Il Silenzio e La Menzogna…Grecia.

Il Silenzio e La Menzogna Uccide Il Popolo Greco e Tutti I Popoli Del Sud Europa.

 

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di Vittorio Boschelli

Il silenzio e la menzogna stanno uccidendo il popolo Greco come quello Italiano e tutti i popoli europei, in particolare quelli del sud Europa.

Ricordo ancora quando il bocconiano Monti (il curatore fallimentare), pronunciò la famosa frase: “il successo dell’euro e la Grecia”, io dissi che era “l’unica cosa vera detta dal professore in tante menzogne”, sembrava paradossale, ma in realtà Monti ci diceva che QUELLO CHE SI ERA FATTO IN GRECIA SI DOVEVA FARE ANCHE IN ITALIA, ricordo ancora tanti nasi che si storcevano, a distanza di qualche anno, forse le cose sono più chiare per molti benpensanti dai nasi storti, di Piddina memoria, dove si ostinano ancora a porre dubbi, creati ad arte in PALESE MALAFEDE.

Il nostro programma parla chiaro (gli economisti e la storia, pure), eppure ancora devo assistere a dibattiti penosi, se uscire oppure no, pur sapendo che NON SAREMO NOI ITALIANI A DECIDERLO, ma i “Bravi” Tedeschi, accentrare il dibattito su COSA FACCIAMO DOPO, come abbiamo fatto noi nel nostro programma è cosa difficile per il Piddino Fassina e tanti Piddini nostro malgrado anche di “Destra”.

Il Popolo non deve avere certezze, infatti sparano cazz…a raffica e sono ancora li a mentire, guadagnando danaro e tempo prezioso, per portare a termine la “missione”.

L’Euro e L’Unione è L’ANTI-DEMOCRAZIA per eccellenza, per come sono stati creati e per come sono stati IMPOSTI, se questo non è sufficiente per COMBATTERLI ancora oggi in maniera NETTA, senza se e senza ma, non sappiamo cosa altro dire o fare, viviamo mondi diversi e abbiamo scale di VALORI diverse.

Questo video postato nell’articolo precedente è di grande aiuto, che trovate Qui.

Sui media di regime, si affannano per convincervi, che l’austerità Europea in Grecia ha funzionato, adesso sono tornati sui mercati e le aste dei titoli sono andate a gonfie vele, vi dicono che cresceranno più di noi ed è per questo che noi DOBBIAMO fare le “riforme” come in Grecia, dove il primo pensiero del Popolo Greco OGNI MATTINA è COSA Mangiare e COME facciamo a Curarci.

Capirete che non c’è spazio per occuparsi di Politica, Economia, Democrazia, Stato, Libertà, Dignità, Patria, Costituzione, ecc. Infatti ci penseranno i politicanti Greci e la Troika, proprio come in Italia, Spagna, Portogallo, ecc.

Un Popolo portato allo stremo lentamente, attraverso FALSE SPERANZE e PAURA, non avrà lucidità e forza, questo è l’obiettivo del partito unico dell’euro e di chi mente, come il pupazzo Renzi, gregario dei poteri forti, a capo del PROGETTO CRIMINALE di nome EURO.

Vi sottopongo un articolo interessante apparso su THE TELEGRAPH, in questi giorni, a proposito di Grecia.

L’Europa Ha Sottoposto il Popolo Greco a un Esperimento Crudele

La vendita trionfante delle obbligazioni Greche a cinque anni a fondi internazionali (1/3) e investitori globali – metà dei quali con sede a Londra – ci dice molto sullo stato mentale ed emotivo degli investitori.

Ci dice invece molto poco sullo stato dell’economia greca o della società greca. Non è certamente la prova che la Grecia sia tranquillamente fuori dai guai. Ed è ancor meno una conferma delle politiche della Troika UE/FMI, un fallimento epico che verrà studiato nelle scuole negli anni a venire.
In genere, quando un paese emerge dal trauma di un regime di austerità del FMI ha almeno un livello tollerabile di debito  e, se necessario, una moneta svalutata per rispristinare la sua competitività. Dure riforme accompagnate da un adeguato sollievo. Il paese viene posto su un percorso praticabile verso la ripresa.
Ma questo in Grecia non è avvenuto. Il debito pubblico è ancora al 178% del PIL, nonostante un default parziale verso i creditori privati intorno al 70% in termini effettivi e nonostante (o proprio a causa di) una serie di pacchetti di prestiti UE-FMI – i “prestiti per l’occupazione”, come vengono chiamati in Grecia. Questo livello rimane insostenibile per un paese senza una banca centrale sovrana e una propria moneta.

 

I mercati lo sanno. Si stanno accaparrando le obbligazioni greche con rendimenti del 4,75% perché siamo tornati alla frenesia pre-Lehman, quando compravano qualsiasi cosa, e questo è tutto quel che c’è rimasto. Essi scommettono che le autorità europee manterranno in piedi la Grecia per i prossimi 5 anni, allungando le scadenze dei prestiti e offrendo interessi all’osso. Scommettono anche sul fatto che la situazione politica greca non salterà in aria.

 

Themistoklis Fiotakis di Goldman Sachs dice che i vari trucchi utilizzati hanno ridotto i rendimenti degli interessi sul debito greco al 4-4,5% del PIL, allo stesso livello pre-crisi, quindi il livello teorico di debito è (al momento) irrilevante. Più dell’80% del debito greco sarà nelle mani della EU/BCE e di creditori ufficiali entro il 2016. Il rischio di default è “basso”.
Tutto vero, anche se il tasso sui bond greci a 10 anni ieri è balzato di 32 punti base, quindi i compratori di ieri devono già assorbire una certa perdita.
Che poi gli investitori abbiano davvero un’idea attendibile della politica greca – o meglio della politica europea – è un’altra questione. La coalizione di Antonis Samaras ha ormai un margine di un solo voto nel Parlamento greco. Il movimento radicale Syriza si rifiuta di sparire. Secondo gli ultimi sondaggi, è in testa. Il partito neo-fascista Alba Dorata è ancora a doppia cifra.
Se pensate che siamo nelle prime fasi di un ciclo di liquidità globale e di una nuova espansione, allora una ripresa della crescita può essere sufficiente a portare la Grecia e i paesi mediterranei  fuori dalle secche. Una cosa è se si ritiene che la stretta monetaria G2 di Cina e Stati Uniti suggerisca che potremmo essere più vicini alla fine di un ciclo ormai lungo cinque anni, altra cosa se si concorda con la teoria di Larry Summers della “secular stagnation” – un altro modo per dire che il risparmio globale è troppo alto e i consumi troppo bassi, come negli anni trenta.
Il professor Charles Wyplosz dell’Università di Ginevra dice che i leader dell’UEM hanno semplicemente nascosto sotto il tappeto la crisi del debito sovrano. I rapporti di debito sono cresciuti mentre prende piede una dinamica deflazionistica. Gli attuali livelli di debito in Grecia, Italia e Portogallo sono una “ricetta per il disastro” quando la prossima crisi colpirà, ha detto.

I fondi internazionali che detengono il debito greco pensano di essere abbastanza svegli per prevedere un’eventuale tempesta in arrivo ed essere quindi in grado di scaricare in tempo le loro nuove obbligazioni sui sonnolenti fondi pensione (il mio e il vostro). Senza dubbio hanno ragione.
L’economia greca ha riguadagnato un po’ di competitività con il doloroso metodo della “svalutazione interna”, che è quello di rompere la resistenza dei lavoratori ai tagli salariali facendo  aumentare la disoccupazione a livelli criminali.
Il FMI ha detto nel suo quarto “Review” dell’anno scorso che il disavanzo delle partite correnti è stato in gran parte eliminato grazie alla “compressione delle importazioni”, non con l’aumento delle esportazioni. C’è ancora un “disavanzo strutturale delle partite correnti a circa il 6% del PIL” che implica una sopravvalutazione della moneta di circa il 10%.
In altre parole, la Grecia potrà anche essere vicina al pareggio della bilancia commerciale oggi (anche se ha ancora un deficit di partite correnti), ma lo ha ottenuto dopo sei anni di depressione. Ci vuole un tasso di disoccupazione del 27,5%, e uno giovanile del 58,3% , per raggiungere questo obiettivo. La conseguenza è che il deficit esploderà nuovamente se mai la Grecia dovesse avere una vera ripresa.
L’economia ha toccato il fondo dopo una caduta del 26% del PIL. Ma come si può vedere da questo grafico del FMI, gli investimenti sono crollati, così come le importazioni di beni strumentali necessari per ricostruire l’industria sconvolta del paese:

 

Come si può vedere, la depressione e la deflazione del debito hanno avuto un impatto devastante sui debiti delle famiglie.

 

La Grecia è stata sacrificata per la causa dell’euro, come i 300 spartani, Tebani e Tespiani tagliati a pezzi alle Termopili per salvare l’alleanza greca.
All’inizio gli è stata negata  la ristrutturazione del debito – che è quello che voleva gran parte del consiglio del FMI, secondo le minute trapelate dei verbali delle riunioni  – perché questo avrebbe violato la santità dell’Unione monetaria.
Gli è stato imposto un insieme di politiche (con la collusione dei loro leader) che hanno violato le stesse regole di prestito del FMI e che non hanno un senso economico. Principalmente l’obiettivo era quello di guadagnar tempo perché l’Eurozona potesse approntare le difese da altre parti e scongiurare il contagio. (Anche questo è stato ammesso dal FMI). I cinici direbbero anche che hanno guadagnato tempo perché le banche del nord riuscissero ad svincolarsi con destrezza e a scaricare il loro carico tossico sui contribuenti dell’UEM.
Tutte le stime originarie sui costi dall’austerità erano nettamente sbagliate. Le autorità dell’UE hanno sottostimato il moltiplicatore fiscale di un’ordine di grandezza importante. Non era 0,5 come previsto, ma vicino a  2,0.
Hanno continuamente incolpato i greci di mancare gli obiettivi di deficit, quando la causa principale di queste violazioni era la stessa ferocia della stretta fiscale: bruciante, pro-ciclica e controproducente (imposta senza prevedere un anestetico di tipo monetario), che ha causato il crollo delle entrate fiscali.
Hanno accusato le autorità greche di non riuscire a privatizzare abbastanza velocemente quando era in realtà impossibile vendere qualunque cosa mentre il mercato di  asset e proprietà era in pieno crollo, soprattutto in un momento in cui i politici in Olanda, Finlandia, Austria e Germania parlavano apertamente di espellere la Grecia dall’euro, aggiungendo quindi il rischio valutario a tutto il resto.
Penso che la Grecia avrebbe recuperato molto più rapidamente, con meno danni economici e senza rovinare la metà di una generazione, se avesse lasciato l’euro immediatamente e adottato un classico pacchetto di misure del FMI. Ma non è possibile provarlo. Non lo sapremo mai.
Sarebbe un miracolo se la saga squallida e crudele non lasciasse un sapore molto amaro nella bocca del popolo greco, o se si concludesse alle condizioni politiche imposte dal blocco creditore UME nei prossimi cinque anni.
La Grecia è sopravvissuta al suo calvario senza rivoluzioni o guerre civili. Se questo è sufficiente a considerarla una rivincita della strategia europea per la crisi del debito e per l’intero progetto europeo, ci si accontenta proprio di poco.

 

La Batosta Francese Risveglia I Terroristi Della Cariola

Dopo la batosta della sinistra alle elezioni comunali francesi, si sono svegliati i terroristi della cariola italiani.

 

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di Vittorio Boschelli

Dopo la batosta storica della sinistra francese, alle elezioni comunali francesi, la Destra dell’UMP e del FN strappano 155 comuni alla sinistra, e alle elezioni Europee, si prevede il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, Anti-Euro e primo partito di Francia, come avevamo previsto noi del Fronte, qualche anno fa.

Altro dato importante è l’astensionismo al 40%, (sintomo quasi fisiologico nelle dittature presidenziali maggioritarie) considerando che il FN ha gareggiato solo in 600 comuni, totalizzando il 7% su base Nazionale, possiamo tranquillamente affermare che il risultato alle europee del FN farà balzare dalla sedia, molti Piddini di sinistra italiani e farà morsicare le mani a tanti Piddini Euristi di “Destra” che non hanno voluto ascoltarci a suo tempo.

Devo dire che gli effetti del cataclisma francese, hanno già avuto importanti effetti sia in Francia, con il rimpasto del governo del Bidone Hollande, che in italia del Bidone Renzi (l’altra europa che non esiste).

Infatti i Terroristi Piddini di sinistra, e non solo, hanno sguinzagliato i Killer “dell’informazione”, chiamati da oggi in poi (visto che i popoli iniziano a capire), a fare gli straordinari, per convincerci che L’Euro è cosa buona e giusta, senza il quale saremmo rovinati (oggi invece mangiamo ostriche e champagne), in quanto il giorno dopo l’uscita, “dovremmo andare a fare la spesa con la cariola” (secondo loro), dove il prezzo delle materie prime esploderebbe, pane a 10.000 mila lire al chilo e Benzina idem (……Litro).

Come dice Borghi, tra andare a fare la spesa con la cariola piena LIRE e non poterci andare perchè sono senza EURO, preferisco la cariola, come milioni d’italiani.

A parte la competenza e la saggezza di Claudio Borghi, sono anni che sento cazz….puntualmente smentite, dalla storia economica, e divulgate da noi in centinaia (ci avviciniamo ai mille) di articoli, proprio in questi giorni alla spazzatura mediatica per eccellenza (mai vista tanta immondizia in pochi pollici), ho visto un bellissimo intervento del solito Claudio Borghi di eccezionale pregevolezza, una rarità in tanta spazzatura (regalare perle ai porci), ecco il video, ne consiglio la visione a Piddini e Grillini in modo particolare, da tenere sempre i primo piano nel cervello, se non c’è posto, eliminate un po di spazzatura luogocomunista, vi farà solo bene, non solo a voi, ma anche ai vostri figli.

Dopo aver visto il video, ci saranno i soliti perfettini de sinistra che storceranno il naso e si inventeranno 10.000 cavilli, naturalmente nel tentativo (che non riuscirà) di salvare la faccia e il sedere, il fardello dell’euro è diventato MOLTO PESANTE, quindi INSOSTENIBILE, noi vi avevamo avvisati molto tempo fa, ma avete preferito MENTIRE al Popolo, che adesso inizia a capire, molto di più di quello che immaginate (vista la scarsa considerazione), qualche d’uno mi disse “si vendono per 30 euro e un chilo di pasta”, chi mi conosce, sa già quale sia stata la mia reazione, dato il mio caratteraccio da POPULISTA con l’aggravante di essere anche POPOLANO.
Mi sa che il budget calcolato, questa volta non vi basterà, e alle elezioni politiche (ammesso che ci faranno votare) dovrete fare la carta di credito ILLIMITATA o scappare in Elicottero, a voi la scelta.
Per chiudere, vorrei ricordare a Tutti, quello che ho sempre sostenuto, se a gestire il DOPO saranno gente come questo, questo o questo, è naturale che VI FARANNO PAGARE PEGNO PER AVERGLI ROTTO LE UOVA NEL PANIERE, rendendo l’uscita dall’euro più dolorosa di quello che sarebbe con un GOVERNO DEL POPOLO, non ci vuole un genio per capirlo, vi dovranno dimostrare che NON ERANO COSI’ FOLLI (e sono stato buono), a sostenere l’euro ad OGNI COSTO (anche quello della vita del popolo), avevamo paventato il pericolo in tempi non sospetti, quindi sapete cosa NON FARE, se vogliamo risorgere dalle ceneri il più in fretta e indolore possibile.
Gli Anti-Euro della domenica (titolo di un mio vecchio articolo) sono l’altro pericolo, anche questo già divulgato in tante occasioni, sapevamo che le spillette euriste attaccate al petto venivano nascoste presto, non dimenticate mai “chi non ha preso posizione netta contro euro e unione prima, almeno dal 2010, vi ha fottuto”, questa è una frase ripetuta da me migliaia di volte, che vi invito a non dimenticare mai, vi servirà a distinguere i cialtroni dalle persone che hanno lottato realmente per voi e la nostra Patria Seconda a Nessuno.

Quelli che Hanno Capito Tutto…Svalutazione

Quelli che hanno capito tutto, dell’Euro e della Svalutazione, come Casaleggio e Piddini.

 

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di Vittorio Boschelli

Dedico questo articolo a Lucio….dopo il successo dell’articolo precedente dove asserivo che il M5S non è mai stato contro l’euro, che ha fatto piombare i grllini sulla nostra pagina facebook, a replicare di ogni, nel tentativo di difesa, ma senza successo, la verità è una brutta bestia, capisco il vostro nervosismo, ma prima o poi dovrete ammettere di essere stati manovrati, dai vostri capi Setta, noi non abbiamo fretta, sappiamo aspettare e siamo tranquilli.

Certo il vostro guru non vi aiuta infatti dichiara: “Dopo l’uscita dall’euro la nuova moneta varrebbe zero”, ditemi voi come si può difendere l’indifendibile, eppure un grillino mi scrive: “Fronte popolare fatti meno canne”, oppure, “Ma quando crescete?” il più sensato Luca…afferma: “I ragazzi in parlamento lo contraddicono spesso….e io sono un 5 stelle….e non me ne pento”, in questi anni ho dovuto sopportare questo e molto altro, immaginatevi nel 2009 cosa potevano dire, ma oggi siamo in tanti a quanto pare, se non mi sono avvilito allora, figuriamoci oggi, lavoreremo anche per voi, non avete colpe, e noi abbiamo il cuore grande.

Pochi minuti fa, arriva il commento di Lucio…” Ma andate a lavorare un po’ ,invece di dire le solite stupidaggini, se non fossimo nell’euro, altro ke Africa saremmo”, non aggiungo altro, la mia risposta è nell’articolo del solito Alberto Bagnai pubblicato su Goofynomics, quando posso evito di offendere anche se…buona lettura, cari grillini e piddini.

I cialtroni della svalutazione, o la stabilità dell’euro

Mentre su Twitter imperversa il dibattito fra espertoni a colpi di LTRO, CDO, OMT, e altre sigle molto esoteriche, che assolvono alla duplice funzione di mettere vino vecchio in bottiglie nuove (come ci ricorda sempre Guerani) e di aumentare l’autostima di chi le snocciola (come sottolineava con garbata ma feroce ironia Keynes), io, qui, umile servo nella vigna del Signore, vorrei richiamare la vostra attenzione su una delle idiozie più evidenti nel discorso a difesa dell’euro. È un’idiozia talmente evidente che, pur avendovene sempre parlato, non vi ho mai prodotto i dati per smontarla, poiché davo per scontato che essi vi fossero noti, non essendo particolarmente segreti.Vedo invece che perfino molti miei “colleghi” insistono nell’argomentare che l’euro ci avrebbe dato stabilità, e che questo sarebbe il suo principale vantaggio, e che se abbandonassimo l’euro saremmo travolti dall’inflazione, e inoltre non avremmo benefici in termini reali.

A me non risulta, e purtroppo non risulta nemmeno al FMI.

Cerchiamo allora di far vedere alcuni banali (ripeto: banali) fatti stilizzati sull’evoluzione del tasso di cambio italiano negli ultimi venti anni. Quando dico “banali” intendo proprio “banali”, cose delle quali non varrebbe la pena nemmeno di parlare, se non per rimarcare che se un mio collega nega i fatti che vi mostrerò o è un porco collaborazionista (cosa da segnare su un taccuino), o è un cialtrone integrale (più adatto a studiare in una classe differenziale che a insegnare in un’aula universitaria).

Ma io son sicuro che nessuno dei miei colleghi negherà l’evidenza dei fatti, no? Mica sarò collega di cialtroni e/o collaborazionisti!? Comunque, non lo riterrei un argomento per cambiare mestiere.

Bene, cominciamo dalla stabilità.

Come vi ho detto più volte, nei primi due anni di vita (1999-2000) l’eurone si è svalutato contro il dollaro più o meno quanto la liretta fece nel dall’agosto 1992 in poi. Il grafico è qui:

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e riporta il tasso di cambio fra valuta nazionale italiana (lira nel 1992, euro nel 1999) e dollaro, fatto 100 il primo mese del periodo considerato (agosto 1992 per la serie USD92, gennaio 1999 per USD99). I dati vengono da questo utile sito.

La stabilità dell’euro la vedete! Nei suoi primi due anni di vita esso si svalutò di circa il 25% contro il dollaro, mentre la liretta aveva perso, due anni dopo lo sganciamento dallo Sme, circa il 30%. Non mi sembra una differenza particolarmente rilevante. Va da sé che il profilo temporale delle due svalutazioni è molto diverso: quella del 1992 fu più brusca (la linea blu scende prima), quella del 1999 più graduale (la linea rossa scende progressivamente), ma l’entità nel medio periodo fu praticamente identica. Tra l’altro, visto che vi piacciono gli aneddoti, vi posso dire che in quel periodo curavo gli interessi di una fondazione i cui advisor finanziari avevano suggerito di investire una parte consistente del patrimonio in euro. Ricordo ancora le allegre riunioni a fine 1999, quando la discesa dell’euro durava ormai da un anno, e non se ne vedeva la fine, e la proprietaria dei fondi cercava di capire dagli espertoni come mai stesse perdendo così tanto in conto capitale per investire in attività che comunque le davano così poco in conto interessi.

Tanto per chiarire il punto, io a un pranzo di lavoro nel 1998 ovviamente avevo detto al commerciale della grande società finanziaria di turno: “Ma insomma, amico, parliamone! C’è il CAPM, Black e Scholes, il lemma di Ito, equazioni differenziali stocastiche, tutto quest’armamentario, e poi la soluzione qual è? Metti il 60% in euro e il 40% in dollari? Ma questo gliel’avrei detto anch’io gratis a Wdhrtabwdef  [NdC: ho tradotto in venusiano il nome del miliardario di turno], anche se magari avrei messo il 60% in dollari…”.

Lui si fece un risolino prima, e io una risatona dopo (cose che capitano), quando il miliardario di turno se lo inc…, pardon, gli fece sommessamente notare che c’era qualcosa che non tornava.

Aaaaaah!

I piddini ovviamente vi diranno che nel 1999 l’euro non c’era, perché per il piddino (o per l’ortottero, o per l’utile tsipriota, o per…) l’euro è “solo una moneta”, cioè solo un dischetto di metallo che ha in tasca, e che gli evita di dover usare le tabelline quando scende dall’aereo a Parigi per raggiungere il suo attichetto a Place Vendôme.

Ma il fatto è che le tre funzioni della moneta che si studiano a Econ102 sono:

1) unità di conto (metro del valore);
2) intermediario delle transazioni;
3) riserva di valore

e sappiamo anche che storicamente (anzi, antropologicamente) la prima ad affermarsi è stata la prima fra le funzioni elencate. Non c’è scritto “dischetto di metallo”: omissione imperdonabile alla quale i piddini rimedierebbero se potessero riscrivere la storia a loro immagine e somiglianza! Nel 1999 l’euro, che non era ancora circolante (cioè che non era ancora “dischetto di metallo” in tasca a noi), e che quindi non usavamo nelle nostre transazioni interne, era però già l’unità di conto delle transazioni internazionali, il che significa che la svalutazione del 25% contro dollaro comportò che il petrolio ci costasse oltre il 30% in più rispetto a quello che si sarebbe verificato se l’euro fosse veramente stato stabile sul dollaro (perché non il 25%? Chiedetelo agli espertoni che vogliono insegnarci il funzionamento delle percentuali…).

Inutile dire che non vedemmo fra 1999 e 2000 un’esplosione del 30% dell’inflazione, come non la vedemmo nel 1992 (come su questo blog abbiamo più e più volte ricordato da anni: Alberto Barsi ci segnalò nel 2011, nel secondo articolo di questo blog – nel secondo articolo di questo blog – l’intervista a Monti della quale vi ho più volte parlato e che Claudio ha così ammirevolmentecollocato nel contesto a Torino, quella nella quale Monti ammette che fra 1992 e 1993 l’inflazione era scesa e la svalutazione ci aveva fatto bene).

Quindi: l’euro non ci ha dato la stabilità di per sé, perché all’occorrenza gli è capitato di sgretolarsi come la lira.

Allora qualcuno dirà: “Be’, d’accordo, questo è incontestabile: l’euro non è sempre stato forte, e la sua performance nei primi due anni non è stata poi così dissimile da quella della liretta nel suo periodo di maggiore debolezza. Ma proprio questo chiarisce che l’euro non è il problema! Infatti, come ci ha più volte detto, nel 1992 il saldo estero andò rapidamente in terreno positivo e la crescita ripartì, mentre nel 1999 non successe nulla di simile, il che dimostra che l’euro è solo una moneta e che il problema è la corruzione/la Cina/la spesapubblicaimproduttiva [barrare una o più caselle a scelta]”.

Eh no, caro piddino, le cose non stanno così, ovviamente. Madre Natura ti ha dato troppa faringe e poco cervello, e purtroppo, se è possibile rimediare al primo problema con un bisturi, per il secondo c’è poco da fare.

Allora, vediamo i cambi lira contro marco, costruiti nello stesso modo, e riferiti agli stessi periodi:

 

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Oooops! Eh già! Nel 1992 la lira aveva ceduto anche rispetto al marco, ma nel 1999, ovviamente, no, perché eravamo nell’euro, chiaro, bestia piddina? Eravamo nell’euro, chiaro, utile tsipriota? Eravamo nell’euro, chiaro, pentaballista? E quindi, anche se nel 1999 il dischetto di metallo in tasca si chiamava ancora la lira, i cambi intraeurozona erano irrevocabilmente fissi, e in sostanza eravamo già nell’euro.

Ora, vediamo se ti entra in testa (tranquillo: a te mi interessa solo farlo entrare in testa). Riporto gli stessi dati, questa volta non confrontando quello che è successo alla stessa valuta in due tempi diversi, ma quello che è successo nello stesso tempo a due valute diverse, cominciando dal 1992 e poi mostrando il 1999.

Nel 1992 la lira cedette (in proporzioni diverse), rispetto sia al dollaro che al marco:

 

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Notate: cedette più rispetto al dollaro che rispetto al marco. Ora, cosa sarebbe dovuto succedere, nella vostra fottuta mitologia di seguaci di Giannino? Avremmo sì avuto un vantaggio competitivo sulla Germania, quello lo ammettete anche voi – e infatti lo abbiamo avuto, raggiungendo un surplus verso l’estero confrontabile a quello che la Germania aveva avuto negli anni ’80; ma, sempre secondo voi, avremmo dovuto avere un enormissimo scoppio di inflazione – e infatti non lo abbiamo avuto, perché nessun articolo scientifico dice che a una grande svalutazione segua una grande inflazione, dal momento che in effetti una cosa del genere non succede mai per motivi che se voi aveste meno faringe e più cervello potreste studiare qui.

Da quando siamo nell’euro invece può succedere solo questo:

 

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Possiamo riallineare il cambio solo extraeurozona, e dato che il Nord dell’Eurozona rappresenta quasi la metà del nostro commercio, è evidente che il mancato riallineamento (cioè il fatto che la Germania si sia opportunamente scelta un sistema che le permette di non rivalutare) ci danneggia, mentre rispetto ai mercati delle materie prime siamo sempre in balia delle decisioni altrui (ma questo, come abbiamo visto, è meno importante, perché due episodi di svalutazione superiori al 20%, quelli che vi ho mostrato in questo post, non hanno portato a un aumento del 20% del prezzo della benzina alla pompa, come vi ho spiegato non tecnicamente qui, e come vi spiegherò tecnicamente il 12 aprile a Roma). Peraltro, questo fa capire che chi ci dice che il problema è il cambio dell’euro sul dollaroappartiene necessariamente a una delle due categorie sopra menzionate. Il problema è ed era il cambio fra Italia e Germania, cioè il fatto che la Germania non rivaluta, anche se i suoi beni sono molto domandati, sono in eccesso di domanda. Il problema è che l’euro impedisce al mercato europeo di funzionare. Come si ponga rispetto ai mercati terzi è un problema di ordine inferiore, stante il fatto che l’Europa è il più grande mercato dei paesi europei.

Bene.

Dopo tanti post tristi (e qualcuno esilarante), finalmente un post utile. Questo post vi permette:

  1. di riconoscere un cialtrone (o un collaborazionista) quando ne incontrate uno (laddove non crediate, come me, all’inesorabile veridicità della fisiognomica);
  2. di stare tranquilli: qualsiasi cosa succeda al cambio della nuova lira dopo l’euro… è già successo, e siamo ancora vivi!

Il riallineamento che ci aspetta questa volta, però, non sarebbe del tipo “cornuti e mazziati”, come quello del 1999 (cioè con un aumento del costo delle materie prime, a causa della svalutazione verso dollaro, ma uguale competitività verso i mercati di sbocco, a causa dell’esistenza dell’euro). Sarebbe invece del tipo “arrivederci e grazie“, cioè con un incremento del prezzo delle materie prime in dollari simile a quello sperimentato nel 1992, compensato però – come nel 1992, e come in Veneto e nelle Marche ricordano bene – da un uguale o superiore incremento della competitività sui nostri mercati di sbocco.

Prima è, meglio è.

E questo ormai cominciano a capirlo anche gli imprenditori.

La Cittadinanza Secondo Grasso

La Cittadinanza agli Stranieri per il Presidente Grasso è Urgente, più dei Problemi degli Italiani.

 

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di Vittorio Boschelli

Ho trovato un articolo su Grasso che trovate Qui, dal titolo “Cittadinanza: Grasso apre le porte a nuova legge”, naturalmente tutte belle parole, loro sono i “Buoni” e noi i “Cattivi”.

E’ strano come una salita vista dalla parte opposta sembra una discesa, infatti scrive il giornalista: “L’altra faccia della medaglia. Se è vero che spesso in Italia si finisce per cadere nelle ragnatele dei preconcetti, è altrettanto vero che la nostra nazione vive costantemente il fenomeno dell’integrazione e un gran numero di aziende italiane finisce per ritenere persone di nazionalità straniera punti fondamentali dell’attività commerciale”.

Faccio prima un osservazione e anche io affermo, è strano che con tutti i problemi che hanno i paesi europei in simultanea proprio nel periodo di maggiore difficoltà economica, tutti i governi (guada caso de sinistra) ritengono prioritario dare la cittadinanza agli immigrati, o i matrimoni omosessuali, forse per il voto perso dagli Italiani, ecc? Chiudo la parentesi.

Grasso afferma che noi (“razzisti”, “fascisti”, “xenofobi”, “estrema destra” ecc.”), siamo guidati da preconcetti, rispetto all’integrazione razziale europea, e non da dati di fatto inconfutabili, e senza IPOCRISIA, tipico di un falso buonismo de “sinistra”.

Grasso e la “sinistra”, non solo italiana non dicono che, La Libera Circolazione Di Persone, come quella delle Merci e dei Capitali, fanno parte dello stesso disegno INFAME chiamato LIBERISMO e MONDIALISMO che attraverso L’EURO e UNIONE EUROPEA, hanno portato alla FAME e al SUICIDIO milioni di persone in tutta europa, no, questo non si deve dire, perchè loro sono i “buoni” e noi i “cattivi”.

Caro Grasso tanti anni fa, ho fatto il piantone di giorno e di notte d’avanti casa tua a Palermo per 20 giorni, e TU giravi con la scorta, io servivo la Patria nei Bersaglieri, c’èrano allora i Vespri Siciliani, il problema dell’immigrazione non ti ha mai toccato, come tutti i politicanti e gli industrialotti da strapazzo (senza euro è impensabile), mica abitavi allo Zen o alla Vucciria.

Tentare di raccattare i voti di questi poveri immigrati dopo averli sfruttati e sottopagati per anni, facendogli credere che L’Italia era il paese di Alice, per favorire la loro invasione, che serviva a SVALUTARE DIRITTI E SALARI dei lavoratori, dato che non potevate SVALUTARE UNA MONETA di nome EURO, non vi fa onore, agli occhi di molti sembrate i “buoni”, io la chiamo IPOCRISIA e Cattiva Fede.

Abbiamo il problema del sovraffollamento delle carceri, che è in esplosione, dove il 70% dei detenuti sono stranieri (non trovando lavoro è scontato), abbiamo un tasso di disoccupazione al 14% e al 42% tra i giovani, abbiamo milioni di famiglie Italiane che vivono grazie alle Caritas, le città sono diventate invivibili per qualità della vita (sicurezza) e per l’inquinamento dovuto al sovraffollamento, abbiamo un problema di liquidità che transita verso l’estero, AVREMMO IN FUTURO IL SISTEMA PENSIONISTICO CHE ESPLODERA’ A CAUSA DEI LAVORATORI IMMIGRATI, (quello che volete per metterci le mani private) perchè le pensioni saranno devolute nei loro paesi, quindi la ricchezza si trasferirà altrove, ma viene detto l’esatto contrario, che grazie agli immigrati si pagano le pensioni, non c’è cosa più falsa e meschina.

Non sono razzista, senza però, non lo sono e basta!

Non si tratta di soffrire il “diverso”, ma solo di analizzare i fatti, non hanno colpe le persone, sono disperati e illusi proprio come noi, quello che ho sempre contestato è il PROGETTO MALEFICO di cui fa parte il “buono” Grasso (grillini anche voi), una integrazione IMPOSSIBILE, ancora di più in questo lungo periodo storico, che se non fermata, porterà a conseguenze inimmaginabili, quando io Italiano ho fame divento intollerante, questo non è giustificabile, ma è nella natura umana, nell’istinto alla sopravvivenza, natura manipolata e influenzata dall’ipocrisia.

Un buon padre di famiglia pensa prima ai suoi figli e poi agli amici dei figli, questo è naturale, lo STATO invece pensa prima agli altri e poi agli Italiani, questo è vergognoso e avrà un prezzo, guardare Hollande per credere, e siamo solo all’inizio.

Mi ero già espresso in merito, qualche anno fa e anche pochi mesi fasulla contrarietà del Fronte allo Lus Soli, ma vedo che si continua a mentire al popolo, ma molto presto anche il popolo italiano (il 58% a già capito), capirà il DISEGNO CRIMINALE del MONDIALISMO e saranno dolori, poi non dite che noi “cattivi” non vi avevamo avvisati, noi volevamo e vogliamo evitare il peggio, dato che siamo “cattivi”, voi che siete “buoni” invece fate di tutto per causarlo, questa è la differenza, saranno gli Italiani a giudicare quando sarà ora.

La storia mi ha insegnato che ingannare e sfruttare un popolo, attraverso la menzogna e la tirannia, per molto tempo, FINISCE SEMPRE MALE IL TIRANNO, ma questo non si riesce a comprendere, eppure la storia dovrebbe servire a questo, ma evidentemente gli “Interessi” economici sono più autorevoli della storia.