Draghi Chiude I Rubinetti Alla Grecia

Draghi chiude i rubinetti alla Grecia e Renzi dice che ha fatto la scelta giusta.

 

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di Vittorio Boschelli

La BCE di Draghi chiude i rubenetti alla Grecia e la borsa di Atene dopo il tonfo della mattina -9% rimedia parzialmente e chiude a -5%.

Renzi dichiara: “Scelta Giusta BCE”, avevamo già avvisato che Renzi “gli avrebbe dato una mano” a Tsypras a strozzarsi con la sua cravatta e così sarà.

Da un servo liberista, mondialista e eurista, cosa ci si può aspettare di diverso, se non che faccia il suo mestiere da sicario della Merkel.

Di ritorno ad Atene, il premier greco Tsipras parlando al gruppo parlamentare di Syriza ha ribadito che “la troika è completamente finita” e che la Grecia è diventata “punto di riferimento positivo in Europa”. Stop ai ricatti e all’austerità, ancora una volta, hanno guidato il discorso del premier greco: “Non chiediamo né compassione, né supervisione, abbiamo le nostre proposte”, ha detto  aggiungendo che “l’austerità’ e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell’Ue”.

Intanto, nell’incontro tra i ministri delle Finanze, il tedesco Wolfgang Schaeuble ha sottolineato che la Grecia deve risolvere i suoi problemi con Bce, commissione Ue ed Fmi e che sono stati fatti progressi ma anche che le riforme “sono una necessità inevitabile” e che alcune delle misure annunciate non vanno nella direzione giusta.

Varoufakis ha replicato che la Atene si impegna a rimanere nell’eurozona ma che è necessario un “supporto politico, tecnico e morale dei partner europei”

Come avevo già anticipato, le “riforme” cioè i tagli sociali a danno del Popolo Greco, non si discutono, sono un ordine, questo accade con il PIU’ EUROPA che piace tanto a molti italiani e la perdita della SOVRANITA’ NAZIONALE, il popolo con conta più nulla e il governo del proprio paese è solo una formalità per darvi l’illusione di decidere, ma le decisioni le prendono per voi, un manipolo di non eletti trasnazionali, usando ogni forma di ricatto economico e politico.

Ecco il perchè bisognava schierarsi contro l’euro a tempo debito, prima che venisse imprigliata l’economia nazionale nella sua interezza, forse oggi si capisce meglio di ieri, per chi ha a cuore la libertà e la democrazia, a chi non fotte nulla continua ancora a gridare PIU’ EUROPA, facendo rivoltare nella tomba i propri avi.

Ma in questi giorni una parte di popolo italiano, quello nobile e rassegnato del Sud, precisamente quello di Agrigento ha dato lezione a tutta italia, ha dimostrato che dal torpore e dalla rassegnazione si può uscire riscoprendo l’indignazione e il rigetto verso una classe politica truffaldina e nemica del popolo, questo ci fa ben sperare per le scelte del prossimo futuro.

Spero che la vicenda Agrigentina e quella Greca faccia riflettere molti italiani, almeno quelli che si sentono tali a parole, possiamo trarre insegnamento ancora oggi se apriamo la mente e ci uniamo a difesa della Libertà e della Democrazia…possiamo ancora farcela noi italiani…i Greci sono spacciati, soffriranno molto di più, ma c’è sempre tempo utile per rompere le catene di una dittatura e appropriarsi della propria Libertà perduta…non è mai troppo tardi.

Un Ansa titola così:

Schiaffo alla Grecia. Tsipras: ‘La Troika è finita’. Renzi: ‘Giusta scelta Bce’

Lo schiaffo arrivato da Francoforte con il blocco del rifinanziamento delle banche elleniche fa male ad Atene, la cui borsa subisce un crollo. Con i bond a picco, male ovviamente anche lo spread decennale titoli greci-bund, a 960 (era 902 ieri sera). Mercati nervosi, in rialzo anche lo spread fra Btp e Bund….continua QUI 

 

 

 

Il Killer Dell’Informazione…Giannini

Il Killer Dell’informazione Giannini conduttore di Ballarò, colpisce inesorabile, seguendo la parola d’ordine del sistema, difendere l’euro ad ogni costo.

 

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di Vittorio Boschelli

Prima di parlarvi del Killer dell’informazione Giannino e la sua Ballarò, mi sorge spontanea una domanda, ma non è un grillino presidente della commissione di vigilanza rai?

Se la risposta è si mi chiedo come si possa accettare senza essere complici, quello che si vede e si sente tutti i giorni in rai, madiaset e L’A7 non sono di meno, ma non si paga almeno.

Rimango sempre dello stesso avviso, se volete salvarvi fate come me, buttate la TV e non leggete i giornali classici italiani (tanto non vi insegnano nulla), altrimenti non avete scampo il meglio ha la rogna.

Questa è veramente grossa e non è del Killer Giannino o Questo, Questo,  ma del Killer Giannini, quanta similitudine…il caso…

Come al solito Gofynomics nostra preziosa fonte, ci regala questa chicca, spiegata in maniera che anche un piddino capisce, non a caso non pubblica.

L’Austerità e le “riforme” sono state imposte a Greci e Italiani, sapendo prima il risultato disastroso, ma lo hanno fatto non per il nostro bene, ma per il bene del portafogli di pochi eletti del nuovo ordine mondiale, questo deve essere chiaro a tutti, non è una calamità come il nuovo presidente vi ha fatto capire, ma una guerra.

Prima lo si capisce e minori saranno i danni, più tardi lo si capisce e maggiori saranno i danni.

Non temete quando…  e scoccherà l’ora ci ricorderemo di tutti, noi abbiamo il cuore buono e grande… non solo dei politicanti.

 

Quelli che in Grecia la disoccupazione era al 16%…

(…per motivi che – non? – capisco, il blog del Fatto non ha pubblicato questo post. Non fa nulla, i contatti servono anche a me. Una lettera di scuse e il pagamento dei post successivi sarà il presupposto per riprendere un cammino comune…)

Al Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Chiarissimo Professore Angelo Marcello Cardani

 

Centro Direzionale, Isola B5 – 80143 Napoli

Raccomandata anticipata via blog

 

Gentile Presidente,

 

nella puntata della trasmissione Ballarò (Rai 3) in onda lo scorso martedì 27 gennaio il conduttore, Massimo Giannini, ha esposto un cartello che riassumeva i risultati dell’azione di politica economica della cosiddetta Troika (il coordinamento fra Bce, Fmi e Commissione Europea) in Grecia:

 

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Mi permetto di rilevare che il tasso di disoccupazione greco nel 2009 è stato pari al 9.6%, come riportato dall’Eurostat. Fornendo un dato gonfiato di 6.4 punti, la redazione e il conduttore hanno di fatto veicolato all’ascoltatore l’idea che il costo sociale delle politiche di austerità, praticate a partire dal 2010, sia stato molto inferiore a quello effettivo. I dati riportati dal cartello infatti implicano un aumento di “soli” nove punti, mentre in realtà l’incremento dal 2009 a oggi è stato pari a 17.9 punti (prendendo per riferimento l’ultimo dato fornito dall’Eurostat), ovvero, praticamente il doppio di quello che risulta dai dati forniti in trasmissione.

Auspico quindi che Ella ravvisi l’opportunità di assicurare che il dr. Giannini, nell’interesse di una corretta informazione, presupposto irrinunciabile del regolare esercizio del processo democratico, fornisca ampia ed esauriente rettifica del dato errato da lui esposto.

L’occasione mi è gradita di porgerle i miei migliori saluti.

Alberto Bagnai

(…ovviamente il Fatto mi ha deluso, ma da qui a dire che mi abbia sorpreso ce ne corre. Forse erano impegnate in altro, non so. In ogni caso io ho da fare più di loro e il loro lavoro è seguire il blog. O coprire chi diffonde dati errati? Ah, saperlo, saperlo,…)

Grecia E Il Mio Amico Piddino

Il mio amico piddino vuole che diventiamo Grecia, un successo secondo loro.

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di Vittorio Boschelli

Dopo le elezioni regionali in Calabria e fino a ieri sera, baldanzoso e spavaldo un mio amico piddino (diventato ex già prima del voto), blaterava nel bar del paese, con frasi tipo questa “abbiamo vinto e per 5 anni in regione ci siamo noi e per 20 guideremo l’italia con Renzi”.

L’esponente piddino in questione come tutti i piddini che rivestono cariche e responsabilità a vario titolo a sinistra come a destra, sopra o sotto, non conoscendo la storia e abituati nel mondo di alice, non può certo capire il periodo storico attuale e quali danni può provocare una colossale menzogna a danno della sua Nazione e di se stesso, figuriamoci se può capire che il suo partito a il destino già segnato da anni (il giorno dell’entrata nell’euro) compreso il loro capetto e venditore di ghiaccio agli eschimesi.

Caro piddino, tu non capisci e questo è assodato, il popolo presto ti farà capire e la tua spavalderia scomparirà lasciando il posto alla vergogna, come ha capito quel popolo greco che portavi all’occhiello assieme a quello spagnolo, come il successo dell’austerità eurista, quellichehannofattoleriformestrutturali, oggi abbiamo visto tutti come è ridotto (come sostenevo io), ne hanno parlato anche i servi a vostro libro paga.

Poi si lamentano quando dico hanno un solo neurone, la colpa non è mia, ma VOSTRA, capisco che vi irrita anche dopo una vittoria di pirro, ma da gioire vi rimane ben poco, tranne il vostro conto in banca, certamente brillante più del mio (non ci vuole molto), meglio poveri che traditori della patria, costretti a leccare i vostri padroni fino a quando il popolo non vi prenderà a calci nel sedere…e vi ho trattato bene…meritate di peggio.

Non ci vogliono 5 anni e neppure 20, ma si tratta di mesi e poi saremo come gli amici greci, quindi ti è andata male, se non ci credi chiedilo alla Merkel, puoi sempre ritentare tra un trentennio…almeno.

Ho sentito un tuo collega su Ballarò, dire le stesse cose che sostieni tu, “con la legge di stabilità creiamo posti di lavoro”, come si fa a mentire così spudoratamente di fronte a milioni di famiglie che cadranno in povertà e miseria a causa delle vostre scelte scellerate? E come dire che la ghigliottina fa bene…a voi forse si.

Ti consiglio questo articolo del solito Prof. Bagnai scritto sul suo Gofynomics, dice tante cose che ti ho già detto io…buona lettura, a te la battaglia a noi la guerra.

Grecia: un esempio vale più di mille parole.

Il 08/12/2014 21:32, Federico ha scritto:

Ciao Alberto, permettimi di darti del tu. Sto leggendo la versione completa del paper, l’ho scaricata dal sito di asimmetrie. Sono arrivato a pagina 8 del paper. Mi sto segnando i miei commenti e le miei opinioni. Pero volevo sapere fino a quando hai intenzione di aspettare prima di ritocarre il paper alla luce dei commenti dei lettori? Se mi dai tutta la settimana credo che potro’ mandarti un pdf con le annotazioni. Gia’ che ci sono ti scrivo altre due righe per raccontarti qualcosa. Ti ricordi l’intervista che facesti circa 2 o 3 anni fa ad una televisione regionale greca? L’avevi fatta per skype con una giornalista Greca chiamata Kally”. Era (‘e ancora) una mia conoscenza, mi aveva chiesto il nome di qualche professore italiano da intervistare, e io le avevo mandato la tua email. Se hai visto l’intervista quando tu raccontavi la drammatica situazione greca le facce degli ospiti in studio erano di complete stupor, perche’ degli economisti intervistati eri l’unico a dirgli come di li a poco la loro situazione sarebbe peggiorata. Nessuno ti credeva. Ma anche la mia amica giornalista con cui avevo parlato un ora o due in skype credeva io fossi mezzo pazzo. Io in fondo le raccontavo quello che leggevo sul tuo blog, niente farina del mio sacco. Un poco lei ridacchiava, perche gli sembravo troppo apocalittico. Tempo fa l’ho risentita, disoccupata e adesso con una figlia. La cosa mi e’ molto dispiaciuta ovviamente. Pero quello che piu’ mi ha stupito ‘e che per tutto quello che e’ successo in Grecia lei non aveva ancora una spiegazione. Ovvero non capiva che diavolo stesse succedendo al suo paese perche’ la situazione andasse di male in peggio. In nessun momento ho ricordato la chiaccherata che ci facemmo perche’ sarebbe stato come infierire. Pero dal suo discorso in nessun momento vedevo la cognizione delle ragioni della crisi in grecia, ovvero l’euro. Mi ha stupito perche’ sto parlando di una persona che reputo abbastanza intelligente, colta e preparata. L’ altra cosa che mi ha colpito ‘e il fatto che dicesse che ormai iniziasse ad avere paura del futuro, diceva di essere spaventata per quello che ancora poteva succedere. Ecco, in Grecia sono in schock Economy completa, la gente sembra cosi spaventata che manco ha la forza di pensare. Solo te lo volevo raccontare e fartelo sapere.

 

Un saluto Federico

 

Certo che me la ricordo l’intervista. Era nel 2012, prima della mia prima apparizione televisiva in Italia. E già che ci siamo, vi passo anche la mia risposta:

From: Alberto Bagnai [[email protected]]

Sent: Monday, December 08, 2014 9:02 PM

To: Federico Subject: Re: Il modello di a/simmetrie è online Hai fatto male, avresti dovuto ricordarglielo, non per lei, ma per sua figlia.

Le persone colte sono le nostre nemiche. La tua lettera è molto interessante. Posso pubblicarla (anonima)? A.
Questo scambio si lega a due threads nei commenti ai post precedenti: la simpatica baruffa fra Nat (va scusata, è tanto una brava seguacia) e sbordinese, e il commento di Luca Cellai sul fatto che “non ci sarebbe la rivoluzione”.

Certo che no!

Le rivoluzioni non ci sono se qualcuno capisce, ma se qualcuno paga.

(cosa che in Illinois non capirebbero mai, nemmeno se venissero pagati per capire, anziché per non far capire…)

D’altra parte, come la lettera di Federico chiarisce, capire è difficile, difficilissimo, soprattutto per i piddini, i quali, lo ricordo per chi si fosse connesso adesso al blog, non sono gli iscritti al PD (vi prego di consultare i glossario). Per essere “piddino” è indispensabile essere “colto”, in quel senso esornativo e fattizio che si usa dare oggi al termine. “Colto” in quanto consumatore di cultura, non in quanto produttore o utilizzatore di cultura. La  “cultura” del piddino come repertorio di nozioni odiate e appiccicate lì per dovere (Prost, pardon, Proust è proprio necessario? Be’, vabbè, se devo esse còrto me tocca de leggelo, famo sta fatica…). Questo tipo di cultura non serve a capire. Serve a riconoscersi, a darsi un’appartenenza. Serve a illudersi di essere dalla parte della ragione.

Quello che vi ha tenuto qui non è il fatto che io avessi letto Proust (o suonato Bach) ma il fatto che li avessi vissuti, che li avessi utilizzati per leggere il mondo in ogni singolo istante della mia vita (perché a questo servono, non ad altro), e che me ne servissi per spiegarvi qualcosa che in fondo non interessa né a me né a voi, ma la cui comprensione ci è stata resa necessaria dalla violenza dei fatti.

E qui, mi dispiace, sono d’accordo con sbordinese e depreco il raro, ma purtroppo decisivo, accesso di beatitudine di Nat. Me ne dolgo, ma in questo caso ha ragione il maschietto. Noi avremmo il diritto di sbattercene dell’economia, come della medicina, o della botanica. In una democrazia normalmente costituita dovrebbero essere i politici a doverla capire, l’economia, per indirizzare il paese secondo il mandato politico ricevuto dagli elettori. Non starebbe agli elettori farsi carico di conoscere tutto lo scibile, la Repubblica dei filosofi non esiste perché non può esistere, la funzione alta della politica dovrebbe proprio essere questa, questo tipo di mediazione culturale. Notate che vi sto facendo un discorso esattamente opposto a quelli che dicono “sentiamotutteleopinionipoidecidiamoconlanostratestadacasaconunabellavotazioneonline”. Ve ne eravate accorti?

Sì, naturalmente, si può ragionare su quanto possa o debba essere ampio il concetto di cultura “generale”. Ma quanto di noi sanno veramente perché i loro piedi aderiscono al suolo? Io no. Poi c’è una vasta fascia di piddini che crede di saperlo. Poi si arriva agli alti livelli, e lì si confessa di non saperlo. Però camminiamo e chi vuole vivere non si butta dalla finestra, perché anche se la gravità rimane oscura a chi non sa e a chi sa sul serio (e chiarissima a chi sa di sapere), rimane il fatto che la decisione di uscire da una finestra è una decisione politica che possiamo prendere senza particolari mediazioni culturali, perché il quadro di riferimento è abbastanza chiaro. Nessun piddino infatti lo farebbe mai, salvo che Berlusconi prima, o Alemanno oggi, dicessero che la forza di gravità esiste. In quel caso, per il piddino non esiterebbe, e spiccherebbe garrulo il volo verso il selciato.

C’è qualcuno che pensa che ognuno dovrebbe avere una laurea in medicina? O che si dovrebbe decidere con la propria testa come curarsi?

Ma queste sono patologie.

Patologie diffuse, però.

Quindi stupirsi che le persone “colte” non capiscono è veramente da beata, direi quasi da santa! Nat santa subito!

Ma come? Razzoli per la borghesia cattocomunistabuonistalternativameneghina e non mi hai ancora capito a cosa serve la cultura? Ai piddini serve esattamente allo stesso scopo al quale ai cani serve annusarsi i genitali. Non te n’eri mai accorta? Eh, allora Proust lo devi rileggere, perché la prima cosa che spiega è proprio questa (be’, onestamente non è nelle prime 400 pagine, però c’è!).

E allora, cara Nat, non te la prendere con le persone “colte” se non capiscono. Per me è “colto” chi sa quando si pota la vite, ed è colto chi sa come si accorda un clavicembalo, ed è colto chi sa scrivere una pagine che attragga il lettore. Non è colto chi sa quale annata di un vino è buona perché l’ha letto su Repubblica, chi sa quale CD comprare perché l’ha letto su Repubblica, chi sa quale libro comprare perché l’ha letto su Repubblica, anche se a monte c’è una qualche laurea, e magari a latere una qualche competenza vagamente “culturale”.

Se deflazioni per Repubblica i colti che conosci tu (come quelli che conosco io) ti resterà un mucchietto di escrementi. E gli escrementi, utilissimi come fonti di azoto, non lo sono però come strumento di comprensione della realtà (fatto salvo il caso del sangue occulto, ma nnon divaghiamo).

E la sintesi qual è?

Che in fondo a me la povera Kally stava anche simpatica, ma non riesco, perché non ci riesco, ed è un mio limite che vorrei superare, ad avere pietà di chi così profondamente non ha capito un cazzo. Sotto sotto, l’idea un po’ “diveramente snella” che se capisci così poco quello che succede te lo meriti spunta. Ma se lo pensassi sarei in contraddizione con la mia difesa del diritto di non capire, del diritto di non essere per forza uno scienziato. La contraddizione però si risolve quando vedi che gli umili hanno capito, e i “colti” secondo la definizione di Nat, cioè le simpatiche cornacchie che si rivestono di letture maldigerite, non capiranno mai.

Sono questi colti i nostri veri nemici. Questa è la prima cosa che mi disse Brigitte Granville quando la incontrai a Parigi, dopo nemmeno due minuti che parlavamo, e mi colpì molto che una persona che avevo incontrato per caso e da poco arrivasse così dritta al punto al quale anche noi eravamo arrivati costruendo in questo blog la fenomenologia del piddino quotidiano, della persona “colta” europeista.

Ho rinunciato a rivolgermi a loro. Saranno i loro capi a dirgli che noi abbiamo ragione. Per adesso, godiamoci lo spettacolo delle loro facce sbigottite quando dopo decenni direductio ad Berlusconem Renzi ha fatto per prima cosa il patto del Nazareno. Loro vogliono la Grecia per noi. Noi sappiamo cosa volere per loro. Tanto basta. L’editor del libro, porello, mi continuava a dire “Ma così il lettore non lo convinci”. E alla fine gliel’ho dovuto dire: “Posto che di questo libro se ne venderanno sufficienti copie comunque, sappi che a me di convincere il lettore non me ne fotte niente…”.

Sì, di chi pensa di aver capito tutto non me ne fotte niente, so che il suo sangue scorrerà, come sta accadendo in Grecia, e non riesco a provare compassione. Vorrei trovare il modo di tutelare chi pensa di non doversi interessare delle cose che non gli interessano (a cominciare da me), ma anche questo pare essere un compito al di là della mia portata.

Domani rileggo quello che ho scritto, così vedo se lo capisco.

E voi l’avete capito?

Il Silenzio e La Menzogna…Grecia.

Il Silenzio e La Menzogna Uccide Il Popolo Greco e Tutti I Popoli Del Sud Europa.

 

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di Vittorio Boschelli

Il silenzio e la menzogna stanno uccidendo il popolo Greco come quello Italiano e tutti i popoli europei, in particolare quelli del sud Europa.

Ricordo ancora quando il bocconiano Monti (il curatore fallimentare), pronunciò la famosa frase: “il successo dell’euro e la Grecia”, io dissi che era “l’unica cosa vera detta dal professore in tante menzogne”, sembrava paradossale, ma in realtà Monti ci diceva che QUELLO CHE SI ERA FATTO IN GRECIA SI DOVEVA FARE ANCHE IN ITALIA, ricordo ancora tanti nasi che si storcevano, a distanza di qualche anno, forse le cose sono più chiare per molti benpensanti dai nasi storti, di Piddina memoria, dove si ostinano ancora a porre dubbi, creati ad arte in PALESE MALAFEDE.

Il nostro programma parla chiaro (gli economisti e la storia, pure), eppure ancora devo assistere a dibattiti penosi, se uscire oppure no, pur sapendo che NON SAREMO NOI ITALIANI A DECIDERLO, ma i “Bravi” Tedeschi, accentrare il dibattito su COSA FACCIAMO DOPO, come abbiamo fatto noi nel nostro programma è cosa difficile per il Piddino Fassina e tanti Piddini nostro malgrado anche di “Destra”.

Il Popolo non deve avere certezze, infatti sparano cazz…a raffica e sono ancora li a mentire, guadagnando danaro e tempo prezioso, per portare a termine la “missione”.

L’Euro e L’Unione è L’ANTI-DEMOCRAZIA per eccellenza, per come sono stati creati e per come sono stati IMPOSTI, se questo non è sufficiente per COMBATTERLI ancora oggi in maniera NETTA, senza se e senza ma, non sappiamo cosa altro dire o fare, viviamo mondi diversi e abbiamo scale di VALORI diverse.

Questo video postato nell’articolo precedente è di grande aiuto, che trovate Qui.

Sui media di regime, si affannano per convincervi, che l’austerità Europea in Grecia ha funzionato, adesso sono tornati sui mercati e le aste dei titoli sono andate a gonfie vele, vi dicono che cresceranno più di noi ed è per questo che noi DOBBIAMO fare le “riforme” come in Grecia, dove il primo pensiero del Popolo Greco OGNI MATTINA è COSA Mangiare e COME facciamo a Curarci.

Capirete che non c’è spazio per occuparsi di Politica, Economia, Democrazia, Stato, Libertà, Dignità, Patria, Costituzione, ecc. Infatti ci penseranno i politicanti Greci e la Troika, proprio come in Italia, Spagna, Portogallo, ecc.

Un Popolo portato allo stremo lentamente, attraverso FALSE SPERANZE e PAURA, non avrà lucidità e forza, questo è l’obiettivo del partito unico dell’euro e di chi mente, come il pupazzo Renzi, gregario dei poteri forti, a capo del PROGETTO CRIMINALE di nome EURO.

Vi sottopongo un articolo interessante apparso su THE TELEGRAPH, in questi giorni, a proposito di Grecia.

L’Europa Ha Sottoposto il Popolo Greco a un Esperimento Crudele

La vendita trionfante delle obbligazioni Greche a cinque anni a fondi internazionali (1/3) e investitori globali – metà dei quali con sede a Londra – ci dice molto sullo stato mentale ed emotivo degli investitori.

Ci dice invece molto poco sullo stato dell’economia greca o della società greca. Non è certamente la prova che la Grecia sia tranquillamente fuori dai guai. Ed è ancor meno una conferma delle politiche della Troika UE/FMI, un fallimento epico che verrà studiato nelle scuole negli anni a venire.
In genere, quando un paese emerge dal trauma di un regime di austerità del FMI ha almeno un livello tollerabile di debito  e, se necessario, una moneta svalutata per rispristinare la sua competitività. Dure riforme accompagnate da un adeguato sollievo. Il paese viene posto su un percorso praticabile verso la ripresa.
Ma questo in Grecia non è avvenuto. Il debito pubblico è ancora al 178% del PIL, nonostante un default parziale verso i creditori privati intorno al 70% in termini effettivi e nonostante (o proprio a causa di) una serie di pacchetti di prestiti UE-FMI – i “prestiti per l’occupazione”, come vengono chiamati in Grecia. Questo livello rimane insostenibile per un paese senza una banca centrale sovrana e una propria moneta.

 

I mercati lo sanno. Si stanno accaparrando le obbligazioni greche con rendimenti del 4,75% perché siamo tornati alla frenesia pre-Lehman, quando compravano qualsiasi cosa, e questo è tutto quel che c’è rimasto. Essi scommettono che le autorità europee manterranno in piedi la Grecia per i prossimi 5 anni, allungando le scadenze dei prestiti e offrendo interessi all’osso. Scommettono anche sul fatto che la situazione politica greca non salterà in aria.

 

Themistoklis Fiotakis di Goldman Sachs dice che i vari trucchi utilizzati hanno ridotto i rendimenti degli interessi sul debito greco al 4-4,5% del PIL, allo stesso livello pre-crisi, quindi il livello teorico di debito è (al momento) irrilevante. Più dell’80% del debito greco sarà nelle mani della EU/BCE e di creditori ufficiali entro il 2016. Il rischio di default è “basso”.
Tutto vero, anche se il tasso sui bond greci a 10 anni ieri è balzato di 32 punti base, quindi i compratori di ieri devono già assorbire una certa perdita.
Che poi gli investitori abbiano davvero un’idea attendibile della politica greca – o meglio della politica europea – è un’altra questione. La coalizione di Antonis Samaras ha ormai un margine di un solo voto nel Parlamento greco. Il movimento radicale Syriza si rifiuta di sparire. Secondo gli ultimi sondaggi, è in testa. Il partito neo-fascista Alba Dorata è ancora a doppia cifra.
Se pensate che siamo nelle prime fasi di un ciclo di liquidità globale e di una nuova espansione, allora una ripresa della crescita può essere sufficiente a portare la Grecia e i paesi mediterranei  fuori dalle secche. Una cosa è se si ritiene che la stretta monetaria G2 di Cina e Stati Uniti suggerisca che potremmo essere più vicini alla fine di un ciclo ormai lungo cinque anni, altra cosa se si concorda con la teoria di Larry Summers della “secular stagnation” – un altro modo per dire che il risparmio globale è troppo alto e i consumi troppo bassi, come negli anni trenta.
Il professor Charles Wyplosz dell’Università di Ginevra dice che i leader dell’UEM hanno semplicemente nascosto sotto il tappeto la crisi del debito sovrano. I rapporti di debito sono cresciuti mentre prende piede una dinamica deflazionistica. Gli attuali livelli di debito in Grecia, Italia e Portogallo sono una “ricetta per il disastro” quando la prossima crisi colpirà, ha detto.

I fondi internazionali che detengono il debito greco pensano di essere abbastanza svegli per prevedere un’eventuale tempesta in arrivo ed essere quindi in grado di scaricare in tempo le loro nuove obbligazioni sui sonnolenti fondi pensione (il mio e il vostro). Senza dubbio hanno ragione.
L’economia greca ha riguadagnato un po’ di competitività con il doloroso metodo della “svalutazione interna”, che è quello di rompere la resistenza dei lavoratori ai tagli salariali facendo  aumentare la disoccupazione a livelli criminali.
Il FMI ha detto nel suo quarto “Review” dell’anno scorso che il disavanzo delle partite correnti è stato in gran parte eliminato grazie alla “compressione delle importazioni”, non con l’aumento delle esportazioni. C’è ancora un “disavanzo strutturale delle partite correnti a circa il 6% del PIL” che implica una sopravvalutazione della moneta di circa il 10%.
In altre parole, la Grecia potrà anche essere vicina al pareggio della bilancia commerciale oggi (anche se ha ancora un deficit di partite correnti), ma lo ha ottenuto dopo sei anni di depressione. Ci vuole un tasso di disoccupazione del 27,5%, e uno giovanile del 58,3% , per raggiungere questo obiettivo. La conseguenza è che il deficit esploderà nuovamente se mai la Grecia dovesse avere una vera ripresa.
L’economia ha toccato il fondo dopo una caduta del 26% del PIL. Ma come si può vedere da questo grafico del FMI, gli investimenti sono crollati, così come le importazioni di beni strumentali necessari per ricostruire l’industria sconvolta del paese:

 

Come si può vedere, la depressione e la deflazione del debito hanno avuto un impatto devastante sui debiti delle famiglie.

 

La Grecia è stata sacrificata per la causa dell’euro, come i 300 spartani, Tebani e Tespiani tagliati a pezzi alle Termopili per salvare l’alleanza greca.
All’inizio gli è stata negata  la ristrutturazione del debito – che è quello che voleva gran parte del consiglio del FMI, secondo le minute trapelate dei verbali delle riunioni  – perché questo avrebbe violato la santità dell’Unione monetaria.
Gli è stato imposto un insieme di politiche (con la collusione dei loro leader) che hanno violato le stesse regole di prestito del FMI e che non hanno un senso economico. Principalmente l’obiettivo era quello di guadagnar tempo perché l’Eurozona potesse approntare le difese da altre parti e scongiurare il contagio. (Anche questo è stato ammesso dal FMI). I cinici direbbero anche che hanno guadagnato tempo perché le banche del nord riuscissero ad svincolarsi con destrezza e a scaricare il loro carico tossico sui contribuenti dell’UEM.
Tutte le stime originarie sui costi dall’austerità erano nettamente sbagliate. Le autorità dell’UE hanno sottostimato il moltiplicatore fiscale di un’ordine di grandezza importante. Non era 0,5 come previsto, ma vicino a  2,0.
Hanno continuamente incolpato i greci di mancare gli obiettivi di deficit, quando la causa principale di queste violazioni era la stessa ferocia della stretta fiscale: bruciante, pro-ciclica e controproducente (imposta senza prevedere un anestetico di tipo monetario), che ha causato il crollo delle entrate fiscali.
Hanno accusato le autorità greche di non riuscire a privatizzare abbastanza velocemente quando era in realtà impossibile vendere qualunque cosa mentre il mercato di  asset e proprietà era in pieno crollo, soprattutto in un momento in cui i politici in Olanda, Finlandia, Austria e Germania parlavano apertamente di espellere la Grecia dall’euro, aggiungendo quindi il rischio valutario a tutto il resto.
Penso che la Grecia avrebbe recuperato molto più rapidamente, con meno danni economici e senza rovinare la metà di una generazione, se avesse lasciato l’euro immediatamente e adottato un classico pacchetto di misure del FMI. Ma non è possibile provarlo. Non lo sapremo mai.
Sarebbe un miracolo se la saga squallida e crudele non lasciasse un sapore molto amaro nella bocca del popolo greco, o se si concludesse alle condizioni politiche imposte dal blocco creditore UME nei prossimi cinque anni.
La Grecia è sopravvissuta al suo calvario senza rivoluzioni o guerre civili. Se questo è sufficiente a considerarla una rivincita della strategia europea per la crisi del debito e per l’intero progetto europeo, ci si accontenta proprio di poco.