Il Sistema dell’Euro e le Vittime

Il Sistema politico dell’euro e le vittime che lo difendono.

 

sistema euro_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Sono obbligato a mettere ordine, ammesso che ci riesca, ma ci provo.

Non ho la pretesa di piacere a tutti, ma se c’è una cosa che non sopporto, è quando si critica il Fronte su cose che non esistono, nè in cielo e nè in terra, accettiamo ogni critica e non BLOCCHIAMO NESSUNO, ma la critica deve essere costruttiva, non idiota o di parte a prescindere, animata da presunti interessi personali o di credo politico cieco.

Come dicevo oggi in un post, mi capita spesso che mi si accusa a giorni alterni di essere, Berlusconiano se parlo con un Piddino, Leghista se parlo con un Belusconiano, Comunista se parlo con un Fascista e Fascista se parlo con un Comunista, se parlo con tutti assieme sono un Grillino…..la cosa non mi dispiace, perchè significa che il Fronte è sulla buona strada e molti di loro ancora sono ancorati all’assurdo, come se in questi anni non sia successo nulla, quando siamo in mezzo ad un disastro epocale.

Fortunatamente non sono moltissimi, ci sono molti che stimano la nostra onestà intellettuale, ma noto un egoismo ancora più radicato rispetto a qualche anno fa che mi preoccupa molto, una specie di chiusura di ultima istanza ancora più attenta a curare il proprio orticello (che seccherà inesorabilmente), e questa è una vera delusione che se confermata da altri, dichiarerà la sconfitta di tutti noi e la vittoria del Sistema.

E’ palese che non posso essere tutto e il suo contrario, ma a nessuno gli balena per la mente che sono semplicemente il segretario politico del Fronte Popolare che ha una sua identità trasversale a tutti i vecchi dogmi, etichette o ideologie….per forza di cose si deve accostare l’altro a qualcuno del presente o a qualcuno del passato, e non considerarlo come colui che è libero e con una propria idea.

Ma signori miei basta solo leggere i tanti articoli scritti in tanti anni su questo sito, ma di leggere non se ne parla, di cercare di capire, ancora meno.

Eppure è cosi semplice la posizione del Fronte, forse per questo ad alcuni non entra proprio, considerando che la semplicità è diventata “rivoluzionaria” in questa società che piace molto, ai difensori di questo o quel partito, della parte sinistra, piuttosto che quella destra, passando per grillo.

Noi del Fronte consideriamo i popoli come chiusi in una gabbia mentale, la nostra azione (ecco perchè non si capisce usando vecchi schemi), è volta a suscitare DUBBI, che di conseguenza portano ad una riflessione indotta.

La gabbia mentale impedisce di vedere nuovi orizzonti oltre che impedisce di vedere la realtà dei fatti per quello che sono e non per quello che noi vorremmo che siano, e per raggiungere ciò a volte usiamo un linguaggio diretto e anche bruto che indispettisce e spesso provocatorio, ma non a caso o perchè abbiamo la vocazione ad essere stronzi o peggio come crede qualche idiota, che ci accusa di essere presuntuosi, siamo persone umilissime e neppure colte, come abbiamo sempre scritto, ma dobbiamo rompere la vostra gabbia mentale che è stata costruita attorno al vostro cervello, perchè da questo dipenderà la nostra salvezza e non da salvatori presunti, ma solo da voi stessi che siete di una potenza unica, ma vi hanno convinti di non poter cambiare nulla.

Per fare piacere ad un’amica che ultimamente mi assilla e mi accusa di essere solo contro Berlusconi e di essere buono con Renzi (incredibile ma vero), posto una vecchia foto dove avevo messo tutti i nostri nemici all’epoca della foto, se ne ho dimenticato qualcuno aggiungetelo idealmente, consideratelo nella foto, sperando che l’amica capisca, per chi invece dice che siamo contro tutti quelli che sono in parlamento, gli rispondiamo che ha ragione, ma non perchè vogliamo fare i Grillini (che non sono contro nessuno), ma perchè li riteniamo tutti responsabili delle SCELTE POLITICHE (vedi euro) che ci hanno distrutti e che ci porteranno al disastro che noi volevamo evitare, se non fosse stato per la vostra gabbia e il vostro egoismo.

E la spiegazione è questa…che è molto semplice…riassunta in una sola parola…EURO.

Tutti e quando dico tutti significa TUTTI non escluso qualcuno che ci piace o che risulta simpatico, vi hanno detto:

1) Che l’euro e L’Europa sono la stessa cosa.

2) Che il debito pubblico è esploso perchè siamo corrotti.

3) Che la crisi è venuta a causa del debito pubblico e per lo stesso motivo dovevamo fare l’euro.

4) Che bisognava tagliare il settore pubblico perchè lo stato era sprecone e il privato era efficiente.

5) Bisognava liberalizzare perchè si abbassavano i prezzi e aumentavano i servizi.

6) Bisognava riformare il lavoro per essere più competitivi attraverso l’abolizione dell’articolo 18 e il Jobs Act.

7) Bisognava riformare il sistema pensionistico perchè la vostra vita media si era allungata.

8) Bisognava unirsi perchè troppo piccoli per competere, quindi fare colossi bancari.

9) Che l’euro era irreversibile che che non si poteva più tornare in dietro

10) Che l’euro avrebbe attratto investimenti e ci avrebbe protetti.

Mi fermo qua, ma vi hanno detto altre centinai di cose, chiaramente TUTTE FALSE, non solo una parte politica, ma TUTTI, dal politico al grosso imprenditore, dal giornalista all’economista, proprio quelli che oggi sono costretti a dirvi qualche verità, e voi credete che siano salvatori, ma intanto vi hanno costruito la gabbia attorno al cervello in modo da vedere solo loro, e credere solo a quello che vi dicono, pur a corrente alterna e se è il contrario di quello che vi hanno detto fino ad ieri…tutto è dimenticato.

Come vedete noi non dimentichiamo e questa è già una differenza e sapete il perchè? Perchè mentre loro continuano a pilotarvi in italia ogni giorno si uccidono 4 persone di media per motivi economici, questo accade dal 2008 ad oggi, e milioni di nostri connazionali sono ridotti alla fame più assoluta…ma il vostro egoismo non vi fa vedere ciò, ma solo il personaggio famoso di turno, credendo di salvarvi, da idioti quale siete, perchè NON SI SALVERA’ NESSUNO, questo è meglio che lo capite adesso, ecco perchè noi insistiamo fino alla nausea, al posto di UNIFORMARCI al pensiero unico del branco.

Vedete…quell’idiota e traditore di Prodi si ha assunto i meriti di averci portato nell’euro e quindi si è assunto assieme al PD la paternità politica di tale scempio, condannando a morte il PD assieme all’euro (non ha caso vogliono fare il partito della nazione), ma questa è solo un idiozia politica, ma non è stato Prodi a portarci nell’euro cari amici, ma sono stati tutti i politici che erano presenti nel 1970 e quelli successivi fino ad oggi, SE CAPITE QUESTO OLTRE CHE SI ROMPERA’ LA GABBIA, CAPIRETE PERCHE’ IL FRONTE E’ CONTRO TUTTI.

Loro sapevano tutto quello che vi sarebbe successo, ecco perchè sorrido quando mi si dice “ma salvini ha detto questo, ma grillo ha detto questo, ma berlusconi ha detto questo, ma alfano ha detto questo, ma ventola ha detto questo, ma renzi ha detto questo, ecc”

Voi ne fate una questione di UOMINI, Renzi, Berlusconi, Alfano, Salvini, Meloni, Di Maio, Tsypras, ecc, per noi è una questione di CREDIBILITA’ POLITICA in finzione della VERITA’ NON DETTA…..il nome o l’appartenenza politica, non conta nulla, conta l’opporsi ad un SISTEMA EURO SENZA SE E SENZA MA….il resto sono chiacchiere, avete sentito qualcuno dei vostri salvatori in questi anni battersi per la SOVRANITA’ NAZIONALE? Io NO.

Dovete solo leggere cosa diceva questo QUA per capire che TUTTI sapevano dagli anni 70 e voi non avete capito ancora oggi, che chi è contro a questi signori non va ha discutere punti programmatici, ma li vuole vedere in galera al posto di qualche povero disgraziato che non ha i soldi per difendersi…chiaro?

Gli economisti sapevano pure infatti alcuni hanno parlato e scritto, altri sono stati pagati per mentire e QUA c’è la prova, è scritto in inglese, ma voi siete nell’euro e anche acculturati, quindi sapete leggere e sapete anche che una moneta unica in europa senza neppure una lingua comune non era possibile….se non in DITTATURA o SOSTITUENDO GLI EUROPEI….chiaro?

Quindi attraverso gabbia della propaganda, vi dovevano fare accettare una cosa che andava contro agli interessi del 99% dei popoli europei, che senza gabbia come lo siamo noi, non poteva mai riuscire….era inaccettabile in una democrazia….ecco a cosa serve la gabbia….

Questo è stato fatto da TUTTI senza distinzioni di sorta, non c’è destra o sinistra che tenga…ma quando capite questo dato di fatto semplice….possibile che è così difficile da accettare?

I tagli e le riforme simpatiche al Centrodestra, Centrosinistra e M5S…sono solo rivolte al recupero di 20 punti di competitività che abbiamo accumulato rispetto alla Germania a causa dell’euro che ha aumentato il differenziale a causa di squilibri, e non per le balle che vi dicono tutti, suscitando anche la vostra approvazione.

Quindi vi affamano, vi privano dei servizi per RECUPERARE COMPETITIVITA’ CHE SI POTEVA FARE CON UNA SVALUTAZIONE DI UNA MONETA IN 6 MESI….e li sostenete ancora? Siamo noi i nemici perchè siamo contro tutti?

Questa è pazzia allo stato puro, altrimenti avreste fatto un’altra cosa….

Si ma ora hanno capito…si sono ravveduti….hai sentito cosa ha dichiarato questo….vedi che fa sul serio e tu ti sbagli…ecc….da scemenza in scemenza, senza capire che i loro interessi non sono i vostri interessi e non potranno mai fare la cosa giusta per farvi stare bene, semplicemente perchè gli servono schiavi e non persone libere, non sareste più controllabili, influenzabili e sarebbe un grosso problema per loro.

“La conseguenza socialmente più distruttiva di un cambio fisso sopravvalutato (come necessariamente è l’euro per i paesi “deboli”) è che esso automaticamente innesca una guerra fra poveri.”

“Le industrie esportatrici sono colpite per prime (e l’Italia è un paese di industrie esportatrici). Ma poi deve toccare agli altri, perché si ristabiliscano, con un compromesso al ribasso per tutti, condizioni di vita sopportabili per i primi che sono stati colpiti. Si scatena, insomma, una larvata guerra civile, nella quale, come in ogni guerra civile, tutti perdono, perché quella che viene persa è la cosa più importante: il senso di comunità, di solidarietà, la percezione di un interesse comune, che non viene percepito perché non c’è più, viene sostituito da un devastante “io speriamo che me la cavo”. (Alberto Bagnai)

Capito? Tutti perdono…pensavate di salvarvi, ma non sarà così, imprenditori, operai, disoccupati, pensionati, dipendenti pubblici, commercianti, artigiani, insegnanti, forze dell’ordine, risparmiatori,ecc. TUTTI SUBIRANNO PERDITE.

Quindi non vi permettete ad affiggerci etichette, criticate, condannate, fate ciò che volete, ma prima di sparare ca…e documentatevi…vi servirà per distruggere la gabbia mentale, non serve al Fronte Popolare, ma serve a tutti noi non egoisti che riteniamo la LIBERTA’ la cosa più importante di ogni essere umano.

Altrimenti se noi falliremo…succederà questo che dice Alberto, come abbiamo sempre sostenuto noi…con critiche annesse che non ci hanno fermato.

“L’umiltà di leggere un dato non l’avranno mai, questi idioti, e la loro idiozia tirerà a fondo tutto il paese”.

Quindi leggete e documentatevi perchè se siete contro di noi e a favore dei partiti che sono in parlamento…certamente non avete capito un fico secco…credo che ne valga la pena, e poi se non vi stiamo simpatici, rivolgetevi a quei pochissimi come noi…non c’è problema, l’importante è capire e dirigersi tutti verso la parte giusta in modo da avere la forza per risolvere il problema e riacquistare la libertà, la sovranità e la democrazia…poi che non sarà il Fronte, non è importante.

 

 

 

 

Di Maio e Salvini

Di Maio e Salvini hanno paura a schierarsi senza balbettare per l’uscita dell’italia dall’euro.

 

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di Vittorio Boschelli

Come mi capita spesso da anni devo fare sempre il guasta illusioni, ma non per colpa mia, ma per colpa degli interlocutori politici, dove considerano la coerenza, la chiarezza e la determinazione un optional dimenticato, si pensa una cosa e poi si dice al popolo l’esatto contrario, oppure al popolo si fa capire una cosa e poi nelle stanze del potere non si ha il coraggio di dire la stessa cosa, tanto per accontentare tutti per arrivare ad una poltrona, ma non certamente per risolvere i problemi del popolo che ha fiducia e speranza, nel “nuovo” che avanza.

Noi siamo stati sempre critici con il M5S da anni, ma avevamo fiducia in Salvini, se non altro perchè si era chiamato a corte Claudio Borghi e Alberto Bagnai, ma più passa il tempo e più ci convinciamo, che le intelligenti mosse di Salvini, siano solo mero oppurtunismo politico, e come avevamo scritto su facebook in un articolo precedente contro Salvini prendendo le distanze in modo lapidario, non ci convince e non ci fidiamo.

Sono proprio Di Maio e Salvini a sgombrare qualsiasi dubbio, infatti i due video successivi confermano che quello che pensavamo, il M5S è un prodotto del sistema sinistra in previsione di una estinzione dei partiti tradizionali ritenuti colpevoli del disastro attuale, e Salvini è un prodotto della destra per lo stesso motivo.

In questo modo si complicano le cose per noi movimenti nuovi che dell’uscita immediata dall’Euro e dall’UE ne abbiamo fatto motivo di vita o di morte e si ridà speranza ad un popolo che non si muoverà e starà buono, perchè ha la speranza che i due siano diversi da Renzi o da Berlusconi.

Oggi vi posto due video, uno di Di Maio e uno di Salvini, poi sarete voi a giudicare, so già che non piacerà la nostra posizione agli amici di “destra” che credono in Salvini, ma siamo disposti ad essere impopolari, non ci fa paura, noi a differenza di tanti perseguiamo la verità dei fatti e non delle ideologie da tifoso, e ci sentiamo il dovere di mettervi in guardia, sapendo che non ci sono più possibilità di sbagliare ancora o scegliere il meno peggio.

Altrimenti rimangono solo le armi dopo la certa delusione…quindi è conveniente capire e non sbagliare in modo indolore.

Ecco i video…a voi le dovute considerazioni…le nostre sono quelle che nè il M5S, nè la Lega sono la soluzione per L’Italia e il Popolo, come non lo sono tutti i politicanti mercenari e opportunisti che sono in parlamento.

 

Le Pen: QE e Svalutazione Dell’Euro

Marine Le Pen parla dell’inutilità del QE di Draghi per l’economia reale e della svalutazione dell’euro che farà male ai Tedeschi.

 

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di Vittorio Boschelli

Dell’ultima cartuccia di Draghi, il famoso e “miracoloso” (per le banche) QE, abbiamo già parlato, come abbiamo parlato degli effetti della svalutazione dell’euro, che aiuta un po noi (non nella misura che vi dicono) ma penalizza i Tedeschi che già si lamentavano, figuriamoci tra qualche mese.

Prima di pubblicarvi una conferenza stampa di Marine Le Pen in merito…che poi è la spiegazione del perchè Marine ha successo (mica siamo in italia…), semplicemente perchè afferma quello che affermano ormai tutti i nobel dell’economia del mondo, sulla crisi dell’euro e dell’unione europea, tutto il resto della ciurma politica e non solo, hanno preferito mentire, semplice no?

Quindi chi ha detto la verità viene premiato (tranne che in italia), chi ha mentito viene punito, non fa una piega…il buonsenso non è in dono a tutti…tenetevi chi vi mente, forse è quello che meritate e forse hanno ragione loro quando affermano che la colpa del disastro italiano è vostra che non valete una…bip…fiumi di parole per Tosi e Landini i due EURISTI DOC, quelli “…a noi dell’euro non frega nulla…anzi sono a favore è solo che oggi è di moda essere contro…” spero di essermi spiegato con qualche amico “de destra” e “de sinistra”, quindi non rompetemi più le scatole con discorsi inutili che dimostrano quello che avete capito…cioè…NULLA, NULLA, NULLA…

Preferisco consolarmi con i Francesi, in fondo sono loro che capiscono sempre prima di noi e ci regalano storicamente certe soddisfazioni, in quando le teste di chi affama deliberatamente il popolo le hanno sempre tagliate, noi in italia continuiamo a parlarne, continuando a fare le stesse scelte, ignorando il significato della parola CAMBIARE, prima la testa e a quello ci penseranno i Francesi…e poi noi stessi, se realmente siamo diversi… ma i fatti non dicono questo, altrimenti raccontavamo altre cose e non quelle che siamo costretti a ripetere ogni giorno, da anni, senza essere capiti in buona o cattiva fede.

Noi del Fronte abbiamo le idee chiare e sono sempre le stesse da anni, (altri hanno cambiato) perchè il problema è lo stesso e non perchè dobbiamo entrare nelle grazie altrui, che poi sono le stesse di quelle del FN, se voi ancora non avete capito nonostante anni di crisi dell’euro e un vostro problema e non dite che Vittorio Boschelli vuole imporre le sue idee, perchè non sono le mie e mi attribuite meriti che non ho, (sarei contento se mi venissero attribuiti un terzo di quelli che ho), ma della storia politica ed economica, basta solo LEGGERE e AVER VISSUTO in modo consapevole e non come pecore in caccia di notorietà, un posto al sole o peggio, un tozzo di pane.

Quindi prima di contattarmi o di propormi qualsiasi cosa leggete il nostro programma e quello che abbiamo scritto in questi anni NON CAMBIEREMO UNA SOLA VIRGOLA specialmente sulla lotta AL PROBLEMA PRINCIPALE CHIAMATO EURO e alla DITTATURA LIBERISTA, per nessuna ragione al mondo…per nessuna ragione al mondo…per nessuna ragione al mondo…anche questo non entra, dovuta alla vecchia abitudine di fare politica, quella delle campagne elettorali e non quella che dovrebbe essere.

Ecco il video di Marine e la relativa traduzione in italiano, altrimenti chi ha capito mi sgrida perchè non sa il francese, ma approva ugualmente sulla fiducia…bella parola antica che era alla base di una società sana…dimenticata…

 

 

Marine Le Pen, conferenza a Bruxelles, 22 gennaio 2015,

Il sipario si apre sul 2015 in un clima in cui si combinano insieme rischi terroristici, rischi geopolitici e soprattutto grandi trasformazioni macroeconomiche per l’area dell’euro, delle quali vorrei parlare con voi.

Vi ringrazio quindi per la vostra presenza a questa conferenza stampa in risposta alla significativa riunione di politica monetaria della Banca centrale europea tenutasi oggi, giorno in cui il presidente Mario Draghi ha annunciato un evento senza precedenti e di notevole significato politico per il futuro dell’euro, ossia l’operazione di “quantitative easing” (QE).

Per la cronaca, questo gergo finanziario sta a significare un programma di massiccio riacquisto di titoli del debito pubblico dei paesi dell’area dell’euro.

Ciò corrisponde semplicemente alla creazione di moneta ex nihilo della BCE, che dovrebbe stimolare l’economia attraverso iniezioni di liquidità da parte della banca centrale.

Questo è il nome moderno per la stampa di moneta, con la differenza che non si tratta di un intervento direttamente produttivo per l’economia reale.

Il QE dovrebbe essere l’ultima ratio per promuovere la crescita economica nell’area dell’euro e invertire la serie allarmante di statistiche negative sull’occupazione, gli investimenti e soprattutto l’inflazione.

Il mio scopo non è quello di fare qui una rassegna esaustiva degli argomenti tecnici sostenuti dalla BCE, che Draghi del resto non ha pienamente rivelato, ma di mettere in prospettiva da un punto di vista politico le conseguenze pratiche di questo intervento di politica monetaria non convenzionale, per l’interesse economico della Francia.

Si deve anzitutto rilevare che questo QE sovrano è l’ultima cartuccia di un arsenale di misure analoghe.

Negli ultimi anni, la BCE ha gradualmente abbassato i suoi tassi di riferimento a livelli storicamente bassi. Senza raggiungere il suo obiettivo: stimolare l’economia attraverso il credito bancario.

Ha lanciato in parallelo diverse operazioni di politica monetaria non convenzionale, come il SMP e l’OMT, riacquisti di attività cartolarizzate, o l’ABS, i “covered bond”, prestiti a lungo termine alle banche a tassi preferenziali, il tutto per delle somme colossali: rispettivamente 1.000 miliardi di € rimborsati nel 2012 e ancora 1000 € miliardi annunciati nel 2014 solo per le operazioni LTRO e TLTRO. L’obiettivo non dichiarato della BCE è quello di allentare la crisi interbancaria nata nel 2008 e legata al rischio dei debiti sovrani.

Il QE annunciato oggi è il risultato di questo insieme di misure, il cui obiettivo è sempre lo stesso: cercare di rilanciare una crescita economica che sta morendo ed evitare l’esplosione dell’eurozona a causa della crisi dei debiti pubblici.

Per giustificare tali misure, Draghi ci ha venduto l’idea che le aspettative di inflazione, in relazione al target del 2%, sarebbero preoccupanti, con un rischio di un ciclo deflazionistico, vale a dire un calo generale dei prezzi nell’area dell’euro, cioè dei salari e della crescita.

Le famiglie hanno potuto constatare un calo dei prezzi nel loro carrello al supermercato?

Sicuramente no. E il prezzo del barile di petrolio è dovuto scendere di più della metà in 6 mesi, per vedere una diminuzione del prezzo alla pompa di pochi centesimi.

In realtà, Draghi sta cercando di far passare ai nostri occhi un rischio di recessione economica strutturale come un fenomeno esclusivamente monetario, la deflazione, per venderci la necessità che la BCE intervenga con un QE su larga scala.

Circa gli elementi del programma annunciato questo pomeriggio da Mario Draghi, rilevo alcuni punti importanti:

– In primo luogo, l’ammontare del QE, cioè 60 miliardi di € al mese, il che equivale a 1.100 miliardi di € fino a settembre 2016, sarà distribuito in proporzione al capitale degli Stati nella BCE, per la Francia circa 200 miliardi di euro

– In secondo luogo, riguarderà sia i debiti pubblici che quelli privati

– Infine, il rischio sarà ben poco condiviso. L’80% sarà a carico delle banche centrali nazionali, il 20% della BCE. In altre parole, solo il 20% dei titoli acquistati potranno generare delle perdite assunte collettivamente dagli Stati membri della zona euro.

In definitiva, si tratta di una doppia vittoria per la Germania. In primo luogo per il criterio della distribuzione in base alla quota del capitale della BCE, che ha chiaramente scelto di privilegiare solo la prima classe della zona euro invece di salvare i paesi membri in difficoltà, come i greci.

In particolare, la Germania con la sua Bundesbank beneficerà del 25% della dotazione del QE, circa 270 miliardi di €, mentre è il paese che ne avrebbe meno bisogno. Simbolicamente, del resto, Angela Merkel ha annunciato le misure della BCE contemporaneamente a Mario Draghi da Davos!

In attesa delle modalità pratiche di attuazione, ricordo che si pone la questione di legittimità in relazione all’articolo 123 del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di acquistare direttamente dagli Stati membri i loro titoli di debito.

La scorsa settimana, l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea ha approvato la tecnica dell’OMT, lanciata dalla BCE nel settembre 2012 con un meccanismo simile.

Ma con un limite: il QE è accettabile solo se si tratta di uno strumento eccezionale che consente alla BCE di raggiungere il suo obiettivo del 2% di inflazione o di salvare l’euro, ma non per far girare la stampante e finanziare in maniera permanente i disavanzi pubblici.

Il QE è già stato sperimentato all’estero, soprattutto negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, ma senza il vincolo dell’art. 123, in quanto queste due potenze economiche mondiali hanno la loro moneta nazionale e la loro banca centrale per monetizzare il deficit, senza alcun limite reale.

Al costo di un aumento colossale del suo bilancio, la Federal Reserve è riuscita a rilanciare l’economia degli Stati Uniti dopo la crisi del 2008. Che cosa succederà al bilancio della BCE, se implementerà davvero il suo QE fino a 1.100 miliardi €, come annunciato? Intenderà aumentare il proprio capitale? E quale sarà il contributo della Francia?

In attesa di una risposta, esaminiamo ora la portata e il significato di questa operazione di QE, per vedere quali lezioni se ne possono trarre.

Se il QE funziona, tenderà a far crescere i mercati finanziari e abbassare il valore dell’euro. Ma il vero obiettivo, la ripresa della domanda interna, quindi dell’attività economica, della crescita e dell’inflazione, dipende dall’impiego della liquidità nell’economia reale.

Ebbene, non c’è niente di meno sicuro. L’afflusso di denaro va spesso a beneficio dei mercati dei capitali e favorisce le bolle.

Nello specifico, c’è da temere che il QE incoraggi i banchieri ad intensificare la loro attività sul mercato e la speculazione sulle attività ad alto rischio con la cartolarizzazione, i CDS o altri strumenti alla base della crisi dei “subprime”, piuttosto che a fare prestiti a imprese e famiglie.

Si noti che questi prodotti sono ancora più redditizi in quanto è la BCE, in ultima analisi, a sopportarne il rischio. Questo è il principio della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite!

Per quanto riguarda i cambi, i mercati hanno già gradualmente scontato nei prezzi questa operazione di QE sin dal giugno 2014. Infatti, l’euro ha perso oltre il 18% rispetto al dollaro.

Questo deprezzamento è di primo acchito una buona notizia per la nostra competitività, ma di gran lunga insufficiente per raddrizzare la nostra economia reale e la nostra occupazione, perché il credito non riparte.

L’euro sopravvalutato è un ostacolo per le nostre esportazioni, in quanto i prodotti o servizi che vendiamo al di fuori della zona euro sono relativamente troppo costosi. La nostra bilancia commerciale ne è la prova, estremamente deficitaria da 12 anni, per un ammontare di 70 miliardi di € / anno in media per 3 anni, e 55 previsti nel 2014, nonostante il calo del greggio.

Quando il tasso di cambio scende, questo ci rende relativamente più competitivi nel prezzo. Le nostre imprese possono vendere di più, aumentare i loro margini e quindi in teoria assumere e aumentare i salari. Ciò vale in particolare per il lusso, l’aerospaziale, la chimica e il settore automobilistico.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il calo dell’euro del 18% di oggi rappresenta un guadagno di competitività pari a 4 volte quello previsto dal Patto di responsabilità per la Francia (stimata al 4%) e senza svalutazione dei salari francesi.

Questo dimostra che la svalutazione competitiva di una moneta è l’arma principale del protezionismo intelligente, del resto ampiamente utilizzata dalle potenze economiche mondiali (Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito …).

Ma c’è ancora molta strada da fare, che noi del Fronte Nazionale valutiamo all’incirca dal 5 al 10% in più, per rilanciare davvero la nostra economia nazionale.

Ma ancora, questo guadagno di competitività di prezzo gioca solo nei confronti dei paesi non appartenenti all’area dell’euro.

Tuttavia, il 50% del commercio estero francese avviene proprio con il resto della zona euro. Oltre alla Cina, i nostri principali concorrenti e partner sono la Germania (da sola equivale al 17% dei nostri scambi), il Belgio, i Paesi Bassi e infine l’Italia.

Ciò significa che il calo dell’euro non ha alcun impatto su tutti gli scambi della Francia con i paesi che hanno la stessa moneta. Solo l’uscita dall’euro permetterebbe di far valere in pieno l’effetto di una svalutazione.

Per la Germania, un euro più debole è un problema perché il loro modello economico si basa interamente su un Euromarco forte che consenta alla loro previdenza e ai loro fondi pensione di acquistare a buon mercato del debito pubblico turco, cinese o indiano i cui interessi finanzino in modo conveniente i loro pensionati grazie al differenziale dei tassi di cambio.

Questo punto è molto importante da comprendere, perché dopo un anno di QE, rischiano di apparire i primi deficit, e dopo due anni potrebbero essere proprio i tedeschi a chiedere di uscire dall’euro.

Sul piano puramente economico e politico, è importante notare che il lancio di questo programma di QE segna soprattutto il fallimento dell’unione economica e monetaria, delle politiche economiche ultra-liberiste dell’Unione, e dell’euro, che non sono stati in grado di creare quell’occupazione e quella prosperità cui avrebbero dovuto portare dopo il trattato di Maastricht.

Sull’analisi della situazione, siamo almeno d’accordo con Draghi nel dire che l’Europa è l’area del mondo che stenta di più a riprendersi dalla crisi del 2008:

  • Il PIL della zona euro nel 2013 ha mostrato, per il secondo anno consecutivo, una crescita negativa. Nel 2014, ci si accontenterebbe di una crescita dello 0,8%.
  • La disoccupazione si attesta all’11,3% di fine 2012 e all’ 11,9% di fine 2013, e rimarrà ad un livello paragonabile o addirittura superiore nel 2014.
  • La disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione giovanile rimangono estremamente preoccupanti, con picchi del 25% sino addirittura al 40% in Spagna o in Grecia.

La crescita lenta e la disoccupazione di massa, sono un fatto che le nostre commissioni al Parlamento europeo constatano tutte le settimane. E’ anche la constatazione dolorosa e impotente dei leader politici francesi dell’UMP, mentre l’economia degli Stati Uniti, per esempio, a fine 2014 è tornata a generare occupazione e un tasso di crescita del PIL vicino al 5%, e l’economia britannica è quasi al 3%.

La propaganda dei partiti di sistema ci ammannisce ancora continuamente la stessa favola: più Europa federale ci sarà, più saremo forti e avremo prosperità!

La realtà è esattamente il contrario …

Inoltre, l’area dell’euro è sottoposta ad una situazione di stress, con due nuove prove da superare in questo mese di gennaio:

– L’abbandono improvviso la scorsa settimana dell’aggancio all’Euro da parte del franco svizzero, deciso dalla Banca nazionale svizzera

– E le elezioni parlamentari in Grecia di domenica prossima, che dovrebbero vedere la vittoria del partito di “Syriza”.

Queste sono ulteriori prove che per gli operatori del mercato la credibilità della moneta unica è notevolmente compromessa e che non dovremmo escludere un’esplosione della zona euro, tenuto conto delle differenze strutturali tra le nazioni dei tassi di crescita economica, dei tassi di interesse nominali, del tasso di disoccupazione e del tasso di inflazione.

Che rapporto c’è oggi tra la Germania, il cui bilancio pubblico è in equilibrio e la bilancia commerciale molto in avanzo, e paesi come l’Italia o la Francia?

Qual è il rapporto tra il Lussemburgo col suo 25% di debito pubblico e la Grecia col suo 175%?

Il processo del “semestre europeo”, che dovrebbe organizzare la convergenza delle economie, è un fallimento: solo il 9% delle raccomandazioni sono attuate e per il 45% di esse non vi è nemmeno un principio di esecuzione.

Questa operazione di QE è dunque una ammissione di totale fallimento dell’unione monetaria che del resto non è mai stata un’area valutaria ottimale, fin dall’inizio. Se così fosse, i tedeschi, in nome della solidarietà europea, avrebbero effettuato dei trasferimenti finanziari dei loro surplus commerciali verso i paesi in disavanzo. Non è così!

Oltre agli indicatori macroeconomici, la migliore prova della eterogeneità dell’unione monetaria è la messa in atto dal 2011 in ogni Stato della zona di molteplici politiche monetarie, tramite iniezioni di liquidità finanziaria permanenti (tipo ELA, LTRO, TLTRO, ecc ..), da parte delle banche centrali nazionali e non della BCE.

Questa trasformazione fondamentale della zona euro, non prevista dal trattato di Lisbona, è un abbandono de facto di una politica monetaria unica da parte della BCE e la messa in discussione dei cosiddetti principi di Tinbergen, compreso il fatto che non ci potrebbe essere un’utilizzazione della politica monetaria per uno scopo diverso da quello della stabilità dei prezzi.

Inoltre, non dimentichiamo che Cipro è già tecnicamente fuori dalla zona euro (secondo la definizione del premio Nobel per l’economia Robert Mundell) dal momento in cui è stata costretta a istituire un controllo dei cambi e dei capitali dopo la crisi bancaria di aprile 2013.

Tutte queste ragioni confermano ancora una volta che su questo argomento economico, come su molti altri, la diagnosi del Fronte Nazionale era corretta.

La conclusione è chiara: le condizioni per una moneta unica non sono soddisfatte.

Quali soluzioni alternative possiamo quindi considerare?

Di fronte a questi fallimenti e al costo di queste misure inefficaci, non dobbiamo cambiare lo strumento, ma il modello economico, e confidare di nuovo sulle nazioni.

La Francia dovrebbe disporre, come le altre grandi potenze, della sua moneta, della sua banca centrale, dei suoi confini, della sua sovranità di bilancio, bancaria e legislativa. Dovrebbe quindi uscire dal torpore in cui l’ha sprofondata l’Unione europea, prendere le distanze, e rinegoziare le condizioni della sua partecipazione.

Dal 1973, lo Stato francese si finanzia sui mercati finanziari e, per questo, deve pagare degli interessi sul debito, che nel 2014 ammontavano a circa 45 miliardi di euro.

Non solo, se si cumulano gli interessi finanziari che la Francia ha pagato per 40 anni ai suoi creditori privati, dal momento che non si finanzia più dalla Banca di Francia, si arriverebbe a quasi 1.600 miliardi, circa l’80% dello stock di debito pubblico attuale

In qualche modo, questa operazione di QE decentrata presso le banche centrali nazionali è la fase finale dei piani di smantellamento dell’euro, che precede il nostro piano di transizione alle nuove monete nazionali, per essere finalmente padroni del nostro destino.

Pertanto, dato che c’è più una valuta unica, allora io propongo a Hollande di risparmiare tempo e sofferenza sociale, negoziando l’attuazione di un piano B: il passaggio al nuovo franco francese , in parità ( 1 FF = 1 ECU o 1 €) con l’euro, moneta comune, che avrebbe corso legale nella zona monetaria europea per il commercio internazionale;

Il passaggio al nuovo franco francese chiuderebbe la parentesi dell’euro e ci ridarebbe due vantaggi decisivi:

  1. La capacità di autofinanziamento diretto, senza passare per i mercati finanziari, per le esigenze dello Stato e delle pubbliche amministrazioni
  2. E un certo controllo sul livello di cambio della nostra moneta con i nostri partner commerciali, per dare alle nostre imprese la competitività di prezzo che l’euro forte nega loro.

Il finanziamento dello Stato direttamente dalla Banca di Francia riporterebbe in vigore il meccanismo che ha permesso la ricostruzione e l’espansione economica dei Trenta Gloriosi.

Questa politica monetaria e del cambio patriottica permetterà alla Francia di porre fine alla spirale di austerità grazie al ritorno naturale della sua competitività.

La monetizzazione ragionevole del debito a livello nazionale permetterà di fare ciò che non è più stato fatto da 40 anni: finanziare l’economia produttiva nazionale, la transizione energetica, avviare la reindustrializzazione del debito e anche la riduzione del debito pubblico in maniera graduale.

Questa riconquista della nostra sovranità monetaria dovrà essere accompagnata da una razionalizzazione della nostra spesa pubblica, al fine di porre fine agli infiniti deficit che accumulano il nostro debito e dare allo stato un certo margine di manovra per le sue vere priorità.

Priorità nazionale per alcune politiche sociali, semplificando l’organizzazione amministrativa dello Stato e delle comunità locali, caccia alle duplicazioni, alla spesa clientelare, alla frode sociale, all’evasione fiscale ecc. Il cantiere è enorme.

Infine, la riconquista della sovranità deve essere accompagnata da uno sforzo particolare nella redistribuzione della ricchezza. Non attraverso una tassazione di confisca, ma attraverso una legittima distribuzione dei frutti della crescita ai salari, alla classe media e ai più poveri, non a beneficio esclusivo dei capitali e di una superclasse sempre più ricca.

Voi conoscete le soluzioni del mio modello di “patriottismo economico”, e voglio ricordare i miei due obiettivi politici: la piena occupazione e la prosperità nazionale per i francesi. È possibile!

Grazie. Il mio collega Bernard Monot e io siamo a disposizione per rispondere alle vostre domande.

 

 

 

 

Alla Paura Del Sistema Schulz Si Risponde…

Alle Paura usata dal sistema dittatoriale eurista incarnato da Martin Schulz si risponde con la paura incarnata da Marine Le Pen e il Fronte Popolare.

 

schulz e le pen_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Noi del Fronte Popolare fin dall’inizio abbiamo individuato il FN di Marine Le Pen come unica possibilità che noi avevamo per abbattere il muro dell’euro e la sua ideologia dittatoriale europea.

Siamo stati sempre convinti che il sistema si poteva abbattere solo usando le stesse armi loro, una su tutte la PAURA, molti in italia ancora non lo hanno capito e pensano di combattere con le pistole ad acqua della corruzione, che fa breccia tra il popolo ma il sistema eurista gode e ringrazia.

L’ideologia Liberista e Mondialista Eurodrogata si può abbattere solo fornendo benzina a partiti e movimenti che si battono realmente contro, non c’è altra soluzione, può piacere o meno, ma è così, il resto sono diversivi che non serviranno a nulla e sono tutti funzionali al sistema stesso.

Il superamento delle ideologie e il superamento delle differenze, che ci sono, tra il Fronte Popolare, la Lega di Salvini e il Front National di Marine Le Pen o altri movimenti nuovi sovranisti nati in italia, assieme a sindacati trasversali come la CONFAEL e Associazioni di Piccoli Imprenditori e di Disoccupati , sono necessari se si vuole vincere la Guerra contro il sistema.

La strategia è quella di fare PAURA attraverso un numero consistente di popolo che possa opporsi al sistema e sovrastarlo, la stessa PAURA che hanno usato loro per sovrastare il popoli europei in particolare, attraverso l’unione dell’obiettivo comune e non attraverso le differenze che dividono, a questo già ci pensa il sistema e noi non dobbiamo cascarci se abbiamo capito.

Il Sistema oggi ha PAURA del Fronte Anti Euro in continua crescita in tutta europa, dove Marine Le Pen è il faro indiscutibile, noi del Fronte in italia siamo piccoli, i media ci hanno censurati e ignorati, la Lega è diventata grande perchè è riuscita ad accedere all’informazione di massa, Fratelli D’Italia non ha saputo fare meglio e quindi non abbiamo scelta noi del Fronte fino a quando non saremo grandi, mettere da parte la primo genitura e dare forza a chi è stato più bravo di noi o più fortunato di noi economicamente, non importa adesso, quello che importa è raggiungere l’obiettivo che è comune, abbattere l’euro e la Dittatura Liberista Eurista, come ammettono loro stessi in questa lettera molto significativa inviata a Gofynomics, che trovate QUI a dimostrazione che anche a sinistra si inizia a capire il disastro che hanno creato con le ideologie.

 

 

Naturalmente l’elite ha guadagnato e anche molto, il popolo al contrario difende chi è contro se stesso perchè non ha capito (vista l’informazione di una dittatura) come sostiene la lettera e come dimostra questo video in modo disarmante.

 

 

La Paura di Schulz che oggi aziona la macchina del fango verso Marine Le Pen  è la dimostrazione che la nostra strategia FUNZIONA, (prima ti ignorano, poi ti infangano e se non ci riescono ti uccidono), e invitiamo tutti a guardare lontano come crediamo di aver abituato i nostri sostenitori, superando le divisioni ideologiche e le differenze, tra Piccola e Media Impresa e Lavoratori, tra Destra e Sinistra, tra Movimenti o Partiti, focalizzando l’obiettivo primario e i nemici dei popoli europei, solo dopo aver vinto la guerra penseremo alla ricostruzione e alle differenze.

Il Fronte del popolo deve essere uno e unito contro il sistema, se si vuole vincere la terza guerra mondiale in atto contro noi tutti da parte dall’elite europea attraverso l’EURO e la PAURA in funzione di una sua fine TERRORISTICA, dalla propaganda, dai sindacati della triplice e dai partiti politici italiani e europei di destra e di sinistra, senza nessuna differenza.

I Popolari Europei come i Socialisti di Bruxelles sono i principali colpevoli di questa Ideologia Liberista Eurista e quindi sono i nostri nemici da abbattere, chi è contro è amico del Fronte Popolare, chi non capisce questo oggi è complice di questo sistema per tanti motivi.

Difendere uno strozzino che ti induce ad indebitarti per poi chiederti oltre ai soldi con i congrui interessi impossibili anche i beni tuoi e della tua nazione e la tua sovranità che suona bene con libertà è una follia e chi difende l’euro difende gli strozzini dell’euro e i propri carnefici, questo deve essere chiaro a tutti gli sciocchi che si azzardano anche a contestare non si capisce bene cosa, non sanno neppure loro tanto sono rincoglioniti dalla bulimia della disinformazione e prigionieri dalle ideologie, se non vi soddisfa a pieno Salvini, sostenete il Fronte Popolare, altrimenti non vi resta che rassegnarvi, oltre c’è il deserto che induce a morte per sete…spero di essere stato chiaro.