindi per qualche commentatore “non udente”, come abbiamo scritto ieri, con la presunzione di sapere rivendicando una sua opinione, noi ribattiamo che non sono nostre opinioni, ma fatti dettati e dimostrati dalla letteratura scientifica e dalla storia economica e politica, che noi ci limitiamo ad abbeverarci e trasferirvi nella speranza che la vostra saccente…, lasci il posto all’umiltà e alla voglia di capire come dovere oltre che per necessità.

Gli squilibri che avrebbe causato l’euro, li elencava Nicholas Kaldor 30 anni prima che si decidesse di fare l’euro, ma i saccenti convinti delle loro fisime mentali indotte, se ne sono fregati prima, ecco che cade la teoria dell’errore, e continuano imperterriti a fregarsene oggi come se già quello che abbiamo visto e che paghiamo tutti ogni giorno non fosse mai accaduto, ed ecco che prevale la nostra teoria della mala fede, cioè dell’Orrore con dolo.

A volte ci sembra di essere noi i marziani, ma è talmente logico e di buonsenso quello che facciamo e diciamo noi, che è disarmante e sconvolgente allo stesso tempo.

Sapevamo che ci voleva tanta pazienza, ma difronte alla mala fede non possiamo usare il fioretto, siamo costretti ad usare la sciabola, a costo di risultare arroganti e presuntuosi, è ora che i contestatori e complici del sistema paghino anche loro e si vergognino, nella speranza che i sensi di colpa, l’inducano alla riflessione profonda.

Vi ripropongo quello che diceva il noto economista Kaldor 30 anni prima della costruzione della moneta unica, senza considerare quello che dicono i nobel di oggi tutti, che già sapete, tranne i saccenti.

Questo testo è stato scritto dall’economista post Keynesiano Nicholas Kaldor nel1971 (quando la moneta unica europea era solo un progetto sulla carta che si sarebbe realizzato circa 30 anni dopo) in “Effetti Dinamici del Mercato Comune” pubblicato inizialmente su New Statesman il 12 marzo 1971 e ristampato anche (come capitolo 12, pp 187 – 220) in “Altri Saggi di Economia Applicata” – volume 6 della Raccolta di saggi economici di Nicholas Kaldor. Abbiamo evidenziato in grassetto alcuni passaggi. E’ particolarmente significativo che Kaldor abbia precisamente previsto le cause della crisi dell’euro: lo squilibrio commerciale e della bilancia dei pagamenti a causa di un regime di cambi fissi in assenza di regole sui salari, un fisco centralizzato e riequilibratori automatici. Trent’anni prima che l’euro nascesse era perfettamente chiaro perché non avrebbe funzionato. 

…Un giorno le nazioni d’Europa saranno pronte ad unire le loro identità nazionali e a creare una nuova Unione Europea – gli Stati Uniti d’Europa. Se e quando lo faranno, ci sarà un Governo Europeo che assumerà tutte le funzioni che fanno capo al Governo Federale degli Stati Uniti d’America, o del Canada o dell’Australia. Questo implicherà la creazione di una “piena unione economica e monetaria”. Ma si commette un errore pericoloso nel credere che l’unione politica e monetaria possa precedere l’unione politica o che opererà (come si legge nelle parole del rapporto Werner) “un agente di fermentazione per la creazione di una unione politica della quale nel lungo non sarà in ogni caso in grado di fare a meno”. Poiché se la creazione di una unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci nazionali saranno tali da generare pressioni che conducono ad una rottura dell’intero sistema, è chiaro che lo sviluppo dell’unione politica sarà ostacolato e non promosso.

Altri estratti dal capitolo:

pag. 202

Gli eventi degli ultimi anni – in cui si evidenziava la necessità di una rivalutazione del marco tedesco e di una svalutazione del franco francese – hanno dimostrato l’insufficienza della Comunità stante l’attuale grado di integrazione economica. Il sistema presuppone piena convertibilità delle valute e cambi fissi tra gli stati membri, lasciando la politica monetaria e fiscale alla discrezione dei singoli stati. Sotto questo sistema, come gli eventi hanno dimostrato, alcuni paesi tenderanno ad acquisire crescenti (ed indesiderati) surplus commerciali nei confronti dei loro partner commerciali, mentre altri accumulano crescenti deficit. Ciò porta con sé due effetti indesiderati. Trasmette pressioni inflazionistiche da alcuni membri ad altri; e mette i paesi in surplus nelle condizioni di fornire finanziamenti in automatico ai paesi in deficit in scala crescente.

Pag. 205

…. Questo è un altro modo per dire che l’obiettivo di una piena unione monetaria ed economica non si può ottenere senza una unione politica; e la seconda presuppone integrazione fiscale e non mera armonizzazione fiscale. Essa richiede la creazione di un Governo e Parlamento della Comunità che si assumano la responsabilità almeno della maggior parte della spesa attualmente finanziata dai governi nazionali e la finanzi attraverso tasse equamente ripartite tra i membri comunitari. Con un sistema integrato di questo tipo le aree più ricche finanziano in automatico quelle più povere, e le aree che sperimentano un declino delle esportazioni sono automaticamente alleggerite pagando meno e ricevendo di più dalla Fisco centrale. La tendenze cumulative all’aumento e alla diminuzione sono così tenute sotto controllo da uno stabilizzatore fiscale costruito all’interno del sistema che consente alle aree in surplus di fornire automaticamente aiuto a quelle in deficit.

Pag. 206

…quel che il Rapporto sbaglia nel riconoscere è che l’esistenza di un sistema centrale di tassazione e spesa è uno strumento per l’erogazione di “aiuti regionali” molto più potente di qualunque cosa che l’“intervento speciale” per lo sviluppo delle regioni sia capace di fornire.
D’altra parte l’attuale piano della Comunità è come quella casa che “divisa contro se stessa non riesce a stare”. L’Unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci impedirà ad ogni singolo stato membro di perseguire autonome politiche di piena occupazione – di intervenire per compensare le cadute del livello della produzione e dell’occupazione – eccetto che non beneficiando dell’appoggio di un forte Governo comunitario in grado di preservare i suoi cittadini dalle conseguenze peggiori.

Pag. 192

Myrdal coniò la locuzione “causazione circolare e cumulativa” per spiegare perché il tasso di sviluppo economico delle diverse aree del mondo non tende ad uno stato di equilibrio uniforme ma, al contrario, tende a cristallizzarsi in un numero limitato di aree ad elevata crescita il cui successo ha l’effetto di inibire lo sviluppo di altre aree. Questa tendenza non potrebbe operare se le variazioni dei salari monetari fossero sempre tali da compensare la differenza nei tassi di incremento della produttività. Tuttavia non è questo il caso che si verifica: per ragioni forse non pienamente comprese, la dispersione nei tassi di aumento dei salari tra le diverse aree tende sempre ad essere considerevolmente più piccola di quella relativa alle variazioni della produttività. E’ per questa ragione che in un’area valutaria comune, o in un sistema di valute convertibili con cambi fissi, le aree che crescono di più tendono ad acquisire un vantaggio competitivo cumulativo rispetto alle aree che crescono a tassi inferiori. I “salari efficienti” (calcolati come rapporto tra salari monetari e produttività) tenderanno, nel corso naturale degli eventi, a diminuire nel primo gruppo di paesi rispetto al secondo – anche nella situazione in cui nei due gruppi i salari monetari tendono contemporaneamente a crescere in termini assoluti. Proprio in ragione degli incrementi dei differenziali di produttività, i costi comparati di produzione nelle aree a maggior crescita tendono a diminuire nel tempo rispetto a quelli delle aree a minor crescita ed aumentano di conseguenza il vantaggio competitivo delle prime.

fonte: http://www.concertedaction.com/2012/08/16/nicholas-kaldor-on-the-common-market/