Euro o Democrazia

Euro o Democrazia? A voi benpensanti la risposta, noi abbiamo scelto anni fa.

 

euro o democrazia_fronte Popolare

 

di Vittorio Boschelli

Il progetto criminale dell’euro non poteva coesistere con la democrazia, come abbiamo più volte scritto, eppure ancora c’è gente che pensa dall’alto della loro ignoranza, di essere a favore di tutte e due, agitando i luoghi comuni e gli spettri del passato, come deterrente per nascondere le infami colpe loro, come mi è capitato leggere in qualche post sui social.

Casualmente i benpensanti si trovano sempre nell’emisfero sinistro, sarà un caso certamente, non ho i pregiudizi loro, sono abituato a giudicare nel merito attraverso un confronto serio e non fatto da risate, quando da ridere c’è ben poco, da vergognarsi molto.

Lor signori non hanno capito una fava, quindi non hanno capito che la cosa giusta è svalutare una moneta e non svalutare il lavoro e tagliare lo stato sociale, affamando i popoli, perchè le conseguenze di tale SCELTA COMUNISTA e NON FASCISTA (noi siamo contro da sempre) mina la DEMOCRAZIA nel profondo, perchè prima o poi i popoli massacrati capiscono e si rivolteranno contro, è così semplice da capire che anche mio figlio a 6 anni ha capito, ma i benpensanti e moralisti ancora no.

Capisco che vi bruci il fatto che noi a “destra” vi abbiamo bruciato sul tempo, capisco che vi bruci che la mannaia è stata affidata a voi “de sinistra” perchè i popoli accettano meglio se adoperata da voi (…per il loro bene), e capisco che vi bruci che siamo destinati a vincere per reazione opposta dato che la mannaia è nelle vostre mani (vedi Renzi e company), è nell’ordine della logica, cosa volete farci, solo la rassegnazione può aiutarvi.

Eppure era così semplice se avevate a cuore il vostro paese e la vostra democrazia, BASTAVA DIRE LA VERITA’ sulla moneta sbagliata e l’unione anti democratica oltre che impossibile, ma avete preferito la mannaia e oggi sciolinate il vostro moralismo…VERGOGNAAAAAAAAA!!!

 

 

 

L’Ultimo Re di Roma e L’Amico Marco

L’Ultimo re di roma e l’amico Marco….risposta a tanti Italiani che ancora oggi stanno alla finestra.

 

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di Vittorio Boschelli

L’amico Marco…commenta l’ultimo articolo del Fronte sulla pagina facebook, con questa frase “Vittorio la strada x la libertà dal giogo nemico è una sola….
Fai tu….”, ringraziamo Marco…per lo spunto, peraltro condiviso, come abbiamo detto più volte in questi anni, ma non per questo abbiamo abbandonato la nostra azione di sensibilizzazione consapevole, non perchè siamo convinti di evitare il peggio da presuntuosi che non siamo, ma perchè siamo da sempre conviti CHE SOLO UN POPOLO CONSAPEVOLE può fare la scelta giusta per il DOPO EURO, e non sbagliare ancora una volta, con le conseguenze prevedibili.

Non ha caso la locandina della nostra pagina, gruppo e quella del profilo facebook, porta una frase scritta tanto tempo fa, unisciti a noi, “Evita che i carnefici diventino salvatori”

Se si focalizza uno sguardo alla scena dei politicanti in parlamento, non c’è da stare allegri nè ottimisti per il DOPO, quindi la nostra frase è la più accreditata al suo realizzo, nè siamo consapevoli da realisti quale siamo, ma non potevamo e non possiamo SMETTERE DI LOTTARE per quella remota possibilità che essa non si verifichi, è un dovere che sentiamo forte e on lo viviamo come un quasi certo fallimento, ma con la fierezza e la consapevolezza di aver lottato con tutte le nostre forze, pur sapendo che la missione era QUASI IMPOSSIBILE, le cose facili non ci piacciono, le lasciamo ad altri.

La risposta alla tua affermazione caro Marco…merita di essere articolata, sono convinto che può essere utile a tanti italiani oltre che a te, forse non servirà, come non è servita la nostra lotta in questi anni (poco come giustamente affermi tu), ma se siamo ITALIANI e vogliamo bene alla nostra Nazione e al nostro Popolo vale la pena provarci fino alla fine, c’è chi come noi avverte questa necessità, questo bisogno più forte di tanti altri.

Ti ringrazio per lo spunto, che condivido, ma il desiderio e il sogno di evitare quello che tu affermi, con il rischio ALTISSIMO che per il dopo… “I carnefici verranno incoronati FALSI SALVATORI” che ci faranno pagare un prezzo ALTISSIMO, come quello che paghiamo ancora oggi con il VINCOLO ESTERNO e la sudditanza, iniziata dopo la seconda guerra mondiale, mi fa scrivere e lottare.

Se serve o non serve, questo dipenderà da VOI nel sostenere le persone giuste o metterci la faccia al nostro fianco, per noi non è mancato e non mancherà, abbiamo fatto e faremo tutto quello che le nostre piccole forze ci hanno consentito, forse siamo andati anche oltre, spinti da sentimenti che non appartengono a questa società…purtroppo.

Non saremo noi a decidere quando e come, ma saranno i mercati quando Renzi perderà la fiducia del popolo (quando la realtà si scontrerà con le menzogne), come l’ultimo Re di Roma, questo accadrà presto, il problema è chi gestirà il dopo, ecco che entra in gioco quello che noi facciamo da anni, RENDERE CONSAPEVOLI PIU’ PERSONE POSSIBILI, in modo da saper distinguere chi ha lottato REALMENTE e chi invece è stato COLPEVOLE o COMPLICE in tutti questi anni. Se la nostra azione non sortirà quello che noi auspichiamo, avremo perso TUTTI e non solo noi, in caso contrario si può aspirare ad un reale cambiamento nella società che impedisca di fare gli stessi ERRORI o ORRORI del passato per un futuro LIBERO e PROSPEROSO, non per noi, ma per i nostri figli, questo è quello per cui lottiamo senza pretendere null’altro, con molte difficoltà e sacrifici, speriamo non siano stati vani, come nel passato.

Siamo consapevoli che non abbiamo avuto aiuti da nessuno o da pochi italiani e questo ci porta ad essere poco ottimismo per il domani, ma non ci siamo arresi, nè pensiamo di arrenderci, anche se abbiamo avuto molteplici momenti di cedimento, continueremo fino alla fine, chiediamo solo che Dio ci dia la forza necessaria per lottare ancora, nella speranza che domani saremo in tanti e consapevoli, per il bene di tutto il popolo italiano e non solo nostro.

I mali profondi della nostra società derivano dal cambiamento REPENTINO (i una notte), dal Fascismo alla Repubblica, non in modo consapevole ma attraverso uno shock, questo ha causato un cambio di nomi, ma non di coscienze, sia per mancanza di tempo per metabolizzare che per mancanza di consapevolezza dei fatti e siamo caduti nella Dittatura più efferata e distruttiva, quella del LIBERISMO, portata avanti in maniera determinante da insospettabili, quali erano quelli “de sinistra” in modo da tenere il popolo buono e tranquillo, mai potevano immaginare di essere fregati da chi si professava contro il liberismo, naturalmente con l’accordo tacito di quelli “de destra” dei sindacati, industriali e le loro voci al servizio “dell’informazione” con il compito determinante del LAVAGGIO DEI CERVELLI, in modo che il popolo non potrà mai fare la scelta giusta, non perchè scemo, ma perchè NON SA.

Lottiamo per non ripetere gli stessi Orrori o Errori del passato e l’unico modo per un REALE cambiamento in una società e non solo di uomini alla guida è il SAPERE, non esistono altri modi, se la società è malata e non si basa su VALORI e PRINCIPI SANI, il politico di turno espressione di quella società, NON PUO’ ESSERE DIVERSO, ma sarà MALATO come la società stessa.

Prodi e Grillo e il Kamikaze Grillino

Piccoli Prodi finiscono…

Prodi e Grillo e il Kamikaze Grillino
Vittorio Boschelli
Ritengo questo Articolo del Prf. Bagnai in Risposta ad un Grillino KamiKaze, MAGISTRALE e ILLUMINANTE, e conferma quello che io e Noi del FRONTE abbiamo sempre sostenuto, la MALAFEDE di GRILLO e il Suo Servilismo al SISTEMA e la sua Demagogia che ha fatto per anni, facendo credere agli Italiani che il problema principale del Popolo era la corruzione, gli stipendi dei politici, le loro pensioni d’oro il debito pubblico sovrano e da falsità in falsità, quando IO e NOI del Fronte abbiamo sempre detto che questi problemi vanno risolti, ma non sono IL PROBLEMA PRINCIPALE del Popolo e della NAZIONE, che si chiama EURO a Cambio Fisso e Unione Europea, Mastricht, Lisbona F.M.I e Neo-Liberismo. Grillo ha agito in modo che Tutto cambi perchè Nulla Cambi. Il Perchè è nato Grillo l’ho spiegato in almeno 5 articoli, in date che risalgono al Gennaio 2012, quindi con un certo anticipo, questo Articolo di Bagnai e la Confessione del Grillino per non avere detto la VERITA’ al POPOLO sull’EURO e Unione Europea, conferma una mia frase che cito quasi in ogni mio articolo. “Tutti i Partiti del Parlamento Colpevoli, compreso Partiti e Movimenti NUOVI che sono FUORI” Cari Amici non ha caso posso permettermi il lusso di chiamare a TUTTI mentitori, perchè lo sono, e il Popolo DEVE SAPERE, e deve capire che il gioco è Talmente Grande e con Tanti Interessi che non c’è nessun Messia che vi risolve i problemi, ma dovete essere VOI a unirvi al FRONTE in MASSA o a chi come Noi dice le stesse cose che affermiamo Noi da almeno il 2009 non dimenticatelo, (se riuscite a trovarne voglio essere buono con i nostri avversari e includo anche il 2010 ma non un giorno in più) e decidere VOI mettendovi in gioco TUTTI in prima persona in diversi modi. Vi ricordo un’altra mia frase storica che molti di voi che seguono con interesse da anni su Facebook quello che scrivo ricordano, alla domanda di qualche anno fa, a chi dobbiamo votare, prima che nascesse il FRONTE rispondevo: “Votate chi vi pare, l’importate che chi deciderete di votare, abbia preso posizione NETTA su EURO e UNIONE EUROPEA almeno dal 2009, e non sia Neo-Liberista e Capitalista, e si adopera con fatti concreti per portarvi fuori contro TUTTI i Partiti che sono in Parlamento” Oggi capirete più di ieri il senso di questa mia risposta, oggi è facile, il Popolo lo ha capito qual’è il vero problema suo e della Nazione, allora gli Anti-Euro della Domenica a chiacchiere, spuntano come i funghi, solo per cavalcare l’Onda che li TRAVOLGERA’ TUTTI.
Ecco l’Articolo Magistrale di Alberto Bagnai in Risposta al Grillino.
Alberto Bagnai
Sono molto stanco e, per motivi che saranno chiari leggendo, anche abbastanza disgustato dalla piega che le cose stanno prendendo, come credo lo siano molti di voi. Mi affatica soprattutto dover ripetere sempre le stesse cose, e mi sconforta la povertà culturale di certi dibattiti. Purtroppo sottrarsi ad essi non è possibile, per un motivo molto semplice. La crisi dell’Eurozona è in primo luogo una crisi politica, è la crisi di un certo modello di politica: quello deliberatamente e dichiaratamente impostato sull’uso della crisi economica come strumento di coercizione, finalizzato a condure le masse dove le élites illuminate desiderano che esse vadano (guardate tutte le citazioni/confessioni nella discussione di questo post).
Quindi, alla divulgazione tecnica, che è uno snodo essenziale del ragionamento e non può essere condotta con slogan “facilisti” (con buona pace del Donaldo furioso, che infatti si sta sgretolando), deve affiancarsi necessariamente una riflessione politica. Facilismo, ricordiamolo, fa rima con fascismo. Questo per l’analisi. Sarebbe poi bello poter affiancare alla riflessione una proposta politica… ma ora ne parliamo, appunto.
Ricevo da un giovine (con la ”i” di… fate un po’ voi) una simpatica lettera che vi riporto in extenso:
Salve Prof. Bagnai, da qualche mese leggo con piacere gli articoli pubblicati nel suo blog Goofynomics. Le sue teorie nei confronti dell’Euro , del Mes e del Fiscal Compact mi trovano completamente d’accordo e per questo volevo chiederle un’opinione su un tema che mi sta profondamente a cuore. Per fare questo le racconterò due storie.
Il protagonista della prima storia è un economista, bravo e attento nel suo campo. Da tempo ha capito che il fattore principale che sta alla base della crisi che sta attraversando l’Europa, ed in  modo principale alcuni paesi fra cui l’Italia, è stata la creazione dell’Euro che ha fatto sì che i paesi più deboli della periferia dell’eurozona non potendo più attuare politiche monetarie sovrane per ovviare alle loro debolezze  (es. svalutazioni) devono svalutare i salari e attuare politiche di austerità per stare al passo con i paesi del centro.  Conscio dell’importanza delle sue teorie  fa di tutto per divulgarle attraverso il suo blog, le sue conferenze le sue apparizioni in televisione. Purtroppo per lui riesce a raggiungere un bacino di utenza ridotto e non riesce a far breccia completamente nell’opinione pubblica. Opinione pubblica che oltretutto è continuamente bombardata da messaggi pro-Europa dai media di regime che sostengono da sempre la linea dei governi in carica. L’economista agisce in maniera deontologicamente perfetta cercando di divulgare la verità a tutti quelli che lo ascoltano ma purtroppo non riesce a raggiungere la massa e non viene ascoltato. La maggior parte delle persone rimane così convinta delle sue idee e i governanti hanno gioco facile a proseguire con le loro politiche di austerità dietro alla scusa di “ce lo chiede l’Europa”.
La conclusione sarà l’aggravarsi della crisi e della condizione del popolo che a un certo punto sfocerà  in rivolte di piazza  e lotte aspre. L’economista non vedrà raggiunto il suo scopo e i suoi sforzi non verranno ripagati.
La seconda storia parla invece di un soggetto che ha molta influenza sulle masse. Lui non è un economista ma ha capito che c’è qualcosa che non va nell’Europa o meglio nell’Europa strutturata in questo modo. Lui vuole provare a cambiare la situazione, vuole provare a fare in modo che la popolazione possa riprendere in mano il suo destino e il suo futuro. Sa anche che la popolazione è continuamente bombardata dai media sul concetto di Europa unita, dal concetto di “ce lo chiede l’Europa”, dal concetto di “Stati Uniti d’Europa”. Lui sa che, forte della suo carisma, della sua popolarità e dei suoi messaggi potrebbe arrivare ai vertici della struttura politica del suo paese e quindi cambiare davvero la situazione. Ma sa anche la massa o meglio una gran parte della popolazione plagiata dai media non capirebbe il messaggio del  “No Euro a tutti i costi” e quindi che potrebbe  rischiare di perdere parte del suo consensus  se lanciasse questo slogan e che quindi non riuscirebbe ad attuare un bel niente di quello che spera di fare. Questo soggetto decide allora di lanciare dei messaggi economici non troppo drastici, di critica all’Europa e di fiducia ai cittadini dicendo che saranno loro a decidere su tali temi tramite referendum. Questa strategia gli permette di mantenere un forte appeal nella popolazione, arrivando alle elezioni sostenuto da essa e riuscendo quindi a vincere le elezioni. In tal modo tale soggetto riesce a far entrare nelle istituzioni delle persone illuminate, come l’economista della prima storia che ho raccontato,  in maniera che tali persone possano davvero avere la possibilità di agire e cambiare le regole in maniera da uscire dalla crisi permettendo al popolo di risollevarsi.
Il secondo soggetto quindi ha agito in maniera più “commerciale”, più opportunistica se vogliamo, omettendo di dire a pieno la verità sull’euro ma è riuscito ad ottenere il suo vero scopo: inserire dentro le istituzioni delle persone che possano davvero cambiare la realtà.
Ecco, ho finito le storie. Se ha avuto la pazienza di leggerle fino in fondo avrà capito che io faccio parte del Movimento 5 Stelle, in particolare sono un attivista di Paperopoli. Io so che lei, e anche qualcun altro presente in rete, avete criticato le posizioni di Grillo sull’Euro, e che avete criticato il fatto che non abbia attuato una dura presa di posizione sull’argomento.
Ma come ha capito io penso che Grillo stia facendo bene a fare così, attuando un approccio più “commerciale” sull’argomento, un approccio che sarà sicuramente accolto in miglior modo da quella parte di popolazione che non ha la possibilità di informarsi in rete o che non ha il bagaglio culturale per capire certi argomenti.  Facendo così Grillo riesce a mantenere vivo il suo scopo che è quello di inserire persone oneste e competenti nei palazzi di poteri, come economisti del suo rango. E magari riuscirà a mettere anche persone rette nei luoghi in cui si riformerà la giustizia, la scuola, la sanità, il welfare, i trasporti….. come vede la battaglia sarà molto ampia e tratterà molti settori che vanno anche oltre l’economia.
Spero di non essere stato troppo contorto nelle mie spiegazione e sarei davvero contento di ricevere una risposta che mi potesse spiegare il suo punto di vista relativamente a quanto le ho scritto, in particolare modo sull’opinione che ho io del modo di agire di Grillo.
Ne approfitto anche per dirle che noi del gruppo di Paperopoli stiamo nel nostro piccolo provando a fare opera di divulgazione sui problemi legati all’Euro e a tutte le sue implicazioni. Così come fa lei sul suo blog in maniera più allargata. Anche se lei non concorda in pieno con l’agire del M5s, noi saremmo davvero lieti e onorati di poterla ospitare in una serata di divulgazione a livello cittadino che stiamo organizzando per la fine di Novembre. Sarebbe davvero un bel modo per poter spiegare tali argomentazioni anche a chi non segue spesso il web o che non ha tempo e competenze per seguire continuamente questi argomenti. Mi faccia sapere qualcosa.
Intanto la ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti
…aspetta a ringraziarmi, amico: aspetta di aver letto la mia risposta, che ho già dato e che quindi forse non capirai.
Perché vedete, ormai è un appuntamento quotidiano: e un giorno Debora, un giorno Lidia, un giorno Paolo, un giorno Claudio (immaginate quale), tutti a dirmi quanto è bello il movimento liquido, perché sì, il vertice è opaco (come ho rimarcato qui) ma la base è tanto volenterosa e tanto onesta, e decide in un modo un sacco libbero, un sacco democratico e un sacco bbello.
Allora.
Premesso che mi sono rotto i coglioni (mind my French) di essere inquadrato nello stereotipo del professorino che non sa parlare alle masse e non si impegna politicamente, stereotipo che dice più su chi lo ripete che su quanto sto facendo, vorrei entrare nel merito del ragionamento dell’amico paperopolese. Un ragionamento semplicissimo: il popolo certe cose non può capirle, quindi non perdiamo tempo a spiegargliele, anche perché siamo in emergenza, il tempo è poco, le prossime elezioni sono decisive (ah sì?). Diciamo dunque al popolo che i problemi sono altri, quelli dei quali sente parlare dai giornali (debbitopubblicocastacoruzzzzionebrutto), così ci viene dietro, e poi, al momento opportuno, raggiunto il potere… sorpresa! Caro popolo, la verità è un’altra: il problema sono gli squilibri esteri e il debito privato!
Oppure (meglio mi sento!): “Caro popolo, adesso decidi tu con un bel referendum nel quale sicuramente sceglierai la cosa giusta, dopo soli trent’anni di lavaggio del cervello a 90° gradi (con azzurranti ottici), e senza che noi abbiamo smosso un dito per farti capire come stanno le cose, a parte dar spazio sul blog che detta la linea politica del movimento alla rima in azzo e alla rima in demenza. Ma a questo punto saremo al potere, e comunque noi faremo la cosa giusta”.
Missione compiuta.
Questo ragionamento, credo lo vediate, brilla per semplicità ed efficacia, ma non per originalità. Perché? Semplice: perché la Realpolitik del nascondere al popolo la “verità”, o dell’ostentare una “diversa verità”, per meglio condurlo dove si vuole, è esattamente la filosofia politica dell’euro. E quando dico esattamente, intendo esattissimissimissimamente. Infatti, se ci fate caso, c’è anche la logica dell’emergenza: “presto, diciamo la qualunque pur di arrivare al potere alle prossime elezioni, che sono decisive (ah sì?)” equivale a “presto, facciamo le riforme strutturali di corsa che c’è la crisi”. Sono piccoli dettagli che solo chi ha un orecchio musicale può apprezzare.
Ma, come ci ricorda Satie : « Si la musique ne plaît pas aux sourds, même s’ils sont muets, ce n’est pas une raison pour la méconnaître ». E quindi facciamo attenzione a non méconnaître i fenomeni che abbiamo di fronte, fin che siamo in tempo.
Vedete, sopra, quando dico “verità”, intendo la “propria” verità, quella del politicante di turno: una volta Prodi, oggi Grillo. Se mi seguite da un po’, ricorderete che la mia personale e umile riflessione politica, alla quale da cittadino ritengo di avere diritto, dichiarando la mia incompetenza in materia, è partita proprio da qui: dal disgusto per il discorso di Aristide, per il paternalismo insito nella Realpolitik di chi ha occultato i costi dell’euro, sapendo esattamente che esso avrebbe provocato una crisi, e anzi desiderando usarla come strumento di governo, da chi sapeva che stava spingendo intere popolazioni ignare del nuoto dentro la piscina della crisi, fottendosene dei morti che poi ci sono stati.
Morti, capite, morti, vite umane, cazzo! Gente che si è uccisa per la disperazione, e gente che si è spenta in povertà e dignità e della quale nessuno di noi ha mai saputo e mai saprà nulla. Chiaro? Se si ragiona così, partendo dal presupposto che la verità può essere occultata, travisata, accantonata, alla fine ci sono i morti. Va bene? Voi ve la sentite, come evidentemente se la sentiva Aristide, di caricarveli sulla coscienza? Do per scontato di no. E allora cerchiamo di capirci bene: in che cosa differisce l’atteggiamento di Aristide da quello dell’amico paperopolese?
Secondo me in nulla.
Qualche sprovveduto dirà: “Ma Bagnai, scusa! Er mortazza ci ha mentito per tirarci dentro, Grillo dice una ‘diversa verità’, ci parla di cose tutto sommato irrilevanti, come byoblu ha ben dimostrato e tu avevi detto, ma lo fa per tirarci fuori! Sono due cose evidentemente diverse, sei ingiusto, uno voleva la cosa sbagliata, l’altro la cosa giusta, non puoi confonderli”.
Ecco, sì, va bene, allora tu l’euro te lo meriti. Tienitelo, finché c’è (per poco), che io parlo con gli altri.
Ci sono due evidenti cose che non vanno in questo ragionamento.

Il primo problema

Il primo problema è che la democrazia non è un contenuto, ma un metodo.
Chi disprezza il popolo, come fa, senza nemmeno rendersene conto, chi dubita della sua capacità di comprensione,  non è democratico. Non si può fare la cosa giusta nel modo sbagliato. Questa è esattamente la filosofia politica e operativa fascista dell’euro, filosofia che si è dimostrata fallimentare sul piano economico (devo spiegarvi perché?) e in fondo anche su quello politico. Qualsiasi appello al popolo che non parta da un impegno educativo forte è demagogico e fascista, oltre a essere déja vu.
E il “popolo”, se per popolo intendiamo gli operai, gli agricoltori, gli artigiani, gli impiegati, insomma: noi, il popolo capisce, capisce e come, se gli parli. Questa è la mia esperienza. L’esperienza di gente che mi viene a ringraziare, dicendomi più o meno sempre la stessa cosa: “Noi sentivamo che era così, ma i nostri politici, i nostri giornali, erano compatti nel dirci il contrario, e pensavamo di esser noi a sbagliare”. Quindi temo non sia giustificato il disprezzo del popolo implicito in chi vuole condurlo con la tecnica del falso scopo, che andrà anche bene in balistica o in orienteering, ma non mi sembra consona alla democrazia.
Mi dispiace, Paolo, io ti ho ammirato per il tuo coraggio e per la tua lucidità, e continuo a farlo, ma nella mia rozzezza, non potendo vantare competenze specifiche in filosofia della politica, non capisco come tu possa non vedere questo macroscopico problema di democrazia. Non si può dire: “intanto prendiamo il potere (o la Sicilia, o quel che l’è), poi si vedrà”. Non può funzionare così. Così funzionano quelli che disprezzo. E non me ne fotte niente se ragionando come ragiono io non si cambia la storia. La Storia non la cambiate nemmeno voi, col vostro metodo. Potrete incresparne la superficie, ma rimane il fatto che non avete un cambio di paradigma da proporre, salvo “er ueb”, non avete un’idea di come ci si tiri fuori operativamente da questo casino, non avete un’idea di quale patto proporre agli altri paesi europei per un nuovo percorso di integrazione che abbia un senso, percorso che necessariamente passa per una revisione della costituzione materiale economica del nostro continente, non avete un’idea di come trasmetterlo ai vostri elettori, ai quali siete costretti quindi a fare discorsi che mortificano la vostra statura intellettuale e morale.
Inutile dire (come Debora): “Arbe’, ma se Grillo parla dell’euro lo tritano, fallo fare, poi vedrai…”.
Non ne sarei così sicuro. Intanto, se volessero/potessero tritarlo, lo farebbero già, visti i danni che arreca. Ma perché non lo fanno? Pensiamoci…
In questo momento il potere, quello vero, sta giocando un gioco molto chiaro: screditare, con una serie di scandali a orologeria, tratti dallo sterminato archivio dei segreti di Pulcinella, l’intera politica italiana, direi proprio l’idea che in Italia si possa fare politica. Lo scopo è palese: accreditare l’idea che sia meglio lasciare il potere ai tedeschi, o almeno ai tecnici. E perché mai il potere dei tecnici dovrebbe tritare l’antipotere di Grillo? In fondo, quest’ultimo in realtà gli sta dando una grossissima mano nell’eliminare quel presidio di democrazia che è la classe politica. Presidio imperfetto, corrotto, inefficace, datato, tutto quello che vuoi, ma pur sempre presidio, se paragonato ai tecnocrati ineletti. Se ti vuoi togliere di mezzo i politici per lasciare le mani libere ai tecnici, cosa c’è di meglio di un simpatico e geniale invasato che attraversa a nuoto bracci di mare per sbraitare contro la politica corrotta?
Magari Grillo non sta toccando l’euro semplicemente perché gli è stato chiesto di non farlo, perché il suo ruolo è un altro. Mi affretto ad aggiungere che credo e soprattutto spero che questa possibilità sia in effetti remota e che le cose non stiano così.
Ma anche presumendo, come si deve fare, la buona fede, l’argomento dell’amico paperopolese (o di Debora) è comunque poco convincente, perché per dire una verità almeno parziale non c’è alcun bisogno di parlare dell’euro. Basterebbe non ripetere la menzogna propalata dalle élite europee, secondo la quale la colpa della crisi è tutta del debito pubblico. Basterebbe spiegare che chi sta fallendo sono famiglie e imprese (e banche), che quello che è lievitato è il debito privato, e che i movimenti internazionali di capitali sono stati un fattore dirompente molto più della castacriccacoruzzione, e che la colpa è delle banche private che hanno prestato in modo dissennato a debitori privati, perché avevano interesse a farlo. Non è un’idea mia, non è un’idea sovversiva: lo sarà in Italia, ma all’estero è un’idea del tutto ovvia.
Non ci vorrebbe molto a farla capire.
Ripeto: il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta. Il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata, rinviando tutto a debitopubblicobbruttocastacriccacoruzzioneladriiiiiii.
Forse non è chiaro: il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata. Il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta, il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata.
Chiaro?
Per chi è rimasto, proseguo col secondo problema (il primo essendo che la democrazia non è un contenuto ma un metodo)

Il secondo problema

Il secondo problema di questa bella strategia two step (prima vado al potere dicendo cose inesatte o poco pertinenti, poi però faccio la cosa giusta) è che abbiamo già visto come va a finire: la strada sbagliata non porta mai nel posto giusto, con buona pace dei politici, dei politicanti, e dei loro consiglieri. Gli economisti lo chiamerebbero un problema di time consistency, Dante lo chiamava “lunga promessa con l’attender corto”, e sapete dove si va a finire in questi casi: al caldo!
Mi spiego: posto che “la cosa giusta” sia gestire lo sganciamento dell’Italia dall’euro, intanto nessuno ci garantisce che una volta preso il potere sulla base di un messaggio distorto il movimento si adoperi per la “cosa giusta”. Attenzione: non sto presupponendo una intenzionalità truffaldina. Il fatto è che se tu vai al potere ululando debitopubblicobbruttocastacriccacoruzzioneladriiiiiii, poi è chiaro che se vuoi mantenere il tuo elettorato e un minimo di credibilità ti devi lanciare in politiche pinochettiane di riduzione del government footprint, di peso dello Stato nell’economia, che in questo momento è l’ultimo dei problemi. Devi insomma anche tu sposare l’austerità (sotto le nobili e mentite spoglie di lotta allo sprecocriccacastacoruzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzione). Non ci son santi. Il problema, nel conquistare il potere con la menzogna, non è che uso fai del potere, ma è la menzogna, perché questa allontana per sempre la possibilità di un confronto veramente democratico, e condiziona chi la profferisce tanto quanto chi la subisce.
Se le cose non cambieranno, amico paperopolese, dovrai scontrarti con questa sgradevole verità: la rivoluzione, in questo momento, in Italia, la stanno facendo quelli come me, e sono sempre di più, che dicono la verità: mostrano i dati, riportano le analisi degli economisti internazionali, riportano le previsioni delle organizzazioni multilaterali e dei centri di ricerca più prestigiosi. Quelli come te forse (e dico, e spero: forse) stanno solo canalizzando il dissenso in un movimento fumoso e strumentalizzabile, del tutto compatibile con gli attuali assetti di potere.

Sintesi

E adesso io quello che dovevo dire l’ho detto. Chi lo voleva capire lo ha capito. Chi lo poteva capire lo ha capito. Chi non voleva o non poteva… pazienza! La palla è in campo ortottero. Giocatevela bene. Se la base è così liquida e democratica, se non è composta dai piccoli dr Livore antistato, fradici di invidia sociale e mentalmente svantaggiati al punto da non capire che la spesa pubblica è reddito privato, bene: questa base forse ora dovrebbe dare un segnale chiaro. Dite basta alle menzogne. Non permettete che di fronte al più colossale fallimento del mercato della storia dell’umanità vi si venga a ripetere che la colpa è dello Statodebitopubblicacastacoruzzzionemannnamoliaccasaaaaaaa. Non fatevi prendere in giro.
Aggiungo che ringrazio molto l’amico paperopolese per la sua stima. Io vorrei ricominciare a vivere una vita più tranquilla, ma se mi scrivete vi do un’intera mailing list di merlettaie della sinistra pronte a passare sotto bandiera ortottera, dopo che avranno preso l’ennesima inevitabile sòla dai vertici del Partito di Destra o del partito Fognatore. Per i sottosegretariati c’è la fila, state tranquilli. Di economisti, al momento giusto, non mancherete (credo), e saranno anche eterodossi quel tantino che potrebbe piacere a voi.
Ma se la rappresentazione della realtà che i vostri vertici propalano (lanciando il sasso e nascondendo la mano, in nome del “tutte le opinioni vanno ascoltate”) non dovesse cambiare nei prossimi giorni, be’, allora sapete che c’è: not in my name.
E siccome è mio destino non essere originale, né nell’elaborazione teorica (come sempre sottolineo e mai viene capito) né in quella politica, vi regalo il commento dell’amico Alex al post di ecodellarete, un commento sintetico più del mio ed efficace più del mio:
Ieri leggevo la letterina a Babbo Natale del Commovente Rabboni!
Un discorso da far invidia al mitico “Aristide” di Bagnaiesca memoria! Poiché la gente non capisce un cazzo mentre  noi sì,  meglio un imbonitore da circo che continui ad impapocchiarli per bene naturalmente al fine di “inserire persone oneste e competenti nei palazzi del potere,” (questa poi, cazzo, presumo niente di meno che SanFrancesco, Ghandi, Martin Luther King, Sant’Agostino, e Maria Teresa di Calcutta (le quote rosa vanno rispettate);  se proprio poi la situazione risultasse  gravissima giocheremmo il Jolly facendo scendere in campo LUI, Gesù Cristo in persona) che un oscuro esegeta di provincia,  che nell’esporre le “SUE TEORIE” (ripetuto 123 volte) si affatica a tentare di far percolar la “dura” verità nel Cranio refrattario della gente! 
Fantastico! Se questo è il futuro, Stamo in una botte de fero!
Ecco, chissà perché, anche Alex, nel leggere l’amico paperopolese, ha pensato ad Aristide. Guarda caso, non sono solo, siamo in due. E forse anche più di due, se andate a vedere la discussione in ecodellarete. Che dite, lo facciamo uno sforzo? Vogliamo capire e dire che non ci sono mie teorie, ma eventualmente teorie di un paio di premi Nobel di passaggio? Vogliamo capire e apprezzare la differenza fra chi fornisce i dati e chi fornisce fuffa? Dai, proviamoci, che poi, vedrete, staremo meglio tutti.
La verità è come la cicoria. All’inizio sembra amara, ma poi non puoi più farne a meno. Anche il vostro popolo sembra non possa più farne a meno. Ecco l’occasione giusta per capire se nel movimento comanda davvero la base. Buon lavoro, fateme sape’: a proposito di base “liquida”, io devo fare il bagno ai pupi…
Se vedemo.

E, come si dice a Roma, nel caso non ci vedessimo, speriamo sia per colpa vostra. Con la variante del mio amico di Montecompatri, il quale si congedava sempre da me con queste sagge parole: “Oggi ce semo, domani nun ce sei”. Potrebbe anche valere per il gagliardo movimento. Mi dispiacerebbe, ma ho elaborato lutti peggiori. Nessun lutto è peggiore di quello della verità. PenZatece.