I Gattopardi di Sinistra

I Gattopardi di sinistra e le vittime dell’euro.

 

i gattopardi di sinistra_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Della possibile ammucchiata de destra, avevamo già parlato, oggi abbiamo deciso di non cadere nel conflitto di interessi e vi parliamo dei gattopardi di sinistra, le prime vittime dell’euro, che simulando di essere pentiti piddini, sperano di ricostruire la “nuova” sinistra decrepita e nello stesso tempo evitare la ghigliottina.

Diciamo già da subito, che visti i personaggi, ci sembra di guardare il museo delle ceri, dove la natura morta è dirompente nel suo silenzio, guardate bene la foto, il povero Civati fa quasi pena, e Fassina sembra quello che gli manca solo la tunica da esorcista.

Questi signori di gattopardiana memoria, al massimo possono costruire la Cosa e non La Casa di sinistra, no si rendono minimamente conto che l’unica cosa da fare è quella di tornarsene a casa, prima che si metta in moto la ghigliottina.

L’esorcista Fassina, le cose le sa, perchè Bagnai gli ha fatto scuola, ma sta muto, deve prima esorcizzare Ventola e il resto della ciurma, il povero Landini visto il museo delle ceri ha rimosso di essere di sinistra, come ha rimosso di essersi venduto i lavoratori con la sua CGIL, il bello che nei consigli di fabbrica gli anni passati si presentavano con due proposte, una della CGIL della spettra Camusso e l’altra della FIOM di Landini, ma i due vivevano sotto lo stesso tetto e si nutrivano della stessa mammella eurista, la Camusso faceva la parte del padrone e Landini faceva la parte dell’operai, solo la parte e non il resto, infatti le proposte erano le stesse sempre, cambiava solo la facciata, ma non la sostanza, infatti accettavano ogni cosa a danno dei lavoratori, senza battere ciglio, “il miglio accordo possibile…vi conviene”, e così per anni hanno permesso lo scalpo dei lavoratori in nome dell’euro simpatico alla Camusso come a Landini, quest’ultimo ha deciso di non essere nè di destra e nè di sinistra, quindi fuori dalla Cosa di sinistra.

I gattopardi di sinistra, persa la bussola renziana, hanno individuato in Tsipras la nuova bussola, il bidone liberista inspiratore, dopo la figuraccia del referendum greco con conseguente figura di mer…a, da buoni “nuovi” sinistri, abbandonano il fallito Tsipras candidato alla ghigliottina come loro, e scelgono la bussola bidone liberista Podemos, questo fino al chiaro fallimento di Podemos, che vedremo tra qualche tempo, come vedremo il fallimento di chiunque mente e illude i popoli.

Quindi gli autoproclamati leader della “nuova” sinistra, sembrano vecchi attori di teatro a fine carriera che hanno dimenticato di togliersi il trucco, addirittura Vendola auspica liste in accordo con Renzi, praticamente l’altra ammucchiata de sinistra, in piena e perfetta coerenza di una “nuova” sinistra.

Per loro vale quello che abbiamo detto a quelli de destra, i decrepiti colpevoli euristi di nuovo, non potranno costruire nulla, perchè chi ci ha portato nelle fogne a villeggiare, conosce solo quelle, quindi è impossibile che ci porti i paradiso, semplicemente perchè non lo conosce e neppure vuole conoscerlo, perchè gli piace che il popolo viva nelle fogne, altrimenti ci portavano prima in paradiso senza accettare in silenzio l’euro….perchè aspettare? Non vi pare?

La “nuova” sinistra talmente è nuova, che ancora non vi dice cosa vogliono fare, cosa hanno deciso con L’Euro e Ue,? Quale politica fiscale? Come si rilancia l’industria in questo paese? Come si rilancia l’agricoltura e il turismo? Come si ferma l’invasione di migranti? Come possiamo attaccare la finanza? Che si fa in tema di riforma universitaria? E della Giustizia che diciamo? Come riorganizziamo le banche? Cosa facciamo con la costituzione? Cosa facciamo con la riforma Fornero? Cosa facciamo con il Jobs Act? E con l’articolo 18? Con quale meccanismo rivalutiamo i salari all’inflazione reale? E così via.

Cari amici de destra la stessa cosa vale per voi, come per i grillini, annunci astratti e tagli miracolosi alla pressione fiscale, ecc….ne abbiamo piene le scatole, la consapevolezza cresce ogni giorno che passa, non grazie a voi, e la gente vuole sapere la risposta a quelle domande ed ad altre non meno importanti, come gli ospedali e l’assistenza sanitaria….non incantate più nessuno e prima che arrivi la ghigliottina, vi consigliamo di lasciare il parlamento e godervi la pensione, se siete fortunati vi andrà bene.

Rifondare con dei colpevoli predatori del popolo è solo una pia illusione che reggerà fino al crack finale dell’euro, ma dopo ad attendervi ci sarà la ghigliottina, conseguenza naturale voluta da chi ha ingannato popoli interi e non da noi, bastava solo dire la verità e non sarebbe accaduto nulla…potevate stare ancora in parlamento e fare i vostri porci comodi.

Ma da bravi figli del cambiare tutto per non cambiare nulla, non conoscete altro e non si può pretendere altro, chi ripone in voi le speranze è destinato all’amarezza della sconfitta.

 

 

Lezione dal Portogallo

Dopo la lezione Greca, ecco che ci arriva la lezione dal Portogallo, che conferma il pensiero del Fronte.

 

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di Vittorio Boschelli

Dopo la lezione che ci è pervenuta dalla rielezione di Tsypras alla ultime elezioni Greche ecco che arriva la stessa lezione dal Portogallo a parti invertite, che dimostra in modo palese quello che non riusciamo a far capire a molti italiani.

Quando c’è un governo in carica da quattro anni come in Portogallo, dove il popolo ha sputato lacrime e sangue e rivince le elezioni, ci si deve chiedere il perchè, in condizioni normali, non potrebbe accadere, ma perchè accade prima in Grecia e poi in Portogallo?

Sostanzialmente accade per due semplici motivi:

1) Un popolo affamato è più facilmente influenzabile e comprabile.

1) Non è la fame a farti venire la ragione, ma è l’esatto contrario, quel poco che esisteva prima avendo fame la si perde, perchè le poche energie rimaste sono impiegate per sopravvivere alla giornata.

Quindi chi spera che gli italiani capiscano solo quando avranno fame, non ha capito un tubo dalla lezione Greca e Portoghese.

Quindi bisogna farli capire prima…come?

Attraverso la consapevolezza dei reali problemi del presente e del futuro, non posso dirvi altro, perchè gli avversari ci copiano, come ci accade ogni giorno…e mi fermo qui, chi vuole capire capisca, e il “nuovo” significa dimostrare di possedere una certa etica e correttezza, anche in queste piccole cose.

Dal punto di vista politico cosa è accaduto in Portogallo? E’ accaduto che il popolo ha votato i carnefici di centrodestra a servizio della Troika e presto si troveranno ad un nuovo fallimento, già devono 87 (15 sono i nostri) miliardi di euro, quindi nuovi tagli e nuove tasse.

I partiti che si opponevano da buoni liberisti e mentitori, come Tsypras e il resto della ciurma, tranne Alba Dorata, ma ghettizzandosi con altri argomenti stantii oltre a quelli giusti anti euro, non governerà mai, si opponevano solo all’austerità ma non a l’euro e unione, ne tanto meno al liberismo mondialista.

Quindi com’è naturale e scontato per chi mastica la politica, la stessa cosa accadrà in italia, “giustamente” il popolo vota a chi già conosce e ha potere, tanto gli altri sono uguali, non c’è alcuna differenza tra un liberista di destra e uno di sinistra, servono solo a dividere e ingannare i popoli, ma non a risolvere i loro problemi, chi ha capito questo in modo più profondo non è andato a votare, ben il 42% degli aventi diritto, perchè nessuno diceva la cosa giusta e aveva gli argomenti giusti portati avanti con una certa decisione (chi usa il fioretto per la prima volta è destinato a perde con gente che il fioretto lo usa da una vita) e quindi non c’èra l’alternativa.

E’ successa la stessa cosa in Grecia e succederà la stessa cosa in italia, tra un originale liberista di destra e una copia liberista di sinistra, a chi secondo voi si vota?

A nessuno dei due se il cervello funziona, ma siamo in condizioni di eccezione e non in condizioni “normali” e questo viene spesso trascurato, dove i cervelli sono manipolati quotidianamente con diversi strumenti, come già sapete, altrimenti dovrebbero prendere il loro voto e quello dei familiari…e neppure tutti se i cervelli non fossero sotto ipnosi collettiva, sapendo per certo quello che hanno fatto e quello che faranno ancora.

Quindi in Grecia e in Portogallo così come in Italia, il problema è la inconsapevolezza dei popoli e le loro paure indotte ad arte, attraverso i luoghi comuni dati per verità acquisite e speranze impossibili, date per certezze, assieme alla contemporanea perdita collettiva valoriale, che ha trasformato i popoli europei in polli da batteria, limitati nel pensiero e nell’azione, secondo la nuova standardizzazione del pensiero e del volere unico eurista e mondialista.

Quindi e sul pensiero e la consapevolezza che si deve agire e nello stesso tempo sull’alternativa credibile fatta di persone donne/uomini non egoiste o prime donne/uomini, ma su un nuovo modo di comunicazione e di rappresentanza, dove l’onestà non basta, ma ci vuole dedizione, sacrificio, rinunce, lealtà, umiltà, disponibilità, valori, lungimiranza politica, incorruttibilità, strategia politica, competenza, causa comune e sentimento profondo del NOI e non dell’IO.

Quasi la metà dei popoli non si recherà più al voto e questo è un dato gravissimo, perchè non crede e non vede novità sostanziali sulla scena politica, ma sempre i soliti nomi noti, travestiti da simboli nuovi, che palesano idee e interessi vecchi, in contraddizione con gli interessi dei popoli.

Quindi cari italiani che avete capito realmente e non quelli che fanno finta, sapete cosa si deve fare, con lavoro certosino tutti i giorni, come una missione prevalente su tutto e senza avere fretta di partecipare o addirittura vincere, senza il risveglio delle coscienze, non si vincerà mai, ma si otterrà qualche poltrona personale, che non risolverà i problemi del popolo che aumenteranno sempre di più, fino all’esplosione sociale.

Infatti si arriverà a premiare non chi merita ma il più violento….con i rischi del caso, ricordate che al peggio non c’è mai fine.

Meditate cari italiani urge una pulizia e il semplice voto non basta più…bisogna cambiare mentalità e anche alla svelta, c’è bisogno dell’impegno diretto di tutti.

 

 

Euro e Acqua

I danni dell’euro e del liberismo si vedono sugli aumenti dei costi dell’acqua +95% in 10 anni, in attesa di una nuova stangata.

 

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di Vittorio Boschelli

Diciamo subito che l’acqua è il bene di tutti e il più prezioso per eccellenza, di gran lunga superiore al petrolio.

Nonostante il referendum (questo per i suoi sostenitori), vinto dalla maggioranza degli italiani, la gestione dell’acqua è finita nelle mani di aziende private italiane e estere.

I danni enormi dell’euro e del liberismo, sono molti, ma l’acqua è l’esempio più lampante e tangibile, negli ultimi 10 anni gli aumenti tariffari dell’acqua, come di altri servizi fondamentali per le famiglie e le aziende, sono lievitate in maniera esponenziale, + 95% in 10 anni, che accoppiate alla svalutazione salariale e al blocco di rivalutazione degli stipendi, risulta un mix esplosivo e insostenibile, per famiglie e aziende, e si prepara una nuova stancata, ma di contro comporta l’arricchimento di pochi eletti, come sempre la medaglia a due facce, ecco perchè si sostiene l’euro.

Qualcuno leggendo sta già pensando ma cosa centra l’euro con l’acqua?

Leggendo già sopra si dovrebbe già capire, ma per quelli che non vogliono capire, le spiegazioni non sono mai abbastanza e allora e allora dobbiamo fornire come sempre, una miriade di considerazioni e testimonianze, che faremmo volentieri senza.

Pensate che si sono comuni italiani che non hanno nessun potere sulla gestione dell’acqua e la sua erogazione, se l’azienda privata decide di chiudere i rubinetti per mille motivi o per avvantaggiare un comune amico, la popolazione subisce i danni, come capita spesso in italia, nel silenzio di tutti, con costi di apparati dirigenziali che poi si ripercuotono, sugli aumenti, oltre che sul principio che l’acqua non è di proprietà di nessuno e quindi non si dovrebbe pagare, altrimenti una tassazione al 65% non non ha alcun senso logico.

Gli aumenti dei costi, i tagli subiti e quelli che verranno, la svalutazione salariale e la cancellazione dello stato sociale, sono stati necessari a causa degli squilibri macroeconomici causati proprio dall’euro in modo particolare a danno dei paesi del sud europa, quelli più svantaggiati strutturalmente e politicamente.

Questo non è stato un “errore” come sostiene qualche servo del sistema, ma è stato un “orrore”, perchè l’errore presume la buona fede, su ciò che non si conosce, e non è il caso dell’euro.

Quindi per qualche commentatore “non udente”, come abbiamo scritto ieri, con la presunzione di sapere rivendicando una sua opinione, noi ribattiamo che non sono nostre opinioni, ma fatti dettati e dimostrati dalla letteratura scientifica e dalla storia economica e politica, che noi ci limitiamo ad abbeverarci e trasferirvi nella speranza che la vostra saccente…, lasci il posto all’umiltà e alla voglia di capire come dovere oltre che per necessità.

Gli squilibri che avrebbe causato l’euro, li elencava Nicholas Kaldor 30 anni prima che si decidesse di fare l’euro, ma i saccenti convinti delle loro fisime mentali indotte, se ne sono fregati prima, ecco che cade la teoria dell’errore, e continuano imperterriti a fregarsene oggi come se già quello che abbiamo visto e che paghiamo tutti ogni giorno non fosse mai accaduto, ed ecco che prevale la nostra teoria della mala fede, cioè dell’Orrore con dolo.

A volte ci sembra di essere noi i marziani, ma è talmente logico e di buonsenso quello che facciamo e diciamo noi, che è disarmante e sconvolgente allo stesso tempo.

Sapevamo che ci voleva tanta pazienza, ma difronte alla mala fede non possiamo usare il fioretto, siamo costretti ad usare la sciabola, a costo di risultare arroganti e presuntuosi, è ora che i contestatori e complici del sistema paghino anche loro e si vergognino, nella speranza che i sensi di colpa, l’inducano alla riflessione profonda.

Vi ripropongo quello che diceva il noto economista Kaldor 30 anni prima della costruzione della moneta unica, senza considerare quello che dicono i nobel di oggi tutti, che già sapete, tranne i saccenti.

Questo testo è stato scritto dall’economista post Keynesiano Nicholas Kaldor nel1971 (quando la moneta unica europea era solo un progetto sulla carta che si sarebbe realizzato circa 30 anni dopo) in “Effetti Dinamici del Mercato Comune” pubblicato inizialmente su New Statesman il 12 marzo 1971 e ristampato anche (come capitolo 12, pp 187 – 220) in “Altri Saggi di Economia Applicata” – volume 6 della Raccolta di saggi economici di Nicholas Kaldor. Abbiamo evidenziato in grassetto alcuni passaggi. E’ particolarmente significativo che Kaldor abbia precisamente previsto le cause della crisi dell’euro: lo squilibrio commerciale e della bilancia dei pagamenti a causa di un regime di cambi fissi in assenza di regole sui salari, un fisco centralizzato e riequilibratori automatici. Trent’anni prima che l’euro nascesse era perfettamente chiaro perché non avrebbe funzionato. 

…Un giorno le nazioni d’Europa saranno pronte ad unire le loro identità nazionali e a creare una nuova Unione Europea – gli Stati Uniti d’Europa. Se e quando lo faranno, ci sarà un Governo Europeo che assumerà tutte le funzioni che fanno capo al Governo Federale degli Stati Uniti d’America, o del Canada o dell’Australia. Questo implicherà la creazione di una “piena unione economica e monetaria”. Ma si commette un errore pericoloso nel credere che l’unione politica e monetaria possa precedere l’unione politica o che opererà (come si legge nelle parole del rapporto Werner) “un agente di fermentazione per la creazione di una unione politica della quale nel lungo non sarà in ogni caso in grado di fare a meno”. Poiché se la creazione di una unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci nazionali saranno tali da generare pressioni che conducono ad una rottura dell’intero sistema, è chiaro che lo sviluppo dell’unione politica sarà ostacolato e non promosso.

Altri estratti dal capitolo:

pag. 202

Gli eventi degli ultimi anni – in cui si evidenziava la necessità di una rivalutazione del marco tedesco e di una svalutazione del franco francese – hanno dimostrato l’insufficienza della Comunità stante l’attuale grado di integrazione economica. Il sistema presuppone piena convertibilità delle valute e cambi fissi tra gli stati membri, lasciando la politica monetaria e fiscale alla discrezione dei singoli stati. Sotto questo sistema, come gli eventi hanno dimostrato, alcuni paesi tenderanno ad acquisire crescenti (ed indesiderati) surplus commerciali nei confronti dei loro partner commerciali, mentre altri accumulano crescenti deficit. Ciò porta con sé due effetti indesiderati. Trasmette pressioni inflazionistiche da alcuni membri ad altri; e mette i paesi in surplus nelle condizioni di fornire finanziamenti in automatico ai paesi in deficit in scala crescente.

Pag. 205

…. Questo è un altro modo per dire che l’obiettivo di una piena unione monetaria ed economica non si può ottenere senza una unione politica; e la seconda presuppone integrazione fiscale e non mera armonizzazione fiscale. Essa richiede la creazione di un Governo e Parlamento della Comunità che si assumano la responsabilità almeno della maggior parte della spesa attualmente finanziata dai governi nazionali e la finanzi attraverso tasse equamente ripartite tra i membri comunitari. Con un sistema integrato di questo tipo le aree più ricche finanziano in automatico quelle più povere, e le aree che sperimentano un declino delle esportazioni sono automaticamente alleggerite pagando meno e ricevendo di più dalla Fisco centrale. La tendenze cumulative all’aumento e alla diminuzione sono così tenute sotto controllo da uno stabilizzatore fiscale costruito all’interno del sistema che consente alle aree in surplus di fornire automaticamente aiuto a quelle in deficit.

Pag. 206

…quel che il Rapporto sbaglia nel riconoscere è che l’esistenza di un sistema centrale di tassazione e spesa è uno strumento per l’erogazione di “aiuti regionali” molto più potente di qualunque cosa che l’“intervento speciale” per lo sviluppo delle regioni sia capace di fornire.
D’altra parte l’attuale piano della Comunità è come quella casa che “divisa contro se stessa non riesce a stare”. L’Unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci impedirà ad ogni singolo stato membro di perseguire autonome politiche di piena occupazione – di intervenire per compensare le cadute del livello della produzione e dell’occupazione – eccetto che non beneficiando dell’appoggio di un forte Governo comunitario in grado di preservare i suoi cittadini dalle conseguenze peggiori.

Pag. 192

Myrdal coniò la locuzione “causazione circolare e cumulativa” per spiegare perché il tasso di sviluppo economico delle diverse aree del mondo non tende ad uno stato di equilibrio uniforme ma, al contrario, tende a cristallizzarsi in un numero limitato di aree ad elevata crescita il cui successo ha l’effetto di inibire lo sviluppo di altre aree. Questa tendenza non potrebbe operare se le variazioni dei salari monetari fossero sempre tali da compensare la differenza nei tassi di incremento della produttività. Tuttavia non è questo il caso che si verifica: per ragioni forse non pienamente comprese, la dispersione nei tassi di aumento dei salari tra le diverse aree tende sempre ad essere considerevolmente più piccola di quella relativa alle variazioni della produttività. E’ per questa ragione che in un’area valutaria comune, o in un sistema di valute convertibili con cambi fissi, le aree che crescono di più tendono ad acquisire un vantaggio competitivo cumulativo rispetto alle aree che crescono a tassi inferiori. I “salari efficienti” (calcolati come rapporto tra salari monetari e produttività) tenderanno, nel corso naturale degli eventi, a diminuire nel primo gruppo di paesi rispetto al secondo – anche nella situazione in cui nei due gruppi i salari monetari tendono contemporaneamente a crescere in termini assoluti. Proprio in ragione degli incrementi dei differenziali di produttività, i costi comparati di produzione nelle aree a maggior crescita tendono a diminuire nel tempo rispetto a quelli delle aree a minor crescita ed aumentano di conseguenza il vantaggio competitivo delle prime.

fonte: http://www.concertedaction.com/2012/08/16/nicholas-kaldor-on-the-common-market/

Bollettino di Guerra Numero 8

Bollettino di guerra numero 8 e l’indifferenza del popolo italiano.

 

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di Vittorio Boschelli

Mi sbalordisce l’indifferenza di molti italiani, mi lascia veramente senza parole, come se in questi anni di euro e di mondialismo, non sia successo assolutamente nulla, e quello che succede da anni a tanti italiani, sia dovuta ad una calamità naturale, senza nessun responsabile…”si vede che doveva andare così”, oppure “cosa c’è di male se i politicanti si mettono tutti assieme”, oppure “ma voi partitini perchè non sparite, fate tutto per pubblicità” ecc.

Vedete, in “democrazia” non c’è bisogno che sia il potere ad impedire l’affermarsi di chi è fuori dal coro e dai canoni, ci pensa chi fa parte della massa del gregge che dovrebbe essere al tuo fianco contro chi gli ha tolto la libertà, la dignità e la stessa vita, come accade ogni giorno in italia a 4 o 5 nostri fratelli, indotti al suicidio per motivi economici o che muoiono per condizioni di lavoro insopportabili nei campi per due euro l’ora

Ma questo lascia tutti indifferenti, si pensa alla pubblicità del nostro movimento o di altri, ma non si pensa minimamente che non siamo tutti uguali e che forse c’è qualche idiota fuori dai comuni canoni di “normalità” che non sopporta questa guerra e non accetta la distruzione del popolo…no…neppure si prende in considerazione, tanto è radicata l’indifferenza, con la conseguenziale perdita di orgoglio nazionale e della propria dignità di essere umani.

Noi del Fronte ci vergogniamo ogni giorno anche per la vostra indifferenza  non solo verso gli Omicidi di Stato, pur non avendo colpe, continuate a leccare il culo ai Big, loro sono grandi, possono darvi qualche cosa i cambio, magari un cucchiaino di lenticchie, poi chi se ne frega se la massa crepa e la vostra Nazione si distrugge.

Leggete con attenzione perchè voi siete colpevoli come i politicanti che sostenete e un giorno farete i conti con la vostra coscienza, ammesso che ne avete una, senza contare che potrebbe essere il vostro turno…domani, come da anni è stato il turno di operai, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati, esodati, disoccupati, braccianti, professionisti, e altri come loro, ma un giorno finiranno di uccidersi i nostri fratelli e prenderanno coscienza che non hanno nessuna colpa, e li assisteremo ad un altro fenomeno…come sosteniamo da anni per colpa della vostra indifferenza, lassismo e complicità con il sistema politico attuale…altro che partitini.

 

Aziende in crisi, imprenditore si suicida a San Cesario sul Panaro

30 Settembre

Nel pomeriggio di ieri è stato rinvenuto il corpo senza vita di C.T., un imprenditore 69enne, che si è tolto la vita vicino ad una delle due aziende di cui era socio. Il fatto è avvenuto a San Cesario sul Panaro, nei pressi della via Emilia: sul posto i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, insieme ai Carabinieri. Il gesto estremo è stato compito nei pressi di Ossidan e Rimas, due imprese di cui l’uomo era socio e che da tempo versano in un grave stato di crisi. Proprio negli ultimi giorni i capannoni erano stati teatro di scioperi e presidi dei lavoratori, che dal mese di settembre erano supportati dagli ammortizzatori sociali. Il Comune di San Cesario aveva avviato anche un tavolo di trattative.

Fonte modenatoday.it

 

Aosta: Sfrattato, 67enne si suicida sparandosi alla tempia con una pistola sparachiodi

28 Settembre

Voleva suicidarsi, e nel contempo far saltare in aria il palazzo dove viveva, oppure prima di morire ha voluto allestire una macabra messinscena come ‘ultimo saluto’? E’ un giallo, per ora, la morte dell’elettricista aostano Bruno Dal Bon, 67 anni, il cui cadavere è stato rinvenuto oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, vicino a un tavolo dal lavoro in un garage al numero civico 5 di via Monte Grivola.
Lui si è sparato a una tempia con una pistola sparachiodi e all’interno della sua abitazione, al piano sopra l’autorimessa, sono state trovate delle bombole del gas aperte e nascoste dentro dei sacchi, collegate con dei fili elettrici.
La Squadra mobile aostana, intervenuta sul posto insieme al 118 e ai Vigili del fuoco, sta compiendo una serie di accertamenti investigativi. In casa sono stati trovati dei biglietti scritti dall’elettricista, a conferma della tesi del suicidio. Secondo la polizia il suicidio potrebbe esser stato motivato da un’ingiunzione di sfratto che l’uomo aveva ricevuto nei giorni scorsi e che gli intimava di lasciare casa in breve tempo.
Inoltre, Bruno Dal Bon da alcuni mesi – sempre secondo quanto riferito dalla Questura – era apparso ‘agitato e spaventato’: vicino al corpo è stato trovato anche il ritaglio di un articolo di giornale su possibili infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.
Per martedì 29 settembre è in programma l’esame del corpo da parte del medico legale. A coordinare le indagini è il pm Luca Ceccanti. Dal Bon aveva avvolto anche il proprio corpo con dei cavi elettrici e aveva sbarrato la porta del garage.

Fonte valledaostaglocal.it

 

Messina: Articolista precario si suicida facendo esplodere una bombola di gas. Muore anche la madre

28 Settembre

L’esplosione improvvisa e assordante nel silenzio della notte, poi le fiamme, infine la tragedia. Due persone, madre e figlio di 90 e 53 anni, sono morte, nella notte tra ieri e oggi, a Messina. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco la causa della deflagrazione che ha distrutto l’abitazione nel villaggio denominato Santo, sarebbe una perdita di gas non casuale ma voluta. Sono state infatti trovate nella camera da letto tracce di una bombola di gas aperta. La casa però è dotata di metano. Motivo per cui in un primo momento i soccorritori hanno ipotizzato la presenza di una stufa che, però, non è stata trovata. Il figlio, mentre la madre era già a letto, avrebbe lasciato la bombola aperta e sarebbe andato a dormire. Ma la donna si sarebbe svegliata e avrebbe acceso la luce, provocando l’esplosione. È stato infatti il rogo a ucciderli. Buona parte dell’appartamento, così come il balcone esterno, sono stati distrutti; porte e le finestre sono volate vie. Alcuni detriti sono arrivati fino all’autostrada poco più a monte, nei pressi dello svincolo di Gazzi. Il boato è stato avvertito anche dalla sede dei vigili del fuoco, in via Salandra, un paio di chilometri più a valle rispetto al luogo della tragedia. Sono stati i vicini i primi a intervenire. Dopo l’esplosione hanno sentito per alcuni minuti le urla dell’anziana. Ma non c’è stato niente da fare: la casa era chiusa da una porta blindata che, seppur parzialmente distrutta, avrebbe impedito l’ingresso. Qualche residente ha tentato di entrare dal balcone ma è stato respinto dal fumo. Sono in corso le indagini per capire quale sia il motivo all’origine del possibile suicidio-omicidio. L’uomo è un articolista precario della Provincia di Messina. I suoi colleghi lo descrivono come una persona molto sensibile e allo stesso tempo disponibile. «Una volta si era scaricata la batteria dell’orologio di un collega e lui si è offerto di farglielo riparare – racconta un dipendente – dava l’idea di una grande fragilità». Figlio unico, viveva da sempre con la madre. I vicini raccontano di vederli sempre insieme, spesso a braccetto in strada. L’appartamento si trovava al secondo piano di una palazzina in via San Filippo. Non sembrerebbero esserci danni rilevanti alle abitazioni al piano terra e al primo piano. Sul posto, la polizia scientifica per effettuare i rilievi del caso, insieme a due squadre di pompieri che hanno messo in sicurezza l’edificio.

Fonte meridionews.it

 

Saremar: 200 licenziamenti, scatta lo sciopero della fame dei lavoratori

29 Settembre

Da domani, lunedì 28, i lavoratori della Saremar in servizio sulle linee di La Maddalena-Palau e Santa Teresa-Bonifacio inizieranno lo sciopero della fame.
La protesta è direttamente collegata alla vertenza in atto da tempo e alle lettere di licenziamento arrivate il 25 settembre scorso. In una nota i lavoratori Saremar accusano la Regione di voler «portare al definitivo fallimento la società».
Pochi giorni fa sulla vertenza e sui licenziamenti era intervenuto il deputato di Unidos Mauro Pili. «Con un atto senza precedenti la Regione ha licenziato oltre 200 lavoratori regionali dipendenti della
Saremar e almeno un centinaio dell’indotto – ha dichiarato il parlamentare -. La trasmissione
della lettera di licenziamento è un fatto di una gravità inaudita proprio perché si tratta di dipendenti pubblici con anche 35 anni di servizio». Pili aveva anche annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti per danno all’erario a carico dell’intera Giunta regionale.

Fonte lanuovasardegna

 

Friuli: Chiude la Lml a Casarsa, in 36 senza più un lavoro

28 Settembre

A fine ottobre i 36 dipendenti della Lavorazioni meccaniche legno di Casarsa saranno licenziati. Ieri sono stati sottoscritti i verbali di conciliazione con le organizzazioni sindacali: la cassa integrazione sta per scadere e da novembre gli addetti saranno posti in mobilità.
Una ripresa dell’attività appare al momento impossibile: la produzione è ferma da un anno e nessun imprenditore ha manifestato interesse a rilevare l’azienda. Un altro stabilimento della provincia, insomma, senza futuro e altri 36 lavoratori senza garanzie. Il pensiero dei sindacalisti Massimo Albanesi (Cisl) e Claudio Petovello (Cgil) va in primis alle maestranze e alle loro famiglie. Pur senza un posto di lavoro, e quindi un’entrata economica, i dipendenti dovranno cercare di fare fronte alle numerose spese fisse.
Una situazione preoccupante, anche perché nel panorama produttivo della provincia gli spiragli di ripresa sono deboli e a livello occupazionale il quadro è drammatico. La ricollocazione in altri stabilimenti è un’impresa ardua.
«Il tessuto produttivo pordenonese, già impoveritosi negli ultimi anni, perde un’altra realtà – ha commentato Albanesi –. Ora si apre il problema della ricollocazione dei dipendenti, in particolare delle figure non specifiche. Servono politiche attive per dare un futuro al Paese, ai lavoratori (si pensi anche alle donne, anello più debole della catena) e alle famiglie».
La situazione di crisi della Lml era emersa lo scorso anno: a settembre 2014, infatti, le forze sociali avevano annunciato che l’azienda era ricorsa al concordato, poi omologato dal tribunale.
«A mettere in ginocchio questa realtà prima di tutto la perdita di uno dei principali clienti, ossia il Gruppo Burgo, che si riforniva di pasta di legno alla Lml, ma ha poi optato per effettuare gli ordini in Svezia, dove il mercato è più competitivo in termini economici – hanno ricordato Albanesi e Petovello –. Difficoltà legate pure al fatto che i prodotti di Lml sono di nicchia e necessitano di essere venduti subito, in quanto facilmente deteriorabili. Un’azienda, insomma, che non può fare stoccaggio e magazzino».
Per risollevarsi e diversificare la clientela, l’impresa aveva in programma un importante investimento per acquistare un essiccatoio per la pasta di legno. Ma, da sola, non poteva farcela.
Da qui la richiesta d’intervento alle istituzioni, «che però non hanno fatto la propria parte sino in fondo. Un’altra azienda vittima delle promesse della politica – ha osservato Petovello –. Lml, circa quattro anni fa, aveva chiesto finanziamenti agevolati dal Mediocredito per continuare l’attività, ma le istituzioni, dopo grandi promesse elettorali, non si sono più fatte sentire e ora ci troviamo dinanzi a questo quadro desolante».

Fonte messaggeroveneto

 

Casa venduta all’asta, disoccupato 62enne vende un rene contro lo sfratto

30 Settembre

“Sono disposto a vendere un rene per salvare la casa”. E’ il disperato appello di un disoccupato marsalese, Antonio Parrinello, 62 anni, la cui abitazione, al civico 18 di contrada Cuore di Gesu’, e’ stata venduta all’asta a causa dei debiti contratti con una banca. Lo sfratto, grazie al sostegno del movimento dei Forconi e altre associazioni, e’ stato evitato gia’ un paio di volte, ma l’8 ottobre, alle 15, c’e’ il terzo appuntamento con l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Marsala e il compratore.
In vista di quella data, il leader locale dei Forconi l’ex assessore socialista all’agricoltura del Comune di Marsala Martino Morsello, ha diffuso una nota con cui ribadisce che il suo movimento e’ al fianco di Parrinello, “che dovra’ lasciare la casa se non soddisfera’ la richiesta di 80 mila euro del neo acquirente”. Intanto, Parrinello afferma: “Posso vivere benissimo senza un rene, ma non senza una casa”.
L’immobile, spiega la nota dei Forconi, “vale 340 mila euro ed e’ stato venduto all’asta per 13mila euro”. “Una vendita – prosegue la nota – che avrebbe dovuto essere bloccata dal Giudice dell’esecuzione per eccessivo ribasso. Con l’importo si coprirebbero solo le spese della procedura”.

Fonte marsalaviva.it