Oskar Lafontaine E La Menzogna Di Sinistra

Oskar Lafontaine decide di dire la verità sull’euro e esorta la sinistra italiana a non mentire ancora.

 

Oskar Lafontaine_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Con una lettera inviata alla sinistra italiana Oskar Lafontaine invita loro a dire la verità sull’euro, la sua natura Anti-Popolare.

Nel 2008 noi affermavamo che sarebbe arrivato il giorno che tutti diventavano Anti-Euro, compresa la sinistra italiana, “le spillette euriste attaccate al petto voleranno presto”, quel giorno è arrivato, come conferma un esponente di spicco della sinistra come Oskar Lafontaine.

Ricordo ancora quello che abbiamo dovuto subirci dai sinistrati italiani come accade quotidianamente ancora oggi in misura minore di ieri…ma incredibilmente accade ancora, ricordo frasi del tipo “ma tu vuoi ergere i muri”, “ma tu sei u figlio di p….”, “ma tu sei un terrorista”, “ma tu vuoi tornare indietro”, “ma tu sogni l’impossibile”, “ma tu sei nazionalista”, ecc.

Oggi le stesse persone che mostravano quella intelligenza e “stima” nei nostri confronti, vi dicono che noi avevamo ragione e che loro mentivano e mentono ancora oggi, infatti vengono esortati….i “compagni”…

Adesso come la mettiamo? Come vi sentite? Inutili o rifiutate i fatti ammessi dai vostri padroni colpevoli, come Lafontaine, Fassina, Varufakis, ecc, come reagiranno i Rizzo, i Ferrero, i Landini…continueranno a mentirvi o vi diranno che vi hanno venduti e ingannati sostenendo il progetto criminale dell’euro, Anti-Popolare e Anti-Democratico?

Capito? Anti-Popolare….cioè contro di voi popolo italiano…non so se adesso è chiaro?

Ecco la lettera di Oskar Lafontaine alla sinistra italiana che si è macchiata del crimine più efferato contro i lavoratori e le nuove generazioni.

Il tempo è sempre galantuomo…nonostante la stupidità dell’uomo, che non riesce mai a fidarsi neppure di se stesso in tempo utile, non riuscendo a distinguere una banale verità anticipata da qualche “folle”, con una palese menzogna propinata da uomini senza scrupoli, nè vergogna.

 

«Care com­pa­gne, cari compagni,

la scon­fitta del governo greco gui­dato da Syriza davanti all’Eurogruppo ha por­tato la sini­stra euro­pea a doman­darsi quali pos­si­bi­lità abbia un governo gui­dato da un par­tito di sini­stra, o un governo in cui un par­tito di sini­stra sia coin­volto come part­ner di mino­ranza, di por­tare avanti una poli­tica di miglio­ra­mento della con­di­zione sociale di lavo­ra­trici e lavo­ra­tori, pen­sio­nate e pen­sio­nati, e delle pic­cole e medie imprese, nel qua­dro dell’Unione euro­pea e dei trat­tati europei.

La rispo­sta è chiara e bru­tale: non esi­stono pos­si­bi­lità per una poli­tica tesa al miglio­ra­mento della con­di­zione sociale della popo­la­zione, fin­tanto che la Bce, al di fuori di ogni con­trollo demo­cra­tico, è in grado di para­liz­zare il sistema ban­ca­rio di un paese sog­getto ai trat­tati europei.

Non esi­stono pos­si­bi­lità di met­tere in atto poli­ti­che di sini­stra se un governo cui la sini­stra par­te­cipi non dispone degli stru­menti tra­di­zio­nali di con­trollo macroe­co­no­mico, come la poli­tica dei tassi di inte­resse, la poli­tica dei cambi e una poli­tica di bilan­cio indipendenti.

Per miglio­rare la com­pe­ti­ti­vità rela­tiva del pro­prio paese sotto l’ombrello dell’euro, restano al sin­golo paese sot­to­po­sto alle con­di­zioni dei trat­tati euro­pei solo la poli­tica sala­riale, la poli­tica sociale e le poli­ti­che del mer­cato del lavoro. Se l’economia più forte, quella tede­sca, pra­tica il dum­ping sala­riale den­tro un’unione mone­ta­ria, gli altri paesi mem­bri non hanno altra scelta che appli­care tagli sala­riali, tagli sociali e sman­tel­lare i diritti dei lavo­ra­tori, così come vuole l’ideologia neo­li­be­ri­sta. Se poi l’economia domi­nante gode di tassi di inte­resse reali più bassi e dei van­taggi di una moneta sot­to­va­lu­tata, i suoi vicini euro­pei non hanno pra­ti­ca­mente alcuna pos­si­bi­lità. L’industria degli altri paesi per­derà sem­pre più quote sul mer­cato euro­peo e non europeo.

Men­tre l’industria tede­sca pro­duce oggi tanto quanto pro­du­ceva prima della crisi finan­zia­ria, secondo i dati Euro­stat, la Fran­cia ha perso circa il 15% della sua pro­du­zione indu­striale, l’Italia il 30%, la Spa­gna il 35% e la Gre­cia il 40%.

La destra euro­pea si è raf­for­zata anche per­ché mette in discus­sione l’Euro e i trat­tati euro­pei, e per­ché nei paesi mem­bri cre­sce la con­sa­pe­vo­lezza che i trat­tati euro­pei e il sistema mone­ta­rio euro­peo sof­frano di alcuni difetti costitutivi.

Come dimo­stra l’esempio tede­sco, la destra euro­pea non si pre­oc­cupa della com­pres­sione dei salari, dello sman­tel­la­mento dei diritti dei lavo­ra­tori e delle poli­ti­che di auste­rità più severe. La destra vuole tor­nare allo Stato nazio­nale, offrendo però solu­zioni eco­no­mi­che che rap­pre­sen­tano una variante nazio­na­li­stica delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e che por­te­reb­bero agli stessi risul­tati: aumento della disoc­cu­pa­zione, aumento del lavoro pre­ca­rio e declino della classe media.

La sini­stra euro­pea non ha tro­vato alcuna rispo­sta a que­sta sfida, come dimo­stra soprat­tutto l’esempio greco.

Atten­dere la for­ma­zione di una mag­gio­ranza di sini­stra in tutti i 19 Stati mem­bri è un po’ come aspet­tare Godot, un autoin­ganno poli­tico, soprat­tutto per­ché i par­titi social­de­mo­cra­tici e socia­li­sti d’Europa hanno preso a modello la poli­tica neoliberista.

Un partito di sinistra deve porre come condizione alla sua partecipazione al governo la fine delle politiche di austerità.

Tut­ta­via ciò è pos­si­bile solo se in Europa prende forma una costi­tu­zione mone­ta­ria che con­servi la coe­sione euro­pea, ma che ria­pra ai sin­goli paesi la pos­si­bi­lità di ricor­rere a poli­ti­che capaci di aumen­tare la cre­scita e i posti di lavoro; anche se la più grande eco­no­mia opera in con­di­zioni di dum­ping salariale.

Pre­sup­po­sto impre­scin­di­bile a que­sto scopo è il ritorno a un sistema mone­ta­rio euro­peo (Sme) miglio­rato, che con­senta nuo­va­mente di ricor­rere alla riva­lu­ta­zione e alla sva­lu­ta­zione. Tale sistema resti­tui­rebbe ai sin­goli paesi un ampio con­trollo sulle rispet­tive ban­che cen­trali e offri­rebbe loro i mar­gini di mano­vra neces­sari per con­se­guire una cre­scita costante e l’aumento dell’occupazione attra­verso mag­giori inve­sti­menti pub­blici, così come per con­tra­stare, tra­mite la sva­lu­ta­zione, l’ingiusto dum­ping sala­riale ope­rato dalla Ger­ma­nia o da un altro Stato membro.

Que­sto sistema ha fun­zio­nato per molti anni e ha impe­dito l’emergere di gravi squi­li­bri eco­no­mici, come ne esi­stono attual­mente nell’Unione europea.

Rivol­gen­domi ai sin­da­cati ita­liani, tengo a sot­to­li­neare che lo Sme non è mai stato per­fetto, domi­nato come era dalla Bun­de­sbank. Ma nel sistema Euro la per­dita del potere d’acquisto delle lavo­ra­trici e dei lavo­ra­tori attra­verso salari più bassi (sva­lu­ta­zione interna) è maggiore.

A me, osser­va­tore tede­sco, risulta molto dif­fi­cile capire per­ché l’Italia uffi­ciale assi­sta più o meno pas­si­va­mente alla per­dita del 30% delle quote di mer­cato delle sue industrie.

Sil­vio Ber­lu­sconi e Beppe Grillo hanno messo sì in discus­sione il sistema Euro, ma ciò non ha impe­dito all’Eurogruppo di imporre il modello delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste alla poli­tica italiana.

Oggi la sinistra italiana è necessaria come non mai.

La per­dita di quote di mer­cato, l’aumento della disoc­cu­pa­zione e del lavoro pre­ca­rio, con la con­se­guente com­pres­sione dei salari, pos­sono rien­trare nei miopi inte­ressi delle imprese ita­liane, ma la sini­stra ita­liana non può più stare a guar­dare que­sto pro­cesso di de-industrializzazione.

Lo svi­luppo in Gre­cia e in Spa­gna, in Ger­ma­nia e in Fran­cia, dimo­stra come la fram­men­ta­zione della sini­stra possa essere supe­rata non solo con un pro­cesso di uni­fi­ca­zione tra i par­titi di sini­stra esi­stenti ma soprat­tutto con l’incontro di tante ener­gie inno­va­tive fuori dal cir­cuito poli­tico tradizionale.

Solo una sini­stra suf­fi­cien­te­mente forte nei rispet­tivi Stati nazio­nali potrà cam­biare la poli­tica euro­pea. La sini­stra euro­pea ha biso­gno ora di una sini­stra forte in Italia.

Vi saluto calo­ro­sa­mente dalla Ger­ma­nia e vi auguro ogni suc­cesso per il pro­cesso di costru­zione di una nuova sini­stra italiana».

Il Primo Pentito Eurofondatore Di Sinistra è Tedesco

Il Primo Pentito Eurofondatore Di Sinistra è Tedesco! Il B.I.R Oggi Brinda, Abbattuto Il Muro Dell’EURO.

 

oskar_lafontaine_person_1

 

Vittorio Boschelli

Oggi è il Coronamento di un Sogno perseguito dal Novembre 2008, il sogno si è realizzato grazie alla tenacia e al sacrificio di tante persone che hanno lavorato al mio fianco. Oggi voglio dedicare a Loro questa CONFESSIONE del Primo Pentito Eccellente Di Sinistra Padre Fondatore Del Progetto Criminale Dell’Euro, per rendere l’idea dell’importanza di questa confessione, possiamo paragonarla alla Confessione di Masino Buscetta a Giovanni Falcone.

Oggi Cade Finalmente Il Muro Dell’Euro, in questa confessione troverete quello che abbiamo sempre sostenuto noi del B.I.R e non potevamo avere soddisfazione MAGGIORE oggi, e questa volta è il caso di ripetere la nostra frase privilegiata “peccato e vergogna non restano nascoste a lungo” il giorno della VERITA’ è arrivato, come noi sapevamo, adesso NON CI SONO PIU’ DUBBI anche per i “Sordi” per i “Cechi” del Partito Unico Dell’Euro e in Particolare per i Piddini, vi avevo avvisati “presto le spillette attaccate al petto si staccheranno” ma voi eravate convinti di essere DOTTI e INTELLETTUALI, vi avevo anche detto tante altre cose in questi anni e non solo a Voi Piddini di Sinistra, ma anche a quelli di Destra e ai Piddini Grillini, eppure niente da fare, non vi entrava nel cervello LA VERITA’ MAI DETTA DA VOI SUL VERO PROBLEMA E CHE NON SI POTEVA RISOLVERE DALL’INTERNO, perchè L’Euro è stato Creato e Imposto proprio per SCOPI DIVERSI E PER CREARLI I PROBLEMI, altrimenti non sarebbe MAI NATO.

Dedico questo Articolo Confessione che ci Ricompensa per il Coraggio e la Tenacia a Tutti i Militanti del B.I.R, ai Simpatizzanti, a Tutti i Dirigenti, a Tutti I Movimenti e Associazioni Nostri Alleati e le Persone che ne fanno parte, per aver creduto con forza in un Progetto Politico Comune e alla Fiducia Incondizionata Nei Miei Confronti, nonostante le diversità che grazie all’intelligenza e trasparenza abbiamo saputo tramutare in RICCHEZZA, è doveroso fare un ringraziamento particolare a colui che ha creduto in me dal primo istante come io ho creduto in LUI, e ASSIEME abbiamo perseguito e condiviso gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, notti insonni e giorni frenetici, quasi in simbiosi,un Grazie Antonio Luciano, senza di Lui nulla avrei potuto fare, NOI assieme oggi ci prendiamo questa Bella Soddisfazione, leggendo questa CONFESSIONE per NOI non nuova.

Oskar Lafontaine,  padre tedesco dell’euro,  si pente e lo dichiara insostenibile causa dumping salariale dei tedeschi.  Inizia la frana, e chi non si sbriga a capirlo sarà seppellito.

La dichiarazione di Oskar Lafontaine del 30 aprile scorso è un evento storico . E’ la prima volta che un ex attore di primo piano nella creazione dell’euro ammette che è stato un errore. Questa dichiarazione segna un cambiamento nella posizione dell’élite europea di cui Oskar Lafontaine fa parte. Preannuncia che ormai altre affermazioni dello stesso tipo si moltiplicheranno nei prossimi mesi.

Le ragioni del cambiamento

Questa dichiarazione è particolarmente interessante per quel che riguarda i motivi della sua conversione ad un’uscita dall’euro.Ricordiamo che Oskar Lafontaine, come presidente del SPD, è stato uno dei più ferventi sostenitori della moneta unica negli anni ’90.Ha anche detto esplicitamente di aver creduto in un sistema di unificazione dei salari su scala europea, ma che questo meccanismo è stato svuotato del suo contenuto per l’azione di diversi governi.La posizione di Oskar Lafontaine non è quindi una posizione di rifiuto della moneta unica per principio.Ma egli osserva che nella configurazione attuale dei rapporti di forza in Germania, non vi è alcuna possibilità di un’inversione dell’attuale politica di dumping salariale.Da questo punto di vista, conviene citare esattamente il testo:
La situazione economica sta peggiorando di mese in mese, e la disoccupazione ha raggiunto un livello che mette sempre più in crisi le stesse istituzioni democratiche.

I tedeschi non hanno ancora capito che gli europei del sud, tra cui la Francia, presto o tardi saranno costretti dall’impoverimento economico a contrattaccare l’egemonia tedesca.Essi sono particolarmente sotto pressione per il dumping salariale della Germania in violazione dei trattati europei sin dall’inizio dell’unione monetaria.Merkel si sveglierà dal suo sonno del giusto quando i paesi che soffrono il dumping salariale tedesco si metteranno d’accordo per imporre un cambiamento nella politica di gestione della crisi a scapito delle esportazioni tedesche “.
Questo passaggio è particolarmente istruttivo per chi pensa che la DEMOCRAZIA è messa in pericolo da qualche “pazzo” non capendo che essa è stata già COMPROMESSA DA UN’IDEOLOGIA NEO-LIBERISTA e EURISTA e dalla SETE DI POTERE e perché mostra come la politica attuale, la cui origine sta in quella che Lafontaine chiama l'”Egemonia tedesca”, porterà a dividere l’Europa in due e riunirà contro la Germania i paesi dell’Europa meridionale e la Francia. La preoccupazione di Lafontaine, come la nostra è dunque quella di evitare un conflitto di questo tipo che realmente rovinerebbe la costruzione europea. E’ quindi proprio per salvare l’Europa che egli considera la fine dell’euro, come abbiamo sempre sostenuto NOI del B.I.R, quando gli schiocchi ci additavano come Anti-Europei e noi replicavamo che era UN PARADOSSO che NOI Anti-Euro eravamo gli Unici a Volere il Bene Dell’Europa, da non confondere con L’Unione Europea e Euro come ancora oggi fanno in tanti, bombardati dai Killer Dell’Informazione e i Politicanti del SISTEMA MENZOGNERO. Anche in questo lavoro veniva considerata la possibilità di forti aumenti salariali e di una fiammata inflazionistica in Germania. Ma si dimostrava come questi meccanismi non avessero in realtà alcuna possibilità di verificarsi e se ne deduceva la necessità di una forte svalutazione.

La conversione di Oskar Lafontaine alla dissoluzione della moneta unica non è poi così sorprendente.Oskar Lafontaine crede nell’Europa, ma, lui, non vive nel mondo incantato di cui si compiacciono i socialisti di tutte le tendenze, compreso il Front de Gauche, l’equivalente francese di Die Linke, il partito a sinistra della SPD di cui Lafontaine è stato uno dei fondatori. E’ per senso di realismo che Lafontaine arriva alla soluzione di uno scioglimento dell’eurozona. Il Peso di una Menzogna e la speranza di SALVARSI spesso sono determinanti per AFFERMARE LA VERITA’ MAI DETTA AI POPOLI EUROPEI. “L’EURO E’ NATO GIA’ MORTO”

Come procedere a uno scioglimento della zona euro

Egli parte dalla constatazione che le svalutazioni interne (le politiche deflazionistiche come si sarebbe detto negli anni ’30) da sole non saranno in grado di cambiare la situazione. Esse dovrebbero essere accompagnate da un aumento volontario di TUTTI i salari tedeschi di almeno il 20%, il che è impossibile oggi, a causa dello stato dei rapporti di forza in Germania.Egli precisa poi come concepisce questa dissoluzione della zona euro e, in particolare, considera la necessità di un controllo dei capitali (e senza dubbio inizialmente un controllo dei cambi) per realizzare questa politica.Qui è sorprendente constatare come un politico possa concordare con le posizioni espresse dagli economisti accademici e come concepisca, ancora una volta in modo molto realistico, un meccanismo di cui l’Europa ha già dato  esempio con la crisi di Cipro.Ancora una volta, vale la pena citare Oskar Lafontaine per esteso: (vedi Video Del B.I.R e più di 450 articoli)
“Se i riaggiustamenti reali verso l’alto o verso il basso non sono possibili, diventa necessario abbandonare la moneta unica e tornare a un sistema che rende possibili le svalutazioni e rivalutazioni, come è avvenuto con il predecessore della moneta unica, il sistema monetario europeo (SME). Si tratta fondamentalmente di rendere di nuovo possibili delle svalutazioni e rivalutazioni attraverso un sistema di cambi controllati dall’Unione europea.A tal fine, un rigoroso controllo dei capitali sarebbe la prima misura inevitabile, per tenere sotto controllo i flussi dei capitali.Dopo tutto, l’Europa ha già attuato questa misura a Cipro.
Come Abbiamo Affermato per anni, SENZA IL CAMBIO FLESSIBILE GLI AGGIUSTAMENTI SI DOVRANNO SCARICARE SUL CETO MEDIO BASSO, quindi SVALUTARE NON E’ PECCATO E NON RENDE CIECHI come vi hanno detto per anni gli “economisti alle vongole” ma è uno STRUMENTO VELOCE E VITALE per una Nazione per sanare gli squilibri e annullare gli Investimenti Tecnologici degli Altri Paesi Concorrenti, salvando IL POPOLO SOVRANO, “Controllo dei Capitali La Prima Cosa Da Fare” com’è scritto nel nostro PROGRAMMA. privarsi della FLESSIBILITA’ DEL CAMBIO E’ UNA FOLLIA PER UNA NAZIONE dalle conseguenze CERTE, SVALUTARE SALARI E STIPENDI BLOCCANDO IL MERCATO INTERNO E LA CONSEGUENTE CHIUSURA DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE. Chiaro?
Ecco L’Articolo Integrale

TESTO di Oskar Lafontaine

Oskar Lafontaine : Abbiamo bisogno di un nuovo sistema monetario europeo
La politica europea di Angela Merkel è sempre più sotto pressione.Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, ma anche il primo ministro italiano Enrico Letta, hanno criticato la sua politica di austerità che domina l’Europa e che conduce al disastro.I leader europei sanno che le cose non possono continuare così.La situazione economica sta peggiorando di mese in mese, e la disoccupazione ha raggiunto un livello che mette sempre più in crisi le istituzioni democratiche.
I tedeschi non hanno ancora capito che gli europei del sud, tra cui la Francia, presto o tardi saranno costretti dall’impoverimento economico a contrattaccare all’egemonia tedesca. Essi sono particolarmente sotto pressione per il dumping salariale della Germania in violazione dei trattati europei sin dall’inizio dell’unione monetaria. Merkel si sveglierà dal suo sonno del giusto quando i paesi che soffrono il dumping salariale tedesco si metteranno d’accordo per imporre un cambiamento nella politica di gestione della crisi a scapito delle esportazioni tedesche
Una moneta unica avrebbe potuto essere sostenibile se i partecipanti avessero concordato una politica salariale coordinata e orientata verso la produttività.Negli anni ’90 pensavo che un tale coordinamento sarebbe stato possibile ed ero d’accordo con la creazione dell’euro. Ma i governi hanno eluso le istituzioni create per questo coordinamento, in particolare il dialogo macroeconomico. Le speranze secondo cui la creazione dell’euro avrebbe portato a un comportamento economico razionale da parte di tutti sono state vane.Oggi il sistema è fuori controllo.Come Hans-Werner Sinn ha scritto di recente in Handelsblatt, paesi come la Grecia, il Portogallo e la Spagna devono tagliare i costi di circa il 20-30% rispetto alla media dell’Unione europea per raggiungere un livello approssimativamente equilibrato di competitività e la Germania dovrebbe aumentare il livello salariale di circa il 20%.
Abbandonare la moneta unica
Tuttavia, gli ultimi anni hanno dimostrato che una tale politica non ha alcuna possibilità di essere attuata. Un aumento dei salari, necessario nel caso della Germania, non è possibile con le organizzazioni dei datori di lavoro e il blocco dei partiti neoliberisti, formato da CDU / CSU, SPD, i liberali e i Verdi, che non fanno che seguirli. Una diminuzione dei salari, che significa una perdita di reddito nell’Europa meridionale, e anche in Francia, dal 20 al 30%, porterà al disastro, come vediamo già in Spagna, Grecia e Portogallo.
Se i riaggiustamenti reali verso l’alto o verso il basso non sono possibili, diventa necessario abbandonare la moneta unica e tornare a un sistema che rende possibili le svalutazioni e rivalutazioni, come è avvenuto con il predecessore della moneta unica, il sistema monetario europeo (SME). Si tratta fondamentalmente di rendere di nuovo possibili delle svalutazioni e rivalutazioni attraverso un sistema di cambi controllati dall’Unione europea. A tal fine, un rigoroso controllo dei capitali sarebbe la prima misura inevitabile, per tenere sotto controllo i flussi dei capitali. Dopo tutto, l’Europa ha già attuato questa misura a Cipro.

Durante un periodo di transizione, sarà necessario aiutare i paesi le cui valute soffriranno di sicuro una svalutazione a sostenere il cambio, anche per mezzo di un intervento da parte della Banca Centrale Europea, al fine di evitare un collasso.
  
Una condizione per il funzionamento di un sistema monetario europeo sarebbe di riformare il settore finanziario con una rigorosa regolamentazione, ispirandosi alle casse di risparmio pubbliche. Gli speculatori devono scomparire.
Il passaggio a un sistema di svalutazioni e rivalutazioni controllate sarebbe graduale.Si sarebbe già potuto cominciare con la Grecia e Cipro. L’esperienza del “Serpente monetario europeo” e dello SME avrebbero dovuto essere prese in considerazione.
30, aprile 2013.
Articolo Dedicato a Chi Ancora Crede Alla Befana, Babbo Natale, All’EURO e UNIONE EUROPEA, insomma al P.U.E compreso i GRILLINI quelli che “cambieremo i trattati” “Faremo il Referendum” “Chi sono io per decidere se bisogna restare o uscire” vi basta come MALAFEDE e come dimostrazione di aver guadagnato TEMPO PREZIOSO PER IL SISTEMA che gli permetterà di Recuperare i LORO SOLDI attraverso il SANGUE degli ITALIANI ? Perchè le Lacrime SONO FINITE già da alcuni Anni.
Concludo con una frase scritta da me tanto tempo fa: “Dall’euro usciremo perchè la Germania taglierà la corda dove sono appesi tutti i fessi” giusto per dovere di precisione QUESTO è GIA’ AVVENUTO E NOI NE ABBIAMO DATO NOTIZIA A FEBBRAIO 2012 MA NESSUNO VI HA DETTO NULLA, come al solito………………….! W i Nuovi……………!