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Chi Ha Creato L’Euro Ha Creato Il M5S

Chi ha creato l’euro ha creato il M5S per tenere buone le masse e impedire ai veri oppositori del sistema di prendere piede.

 

euro è m5s_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Gli amici pentastellati si arrabbieranno ancora una volta e mi diranno “ma tu al posto di attaccare i corrotti attacchi gli “onesti” chi non ha mai esercitato il potere…aspetta e poi giudicheremo? Allora sei come loro.

Non siamo per nulla come loro, e abbiamo già visto da anni i fatti oggettivi, non c’è bisogno del potere, ma dobbiamo spronarvi affinchè capiate, loro sono il passato già morto e sepolto, voi dovreste essere il futuro assieme a tanta gente che lotta come noi, quindi ci interessa far capire voi e non loro….chiaro?

Cari militanti del M5S che avete capito come ho capito io e so per certo che siete in tanti, se volete il bene del vostro paese, non continuate con il M5S, sarebbe la stessa cosa come chi si ostina a cambiare l’europa, semplicemente è impossibile, perchè i vostri interessi non collimano con i loro…molto semplice, altrimenti avrebbero fatto altro già da tempo.

Quindi non vi ostinate a rimettere proposte ai voti dopo che sono già state cancellate in passato dal movimento, (come è successo al sottoscritto nel 2009) giusto perchè la “democrazia è diretta”, voi non deciderete mai nulla, il M5S ha una missione ben precisa come abbiamo scritto per anni sin dalla nascita, noi del Fronte e oggi lo scrivono anche altri facendo le stesse nostre considerazioni che poi sono quelle oggettive e evidenti per chi tiene al paese e non al proprio orgoglio da tifoso.

Sbagliare in buona fede è cosa che capita ad ognuno di noi comuni mortali, non dovete ostinarvi per orgoglio a continuare nell’errore, perchè la massa critica vostra è fondamentale per dare forza ad un reale cambiamento assieme ad altri movimenti che lottano realmente contro euro e il sistema liberista e mondialista, questo è il mio appello a tutti i pentastellati di buona volontà e onesti intellettualmente che hanno capito a cosa serve il M5S, altro che attacco il movimento e difendo il sistema partitico vecchio, loro non possono cambiare nulla, voi avete dimostrato di saper cambiare, allora fatelo ancora una volta, ma come affermo da una vita, il nostro nemico è il tempo, quindi non sprecate tempo prezioso e energie in qualche cosa che è impossibile cambiare che ha come obiettivo, far guadagnare tempo al sistema eurista e mondialista per portare a compimento l’opera di distruzione di massa e degli stati nazionali.

Ho trovato un articolo fatto molto bene che esplica e racchiude tutte le critiche fatte da noi al M5S in maniera magistrale, vi consiglio di leggerlo con attenzione, per chi ci segue da anni sono tutte cose che sa già, per chi ci legge per la prima volta è utilissimo leggere e riflettere con il cervello libero da altri pensieri.

Buona lettura…

 

Chi ha creato l’€uro ha creato anche il Movimento 5 Stelle

di Elia Mercanzin

Il movimento 5 stelle è uno strumento di gatekeeping, creato per consegnare milioni di voti e migliaia di attivisti all’irrilevanza sostanziale sulle questioni “chiave”che affliggono il paese.


Avedno la possibilità di ottenere Profitto e Vantaggi da una qualsiasi situazione non dedichereste la massima attenzione alla sua pianificazione e a predisporre adeguate contromisure in caso di problemi?
Cerchereste di controllare tutto ciò che è possibile controllare, di piegare la realtà al massimo per raggiungere i vostri obiettivi.
Che si tratti di approntare un investimento, di mettere in piedi un’attività professionale, di organizzare un week-end a Londra o un appuntamento con la ragazza dei vostri sogni.
Io lo farei. Anche voi. Siate Sinceri.
Quindi se noi, esseri umani della strada, ci comportiamo con la massima perizia possibile, per quale strana ragione chi può controllare ricchezze finanziarie immense, chi ha i mezzi per condizionare la vita di intere nazioni, invece, dovrebbe comportarsi come un improvvisatore?

A mio parere il Movimento 5 Stelle è uno dei progetti di Gatekeeping più riusciti e sofisticati nella storia delle democrazie (o presunte tali) occidentali.

Generalizzando possiamo considerare gatekeepers tutti coloro che, pur parlando ad un pubblico ampio attraverso i media, si astengono dal dire alcune verità importanti. Si tratta, in parole semplici, di agire in modo tale da far rispettare i limiti informativi imposti dal sistema. Il gatekeeper dunque è colui che subisce pressioni e condizionamenti che lo inducono a comportarsi in un certo modo, facendo prevalere logiche diverse rispetto alla vera informazione. Oppure colui che sceglie di sostenere il sistema evitando di parlare di alcune verità che potrebbero demolirlo.*

Il termine “Gatekeeper” non si adatta perfettamente ad un movimento politico tuttavia è entrato nel gergo comune anche associato a fenomeni del genere e la sua la definizione, in ogni caso, rende in maniera sufficientemente chiara il concetto. Per sviluppare la mia opinione in merito ho bisogno di disegnare un contesto più ampio quindi è richiesta un po’ di pazienza (se non ne siete dotati bene, arrivederci! Significa che questo mio modo di procedere funziona ottimamente da filtro di qualità del lettore). Consiglio caldamente la lettura di questo mio post prima di proseguire: fornisce un quadro di riferimento concettuale indispensabile per collocare correttamente le riflessioni che seguono.

Per trovare una soluzione bisogna prima capire qual’è la causa del problema.

L’Unione Europea in generale e l’Unione Economica e Monetaria in particolare, per chiunque osservi la realtà con un minimo di obiettività è una creazione che sta portando il continente verso lidi opposti a quelli dichiarati nei trattati. Non c’è traccia di prosperità condivisa, ne di solidarietà. Non mi dilungo in considerazioni lapalissiane su questi aspetti che sono sotto agli occhi di tutti. La cosiddetta Eurozona è immersa in una situazione sociale drammatica (mai registrata in tempo di pace) che ha come causa fondante l’architettura economica e politica determinata dai trattati europei che ha generato le condizioni macroeconomiche tali da consentire alla crisi di assumere proporzioni devastanti e, cosa ancor più grave, impedendo oggi, per sua stessa natura, che siano messe in pratica azioni correttive che nel resto del mondo, al contrario, vengono comunemente adottate.

La moneta unica non è l’unico problema ma se non lo si risolve, risolvere gli altri non ha alcun senso. E’ una semplice, banale, questione di priorità.

Non risolvere le distorsioni e gli squilibri macro-economici, concentrandosi sulle questioni relative all’etica politica, alla buona amministrazione, all’onestà (temi ovviamente sacrosanti ma non “vitali”) equivale a preoccuparsi di lavare i piatti (anche qui cosa buona e giusta) mentre la casa è avvolta da un incendio ed è a rischio la vita degli abitanti.

Buon senso dice che la prima cosa da farsi è tentare di domare l’incendio o chiamare i vigili del fuoco mettendosi in salvo, corretto? I piatti che puzzano sono sgradevoli ma morire soffocati o carbonizzati è peggio.

Arrivare a comprendere la natura VERA del problema Euro equivale a svelare l’essenza stessa della realtà in cui ci dibattiamo. Cambia tutto. Tutte le altre questioni che oggi sembrano la causa di tutti i mali, fonte di preoccupazione e indignazione, scivolerebbero indietro nella scala dell’urgenza.

Ecco, oggi in Italia c’è qualcuno che vuol farci preoccupare dei piatti sporchi. Nel migliore dei casi ci dice che ci sono effettivamente delle fiamme ma che possiamo tranquillamente continuare a pulire le posate, poi al fuoco ci penseremo.

Qualcuno afferma che la crisi in cui mezza Europa si sta dibattendo è frutto di incidenti di percorso, di fenomeni di difficile gestione a cui si sta ponendo rimedio magari commettendo errori in buona fede, di prezzi da pagare per ottenere grandi benefici in un futuro, etc.

Tuttavia con piglio molto pragmatico non si può non giungere a una amara considerazione: l’esperimento della moneta unica è un fallimento.

Attenzione però: è un fallimento se rapportato agli obiettivi dichiarati, quelli che l’opinione pubblica più o meno conosce e il buon senso vorrebbe. Se invece proviamo a rapportare lo stato delle cose ad obiettivi diversi, l’esperimento è stato un grande successo, con margini notevoli di miglioramento, ma di sicuro un successo.

Da ogni situazione c’è qualcuno che trae giovamento e qualcuno che ne trae meno, per qualcun altro la situazione si rivela una tragedia.

Dipende dal punto di osservazione, nella vita tutto è relativo.

Nella fattispecie ci sono diversi soggetti che da questo fallimento stanno traendo grande giovamento (un indizio: il sistema bancario-finanziario? Il modello di sviluppo export-oriented della Germania? I delocalizzatori italiani? Una classe politica, accademica e giornalistica servile?).
Anche qui non mi dilungo.

Teniamolo come dato assodato e proseguiamo.

L’UE / UEM, va da sè, è stata progettata con decenni di anticipo: non serve ripescare la storia personale (ufficiale e/oufficiosa) dei padri fondatori o ripercorrere il tragitto di queste istituzioni per intuire che organizzazioni così complesse, che coinvolgono quattro delle maggiori economie del mondo, non si improvvisano, ne si disegnano in un paio di anni (come molti affermano sia avvenuto per la moneta unica, figlia, secondo questi, della caduta del muro di Berlino: una narrazione abbastanza ridicola). Nello specifico, il trattato di Maastricht è stato firmato certamente nel 1992 cioè (solo) poco più di due anni dopo il crollo simbolico del comunismo.

Ma non fu affatto un fulmine a ciel sereno e chi lo pensa è un grande ingenuo.
L’unione monetaria è sempre stata in agenda dei “padri fondatori”, evidenziata come obiettivo chiave che avrebbe consentito di accelerare verso l’unione politica, a tappe forzate.

Tutta questa premessa per dire cosa?
Per dire che la situazione in cui siamo immersi a livello di istituzioni e meccanismi politico-economici è stata ampiamente pianificata, certamente non nei minimi dettagli ma sicuramente nella sua architettura di base e nelle sue regole di funzionamento.
Nulla è casuale.

Architettura di base e regole che si sapeva (almeno dagli anni 60) avrebbero creato squilibri, distorsioni, asimmetrie soprattutto in coincidenza con shock esterni; l’UEM è una avventura senza precedenti storici (“una moneta senza stato”) che la letteratura economica neutrale più volte sconsigliò di intraprendere proprio per la sua struttura intrinsecamente fallace. Allora, se le cose stanno così, perchè si è proceduto con la sua creazione, implementazione e mantenimento nonostante si fosse a conoscenza di tutto ciò a monte e nonostante le evidenze empiriche degli ultimi anni di crisi?
La risposta è molto semplice, quasi banale: perchè per “qualcuno”…

…gli effetti che riscontriamo corrispondono esattamente a ciò che si desiderava ottenere.

L’alternativa è pensare che per decenni statisti, economisti, funzionari siano stati preda di una follia endemica, di una ipnosi collettiva con tendenze masochiste al limite del criminale e che quindi, oggi, siamo nella mani di volenterosi incompetenti che stanno tentando di rimediare a danni fatti dai loro predecessori. Se pensate questo chiudete questa pagina con serenità e buona fortuna.
Bene, a questo punto abbiamo messo a fuoco che: – UE / UEM sono il frutto di decenni di pianificazione. – con estrema chiarezza tutto era destinato a ottenere risultati contrari a quelli ufficialmente dichiarati.
Ergo, la situazione di crisi, le tensioni sociali, l’austerità, la disoccupazione sono fenomeni ampiamente previsti.

…quindi è assai ragionevole ritenere che coloro hanno pianificato il tutto abbiano previsto e predisposto opportuni accorgimenti per “gestire” gli effetti collaterali legati al progetto.

Quali effetti collaterali? Appunto, le tensioni sociali, il dissenso, l’opposizione all’interno della società.

Come si fa a gestire questi fenomeni “sgraditi”?
Ci sono sostanzialmente due modi:
– la repressione
Oppure
– la prevenzione e il controllo attraverso la manipolazione

La repressione, soprattutto quando diventa armata, è uno strumento rapido, relativamente costoso che si utilizza, però, quando la tensione ha già superato i limiti di guardia.
Quando la gente arriva in piazza determinata a tutto significa che ha poco da perdere e diventa estremamente pericolosa per il sistema.

Manganellare o arrestare persone è efficace ma serve a contenere nell’immediato, la tensione resta, la società diventa una pentola a pressione e, prima o poi, esplode.
Senza contare che chi vuole reprimere in questo modo si elegge senza equivoci possibili a nemico pubblico n°1.

Questo tipo di strumento poteva funzionare (per un po’ almeno) fino agli anni 70: Argentina e Cile hanno dimostrato che alla lunga è una strategia che non paga.
Figuriamoci se oggi a Roma o Milano comparissero carri armati o squadroni di militari per le strade: il “cattivo” sarebbe smascherato immediatamente.
Siamo una società cresciuta bene o male a pane e democrazia: chi comanda, se veste la divisa militare, viene associato immediatamente al “cattivo”.

Questo è ovviamente funzionale a inserire nella testa delle persone una visione semplificata della realtà, quasi cinematografica: il nemico, il cattivo si riconosce facilmente, è brutto e aggressivo, è normalmente un militare e dichiara apertamente il suo odio per quello che noi siamo.

È Saddam Hussein, Gheddafi, Mussolini, Hitler.

Questo è un altro aspetto che sconsiglia la repressione militare come strumento.
La strategia del controllo attraverso la manipolazione richiede uno sforzo sicuramente maggiore, neppure paragonabile: una accurata pianificazione e attuazione di una molteplicità di attività servendosi di una molteplicità di soggetti e organizzazioni con la relativa molteplicità di strumenti.

Senza dimenticare un costante monitoraggio delle dinamiche sociali, esplicite e implicite, per intervenire tempestivamente se necessario.

Questa strategia porta risultati solo a medio-lungo termine ma questi sono incredibilmente migliori rispetto a quelli prodotti dalla repressione, all’uso della forza.
Elemento fondamentale è il controllo dell’opinione pubblica e degli ambiti in cui si forma (o non forma).

Per essere più precisi è bene parlare di controllo della consapevolezza pubblica.
La manipolazione della consapevolezza pubblica è un’opera gigantesca che richiede anni di lavoro ma rappresenta, per chi ha tempo e mezzi adatti, semplicemente ciò che è, uno strumento appunto.
(Il tempo e i mezzi sono elementi relativi… tutto è relativo nella vita, lo ricordo, dipende dal punto di osservazione con cui si guarda alla realtà).
Possiamo dire che l’obiettivo di creare una società in gran parte “addomesticata” è stato raggiunto in maniera egregia, basta guardarsi attorno.
Tuttavia, il potere, il sistema è a sua volta consapevole dell’esistenza di una percentuale di individui che, per varie ragioni, vengono colpite con minore efficacia da questo condizionamento costante.

Questa eterogenea fascia di persone, per quanto minoritaria nel contesto della società, rappresenta una grave minaccia perché il dissenso che loro incarnano non è quello che va in piazza rabbioso bensì è una forma di pensiero indipendente e di autonomia informativa, un dissenso “ragionato” e quindi devastante, incontrollabile per quanto spesso confuso e contraddittorio.

La più grande minaccia per qualsiasi tipo di potere è ovviamente l’individuo che pensa con la propria testa.

Tuttavia, quest’ultimo per sua natura tende a isolarsi, non necessita di aggregazione, diffida dei gruppi e quindi, numericamente e strategicamente, è praticamente innocuo.
Invece gli individui (numericamente ben più consistenti) che, in buona fede, tendono a seguire un “buon pastore” non controllato dal potere stesso, rappresentano il nemico mortale per chi aspira a controllare il gioco: se ben guidati potenzialmente possono far saltare il banco.
Insomma, va rafforzato l’isolamento dei primi mentre i secondi vanno indirizzati verso pascoli lussureggianti ma ben recintati, sotto l’occhio affettuoso di un falso “buon pastore”.

Come si può rendere inoffensiva questa pericolosa minoranza?
Offrendo a queste persone dei recinti in cui auto-rinchiudersi.

Il presupposto chiave dietro a questa soluzione si basa sulla conoscenza approfondita della natura umana: tutti, anche ovviamente la minoranza di cui stiamo parlando, hanno bisogni, hanno un ego da soddisfare più o meno preponderante. Abbiamo soprattutto paure, di varia natura e dimensione, ma tutti ne possediamo e ne siamo, chi più, chi meno, condizionati. Il potere utilizza queste caratteristiche per costruire i recinti di cui sopra.

Che tipo di recinto è necessario?

Il linea generale è necessario attivare o infiltrare organizzazioni pre-esistenti in modo da attrarre queste persone offrendo loroapparenti risposte definitive, attività coerenti con le loro convinzioni ma del tutto innocue e, di conseguenza, un ambienteapparentemente strutturato che soddisfi il loro bisogno di sentirsi utili, di sentirsi diversi, di far parte di un gruppo di eletti rispetto alla massa “addomesticata”.
Senza dare loro la possibilità di diventare realmente pericolosi perché affidati, appunto, ad un “falso” buon pastore.
Il punto cruciale è riempire queste “scatole sociali” (nella realtà fisica e/o nel web) con contenuti istintivamente corretti ma sostanzialmente non cruciali, inserendole in confezioni apparentemente alternative, fuori dal sistema o, meglio ancora, anti-sistema.

Si tratta quindi, in parole povere, di attirare queste persone verso riserve, verso acquari confortevoli mascherati da mare tropicale. Brutalmente, si tratta di costruire DISTRAZIONI raffinate.

Siamo arrivati al punto: questo appena descritto è GATEKEEPING nella declinazione che mi interessa illustrare in questo post.
All’interno di queste riserve controllate le persone si danno un gran da fare, si impegnano, stringono rapporti e non si sentono SOLE, pianificano, si sentono NEL POSTO GIUSTO e questa sensazione soddisfa uno dei loro bisogni fondamentali, quello di AVERE UN SENSO come essere vivente e allo stesso tempo placa le loro PAURE in quanto hanno la verosimile convinzione di star operando per UN MONDO MIGLIORE, di essere DIVERSI, appunto, dalla massa.

Chi confeziona le scatole, il guardiano del recinto o dell’acquario, deve semplicemente vigilare al fine di mantenere la copertura e al contempo, di tenere costantemente impegnati gli individui all’interno, alimentandone PAURE e BISOGNI, miscelando sapientemente l’introduzione di VERITA’, MEZZE VERITA’, IMPRECISIONI e MENZOGNE in base all’evoluzione degli eventi. Verità piccole e innocue assieme a mezze verità servono a far sembrare corrette le imprecisioni e invisibili le OMISSIONI.

Le OMISSIONI informative sono allo stesso tempo punto di forza e tallone di Achille del sistema in quanto ciò che occultano, se in possesso di questa minoranza di persone, significherebbe la fine del sistema stesso.

Il Movimento 5 Stelle è un’organizzazione del genere sopra descritto fondata, quindi, sull’utilizzo sapiente di verità, mezze verità, imprecisioni e, soprattuto, sull’omissione.

M5S ovvero occuparsi di tutto tranne di ciò che è di vitale importanza.

Un movimento per controllare e de-potenziare il dissenso

A differenza del precedente, cronologicamente più vicino, caso di “Gatekeeping” politico-sociale italiano cioè La Lega Nord negli anni 90 del secolo scorso, il progetto di contenimento, de-potenziamento e deviazione del dissenso messo in atto attraverso la creazione del M5S è decisamente più articolato e strutturato.
Analizziamolo alla luce delle considerazioni fin qui esposte.

La creazione dell’acquario confortevole

Il movimento si è coagulato attorno alla figura di Beppe Grillo che nel corso della sua carriera si è costruito una solida reputazione di artista “scomodo”, anti-sistema.
Attività sicuramente meritoria perché ha acceso i riflettori su questioni indubbiamente rilevanti attirando l’interesse soprattutto di una particolare fetta di pubblico, quella dotata di una naturale sensibilità per quegli argomenti (vedi sopra…).

Il varo del suo personale blog ha attivato la creazione di una community virtuale sempre più rilevante in termini numerici consentendo di porre le basi di un consenso condiviso su tematiche di forte presa, ribadisco, su quella porzione di target che ha nella media le caratteristiche di curiosità, impegno, sensibilità potenzialmente pericolose per il sistema.
Con l’andar del tempo il Blog è diventato un megafono di critica politica e di tematiche ecologiche, arrivando a costituire un polo di riferimento di pensiero critico alternativo.
Un pensiero critico, tuttavia, nella sostanza superficiale, dedicato alla fustigazione di una classe politica già di per sé indifendibile e alla promozione di filosofie vagamente descresciste.

Insomma, Beppe Grillo ed il suo blog con il deteriorarsi della situazione politica e in concomitanza dello scoppio della crisi economica si sono trasformati nell’unica vera alternativa mainstream prima a livello informativo e successivamente, dopo la costituzione del movimento, a livello politico, per una determinata tipologia di pubblico.

Basta politica mangiasoldi, basta corrotti, onestà!

Chi non sarebbe d’accordo con parole d’ordine del genere?
Infatti il movimento ha raccolto grazie ad esse un consenso sempre più vasto, tradottosi in significative percentuali di voti a favore.
Mi sarei stupito del contrario in un paese ammorbato dal Berlusconismo e dalla partitocrazia.

Il problema sorge quando l’intera costruzione ideologica e programmatica di un movimento di opinione/partito si basa esclusivamente su di esse.

Dal 2010 in poi, nonostante la crisi economica fosse già in atto e parecchie voci realmente alternative fossero da anni impegnate nel denunciare la trappola mortale costituita dalla moneta unica, il movimento 5 stelle ha continuato la sua opera di aggregazione del dissenso esclusivamente sui suoi cavalli di battaglia, senza minimamente toccare le questioni “chiave” come quelle macro-economiche, semplicemente non parlandone, omettendo la presenza dell’incendio e soprattutto rifiutando qualsiasi collaborazione con chi gridava “al fuoco, al fuoco!”.

Il nemico, il male assoluto, secondo il M5S, è la casta, la corruzione, lo stipendio del politico, le auto blu, gli affaristi, i furbetti del quartierino.
Certo, sono mali gravi, cronici ma in Italia ci son sempre stati (anche quando si era la 5° potenza economica del mondo).
Nessun paese ne è immune, ognuno a modo proprio, in primis la tanto virtuosa Germania.

In sostanza…

le fiamme stavano divorando le fondamenta della casa ma la testa del movimento continuava a tenere occupati i propri militanti e simpatizzanti con il detersivo e i piatti sporchi.

Tuttavia, tra il 2012 e 2013, man mano che il fumo si faceva più denso e nascondere la realtà (Euro = crisi) diventava sempre più problematico, come da manuale, fù necessario…

…intervenire per disorientare.

L’intervento consistette nel parlare del problema tenendo tuttavia un profilo ambiguo, usando le famose MEZZE VERITA’, dicendo il bianco ma anche il nero, dando così l’impressione a militanti, simpatizzanti e potenziali tali, l’impressione che il movimento se ne stesse occupando senza però esporsi troppo, per poter sempre riposizionarsi in caso di necessità.Soprattutto senza fare realmente nulla per annullare l’omissione informativa, ovviamente.

Quindi si è tollerata anche l’autonoma azione di isolati attivisti o meet-up nell’affrontare il tema ben sapendo che la natura stessa dell’organizzazione, un arcipelago di gruppi sparsi sul territorio senza un reale coordinamento tra loro (casuale?), avrebbe sabotato la diffusione di iniziative non controllate.

Questo video rappresenta in maniera emblematica l’equilibrismo dialettico e politico di cui parlo… e l’opinione di Beppe Grillo vale, come autorevolezza presso la base dei militanti, molto più di quella dello sconosciuto attivista o del gruppo di Sesto San Giovanni, siamo d’accordo su questo?

E la logica della “democrazia dal basso”? Fumo negli occhi, nella sostanza non esiste.
Le decisione politiche fondamentali a livello nazionale ed europeo non vengono decise dalla base ma scendono dall’alto, da Grillo-Casaleggio o dal “direttorio”.
Nel piccolo è emblematico il sabotaggio compiuto ai danni di una iniziativa (che sollevava il problema della sovranità monetaria all’attenzione del movimento) nata tra gli stessi attivisti che pur essendo stata la più votata, finì prima totalmente ignorata e poi, poche settimane fa, rimossa dal sito ufficiale.

In questo post la cronistoria del fatto.
Di fronte a questi episodi (e altri che non documento qui per brevità) so per certo che molte persone (bene informate sulla realtà) hanno abbandonato il movimento, disgustati da questa opacità e contraddittorietà.
Questo articolo offre un altro interessante motivo di riflessione sulle reali convinzioni della leadership del movimento sul tema.

casaleggio
Ma i fatti e le affermazioni che ho riportato sono nulla rispetto all’evidenza più eclatante:

La totale assenza di iniziative sistematiche e organizzate di divulgazione sulle tematiche macro-economiche a livello territoriale, associate all’iniziativa della raccolta firme per il fantomatico “Referendum sull’€uro”.
Un (apparente) suicidio.

Cioè, in pratica, pur essendo consapevole del bassissimo livello di conoscenze sul tema tra le persone, pur sapendo che la gente è bombardata da 5 anni di terrorismo mediatico innestato su un substrato di disinformazione e lavaggio del cervello che prosegue da decenni, ecco, nonostante questo cosa ci si inventa?

Un referendum su un tema per il quale il movimento stesso NON E’ IN GRADO DI ESPRIMERE UNA POSIZIONE NETTA.

Da che mondo è mondo chi promuove un referendum (per l’aborto, per il divorzio, per il nucleare, per l’acqua pubblica, ecc.) ha una sua posizione, altrimenti che senso ha?
Ma c’è di più… … che senso ha promuovere una iniziativa senza informare le persone su un tema che ha una certa complessità tecnica, mandandole allo sbaraglio di fronte al fuoco massiccio dei mass media sostenitori della tesi “SI EURO”?

Che senso ha promuovere una iniziativa che per arrivare in porto deve percorrere un iter lunghissimo e condizionato dal consenso maggioritario all’interno del parlamento?
NESSUN SENSO… per le persone informate.
Per chi ha voluto l’€uro e intende proteggerlo invece ne ha molto di senso.
Infatti…

Il Referendum sull’Euro è una patetica ma efficace pantomima per distrarre, per, di nuovo, dare l’impressione che il movimento “sta facendo qualcosa” mentre in realtà non sta facendo nulla.
Serve al sistema per guadagnare tempo.

Gli stessi attivisti impegnati nella raccolta firme non sono in grado di spiegare alle persone in modo corretto le motivazioni per un eventuale NO o un eventuale SI.
Quel che è peggio, non sono in grado di reggere alcun tipo di contraddittorio con qualcuno che la pensa in maniera opposta.

La mancanza di informazione, l’ignoranza, colpisce in primis gli attivisti e questa è la seconda più grave evidenza a supporto della teoria M5S=Gatekeeping

Devo ammettere che chi ha progettato e sta gestendo questo fenomeno è veramente in gamba, non c’è che dire.

La cosa più impressionante è constatare la padronanza dei meccanismi della psicologia di gruppo e individuale: i militanti del movimento, anche persone di notevole intelligenza, sono così immersi nel paradigma del “NOI SIAMO DIVERSI” da non riuscire a emanciparsene.

La sensazione di far parte di un gruppo di “migliori” e “onesti” è inebriante e chi critica il movimento è automaticamente un nemico.

Pur messi di fronte a dati di fatto, non sono in grado di ammettere a se stessi anche semplicemente che forse che c’è qualcosa che non va perchè farlo equivarrebbe a creare un varco, a contemplare la possibilità di aver sbagliato, di aver sprecato ore, giorni e mesi della propria vita dentro ad un acquario.

Criticare, prendere le distanze dal movimento o mettere in discussione le proprie convinzioni significherebbe annullare se stessi perché nel movimento essi hanno una identità e, soprattutto, LA SPERANZA.

La speranza che il M5S sia lo strumento per evitare il disastro a cui stiamo andando incontro, un strumento contro la PAURA. Speranza e paura che si auto-alimentano a vicenda e producono risposte auto-assolutorie di varia natura, dal “siamo disorganizzati ma siamo onesti, bisogna aver pazienza”, “Beppe Grillo è solo il portavoce, non è il nostro capo” al “siamo un movimento fatto da gente di varia estrazione, non è possibile avere un’idea comune”, finendo spesso con il classico “sempre meglio del PD, di Berlusconi o della Lega”.

In questo trovo perfetta corrispondenza con l’attitudine dei supporter o militanti di tutti gli altri partiti: identificazione totale e spirito critico azzerato.

In conclusione, il movimento 5 stelle ha rappresentato e ancora oggi rappresenta una formidabile valvola di sfogo del dissenso, un bacino di laminazione flessibile in grado di adattarsi tempestivamente al corso del fiume, alla sua portata d’acqua per evitare inondazioni in un momento storico in cui i ghiacciai, a monte, si stanno sciogliendo.
Tutto previsto.

E se tutto questo lungo e complesso ragionamento fosse soltanto una mia allucinazione?
Anche ipotizzando la remota possibilità che non ci sia nessun manovratore dietro e che il movimento sia semplicemente un’organizzazione gestita da ingenui dilettanti la prospettiva è ugualmente agghiacciante.

Alla fine il risultato è il medesimo.

Cari amici grillini, uscite dall’acquario prima che sia troppo tardi.

 

Il Reddito di Cittadinanza e i Paraculi del M5S

Il Reddito di cittadinanza e i paraculi Grillo e Casaleggio.

 

reddito di cittadinanza_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Vi giuro che oggi non volevo infierire contro il M5S e i grillini, ma l’amico Mario…. (che ringrazio) mi ha postato un link che non conoscevo sula proposta di reddito di cittadinanza grillina.

Ci eravamo già espressi sul reddito di cittadinanza in abbondanza, come sul finanziamento pubblico ai partiti, come recita il nostro programma, assolutamente contrari nell’uso e nei modi come si elargiva prima, ma necessario per una buona politica e una democrazia sostanziale, accessibile e patrimonio di tutti, il modello privatistico americano e solo riservato al privilegio di ricconi fare politica,  non è certamente il nostro modello di democrazia.

Vedete la differenza tra noi e gli altri? Noi abbiamo avuto il coraggio di sostenere queste cose anche se impopolari già anni fa, il M5S che ha sempre sostenuto il contrario, leggete cosa infila assieme al reddito della Gleba.

Questa viene chiamata “onesta” e “coerenza”….mi chiedo cosa sia il contrario.

I paraculi e le menzogne hanno vita breve…ma ancora non viene recepito da molti grillini.

Dopo il casino credo che verrà corretta, dicendovi che è stata una svista (e voi ci crederete), ma se tutti stavamo muti, non credo…ecco la consapevolezza a cosa serve al contrario della cecità.

 

Tratto dal sito carmelodurante.com

Incredibile Scandalo a 5 Stelle: Leggi Cosa è Successo

 

Qualcuno mi dica che mi sto sbagliando, perché se così non fosse, saremmo davanti al più grande imbroglio ai danni del popolo italiano!!!

In questi giorni, avendo espresso numerose perplessità sulle parole di Luigi Di Maio sugli enti inutili, sono stato invitato a dare un parere sulla proposta di legge relativa al Reddito di Cittadinanza. Ho deciso così di spendere un paio di giorni per studiare la proposta. Salto – per ora – le considerazioni sui vari punti iniziali, che meritano di essere trattate a parte, e veniamo subito al sodo: l’articolo 20 relativo alle coperture.

All’inizio non riuscivo a crederci, ma ho cercato di leggere bene tutto fino in fondo e sembra proprio che con la scusa di destinare circa 60 milioni di euro una tantum alla manovra sul Reddito di Cittadinanza – che invece ha un costo stimato di 19 miliardi di euro l’anno – abbiano infilato furbescamente una riforma sul finanziamento pubblico ai partiti.

Così, come nel più sporco dei giochetti della vecchia politica, con quei trucchetti che hanno sempre criticato, prendono una legge che ha presa sui cittadini e dentro ci infilano qualcosa che conviene a loro.

Se andate all’articolo in questione, leggerete una introduzione in cui viene proposto di togliere i finanziamenti per l’esercizio attuale a tutti i partiti e movimenti politici. Intento nobile, ma è anche vero che “sono tutti generosi con i soldi degli altri“: infatti il M5S non aveva i requisiti per ottenere i 42mln che erano stati stanziati per il partito di Grillo e non ha presentato richiesta (spacciandola per “rinuncia”, ma questo è un altro discorso). E comunque la misura è una tantum, cioè vale per l’esercizio in corso ma non ha carattere definitivo. Quindi, se ipotizziamo di far partire il RdC ora, parliamo di circa 60 milioni di euro per i restanti tre anni di legislatura a fronte di una spesa di 60 miliardi, un assai misero un per mille, che diventerebbe zero nelle future legislature.

Ma il bello deve ancora arrivare, ed è nei successivi punti “a”, “b” e “c” del comma in questione. Vengono presentati come una accozzaglia di correzioni e abrogazioni che potrebbero far pensare che siano finalizzate a finanziare il Reddito di Cittadinanza, ma non è così. Riguardando tutti gli articoli citati e le correzioni o abrogazioni richieste, sapete quale riforma ha infilato il M5S dentro il Reddito di Cittadinanza?

Roba da non crederci, le richieste sono:

– abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ma solo a livello regionale ed europeo. Resta in vigore il finanziamento pubblico e in particolare aumenta la percentuale dell’importo che deve essere destinato al partito, passando dal 90% al 95%.
– modifica della legge sul finanziamento pubblico ai partiti in modo tale da rimuovere il concetto di “aventi diritto“.

Cosa vuol dire tutto questo? Semplice: la legge prevede il finanziamento per tutte quelle formazioni a carattere politico – partiti e movimenti – che siano caratterizzate da uno statuto democratico. Il M5S non ha uno statuto democratico, ma ha un proprietario e pertanto non ha i requisiti per ottenere il finanziamento. Con queste modifiche, dunque, il M5S potrà ottenere la propria quota di finanziamento pubblico ai partiti senza dover modificare il proprio statuto, cioè senza che sia data la possibilità alla base di rimuovere il “padron Grillo” o di modificare lo Statuto.

Non solo: il finanziamento sarà attivo solo a livello nazionale e l’importo dovrà essere versato praticamente tutto nelle casse del partito – che, ricordiamolo, è gestito come proprietà privata e non come formazione democratica – quindi a Grillo e Casaleggio che potranno disporne a proprio piacimento. Questo a livello nazionale, mentre a livello regionale o a livello europeo, dove le numeriche molto più esigue che in Parlamento sono più difficili da gestire rispetto alla logica del branco, non ci sarà un solo centesimo se non lo vorranno Grillo e Casaleggio, perseguendo così un pieno controllo sia a livello politico che delle singole amministrazioni.

Si fa presto a gridare al “Colpo di Stato“, agli altri…

RIFERIMENTI E ANALISI TECNICA
Proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza (versione attualmente depositata in Senato)
Proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza (versione OpenPolis)

Le due versioni differiscono tra loro; quella di OpenPolis appare più vecchia, in quanto fa riferimento ad articoli e comma già abrogati negli ultimi due anni. L’analisi dei due testi, a meno di alcune differenze, converge allo stesso risultato.

La versione di OpenPolis dice:

I partiti e i movimenti politici ai quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuto il finanziamento pubblico ai sensi della legge 6 luglio 2012, n. 96, e della legge 3 giugno 1999, n. 157, in relazione alle elezioni svoltesi anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, il cui termine di erogazione non è ancora scaduto alla data medesima, cessano dal diritto ad usufruirne a decorrere dall’esercizio finanziario in corso.

Sono abrogati:

a) gli articoli 1 e 3, commi dal secondo al sesto, della legge 18 novembre 1981, n. 659;
b) l’articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 413;
c) gli articoli 9 e 9-bis, nonché l’articolo 12, comma 3, limitatamente alle parole: «dagli aventi diritto», l’articolo 15, commi 13, 14, limitatamente alle parole: «che non abbiano diritto ad usufruire del contributo per le spese elettorali», e 16, limitatamente al secondo periodo, e l’articolo 16 della legge 10 dicembre 1993, n. 515;
d) l’articolo 6 della legge 23 febbraio 1995, n. 43;
e) l’articolo 1, commi 1, 1-bis, 2, 3, 5, 5-bis, 6, con esclusione del secondo periodo, 7, 8, 9, 10, e gli articoli 2 e 3 della legge 3 giugno 1999, n. 157;
f) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 9, commi da 8 a 21, e 10 della legge 6 luglio 2012, n. 96.

La cui analisi porta ai risultati indicati nel testo, in particolare per quanto riguarda il comma 10 della legge 3 giugno 1999, n. 157, che in base al principio giuridico “ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit” e unitamente al punto “c”, di fatto esplicita la volontà del legislatore al mantenimento in vita dei finanziamenti pubblici.

La versione depositata al Senato invece dice:
s) al decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, sono apportare le seguenti modificazioni:
1) l’articolo 12 è abrogato;
2) all’articolo 14, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Ai partiti e ai movimenti politici ai quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuto il finanziamento pubblico ai sensi della legge 6 luglio 2012, n. 96, e della legge 3 giugno 1999, n. 157, in relazione alle elezioni svoltesi anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, il cui termine di erogazione non è ancora scaduto alla data medesima, continuano ad usufruirne nell’esercizio finanziario in corso e nell’esercizio finanziario 2015 nella misura del 25 per cento.»;
3) all’articolo 14, i commi 2 e 3 sono abrogati;

In pratica, si chiede che per l’esercizio corrente venga effettuato un taglio al 25% dei finanziamenti pubblici – cioè gli altri partiti perdono soldi di cui credevano di poter disporre, una sorta di “dispetto politico” – mentre vengono abrogati la facoltà di destinare il 2 per mille ai partiti e, udite udite, il comma “2” che cancella il finanziamento pubblico! Cioè, mantiene in vita il finanziamento pubblico. Anche perchè, sempre per il principio giuridico “ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit“, se nella precedente legge (2013 n° 149) il legislatore ha inteso chiedere l’annullamento del finanziamento pubblico esplicitando il comma 2., l’unica spiegazione ammissibile è che il comma 1. nella “voluntas legislatoris” non intendeva annullare il finanziamento. Dunque, chiedendo l’abrogazione del comma 2., l’unica lettura ammissibile è la richiesta di annullare quella specifica e precisa volontà, e quindi si intendere non far cessare i finanziamenti pubblici!!!

Ma non finisce qui: lasciano vivo il comma 4, che indovinate cosa dice? Tutte le cose riportate dalla versione di OpenPolis che sono già legge!!! Compresa la rimozione del termine “aventi diritto” per i rimborsi.

RIFERIMENTI NORMATIVI
Legge 2 maggio 1974, n. 195
Legge 18 giugno 1981, n. 659
Legge 8 agosto 1985, n. 413
Legge 10 dicembre 1993, n. 515
23 febbraio 1995, n. 43
Legge 3 giugno 1999, n. 157
6 luglio 2012, n. 96
28 dicembre 2013, n. 149
21 febbraio 2014, n. 13

Fonte: carmelodurante.com

Ancora il M5S di Grillo

Ancora il M5S di Grillo ci ricorda che il problema è il Debito Pubblico Brutto fatto dalla Casta Corrotta.

 

destra anti euro_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Un Senatore Grillino scrive ad Alberto Bagnai, chiedendo come mai ha un astio particolare contro il M5S di Grillo, esattamente come noi del Fronte Popolare.

La risposta di Bagnai è sempre la stessa come la nostra “il movimento di Grillo ha mentito e continua a mentire sull’euro e i suoi effetti” che non è il DEBITOPUBBLICOBRUTTOELACASTACORRUZIONE, ma il DEBITO PRIVATO ESTERO la MONDIALIZZAZIONE e l’essersi privati della LEVA DEL CAMBIO.

Il Referendum Grillino da Liberisti-Anti Euro Americanizzati è solo una presa per i fondelli che non si farà mai, come abbiamo spiegato in tante occasioni, bisognava prendere posizione netta ANTI-EURO prima e in modo CREDIBILE  e SERIO e Grillo non lo ha fatto e continua a non farlo ancora oggi.

Questo è il motivo perchè nonostante er Berlusca la Destra è condannata a VINCERE, la verità viene sempre alla luce è solo una questione di tempo, il M5S nel lungo periodo è destinato a scomparire, perchè la gente capirà che ha mentito sui veri problemi e ha dato il tempo al sistema di SFRUTTARE LA BANDIERA DELL’ANTI EURO (che era nostra), ecco perchè Bagnai e NOI del FRONTE, siamo critici con il M5S, non per ideologia o principio, ma perchè hanno mentito al popolo italiano.

Cari Grillini e Piddini il vostro destino è segnato è solo una questione di tempo, adesso è il momento di Salvini, nonostante l’errore politico imperdonabile che ha fatto pochi giorni fa ad Arcore, al contrario di Marine Le Pen con Sarcò, non ha caso noi aspettavamo Salvini al varco e Marine Le Pen ci ha sempre convinti dall’inizio, a parte la differenza di tempistica abissale.

Costerà a Salvini il non raggiungimento di essere primo partito in italia e con la nuova legge della dittatura votata dai suoi nuovi alleati, gli costerà la poltrona da presidente del consiglio, non a caso secondo noi il Berlusca lo ha fregato, la fretta di arrivare in politica è cattiva consigliera per molti, saper rinunciare è dono di pochi.

Capisco che con questa nostra presa di posizione ci tireremo dietro l’ira degli amici di destra leghisti e non, ma siamo abituati a dire quello che pensiamo e non quello che “conviene in termini di popolarità”, potevamo stare zitti e imbarcarci, ma abbiamo preferito la strada della verità che tutti ci riconoscono ma che crea tanti nemici.

Noi del Fronte non dobbiamo fare politica a tutti i costi, la facciamo se la gente lo vorrà, altrimenti faremo altro, le poltrone le lasciamo ad altri.

Vi lascio alla lettera del Senatore Grillino e per quanti a Destra sono Anti-Sistema credo che capirete che c’è urgente bisogno di un nuovo soggetto politico credibile e lontano dalle vecchie nomenclature del Centrodestra, altrimenti ci sarà il sorpasso del nuovo che avanza a sinistra dopo una vittoria dell’attuale Destra Liberista che non durerà a lungo, perchè non potrà mai prendere le decisioni che occorrono per un REALE BENEFICIO PER LA NAZIONE E PER IL POPOLO, avvisati come sempre…poi non dite che non sapevate come in passato sull’euro e che la colpa è della sinistra che sopravviverà grazie alla destra.

Disinformare e mentire, seguendo le mode e la demagogia come Grillo & Company ha sempre un prezzo in politica…quindi siete avvisati tutti, la pattumiera della storia vi attende con ansia.

Grillo: un esempio vale più di 667 parole

(…oggi mi ha scritto un senatore ortottero…)

Seicentosessantasette parole

Caro X,

poi controllo con calma i refusi (uno è già stato ripreso in ristampa, e l’altro devo controllarlo, ora sono sulla Grecia, come immagini).

Quanto ai rapporti, il discorso è molto semplice: io sono, o vorrei essere, amico di tutti. Qui a Pescara conosco Vacca e Colletti, che ho incontrato, dei quali ho i numeri, e con i quali ci siamo reciprocamente ospitati in iniziative culturali (convegni, presentazioni di libri). Ottime persone come tutti voi nel Movimento, cosa sulla quale non ho mai espresso alcun dubbio. Gianluca, per dire, l’ho appena rivisto con grande piacere. Ho tanti amici qui di Pescara che lo apprezzano per la sua attività sul territorio, spero di potergli essere di aiuto.

I miei dubbi riguardano un altro aspetto, come probabilmente sai.

Parto da destra: da Fdi-AN mi chiama la Meloni; da Forza Italia mi fa chiamare Berlusconi; dalla Lega mi chiama Salvini; nel PD parlo con Fassina; perfino da Rifondazione mi chiama o mi scrive Ferrero.

Dal vertice del M5S (o da figure ad esso vicine, tipo un D. B.) non c’è mai stato un chiaro segnale di interesse. Attenzione! Io sto benissimo a casa mia, e capisco anche che voi non volete essere un partito come tutti gli altri. Piccolo problema: io sono anche l’unico economista accademico italiano che ha avviato un progetto di divulgazione scientificamente fondato e con un enorme successo comunicativo (siamo a parecchie decine di migliaia di libri venduti, per non parlare dell’attività in rete, per una cosa che parla di economia!), proponendo una piattaforma politica alternativa concreta e spero condivisibile (refusi a parte). Mi spiace essere l’unico, ma nei fatti è così, in ambito accademico, e l’altro economista applicato col quale ho condiviso questo percorso si è impegnato in politica con un altro partito, dopo essere stato un po’ deluso da certi vostri atteggiamenti.

Allora, posto che io non voglio niente se non tornare a fare una vita normale, capisci bene che devo basarmi sulla mia percezione, e questa percezione quale è?

Che da un lato c’è un movimento con una base molto interessata a un discorso critico e un vertice che finora ha fatto disinformazione attraverso il blog (perché ha fatto disinformazione, non venirmi a dire che bisogna sentire tutte le opinioni, altrimenti ti dico che si è fatto tardi e il Sole ha girato sotto la Terra…).

Dall’altro ci sono partiti i cui vertici hanno realmente capito (magari per motivi tattici), e che si sono affidati a me o meglio ad a/simmetrie per avere un supporto di concetti e messaggi da diffondere, e che almeno in un caso (Salvini) hanno tratto beneficio dall’aver fatto una scelta chiara.

Il dato di fatto è che se in Italia uno vuole realmente fare un discorso no euro serio, deve passare da questa casella email, e da qui Grillo non è mai passato!

Il blog di Grillo è 160° nei ranking Alexa. Io sono 3300°, sopra a tutti gli altri blog di economia, ma molto sotto a Beppe. Se Beppe avesse realmente voluto fare un discorso critico, avrebbe semplicemente potuto dare spazio non dico a me come persona (credo che tu possa vedere chi sgomita e chi non sgomita, anche nel mondo “noeuro”), ma ai concetti che espongo, e avrebbe veramente potuto fare la differenza. Ora la differenza temo la faranno altri (e non parlo specificamente di Salvini) e voi vi attesterete su un dignitoso 10-15%, avendo deluso quella metà del vostro elettorato potenziale che si aspettava un forte e autentico segnale di cambiamento.

Il che, ovviamente, non mi impedirà di darvi una mano se e quando vorrete prendere iniziative che possano andare nella direzione di aumentare la consapevolezza degli italiani. Per i motivi che ho più volte esposto il referendum a mio avviso non è una iniziativa particolarmente felice in questo senso, ma non allargo il discorso. Per il resto, continuerò a rifiutare come ho fatto finora qualsiasi coinvolgimento diretto in ruoli o percorsi politici.

Spero di averti chiarito la mia posizione e le mie perplessità.

Alberto

Un esempio

Er post de Beppe

(ancora con Rogoff? Ancora con la ristrutturazione del debbitopubblicocastacriccacoruzzionebrutto? Amico, se sei noisefromamerikano e libberista dentro, cosa cazzo parli di allearti con la sinistra? E prima Bersani no, e mmo Vendola sì? Be’, per noi che siamo qui è tutto piuttosto trasparente: l’amico di Archinà è indubbiamente più a destra di Bersy. Sentite, fate una cosa: prima capite cosa volete fare da grandi – a parte estinguervi – epoi mi scrivete. Io ho poco tempo da perdere…)

Il Killer Dell’Informazione Ancora…Giannino

Il Killer Seriale Dell’Informazione Oscar Giannino, dalla Radio di Confindustria Colpisce Ancora.

 

giannino e la disinformazione_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

In un precedente articolo parlavo di un altro killer dell’informazione, quello di Ballarò, Giannini da non confondere con Giannino, ed ecco che puntualmente il suo simile questa volta il Killer capostipite Giannino quasi chiamato, ci omaggia della sua opera criminale che dura da anni a servizio del sistema capitalistico colpevole quanto i politicanti del disastro dell’euro e dell’unione europea.

Vi ho sempre detto che un capitalista non potrà mai salvarvi e molti di voi ancora continuano a non ascoltarmi, sperando in Passera, Della Valle o similari della stessa natura, e vi ho sempre detto che nessuno di loro finanzierà mai noi ANTI Originali, il motivo è molto semplice, quello che è BENE E LUCROSO PER LORO (Euro), NON LO E’ PER VOI, quindi a capire qual’è la cosa giusta per voi, non ci vuole un mago e neppure un economista, ma solo un minimo di raziocinio, quindi noi abbiamo bisogno di voi perchè siete in tanti e loro pochi non ci aiuteranno mai, ecco perchè non c’è ancora un’alternativa seria e credibile ancora oggi nonostante tutto.

Hanno interesse a buttarvi nelle braccia di un loro uomo camuffato di vostro uomo, solo così possono essere sempre al potere indisturbati, siete avvisati, gli interessi di Berlusconi e di Casaleggio oppure Renzi e De Benedetti per citarne alcuni a caso NON SONO I VOSTRI, semplicemente perchè sono contrapposti, quindi finchè si gioca al gioco loro noi siamo perdenti in partenza, l’unico modo per vincere NOI POPOLO è cambiare gioco, cosa importante da non dimenticare.

Infatti Giannino conferma quello che noi del Fronte, affermiamo da anni, non è la prima volta che ci occupiamo del Killer Dell’Informazione Giannino da queste pagine.

Ieri ho trascorso il pomeriggio con due simpatizzanti grillini, loro affermavano che il popolo non capisce una mazza, perchè tra i grillini e tutto il resto della ciurma non ci sono dubbi su chi votare, invece il popolo ha votato Renzi alle europee, dimostrando la loro tesi.

Io sostenevo che siamo arrivati alla frutta proprio perchè abbiamo votato per decenni il meno peggio e siamo finiti dritti in una dittatura dove non ci fanno neppure votare, con il bipartitismo, e dicevo loro una cosa molto semplice, se in TV, sui giornali e adesso anche sul web, viene fatto il lavaggio del cervello alla gente, dove tutti dicono le stesse cose false e forvianti, poi è normale che le verità diventano quelle, non perchè la gente non capisce, ma semplicemente perchè non gli vengono forniti gli strumenti per capire e saper distinguere una verità da una bugia.

E Grillo in questo è stato un maestro, quindi anche loro che capiscono, simpatizzano per uno che ha fatto quello che hanno fatto gli altri, con gli stessi argomenti, la cooorruuzzziiioonnne e il debbiiitttooopppuuubbbllliiicccooobbbrruutttoo svaluteremodelsessantapercentoesaràunbagnodisangue,  ecco che non è nè una questione culturale, nè una questione di intelletto, ma solo una questione di immagazzinare i dati giusti perchè il cervello elabori soluzioni giuste, se i dati che si ricevono sono quelli di Giannino, i risultati poi sono quelli che si vota Renzi & Company.

Ricordatevi di Giannino & Company, perchè sono la vera arma dei politicanti e capitalisti nemici NOSTRI, perchè un giorno il gioco potrebbe cambiare, e in quel caso chi è stato artefice del disastro o complice, dovrà togliere il disturbo, se realmente si vuole aspirare ad una reale libertà e giustizia sociale, aspettando la giustizia reale che a quando sembra è come loro, non ci resta che appellarci a quella che non guarda in faccia nessuno…Popolo e Nemici del Popolo…quella divina.

La gente capisce se le stesse cose vengono spiegate da più persone CREDIBILI, giorni fa, sotto un mio articolo una persona commenta su facebook partito in quarta, in sintesi “cosa dici l’euro…e poi tu sei di destra…sei un mio nemico”, ed io con molta pacatezza gli risposi, “a meno che tu non sia figlio di De Benedetti o similari, concordo con te, in caso contrario sono un tuo Amico”, ha capito e mi ha chiesto L’Amicizia e se legge può confermare quello che affermo, questo per farvi capire che la verità trionfa sempre, magari non subito e si deve essere disposti a dire cose impopolari (come era l’euro anni fa o il finanziamento ai partiti) e prendersi anche le delusioni del momento, ma il tempo è sempre amico della verità.

Ecco la chicca del Killer Giannino…la trovate QUI su Gofynomics…ne consiglio la lettura, riporto solo alcune considerazioni del solito Bagnai, scritte in neretto, per facilitare i più pigri e anche gli amici simpatizzanti grillini.

Il loro puparo è stato messo lì da ENI ed ENEL, e quindi, ovviamente, loro si preoccupano per ENI ed ENEL, e gli altri si fottano.”

“Infatti, se il problema che sta a cuore a lui è che i bond ENI non potranno essere ridenominati, be’, allora è chiaro che il problema dei titoli di Stato è risolto, perché quelli, invece, potranno essere ridenominati (la percentuale under foreign law essendo inferiore al 6% del totale)! Quindi per ripagarli, guarda un po’, si emetteranno nuove lire”.

“Perché il punto al quale la macchietta Giannino vuole arrivare, con la sua opera di terrorismo, è sempre il solito: convincere gli ascoltatori che una svalutazione dell’x% decurterebbe dell’x% il valore reale dei risparmi accumulati, ovvero lo stock di ricchezza (in attività reali e fisiche – abitazioni e beni di consumo durevole)”

Ma questo a Giannino e alle sue due spalle non interessa: l’importante è terrorizzare la vecchietta perché voti deflazione, affinché suo figlio si suicidi, dopo essere stato mantenuto da lei fino a 50 anni, ma il bond ENI sia salvo!”

“È triste e riprovevole che un collega si presti a simili attività di squallida disinformazione”.

“Giannino è pur sempre questo qui: un mentitore seriale, sui dati economici come sul suo curriculum universitario”.

“Ma sono profondamente amareggiato nello scoprire che una persona (o forse due) che mi sembravano degne di stima facciano parte di una simile compagnia di giro, e soprattutto mi chiedo: io sono tollerante, perché lo sono nato, e perché non ho mai avuto molto da perdere, ma le piccole e medie imprese fino a quando sopporteranno questo scempio?”