Draghi Chiude I Rubinetti Alla Grecia

Draghi chiude i rubinetti alla Grecia e Renzi dice che ha fatto la scelta giusta.

 

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di Vittorio Boschelli

La BCE di Draghi chiude i rubenetti alla Grecia e la borsa di Atene dopo il tonfo della mattina -9% rimedia parzialmente e chiude a -5%.

Renzi dichiara: “Scelta Giusta BCE”, avevamo già avvisato che Renzi “gli avrebbe dato una mano” a Tsypras a strozzarsi con la sua cravatta e così sarà.

Da un servo liberista, mondialista e eurista, cosa ci si può aspettare di diverso, se non che faccia il suo mestiere da sicario della Merkel.

Di ritorno ad Atene, il premier greco Tsipras parlando al gruppo parlamentare di Syriza ha ribadito che “la troika è completamente finita” e che la Grecia è diventata “punto di riferimento positivo in Europa”. Stop ai ricatti e all’austerità, ancora una volta, hanno guidato il discorso del premier greco: “Non chiediamo né compassione, né supervisione, abbiamo le nostre proposte”, ha detto  aggiungendo che “l’austerità’ e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell’Ue”.

Intanto, nell’incontro tra i ministri delle Finanze, il tedesco Wolfgang Schaeuble ha sottolineato che la Grecia deve risolvere i suoi problemi con Bce, commissione Ue ed Fmi e che sono stati fatti progressi ma anche che le riforme “sono una necessità inevitabile” e che alcune delle misure annunciate non vanno nella direzione giusta.

Varoufakis ha replicato che la Atene si impegna a rimanere nell’eurozona ma che è necessario un “supporto politico, tecnico e morale dei partner europei”

Come avevo già anticipato, le “riforme” cioè i tagli sociali a danno del Popolo Greco, non si discutono, sono un ordine, questo accade con il PIU’ EUROPA che piace tanto a molti italiani e la perdita della SOVRANITA’ NAZIONALE, il popolo con conta più nulla e il governo del proprio paese è solo una formalità per darvi l’illusione di decidere, ma le decisioni le prendono per voi, un manipolo di non eletti trasnazionali, usando ogni forma di ricatto economico e politico.

Ecco il perchè bisognava schierarsi contro l’euro a tempo debito, prima che venisse imprigliata l’economia nazionale nella sua interezza, forse oggi si capisce meglio di ieri, per chi ha a cuore la libertà e la democrazia, a chi non fotte nulla continua ancora a gridare PIU’ EUROPA, facendo rivoltare nella tomba i propri avi.

Ma in questi giorni una parte di popolo italiano, quello nobile e rassegnato del Sud, precisamente quello di Agrigento ha dato lezione a tutta italia, ha dimostrato che dal torpore e dalla rassegnazione si può uscire riscoprendo l’indignazione e il rigetto verso una classe politica truffaldina e nemica del popolo, questo ci fa ben sperare per le scelte del prossimo futuro.

Spero che la vicenda Agrigentina e quella Greca faccia riflettere molti italiani, almeno quelli che si sentono tali a parole, possiamo trarre insegnamento ancora oggi se apriamo la mente e ci uniamo a difesa della Libertà e della Democrazia…possiamo ancora farcela noi italiani…i Greci sono spacciati, soffriranno molto di più, ma c’è sempre tempo utile per rompere le catene di una dittatura e appropriarsi della propria Libertà perduta…non è mai troppo tardi.

Un Ansa titola così:

Schiaffo alla Grecia. Tsipras: ‘La Troika è finita’. Renzi: ‘Giusta scelta Bce’

Lo schiaffo arrivato da Francoforte con il blocco del rifinanziamento delle banche elleniche fa male ad Atene, la cui borsa subisce un crollo. Con i bond a picco, male ovviamente anche lo spread decennale titoli greci-bund, a 960 (era 902 ieri sera). Mercati nervosi, in rialzo anche lo spread fra Btp e Bund….continua QUI 

 

 

 

Il Conto Alla Rovescia Di Renzi e Il Prelievo Forzoso

Conto alla rovescia iniziato per Renzi che finirà con il botto del prelievo forzoso.

 

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di Vittorio Boschelli

Avevamo anticipato che il conto alla rovescia del governo Renzi era iniziato, dopo l’articolo apparso sul Corsera, che trovate Qui, e in più occasioni abbiamo sostenuto la fine imminente dell’euro, che in tutta onestà pensavamo nel 2013, senza i LTRO di Draghi.

Dopo l’impegno di Renzi con la Merkel, LA TESTA DEI LAVORATORI IN CAMBIO DELLA STAMPANTE, allargamento delle maglie dell’austerità, sforamento del 3% e in NON rispetto del Fiscal Compact, sempre di pugni si trattava, aveva ragione Renzi in quest0, solo che al posto di batterli sul tavolo della Merkel, Renzi li batte in testa al popolo lavoratore che dovrebbe rappresentare, come avevamo previsto noi.

Se le nostre considerazioni sono valide, aprono le porte ad una serie di riflessioni, che sono le seguenti.

Come abbiamo affermano in un nostro articolo, il debito italiano a conti fatti, nel 2015 sarà insostenibile, cioè raggiungerà quel fatidico punto di NON RITORNO del 150%, se questo è vero (come dimostra la matematica), e Renzi continua a dire che non sforerà il 3% (2,6%) come vincolo di bilancio per questo anno come sancito nel Patto di Stabilità e dovrà reperire ALMENO 20 miliardi (secondo noi 24) nella manovra di fine anno, significa due cose, 1) Sforerà il 3%2) Farà un Prelievo Forzoso sui Conti Correnti.

Nella prima ipotesi i mercati perderanno fiducia nell’italia, perchè ci riterranno, in funzione del debito per il 2015, INSOLVENTI, questo scatenerà l’inferno previsto da tempo e la fine dell’euro visibile a tutti quelli che ancora credono.

Nella seconda ipotesi Renzi dopo aver fatto il prelievo forzoso (come previsto da noi dopo cipro e anche da loro successivamente) evitando l’ulteriore l’inasprimento della pressione fiscale (già esplosiva), perderà parte della faccia (vi racconterà la favoletta) e per evitare di continuare a perderla del tutto, si dimetterà e porrà fine al suo governo fantoccio.

Non vorrei essere nei vostri panni cari Piddini, vi avevamo avvisati in questi anni, ma non ascoltate mai chi vi da i consigli giusti contro i propri “interessi”, vi aspetta la pattumiera della storia, compreso il vostro “Messia”.

Duri come il granito i Piddini (in buona compagnia), meglio morti che dire la verità al popolo (che l’euro non ci conviene ed è contro il popolo)…contenti voi…immaginate noi come lo siamo.

Facendo i conti non da economisti, ma da casalinga, tra tagli lineari ai ministeri e qualche taglio alle pensioni, magari quelle d’invalidità, e quelli alla sanità, una decina di miliardi riuscirà a reperirli, ma ne mancano almeno altri 10 di miliardi all’appello (secondo noi 14), che vista la sofferenza della gente che inizia a capire, ogni giorno che passa, su chi è “Il Pinocchio Renzi”, dubito provengano da altri tagli alla spesa oltre quella misura (anche perchè è rimasto poco), quindi optiamo per il Prelievo Forzoso, come affermavamo Qui.

Se la nostra analisi risulterà sbagliata (a giudicare dalle avvisaglie crediamo di no) e andrà in funzione solo la stampante data in prestito dalla Merkel al suo servo Renzi, SIAMO CERTI CHE NEL 2015 CI PENSERANNO LORO, e in questo caso la luna di miele non finirà solo per Renzi, ma per milioni d’italiani che hanno preferito fare come lo struzzo per mimetizzarsi.

In conclusione, affermiamo che ci sono ottime possibilità che la luna di miele con gli italiani, il bugiardo Renzi la finirà con il botto del prelievo forzoso e non siamo i soli.

Consigliamo a Renzi e al suo ministro Padoan, sempre contro i nostri “interessi” di giocarsi il jolly dei matrimoni Gay è meno doloroso… ma il tempo stringe…!

Il Bugiardo Renzi e La Manovra

Il Bugiardo Renzi e la manovra di fine anno sotto l’albero di natale.

 

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di Vittorio Boschelli

Renzi “Il Bugiardo” (così lo chiamano i suoi corregionali) afferma da tempo che c’è bisogno di una manovra di fine anno da 20 Miliardi di euro, nonostante la spavalderia e l’indiscussa capacità da venditore di ghiaccio per gli eschimesi (degno erede del Berlusca), la realtà è molto diversa da quella che sostiene in parlamento (Porta a Porta) e la matematica non è un opinione.

Come avevamo anticipato, nonostante le affannose smentite, che c’èra bisogno di una manovra, almeno da 20 Miliardi per colmare il buco accumulato dalla perdita di competitività costante, allo stesso modo portiamo all’attenzione di chi ci segue, le bugie di Renzi nonostante i proclami e le rassicurazioni (“non toccheremo le pensioni, le spese sanitarie e gli stipendi”).

Inizio con il dire che il tempo passa e i danni (a causa di una moneta impossibile frutto della dittatura liberista) crescono nel nostro bel paese, quindi i 20 Miliardi di qualche mese fa, non bastano più, bisogna aggiungerne almeno altri 3 o 4, naturalmente è opinione personale…chi vivrà vedrà.

Ma prendiamo per buono il dato da 20 miliardi e prendiamo per buona l’utilità benefica dei tagli alla spesa (ma non lo è), i CONTI NON TORNANO…il pinocchio Renzi è presto smascherato dalla matematica.

Qualche giorno fa, la BCE del “caro” Draghi, “invita” (per usare un eufemismo), l’italia a ripianare il buco nei conti pubblici, per rispettare l’obiettivo di deficit fatidico del 2,6% per l’anno in corso e con i 20 miliardi si centrerà anche quello del 2015 (questo secondo loro e non secondo noi).

Secondo “Il Bugiardo” Renzi, i 20 miliardi verranno recuperati attraverso tagli alla spesa (ancora?), quantificati secondo lui nell’ordine del 3%, attraverso una sforbiciata in tutti i ministeri (poco per uno non fa male a nessuno).

Nel parlamento di Porta a Porta, Renzi afferma che “non ci saranno tagli alle pensioni” se lo dice il presidente del consiglio da voi votato a Porta a Porta, potete stare tranquilli e sereni, esattamente come il suo amico Letta.

Proviamo ad usare la matematica e i dati loro e facciamo due conti elementari alla nostra portata, non abbiamo studiato alla Bocconi NOI.

Secondo il DEF pubblicato ad aprile, la spesa prevista per il 2014 ammonta a 809 miliardi di euri, il 3% di tagli secondo Renzi, non fa 20 miliardi, ma 24 miliardi, questo è un primo dato che smentisce quello che sostiene Renzi, ma andiamo pure avanti, non ci formalizziamo per “soli” 4 miliardi.

La spesa per le pensioni (che non si toccheranno secondo lui) è di 328 miliardi su una spesa complessiva di 809 miliardi.

La voce interessi sul debito pubblico è di 82 miliardi di euro (non c’è male) e questi non possono essere tagliati ma bensì pagati…pena FALLIMENTO.

Se la matematica non è un opinione, il caro presidente Renzi può intervenire con i tagli (tanto amati da molti italiani), in quota inferiore a 400 miliardi di euro, inferiore perchè nei 400 miliardi sono inclusi SPESE PER DIPENDENTI PUBBLICI e SPESE PER INVESTIMENTI già ridotte all’osso, a meno che non si taglino gli stipendi nel pubblico impiego che riteniamo in questa fase prematuro e non conveniente, le elezioni sono alle porte, dopo…certamente.

Quindi se il nostro ragionamento è giusto, come la matematica vuole, il taglio del 3% indicato dal famelico Renzi NON BASTA per reperire i 20 miliardi di euro, ma dovrà essere del 5% almeno che sale quasi al 6% se la cifra è quella indicata da noi (3 o 4 miliardi in più), quindi si dovrebbero tagliare del 5% GLI STIPENDI DEI DIPENDENTI PUBBLICI, ma come abbiamo detto in questa fase NON CONVIENE, meglio agire prima con le PENSIONI, piccola sforbiciata e via.

Ecco a cosa mi riferivo nel piccolo cenno nell’articolo precedente (quelli che io ho la pensione che me frega).

Se il nostro ragionamento supportato dalla matematica è giusto, taglieranno le pensioni, se ci sbagliamo taglieranno gli stipendi pubblici, in ogni caso Renzi MENTE nello smentire i tagli verso l’uno o l’altro settore, come ha sempre fatto, peccato per chi ancora crede…ignorando la matematica e la realtà.

Il lavoro sporco qualche d’uno bisogna che lo faccia, poi gli altri (i carnefici) prenderanno i meriti, ma ne siamo consapevoli e andiamo avanti nella lotta, anche per chi non lo merita, come i Renzini.

 

 

Il Surplus Tedesco e i Fallimenti Nostri

I Tedeschi esportano Prodotti e Fallimenti attraverso il deficit delle partite correnti

 

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Vittorio Boschelli

Lo spettacolo indegno del politicante Formigoni, nel programma televisivo quinta colonna è la dimostrazione palese di quella che è la nostra classe politica, servile, inetta e vigliacca, con la faccia tosta a tal punto che non provano nessuna VERGOGNA nei confronti del Popolo Italiano ridotto alla FAME.

Se poi a questo aggiungiamo le dichiarazioni del Banchiere Draghi a dir poco FOLLI il quadro è completo, NON c’è NESSUNA POSSIBILITA’ che questi “signori” possano fare quello che il Popolo Italiano ha bisogno SUBITO, cioè USCIRE DALL’EURO e UNIONE di corsa.

Ancora una volta, come mi accade da anni, tocca a me fare quello che i giornalisti e i politicanti dovrebbero fare, INFORMARE e LOTTARE per il proprio Paese.

Martin Wolf sul Financial Times commenta il risultato delle elezioni in Germania, osservando che forse la Merkel riuscirà davvero ad ottenere l’eurozona che desidera, e cioè una Germania allargata, ma lo spettacolo sarebbe deprimente: un immenso surplus strutturale di partite correnti significa infatti esportare tanti prodotti – ma anche tanti fallimenti.

Naturalmente in Italia i lacchè politicanti e giornalisti continuano a parlare di Debito Pubblico e Fogno Europeo e il Popolo Italiano rimane INCONSAPEVOLE fino alla FINE.

Partendo dal commento della settimana scorsa sul Financial Times di Wolfgang Schäuble, in cui il ministro delle finanze tedesco si rallegrava dei segnali economici positivi dell’eurozona  e accusava i critici di vivere in un “universo parallelo”, Martin Wolf si dichiara ben contento di dimorare in quel mondo, perché quello in cui si trova Mr. Schauble si rivela per essere, in realtà, molto inquietante.C’è davvero la possibilità che i paesi membri dell’eurozona ritornino ad un’economia sana in un tempo ragionevole? Dice Wolf:

“Si può fare? Senza un cambiamento nell’attuale filosofia tedesca, la risposta è No. Come dimostra chiaramente il pezzo del signor Schäuble, la domanda globale non viene considerata nell’analisi. Eppure un grande paese con un immenso surplus strutturale di partite correnti non esporta solo prodotti. Esporta anche bancarotta e disoccupazione, in particolare se il corrispondente flusso di capitali consiste in debito a breve termine. Il fatto che la nuova procedura sugli squilibri macroeconomici manchi di riconoscere il ruolo della mancanza di domanda interna della Germania, la dice lunga. Il livello di allerta per un surplus di partite correnti è del 6% del PIL,indipendentemente dal peso dell’economia di un paese. Vien fuori che la media  della Germania è esattamente il 5,9%.

Perciò, cosa sta accadendo realmente? La risposta è che l’eurozona sta cercando di diventare una Germania allargata. Un miscuglio di produttività crescente (che Wolf spiega essere l’altra faccia della medaglia della disoccupazione, ndt)  e una domanda in contrazione hanno portato le economie più vulnerabili a ricercare un riequilibrio esterno (vedi i grafici).

Nel frattempo, la Germania sta reindirizzando i suoi surplus fuori dall’eurozona. In complesso, la virata delle partite correnti dell’eurozona verso il surplus tra il 2008 e i 4 trimestri che si concludono a metà 2013 è di 340 miliardi di euro. E nella misura in cui questo surplus aiuta a risolvere i problemi interni dell’eurozona, esporta la bancarotta in qualche altra parte del mondo. Questo tentativo di esportare le proprie difficoltà attraverso politiche di “beggar-my-neighbour” (frego il mio vicino, ndT) è in contrasto con gli obblighi dell’eurozona all’interno del gruppo del G20.

Ma il peggio è che non funzionerà. Per due ragioni: primo, l’eurozona è davvero troppo grande per riuscire a ottenere una crescita basata solo sulle esportazioni, come ha fatto la Germania; e, secondo, l’euro di sicuro finirà per apprezzarsi ulteriormente, comprimendo così ancor di più le economie meno competitive.

Niente di tutto questo, per quel che posso giudicare, sembra avere importanza all’interno dell’universo del signor Schäuble. In quell’universo, la ricerca della competitività non viene mai riconosciuta come il gioco a somma zero che in realtà è, se i problemi di domanda vengono completamente ignorati.

L’eurozona potrebbe essere un successo, ma non seguendo una filosofia del genere. Sopravviverà? Nessuno può dirlo con certezza. E’ questo il modo in cui bisognerebbe condurre il progetto più ambizioso dell’Europa? Certamente no.”