I Gattopardi di Sinistra

I Gattopardi di sinistra e le vittime dell’euro.

 

i gattopardi di sinistra_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Della possibile ammucchiata de destra, avevamo già parlato, oggi abbiamo deciso di non cadere nel conflitto di interessi e vi parliamo dei gattopardi di sinistra, le prime vittime dell’euro, che simulando di essere pentiti piddini, sperano di ricostruire la “nuova” sinistra decrepita e nello stesso tempo evitare la ghigliottina.

Diciamo già da subito, che visti i personaggi, ci sembra di guardare il museo delle ceri, dove la natura morta è dirompente nel suo silenzio, guardate bene la foto, il povero Civati fa quasi pena, e Fassina sembra quello che gli manca solo la tunica da esorcista.

Questi signori di gattopardiana memoria, al massimo possono costruire la Cosa e non La Casa di sinistra, no si rendono minimamente conto che l’unica cosa da fare è quella di tornarsene a casa, prima che si metta in moto la ghigliottina.

L’esorcista Fassina, le cose le sa, perchè Bagnai gli ha fatto scuola, ma sta muto, deve prima esorcizzare Ventola e il resto della ciurma, il povero Landini visto il museo delle ceri ha rimosso di essere di sinistra, come ha rimosso di essersi venduto i lavoratori con la sua CGIL, il bello che nei consigli di fabbrica gli anni passati si presentavano con due proposte, una della CGIL della spettra Camusso e l’altra della FIOM di Landini, ma i due vivevano sotto lo stesso tetto e si nutrivano della stessa mammella eurista, la Camusso faceva la parte del padrone e Landini faceva la parte dell’operai, solo la parte e non il resto, infatti le proposte erano le stesse sempre, cambiava solo la facciata, ma non la sostanza, infatti accettavano ogni cosa a danno dei lavoratori, senza battere ciglio, “il miglio accordo possibile…vi conviene”, e così per anni hanno permesso lo scalpo dei lavoratori in nome dell’euro simpatico alla Camusso come a Landini, quest’ultimo ha deciso di non essere nè di destra e nè di sinistra, quindi fuori dalla Cosa di sinistra.

I gattopardi di sinistra, persa la bussola renziana, hanno individuato in Tsipras la nuova bussola, il bidone liberista inspiratore, dopo la figuraccia del referendum greco con conseguente figura di mer…a, da buoni “nuovi” sinistri, abbandonano il fallito Tsipras candidato alla ghigliottina come loro, e scelgono la bussola bidone liberista Podemos, questo fino al chiaro fallimento di Podemos, che vedremo tra qualche tempo, come vedremo il fallimento di chiunque mente e illude i popoli.

Quindi gli autoproclamati leader della “nuova” sinistra, sembrano vecchi attori di teatro a fine carriera che hanno dimenticato di togliersi il trucco, addirittura Vendola auspica liste in accordo con Renzi, praticamente l’altra ammucchiata de sinistra, in piena e perfetta coerenza di una “nuova” sinistra.

Per loro vale quello che abbiamo detto a quelli de destra, i decrepiti colpevoli euristi di nuovo, non potranno costruire nulla, perchè chi ci ha portato nelle fogne a villeggiare, conosce solo quelle, quindi è impossibile che ci porti i paradiso, semplicemente perchè non lo conosce e neppure vuole conoscerlo, perchè gli piace che il popolo viva nelle fogne, altrimenti ci portavano prima in paradiso senza accettare in silenzio l’euro….perchè aspettare? Non vi pare?

La “nuova” sinistra talmente è nuova, che ancora non vi dice cosa vogliono fare, cosa hanno deciso con L’Euro e Ue,? Quale politica fiscale? Come si rilancia l’industria in questo paese? Come si rilancia l’agricoltura e il turismo? Come si ferma l’invasione di migranti? Come possiamo attaccare la finanza? Che si fa in tema di riforma universitaria? E della Giustizia che diciamo? Come riorganizziamo le banche? Cosa facciamo con la costituzione? Cosa facciamo con la riforma Fornero? Cosa facciamo con il Jobs Act? E con l’articolo 18? Con quale meccanismo rivalutiamo i salari all’inflazione reale? E così via.

Cari amici de destra la stessa cosa vale per voi, come per i grillini, annunci astratti e tagli miracolosi alla pressione fiscale, ecc….ne abbiamo piene le scatole, la consapevolezza cresce ogni giorno che passa, non grazie a voi, e la gente vuole sapere la risposta a quelle domande ed ad altre non meno importanti, come gli ospedali e l’assistenza sanitaria….non incantate più nessuno e prima che arrivi la ghigliottina, vi consigliamo di lasciare il parlamento e godervi la pensione, se siete fortunati vi andrà bene.

Rifondare con dei colpevoli predatori del popolo è solo una pia illusione che reggerà fino al crack finale dell’euro, ma dopo ad attendervi ci sarà la ghigliottina, conseguenza naturale voluta da chi ha ingannato popoli interi e non da noi, bastava solo dire la verità e non sarebbe accaduto nulla…potevate stare ancora in parlamento e fare i vostri porci comodi.

Ma da bravi figli del cambiare tutto per non cambiare nulla, non conoscete altro e non si può pretendere altro, chi ripone in voi le speranze è destinato all’amarezza della sconfitta.

 

 

Per Salvare l’Europa Bisogna Uscire Dall’Euro

Per salvare l’europa bisogna uscire dall’euro, lo dice anche Le Monde.

 

per salvare l'europa_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Il solito “amico” piddino “de sinistra” Fiore al quale ho rinunciato di fargli capire che è cotto e stracotto, mi sicrive: “….e dopo gli scambi con chi li fai con il Burundi?”.

Che non ha capito nulla l’amico non è una novità, e come quelli che non hanno capito, credono ancora che la sopravvivenza dell’euro (a tempo determinato dalla nascita), sia un fatto positivo, inutile fargli capire che più dura e più si alimenta l’odio tra i paesi dell’unione per mancanza di democrazia e giustizia sociale DOPO LA FINE CERTA E IMPROVVISA, l’europa corre UN GROSSO RISCHIO DI SFALDAMENTO non solo tra nazioni, ma addirittura all’interno delle nazioni stesse, altro che l’euro doveva unire o proteggervi.

E l’amico Fiore poi si renderà conto che l’euro era maglio abbatterlo prima e chi non si è battuto per questo è stato il vero nemico dell’europa che dice di difendere ignorando la storia, non a caso noi ci siamo battuti contro.

L’Amico Antonio Pisano al contrario dell’amico Fiore, si ricorda benissimo delle conseguenze che secondo noi, avrebbe causato la permanenza nell’euro all’europa, mentre l’amico fiore era impegnato con la corrruuuzzziiiooonnne “de sinistra”.

Fiore c’è ancora qualche mese prima di buttare le spillette euriste di massa…se ce la fatta Fassina puoi riuscirci anche tu, se hai deciso di chiedermi l’amicizia se pur virtuale, un motivo ci sarà o no? In fondo con Fassina siete entrambi piddini “de sinistra” le coop hanno già in calendario a settembre la promozione, per ogni pentito eurista “de sinistra” 10 Mila delle nuove Lire in buono sconto…come vedi conviene…

Vedi come ti voglio bene io, ti dedico anche l’articolo di Le Monde, buona lettura, l’altro neurone chiedilo ad Antonio Pisano in prestito, per poter capire l’articolo, noi siamo di parola non temere, te lo restituirà quando hai finito di leggere e sono certo che anche tu sarai ANTI EURO… dopo.

A parte il mio tono scherzoso anche su una cosa maledettamente seria, ma ogni tanto concedetemi almeno questo premio, per la sopportazione con i Fiore di turno, aggiungo un ultima cosa, la VERITA’ affiora sempre alla luce è solo una questione di tempo e l’articolo in questione ne è la dimostrazione.

“il progetto mostruoso di innestare una moneta comune in paesi diversi con diverse economie sembra dover andare incontro alla fine che si merita.”

 

CAPITO FIORE? NON POTEVA MAI ESISTERE IN EUROPA UNA MONETA UNICA E PER GIUNTA A CAMBIO FISSO….QUESTA E’ LA VERITA’ CHE FASSINA SAPEVA PRIMA DI DARE IL SUO CONSENSO, ESATTAMENTE COME LE MONDE E COMPANY E CHE TU IGNORI ANCORA OGGI.

CHIARO COSI?

 

LE MONDE: L’EUROPA DEVE ABBANDONARE L’EURO

di Wolfgang Streeck, 2 marzo 2015

Se tutto va bene, stiamo assistendo all’inizio della fine dell’unione monetaria europea. “Se l’euro fallisce, fallisce l’Europa”, ha detto Angela Merkel. Oggi, è esattamente il contrario. L’euro sta distruggendo l’Europa. Se l’euro fallisce, potrebbe ancora accadere che l’Europa finisca per non fallire. Non è infatti una cosa certa: i danni causati dall’unione monetaria sono troppo profondi.

Con l’avvento al potere in Grecia del partito di sinistra Syriza, in alleanza con un piccolo partito di estrema destra, il progetto mostruoso di innestare una moneta comune in paesi diversi con diverse economie sembra dover andare incontro alla fine che si merita.

Eppure ne sono stati fatti, di tentativi! Hanno iniziato con l’instaurare, al posto dei governi eletti, dei tecnocrati provenienti dalle burocrazie finanziarie private e pubbliche, ma il popolo ingrato li ha rimandati a casa. L’era della docilità europea è finita: le istituzioni democratiche respingono le protesi di Bruxelles. E continuerà: in Spagna, il partito gemello di Syriza, Podemos, manderà a casa il Partido Popular.

Nessuno può sapere che cosa verrà fuori dai negoziati che sono stati appena iniziati. All’interno di Syriza ci sono opinioni diverse sul fatto se la Grecia deve restare o meno nell’euro. Molte sono le possibilità. D’altra parte, l’Italia e la Spagna giurano di sostenere la politica comune delle “riforme” e dei “salvataggi” – ma è chiaro che esse chiederanno anche per sè per le concessioni che saranno negoziate dalla Grecia. Tutto questo costerà molto caro ai paesi del Nord.

Restrizioni umilianti

Forse gli artisti del negoziato di Bruxelles riusciranno a fermare la Grecia e a far passare l’estate all’euro. Questo produrrà forse l’effetto collaterale desiderato: provocare la scissione di SYRIZA e rovinare la sua reputazione presso gli elettori. Dal risanamento di bilancio della Grecia, seguito da quello, inevitabile, degli altri debitori, non si sarà guadagnato nulla.

Anche se l’economia greca si stabilizzasse al livello attuale, le enormi disparità che “riforme” hanno fatto nascere tra il nord e il sud Europa persisteranno, e questo vale anche per l’Italia e la Spagna, se cercheranno di diventare “competitive” nel senso in cui lo intendono gli standard della Banca Centrale Europea (BCE) e dell’Unione Europea (UE).

Inoltre potrebbero essere richeste delle compensazioni per la redistribuzione o lo “stimolo” alla crescita, sotto forma di prestiti o aiuti strutturali nell’ambito della politica regionale, o almeno per ripristinare le relazioni come erano prima della crisi e del salvataggio: il conflitto redistributivo trasferito nelle relazioni tra Stati membri. E questa rivendicazione sarebbe rivolta alla Germania, come anche ad alcuni paesi più piccoli, come i Paesi Bassi, Austria e Finlandia – e la Francia interverrebbe in qualità di “mediatore”.

Comincerebbe così un conflitto duraturo che provocherebbe il crollo dell’Europa. La Germania, e il Nord, non potrebbero sfuggire ai prevedibili negoziati. Si può prevedere che i donatori penseranno che i pagamenti sono troppo alti, mentre i paesi beneficiari riterranno che il denaro non fluisce abbastanza, e solo a costo di umilianti restrizioni della loro sovranità.

Questo conflitto strutturale esisterà fintantoché ci sarà una unione monetaria. Se quest’unione non si infrange su questo conflitto, perché i governi si aggrappano ostinatamente al loro “frivolo esperimento”, o se il settore tedesco delle esportazioni crede di doversi aggrappare alla sua “idea europea” fino alla vittoria finale, allora questo idealismo provocherà lo smembramento dell’Europa. Porre fine quanto prima possibile all’unione monetaria nella sua forma attuale, è quindi in primo luogo nell’interesse, se non economico, almeno politico, della Germania.

L’Odiata Germania

Nei paesi del Mediterraneo, tra cui la Francia, la Germania è oggi più odiata di quanto non lo sia mai stata dalla seconda guerra mondiale. L’iniezione finanziaria da parte della BCE nel mese di gennaio ha avuto un solo effetto: la sensazione di trionfo che la sconfitta tedesca nel consiglio direttivo della banca ha suscitato nel sud Europa. L’eroe degli italiani si chiama Mario Draghi, perché pensano che egli abbia preso in trappola i tedeschi con l’astuzia e li abbia umiliati.

Il coinvolgimento della Germania nell’Europa è in gran parte un’eredità a lungo termine di quell’ “appassionata europeo” che è stato Helmut Kohl. Quando gli accordi minacciavano di fallire a causa di una divergenza sulla ripartizione dei costi, Kohl si è sempre mostrato disposto a pagare il conto. Quel che può essere stato nell’interesse della Germania, per ragioni storiche, il folklore politico l’ha attribuito alle convinzioni personali di Kohl, ma questo atteggiamento ha suscitato delle speranze che sono andate oltre il suo mandato.

Per i successori di Kohl di qualsiasi orientamento, gli interessi dell’economia dell’esportazione tedesca e dei suoi sindacati giustificherebbero da soli che si faccia di tutto per soddisfare queste aspettative e, se necessario, che si finanzi da soli la coesione dell’unione economica europea. Ora, questi eredi non ne sono più capaci.

L’approfondimento del processo di integrazione, voluto da molti buoni europei, ha avuto come conseguenza la sua politicizzazione e la nascita di un’opinione pubblica che ha posto fine al “consenso permissivo” sulla politica di integrazione europea.

Contrariamente a quanto si sosteneva, la vita pubblica europea non si è realizzata come una politica interna, ma come una politica estera in cui dominano i conflitti tra stati e dove l’obiettivo di un’unione sempre più stretta, al quale una volta si prestava solo una scarsa attenzione, è diventato sempre più contestato. All’interno dell’Unione monetaria, i sussidi necessari per l’integrazione hanno raggiunto un tale livello che vanno ben al di là delle possibilità della Germania.

Possiamo ritenere che il governo Merkel sarebbe disposto ben volentieri a far pagare un prezzo molto alto ai suoi contribuenti per imporre la sua “idea europea” di un mercato interno sovranazionale a cambio fisso per i macchinari e le automobili tedesche, e possiamo dire la stessa cosa, anche se per ragioni in parte diverse, dell’opposizione riunita nel Bundestag. L’emergere nel 2013 del partito anti-euro AFD nella politica interna tedesca, tuttavia, non l’ha permesso.

Catastrofe geostrategica

Come anche il consenso permissivo è stato esso stesso sempre collegato ad un sistema in cui tutto ciò che doveva servire all’integrazione non era noto al grande pubblico, si potrebbe continuare ancora a lavorare per nascondere le concessioni tedesche tramite dei raffinati rigiri tecnocratici, cosa a cui si presterebbe particolarmente bene la BCE. Ma con le elezioni in Grecia, anche questo è diventato impossibile.

Le estenuanti discussioni che ci si può attendere intorno al “programma per la crescita”, alla remissione del debito e alla condivisione del rischio, da una parte, e sui diritti d’intromissione nel potere di governo, dall’altro, si svolgeranno sotto la luce impietosa dell’opinione pubblica, con grida di allarme o di trionfo, a seconda della situazione, da parte dell’AFD in Germania e di quasi tutti i partiti nei paesi debitori.

L’Unione monetaria ha distrutto la politica europea della Germania e il successo che aveva raggiunto nel corso di molti decenni. Se non stiamo attenti, può anche ora avere delle conseguenze catastrofiche sul piano geostrategico. La Russia è pronta a concedere alla Grecia i prestiti che le verrebbero rifiutati dalla UE.

La stessa idea potrebbe essere applicata in caso di fallimento dello stato greco, o se il paese venisse escluso dall’Unione monetaria europea. Se si arrivasse a questo, saremmo di fronte ad una asimmetria più unica che rara: allo stesso modo in cui l’Unione europea, incoraggiata dagli Stati Uniti, cerca di mettere piede in Ucraina, la Russia potrebbe lavorare per stabilire in Grecia una testa di ponte verso l’Europa occidentale.

Il momento della verità

Ognuna delle due parti si vedrebbe allora costretta a riempire un pozzo senza fondo nella zona d’influenza dell’altra (i greci qui avrebbero ragione di stupirsi che Bruxelles, Berlino e compagnia abbiano ancora i soldi per l’Ucraina dominata da un’oligarchia, ma non per la Grecia guidata da un governo di sinistra). Nello stesso modo in cui l’Occidente ha voluto estendere la sua influenza nella direzione di Sebastopoli, col suo porto militare russo sul Mar Nero, la Russia potrebbe volersi spingere nell’Egeo, spazio di manovra della 6° Flotta degli Stati Uniti. Sarebbe un ritorno ai conflitti geostrategici del dopoguerra, che hanno visto, nel 1946, l’intervento delle truppe britanniche nella guerra civile greca.

Il momento della verità è arrivato per una politica europea di integrazione che è andata fuori controllo, il cui motore è il capitale finanziario. Perché l’Europa non si trasformi in una palude di accuse reciproche tra nazioni, con le frontiere aperte ed esposta in ogni momento al rischio di essere invasa dagli stranieri che arrivano da fuori, dobbiamo smantellare quel mostro che è l’unione monetaria.

Lo smantellamento deve avvenire sulla base di un accordo, prima che l’atmosfera non ne risulti troppo avvelenata. Come farlo: questo è ciò di cui dobbiamo discutere. Dobbiamo permettere ai paesi del Sud un’uscita regolare, forse entro un euro del sud che non richieda da parte loro le “riforme” che distruggono le loro società.

Quanto a coloro che, all’inizio dell’unione monetaria, hanno fatto loro credere che avrebbero potuto godere di crediti infiniti subprime, devono pagare, come coloro che sapevano di che si trattava e non hanno detto nulla. Invece del gold standard di fatto che viene utilizzato nella relazione con il Nord Europa, dobbiamo creare un sistema monetario che permetta la flessibilità escludendo l’arbitrio. Un numero sempre maggiore di economisti lo richiede, e ci sono tra questi dei pesi massimi come l’americano Alan Meltzer. Dobbiamo fare ciò che è necessario – non per salvare l’euro, ma per salvare l’Europa.

 

 

Renzi e Fassina il Resistente e il Pentito

Renzi il resistente vede le lucine dell’arcobaleno, Fassina al contrario vede l’iceberg dove sta per sbattere la sinistra e l’euro.

 

renzi_fassina_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Da queste pagine abbiamo sempre sostenuto che il PD sarebbe naufragato con l’euro, molti mi sorridevano in faccia, come sorridono ancora oggi, visto che viaggiano attorno al 36%, eppure sarà così, se lo ha capito anche Fassina, significa che la nostra previsione aveva un senso per chi sapeva guardare lontano.

Ho deciso di pubblicarvi un articolo di Fassina, dove dimostra che i politici fanno finta di non capire, altro che non capiscono, come pensa chi li guarda solo in TV, infatti noi ci siamo battuti sempre per l’opzione della mala fede e abbiamo sostenuto che sapevano benissimo quello che hanno fatto e che ancora oggi fanno, infatti Fassina continua a votare la fiducia al governo Renzi, pur sapendo il risultato finale (naufragio) e la menzogna che viene divulgata al popolo ogni giorno.

In questi giorni siete bombardati dal positivismo di qualche decimale ininfluente e illusorio, da Confindustria a dal Resistente Renzi che dichiara “di vedere le lucine dell’arcobaleno”, sapete come è andata a finire con i suoi predecessori che vedevano le luci in fondo al tunnel o i ristoranti pieni.

Il Pentito Fassina (almeno sulla carta e non in parlamento), invece vede L’iceberg dove il Titanic Euro e Sinistra sta andando a sbattere, come lo vediamo noi da qualche anno, perchè ci siamo già contro.

Tralasciando i motivi ovvi del perchè è tornata la vista a Fassina, ci vogliamo soffermare su alcune osservazioni che ha fatto QUA, dicendo finalmente la VERITA’ (altro che non sapevano), a riguardo della CAUSA e della CURA SBAGLIATA.

“In queste settimane si definisce il senso della vittoria di Syriza alle elezioni politiche del 25 gennaio scorso in Grecia: o il governo Tsipras può contribuire, insieme ai partner dell’euro-zona, a rianimare le democrazie europee attraverso un compromesso di svolta, oppure in Grecia si conferma l’impraticabilità della democrazia sostanziale e l’impossibilità della sinistra nel giogo mercantilista della moneta unica”.

PRIMO: DEMOCRAZIA SOSTANZIALE, andiamo avanti,

 

“I governi europei, i parlamenti, i partiti, il dibattito sui media e le opinioni pubbliche devono aprirsi a un’operazione di verità”.

 

SECONDO: MENZOGNA, andiamo avanti,

“Le verità da affrontare sono due. Innanzitutto, una amara verità specifica: i programmi della Troika hanno avuto come obiettivo prioritario il salvataggio dei creditori della Grecia, non l’aggiustamento dell’economia greca o, come ripete la propaganda dei primi della classe o dei penultimi, il finanziamento delle baby pensioni o degli stipendi dei fannulloni impiegati pubblici: il 90% del bailout è stato assorbito dalle banche, in larga misura tedesche e francesi, disinvolte prestatrici di finanziamenti destinati all’export dei campioni dell’eurozona. Poi, un’agra verità generale: i programmi della Troika, forma articolata e estrema della linea di politica economica raccomandata dalla Commissione europea e approvata dal Consiglio europeo, sono viziati da un’esiziale contraddizione: la via alla crescita dell’economia e dell’occupazione attraverso la svalutazione interna, ossia mediante austerità e taglio dei redditi da lavoro, è impossibile in quanto generalizzata. È una via che può portare al pareggio o finanche al surplus della bilancia commerciale, ma soltanto al costo di drammatiche contrazioni del prodotto interno e dell’impennata, fino al default, del debito pubblico”.

TERZO: LUOGHI COMUNI DIVULGATI AD ARTE PER GIUSTIFICARE LA SVALUTAZIONE INTERNA DEL LAVORO CHE PORTERA’ AL FALLIMENTO, andiamo avanti,

“Dev’essere la cura l’oggetto della discussione. I problemi posti dalla Grecia sono sistemici. Sono, come quelli pur meno intensi di altri cosiddetti “Paesi periferici”, l’altra faccia delle ripetute violazioni da parte della “virtuosa” Germania del limite ai surplus commerciali eccessivi fissato nel “six pack” (6% del Pil). E sono anche l’altra faccia del largamente e lungamente mancato raggiungimento da parte dell’”impeccabile” Bce dell’obiettivo statutario di inflazione (sotto, ma vicino al 2%).
Proprio perché la questione fondamentale posta dalla Grecia è il segno generale della cura, le principali soluzioni prospettate dal governo Tsipras per portare la Grecia fuori dal tunnel dell’involuzione democratica e economica hanno valore sistemico: una conferenza europea per ristrutturare debiti pubblici e privati, in un quadro di responsabilità condivisa tra debitori e creditori; un “New deal europeo” strutturato intorno a una strategia di investimenti per lo sviluppo sostenibile e per la rivitalizzazione della domanda aggregata; l’inversione a U lungo la strada di svalutazione del lavoro per far recuperare a uomini e donne forza negoziale, redditi e potere d’acquisto, oltre che status di cittadinanza democratica”.

QUARTO: LA CURA SBAGLIATA e IL BARO DELLA GERMANIA A SPESE DEI PAESI DEL SUD (non meno bravi, ma vittime) CON IL BENE PLACIDO DI FASSINA E COMPANY, CHE PORTERA’ LA GRECIA E POI NOI VERSO L’INVOLUZIONE DEMOCRATICA, andiamo ancora avanti e tenetevi forte,

 

“Insomma, il messaggio è chiaro: il voto democratico è stato una inevitabile perdita di tempo. Siamo nell’universo di TINA: there is no alternative. Nulla da decidere. Le elezioni sono un rito stanco. La politica è soltanto intrattenimento per gli elettori rabbiosi o rassegnati. Serve a dare una verniciata di legittimità alle scelte fatte da altri, gli Stati forti e le elites transnazionali del grande business, senza mandato e senza responsabilità democratica”.

QUINTO: IL VOSTRO VOTO NON CONTA NULLA, LA POLITICA E’ INTRATTENIMENTO LE DECISIONI NON DIPENDONO DALLA DEMOCRAZIA E DALLA SOVRANITA’, spero che si capisca questo passaggio fondamentale, andiamo ancora avanti,

 

“È evidente dalla parabola greca che nell’eurozona non vi sono le condizioni politiche per la radicale correzione di rotta nella politica economica necessaria alla ripresa e al miglioramento delle condizioni del lavoro e, quindi, alla sopravvivenza della moneta unica. È evidente che la Grecia per salvarsi deve lasciare l’euro e svalutare.”

SESTO: FASSINA SI E’ ACCORTO (lui aveva bisogno della lezione greca, noi lo diciamo da anni) CHE IN EUROPA NON CI SONO LE CONDIZIONI POLITICHE PERCHE’ L’EURO POSSA SOPRAVVIVERE, e che l’unica soluzione è USCIRE E SVALUTARE, questa è la confessione più importante che molti italiani dovrebbero mettersi in testa, prima dell’irreparabile, al posto di credere agli asini che volano o all’arcobaleno di Renzi, andiamo avanti,

 

“Rimanere prigionieri della moneta unica, pilastro del mercantilismo liberista, per Syriza vorrebbe dire consumare rapidamente il capitale politico di fiducia ricevuto il 25 gennaio scorso. Vorrebbe dire accompagnare comunque la Grecia al naufragio e lasciare campi di macerie alle scorribande dei neonazisti di Alba Dorata”.

SETTIMO E ULTIMO PUNTO: LA GRECIA, IL LIBERISMO E LA SINISTRA HANNO IL DESTINO SEGNATO, IL NAUFRAGIO E’ SOLO UNA QUESTIONE DI TEMPO MA E’ INEVITABILE.

Noi a “destra” che abbiamo detto la verità verremo premiati dal popolo, dubito in maniera democratica, in grecia è stata Alba Dorata pur distante da noi, e verrà premiata, ma la colpa è di chi ha MENTITO come Fassina e TUTTI i politicanti alla Tsypras non certo di Alba Dorata, bastava dire che l’euro non ci conveniva (conveniva solo alla germania) ed era anti democratico per come è stato fatto e per come è stato imposto, era tutto risolto caro Fassina e cari politicanti mezze calzette.

Adesso è tardi, preparatevi a pagare il prezzo di una menzogna che ha affamato i popoli europei, la pattumiera della storia vi attende, crediamo anche noi che vi barricherete facendo appello all’unità nazionale, non fatelo… meglio la via democratica, percorribile sempre meno ogni giorno che passa a difesa dell’euro attraverso la menzogna, il popolo capisce sempre di più che è stato ingannato e depredato.

Se Il Buonsenso è a Destra

Se il Buonsenso è a Destra la colpa non è nostra, ma è della Sinistra che ha Mentito.

 

fassina e grecia_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Ho trovato a proposito di Grecia un intervento di Fassina dove dice la verità sul vero problema che ha la Grecia e che abbiamo NOI, nonostante la Killer dell’informazione, con i soliti luoghi comuni, le solite menzogne, pagata per propinarle al Popolo.

Da queste pagine avevamo anticipato nei tempi che furono, “che le spillette euriste sarebbero saltate prima o poi”, infatti quella del piddino Fassina è già in mano pronta per essere lanciata, dicendovi che “LA COLPA NON E’ LORO MA DELLA CATTIVA GERMANIA MERCANTILISTA”, anche questo avevamo indicato come l’unica cosa da dirvi dopo la menzogna dell’euro e il suo fallimento annunciato.

Fassina e la sinistra stanno iniziando a capire che il popolo ha capito, certamente non grazie a loro, allora meglio iniziare a dire le cose come stanno, altrimenti LA DESTRA ci surclasserà con la verità, se va bene, se va male facendo la fine di Tsypras tra un anno, appeso in piazza.

 

La giornalista gli dice “ma questo lo dicono a destra”, come se la verità non si può dire solo perchè noi a Destra l’abbiamo detta prima e per non avvantaggiarci, anche se fa morire il popolo, secondo la giornalista si deve sostenere il contrario a prescindere, cioè la MENZOGNA a Sinistra, solo perchè lo dice la Destra.

Questo è il livello di chi fa informazione e di chi fa politica in italia, non si dice o si fa quello che è dettato dal buonsenso e che serve al popolo, ma quello che serve per mantenere le poltrone o la parrocchia d’appartenenza, almeno così credono data la loro idiozia, non capendo che l’odio prolungato di un popolo ingannato da una menzogna, porterà solo disastri anche per loro, infatti Fassina è già corso ai ripari, nel tentativo di salvarsi.

Lo dicevamo noi Anti Euro che eravamo gli unici ad voler bene all’europa, ma nessuno ci ha creduto, se la verità era stata detta PRIMA il popolo greco come quello italiano, poteva uscire dall’euro senza accumulare ulteriori debiti privati, che dovranno essere pagati, senza subire la moria delle piccole e medie aziende e la conseguente disoccupazione, salvando il progetto europeo in prospettiva di una vera unione cooperativa quando ci sarebbero state le condizioni politiche necessarie.

Mentire sui VERI problemi ai popoli europei (una moneta sbagliata), praticare la svalutazione del lavoro e la lotta fraticida attraverso la competizione, avrebbe portato inevitabilmente alla distruzione della coesione sociale, della democrazia e dello stesso sogno europeo. Questo abbiamo detto per anni e questo è già in atto oggi, infatti l’unico modo per salvare il sedere che ha Fassina e dare la colpa alla Germania, come se i nostri politicanti sono stati eletti per fare gli interessi della Germania e non quelli del Popolo italiano e in questi anni abbiano giocato a mini golf in parlamento al posto di occuparsi del disastro dell’euro e del liberismo.

Hanno permesso lo smantellamento sociale, partito da lontano, dove tutti sapevano, come dimostra oggi Fassina e come dimostrano i fatti, con una precisione chirurgica, facendo ben precise SCELTE POLITICHE di “svalutazione competitiva”, volta a penalizzare i lavoratori e le piccole e medie imprese, tutelando i CAPITALI DAL RISCHIO DEL CAMBIO e non i POPOLI:

1979 Entrata nello SME -> 1984 decreti di S. Valentino

1987 Entrata nello SME credibile -> 1992 abolizione scala mobile; 1993 accordi di luglio

2010 crisi debiti sovrani -> 2015 Jobs Act

Naturalmente se la mannaia in piena crisi l’affidi alla Sinistra (dove il sangue stona meno) e la Destra (almeno una parte), dice la Verità, il risultato alla lunga è scontato, ma questo non è colpa della Destra (come tentavo di far capire inutilmente a qualche idiota a destra qualche anno fa), ma è colpa della Sinistra che ha Mentito.

Naturalmente Fassina ne è consapevole come ne erano consapevoli tutti in Parlamento (scluso Grillo che non sa), ma il popolo non doveva sapere e non deve sapere ancora, “meglio il caos di una fine decisa da altri (Germania) alla quale potremmo dare la colpa che prepararsi per tempo in modo ordinato informando il popolo”, questa è la logica in parlamento, tra gli industriali e tra i media che ancora oggi è predominante, da veri CRIMINALI, poi un giorno saranno i primi a lamentarsi del caos creato da loro incoscienti.

La nostra corsa contro il tempo è determinante, prima si capisce la verità e più possibilità abbiamo  di impedire il caos e le imprevedibili conseguenze.

Come dimostra Fassina e tutti quelli che vi hanno mentito, promettendovi programmi irrealizzabili senza l’uscita dall’euro, come Tsypras, Grillo, Hollande, Renzi, ecc, il tempo e la storia sono sempre dalla parte della verità e noi del Fronte siamo soddisfatti di aver lottato per essa e di continuare fino a quando non sarà maggioranza tra la gente.