Le Pen: QE e Svalutazione Dell’Euro

Marine Le Pen parla dell’inutilità del QE di Draghi per l’economia reale e della svalutazione dell’euro che farà male ai Tedeschi.

 

svalutazione euro_marine le pen_fronte popolare

di Vittorio Boschelli

Dell’ultima cartuccia di Draghi, il famoso e “miracoloso” (per le banche) QE, abbiamo già parlato, come abbiamo parlato degli effetti della svalutazione dell’euro, che aiuta un po noi (non nella misura che vi dicono) ma penalizza i Tedeschi che già si lamentavano, figuriamoci tra qualche mese.

Prima di pubblicarvi una conferenza stampa di Marine Le Pen in merito…che poi è la spiegazione del perchè Marine ha successo (mica siamo in italia…), semplicemente perchè afferma quello che affermano ormai tutti i nobel dell’economia del mondo, sulla crisi dell’euro e dell’unione europea, tutto il resto della ciurma politica e non solo, hanno preferito mentire, semplice no?

Quindi chi ha detto la verità viene premiato (tranne che in italia), chi ha mentito viene punito, non fa una piega…il buonsenso non è in dono a tutti…tenetevi chi vi mente, forse è quello che meritate e forse hanno ragione loro quando affermano che la colpa del disastro italiano è vostra che non valete una…bip…fiumi di parole per Tosi e Landini i due EURISTI DOC, quelli “…a noi dell’euro non frega nulla…anzi sono a favore è solo che oggi è di moda essere contro…” spero di essermi spiegato con qualche amico “de destra” e “de sinistra”, quindi non rompetemi più le scatole con discorsi inutili che dimostrano quello che avete capito…cioè…NULLA, NULLA, NULLA…

Preferisco consolarmi con i Francesi, in fondo sono loro che capiscono sempre prima di noi e ci regalano storicamente certe soddisfazioni, in quando le teste di chi affama deliberatamente il popolo le hanno sempre tagliate, noi in italia continuiamo a parlarne, continuando a fare le stesse scelte, ignorando il significato della parola CAMBIARE, prima la testa e a quello ci penseranno i Francesi…e poi noi stessi, se realmente siamo diversi… ma i fatti non dicono questo, altrimenti raccontavamo altre cose e non quelle che siamo costretti a ripetere ogni giorno, da anni, senza essere capiti in buona o cattiva fede.

Noi del Fronte abbiamo le idee chiare e sono sempre le stesse da anni, (altri hanno cambiato) perchè il problema è lo stesso e non perchè dobbiamo entrare nelle grazie altrui, che poi sono le stesse di quelle del FN, se voi ancora non avete capito nonostante anni di crisi dell’euro e un vostro problema e non dite che Vittorio Boschelli vuole imporre le sue idee, perchè non sono le mie e mi attribuite meriti che non ho, (sarei contento se mi venissero attribuiti un terzo di quelli che ho), ma della storia politica ed economica, basta solo LEGGERE e AVER VISSUTO in modo consapevole e non come pecore in caccia di notorietà, un posto al sole o peggio, un tozzo di pane.

Quindi prima di contattarmi o di propormi qualsiasi cosa leggete il nostro programma e quello che abbiamo scritto in questi anni NON CAMBIEREMO UNA SOLA VIRGOLA specialmente sulla lotta AL PROBLEMA PRINCIPALE CHIAMATO EURO e alla DITTATURA LIBERISTA, per nessuna ragione al mondo…per nessuna ragione al mondo…per nessuna ragione al mondo…anche questo non entra, dovuta alla vecchia abitudine di fare politica, quella delle campagne elettorali e non quella che dovrebbe essere.

Ecco il video di Marine e la relativa traduzione in italiano, altrimenti chi ha capito mi sgrida perchè non sa il francese, ma approva ugualmente sulla fiducia…bella parola antica che era alla base di una società sana…dimenticata…

 

 

Marine Le Pen, conferenza a Bruxelles, 22 gennaio 2015,

Il sipario si apre sul 2015 in un clima in cui si combinano insieme rischi terroristici, rischi geopolitici e soprattutto grandi trasformazioni macroeconomiche per l’area dell’euro, delle quali vorrei parlare con voi.

Vi ringrazio quindi per la vostra presenza a questa conferenza stampa in risposta alla significativa riunione di politica monetaria della Banca centrale europea tenutasi oggi, giorno in cui il presidente Mario Draghi ha annunciato un evento senza precedenti e di notevole significato politico per il futuro dell’euro, ossia l’operazione di “quantitative easing” (QE).

Per la cronaca, questo gergo finanziario sta a significare un programma di massiccio riacquisto di titoli del debito pubblico dei paesi dell’area dell’euro.

Ciò corrisponde semplicemente alla creazione di moneta ex nihilo della BCE, che dovrebbe stimolare l’economia attraverso iniezioni di liquidità da parte della banca centrale.

Questo è il nome moderno per la stampa di moneta, con la differenza che non si tratta di un intervento direttamente produttivo per l’economia reale.

Il QE dovrebbe essere l’ultima ratio per promuovere la crescita economica nell’area dell’euro e invertire la serie allarmante di statistiche negative sull’occupazione, gli investimenti e soprattutto l’inflazione.

Il mio scopo non è quello di fare qui una rassegna esaustiva degli argomenti tecnici sostenuti dalla BCE, che Draghi del resto non ha pienamente rivelato, ma di mettere in prospettiva da un punto di vista politico le conseguenze pratiche di questo intervento di politica monetaria non convenzionale, per l’interesse economico della Francia.

Si deve anzitutto rilevare che questo QE sovrano è l’ultima cartuccia di un arsenale di misure analoghe.

Negli ultimi anni, la BCE ha gradualmente abbassato i suoi tassi di riferimento a livelli storicamente bassi. Senza raggiungere il suo obiettivo: stimolare l’economia attraverso il credito bancario.

Ha lanciato in parallelo diverse operazioni di politica monetaria non convenzionale, come il SMP e l’OMT, riacquisti di attività cartolarizzate, o l’ABS, i “covered bond”, prestiti a lungo termine alle banche a tassi preferenziali, il tutto per delle somme colossali: rispettivamente 1.000 miliardi di € rimborsati nel 2012 e ancora 1000 € miliardi annunciati nel 2014 solo per le operazioni LTRO e TLTRO. L’obiettivo non dichiarato della BCE è quello di allentare la crisi interbancaria nata nel 2008 e legata al rischio dei debiti sovrani.

Il QE annunciato oggi è il risultato di questo insieme di misure, il cui obiettivo è sempre lo stesso: cercare di rilanciare una crescita economica che sta morendo ed evitare l’esplosione dell’eurozona a causa della crisi dei debiti pubblici.

Per giustificare tali misure, Draghi ci ha venduto l’idea che le aspettative di inflazione, in relazione al target del 2%, sarebbero preoccupanti, con un rischio di un ciclo deflazionistico, vale a dire un calo generale dei prezzi nell’area dell’euro, cioè dei salari e della crescita.

Le famiglie hanno potuto constatare un calo dei prezzi nel loro carrello al supermercato?

Sicuramente no. E il prezzo del barile di petrolio è dovuto scendere di più della metà in 6 mesi, per vedere una diminuzione del prezzo alla pompa di pochi centesimi.

In realtà, Draghi sta cercando di far passare ai nostri occhi un rischio di recessione economica strutturale come un fenomeno esclusivamente monetario, la deflazione, per venderci la necessità che la BCE intervenga con un QE su larga scala.

Circa gli elementi del programma annunciato questo pomeriggio da Mario Draghi, rilevo alcuni punti importanti:

– In primo luogo, l’ammontare del QE, cioè 60 miliardi di € al mese, il che equivale a 1.100 miliardi di € fino a settembre 2016, sarà distribuito in proporzione al capitale degli Stati nella BCE, per la Francia circa 200 miliardi di euro

– In secondo luogo, riguarderà sia i debiti pubblici che quelli privati

– Infine, il rischio sarà ben poco condiviso. L’80% sarà a carico delle banche centrali nazionali, il 20% della BCE. In altre parole, solo il 20% dei titoli acquistati potranno generare delle perdite assunte collettivamente dagli Stati membri della zona euro.

In definitiva, si tratta di una doppia vittoria per la Germania. In primo luogo per il criterio della distribuzione in base alla quota del capitale della BCE, che ha chiaramente scelto di privilegiare solo la prima classe della zona euro invece di salvare i paesi membri in difficoltà, come i greci.

In particolare, la Germania con la sua Bundesbank beneficerà del 25% della dotazione del QE, circa 270 miliardi di €, mentre è il paese che ne avrebbe meno bisogno. Simbolicamente, del resto, Angela Merkel ha annunciato le misure della BCE contemporaneamente a Mario Draghi da Davos!

In attesa delle modalità pratiche di attuazione, ricordo che si pone la questione di legittimità in relazione all’articolo 123 del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di acquistare direttamente dagli Stati membri i loro titoli di debito.

La scorsa settimana, l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea ha approvato la tecnica dell’OMT, lanciata dalla BCE nel settembre 2012 con un meccanismo simile.

Ma con un limite: il QE è accettabile solo se si tratta di uno strumento eccezionale che consente alla BCE di raggiungere il suo obiettivo del 2% di inflazione o di salvare l’euro, ma non per far girare la stampante e finanziare in maniera permanente i disavanzi pubblici.

Il QE è già stato sperimentato all’estero, soprattutto negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, ma senza il vincolo dell’art. 123, in quanto queste due potenze economiche mondiali hanno la loro moneta nazionale e la loro banca centrale per monetizzare il deficit, senza alcun limite reale.

Al costo di un aumento colossale del suo bilancio, la Federal Reserve è riuscita a rilanciare l’economia degli Stati Uniti dopo la crisi del 2008. Che cosa succederà al bilancio della BCE, se implementerà davvero il suo QE fino a 1.100 miliardi €, come annunciato? Intenderà aumentare il proprio capitale? E quale sarà il contributo della Francia?

In attesa di una risposta, esaminiamo ora la portata e il significato di questa operazione di QE, per vedere quali lezioni se ne possono trarre.

Se il QE funziona, tenderà a far crescere i mercati finanziari e abbassare il valore dell’euro. Ma il vero obiettivo, la ripresa della domanda interna, quindi dell’attività economica, della crescita e dell’inflazione, dipende dall’impiego della liquidità nell’economia reale.

Ebbene, non c’è niente di meno sicuro. L’afflusso di denaro va spesso a beneficio dei mercati dei capitali e favorisce le bolle.

Nello specifico, c’è da temere che il QE incoraggi i banchieri ad intensificare la loro attività sul mercato e la speculazione sulle attività ad alto rischio con la cartolarizzazione, i CDS o altri strumenti alla base della crisi dei “subprime”, piuttosto che a fare prestiti a imprese e famiglie.

Si noti che questi prodotti sono ancora più redditizi in quanto è la BCE, in ultima analisi, a sopportarne il rischio. Questo è il principio della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite!

Per quanto riguarda i cambi, i mercati hanno già gradualmente scontato nei prezzi questa operazione di QE sin dal giugno 2014. Infatti, l’euro ha perso oltre il 18% rispetto al dollaro.

Questo deprezzamento è di primo acchito una buona notizia per la nostra competitività, ma di gran lunga insufficiente per raddrizzare la nostra economia reale e la nostra occupazione, perché il credito non riparte.

L’euro sopravvalutato è un ostacolo per le nostre esportazioni, in quanto i prodotti o servizi che vendiamo al di fuori della zona euro sono relativamente troppo costosi. La nostra bilancia commerciale ne è la prova, estremamente deficitaria da 12 anni, per un ammontare di 70 miliardi di € / anno in media per 3 anni, e 55 previsti nel 2014, nonostante il calo del greggio.

Quando il tasso di cambio scende, questo ci rende relativamente più competitivi nel prezzo. Le nostre imprese possono vendere di più, aumentare i loro margini e quindi in teoria assumere e aumentare i salari. Ciò vale in particolare per il lusso, l’aerospaziale, la chimica e il settore automobilistico.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il calo dell’euro del 18% di oggi rappresenta un guadagno di competitività pari a 4 volte quello previsto dal Patto di responsabilità per la Francia (stimata al 4%) e senza svalutazione dei salari francesi.

Questo dimostra che la svalutazione competitiva di una moneta è l’arma principale del protezionismo intelligente, del resto ampiamente utilizzata dalle potenze economiche mondiali (Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito …).

Ma c’è ancora molta strada da fare, che noi del Fronte Nazionale valutiamo all’incirca dal 5 al 10% in più, per rilanciare davvero la nostra economia nazionale.

Ma ancora, questo guadagno di competitività di prezzo gioca solo nei confronti dei paesi non appartenenti all’area dell’euro.

Tuttavia, il 50% del commercio estero francese avviene proprio con il resto della zona euro. Oltre alla Cina, i nostri principali concorrenti e partner sono la Germania (da sola equivale al 17% dei nostri scambi), il Belgio, i Paesi Bassi e infine l’Italia.

Ciò significa che il calo dell’euro non ha alcun impatto su tutti gli scambi della Francia con i paesi che hanno la stessa moneta. Solo l’uscita dall’euro permetterebbe di far valere in pieno l’effetto di una svalutazione.

Per la Germania, un euro più debole è un problema perché il loro modello economico si basa interamente su un Euromarco forte che consenta alla loro previdenza e ai loro fondi pensione di acquistare a buon mercato del debito pubblico turco, cinese o indiano i cui interessi finanzino in modo conveniente i loro pensionati grazie al differenziale dei tassi di cambio.

Questo punto è molto importante da comprendere, perché dopo un anno di QE, rischiano di apparire i primi deficit, e dopo due anni potrebbero essere proprio i tedeschi a chiedere di uscire dall’euro.

Sul piano puramente economico e politico, è importante notare che il lancio di questo programma di QE segna soprattutto il fallimento dell’unione economica e monetaria, delle politiche economiche ultra-liberiste dell’Unione, e dell’euro, che non sono stati in grado di creare quell’occupazione e quella prosperità cui avrebbero dovuto portare dopo il trattato di Maastricht.

Sull’analisi della situazione, siamo almeno d’accordo con Draghi nel dire che l’Europa è l’area del mondo che stenta di più a riprendersi dalla crisi del 2008:

  • Il PIL della zona euro nel 2013 ha mostrato, per il secondo anno consecutivo, una crescita negativa. Nel 2014, ci si accontenterebbe di una crescita dello 0,8%.
  • La disoccupazione si attesta all’11,3% di fine 2012 e all’ 11,9% di fine 2013, e rimarrà ad un livello paragonabile o addirittura superiore nel 2014.
  • La disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione giovanile rimangono estremamente preoccupanti, con picchi del 25% sino addirittura al 40% in Spagna o in Grecia.

La crescita lenta e la disoccupazione di massa, sono un fatto che le nostre commissioni al Parlamento europeo constatano tutte le settimane. E’ anche la constatazione dolorosa e impotente dei leader politici francesi dell’UMP, mentre l’economia degli Stati Uniti, per esempio, a fine 2014 è tornata a generare occupazione e un tasso di crescita del PIL vicino al 5%, e l’economia britannica è quasi al 3%.

La propaganda dei partiti di sistema ci ammannisce ancora continuamente la stessa favola: più Europa federale ci sarà, più saremo forti e avremo prosperità!

La realtà è esattamente il contrario …

Inoltre, l’area dell’euro è sottoposta ad una situazione di stress, con due nuove prove da superare in questo mese di gennaio:

– L’abbandono improvviso la scorsa settimana dell’aggancio all’Euro da parte del franco svizzero, deciso dalla Banca nazionale svizzera

– E le elezioni parlamentari in Grecia di domenica prossima, che dovrebbero vedere la vittoria del partito di “Syriza”.

Queste sono ulteriori prove che per gli operatori del mercato la credibilità della moneta unica è notevolmente compromessa e che non dovremmo escludere un’esplosione della zona euro, tenuto conto delle differenze strutturali tra le nazioni dei tassi di crescita economica, dei tassi di interesse nominali, del tasso di disoccupazione e del tasso di inflazione.

Che rapporto c’è oggi tra la Germania, il cui bilancio pubblico è in equilibrio e la bilancia commerciale molto in avanzo, e paesi come l’Italia o la Francia?

Qual è il rapporto tra il Lussemburgo col suo 25% di debito pubblico e la Grecia col suo 175%?

Il processo del “semestre europeo”, che dovrebbe organizzare la convergenza delle economie, è un fallimento: solo il 9% delle raccomandazioni sono attuate e per il 45% di esse non vi è nemmeno un principio di esecuzione.

Questa operazione di QE è dunque una ammissione di totale fallimento dell’unione monetaria che del resto non è mai stata un’area valutaria ottimale, fin dall’inizio. Se così fosse, i tedeschi, in nome della solidarietà europea, avrebbero effettuato dei trasferimenti finanziari dei loro surplus commerciali verso i paesi in disavanzo. Non è così!

Oltre agli indicatori macroeconomici, la migliore prova della eterogeneità dell’unione monetaria è la messa in atto dal 2011 in ogni Stato della zona di molteplici politiche monetarie, tramite iniezioni di liquidità finanziaria permanenti (tipo ELA, LTRO, TLTRO, ecc ..), da parte delle banche centrali nazionali e non della BCE.

Questa trasformazione fondamentale della zona euro, non prevista dal trattato di Lisbona, è un abbandono de facto di una politica monetaria unica da parte della BCE e la messa in discussione dei cosiddetti principi di Tinbergen, compreso il fatto che non ci potrebbe essere un’utilizzazione della politica monetaria per uno scopo diverso da quello della stabilità dei prezzi.

Inoltre, non dimentichiamo che Cipro è già tecnicamente fuori dalla zona euro (secondo la definizione del premio Nobel per l’economia Robert Mundell) dal momento in cui è stata costretta a istituire un controllo dei cambi e dei capitali dopo la crisi bancaria di aprile 2013.

Tutte queste ragioni confermano ancora una volta che su questo argomento economico, come su molti altri, la diagnosi del Fronte Nazionale era corretta.

La conclusione è chiara: le condizioni per una moneta unica non sono soddisfatte.

Quali soluzioni alternative possiamo quindi considerare?

Di fronte a questi fallimenti e al costo di queste misure inefficaci, non dobbiamo cambiare lo strumento, ma il modello economico, e confidare di nuovo sulle nazioni.

La Francia dovrebbe disporre, come le altre grandi potenze, della sua moneta, della sua banca centrale, dei suoi confini, della sua sovranità di bilancio, bancaria e legislativa. Dovrebbe quindi uscire dal torpore in cui l’ha sprofondata l’Unione europea, prendere le distanze, e rinegoziare le condizioni della sua partecipazione.

Dal 1973, lo Stato francese si finanzia sui mercati finanziari e, per questo, deve pagare degli interessi sul debito, che nel 2014 ammontavano a circa 45 miliardi di euro.

Non solo, se si cumulano gli interessi finanziari che la Francia ha pagato per 40 anni ai suoi creditori privati, dal momento che non si finanzia più dalla Banca di Francia, si arriverebbe a quasi 1.600 miliardi, circa l’80% dello stock di debito pubblico attuale

In qualche modo, questa operazione di QE decentrata presso le banche centrali nazionali è la fase finale dei piani di smantellamento dell’euro, che precede il nostro piano di transizione alle nuove monete nazionali, per essere finalmente padroni del nostro destino.

Pertanto, dato che c’è più una valuta unica, allora io propongo a Hollande di risparmiare tempo e sofferenza sociale, negoziando l’attuazione di un piano B: il passaggio al nuovo franco francese , in parità ( 1 FF = 1 ECU o 1 €) con l’euro, moneta comune, che avrebbe corso legale nella zona monetaria europea per il commercio internazionale;

Il passaggio al nuovo franco francese chiuderebbe la parentesi dell’euro e ci ridarebbe due vantaggi decisivi:

  1. La capacità di autofinanziamento diretto, senza passare per i mercati finanziari, per le esigenze dello Stato e delle pubbliche amministrazioni
  2. E un certo controllo sul livello di cambio della nostra moneta con i nostri partner commerciali, per dare alle nostre imprese la competitività di prezzo che l’euro forte nega loro.

Il finanziamento dello Stato direttamente dalla Banca di Francia riporterebbe in vigore il meccanismo che ha permesso la ricostruzione e l’espansione economica dei Trenta Gloriosi.

Questa politica monetaria e del cambio patriottica permetterà alla Francia di porre fine alla spirale di austerità grazie al ritorno naturale della sua competitività.

La monetizzazione ragionevole del debito a livello nazionale permetterà di fare ciò che non è più stato fatto da 40 anni: finanziare l’economia produttiva nazionale, la transizione energetica, avviare la reindustrializzazione del debito e anche la riduzione del debito pubblico in maniera graduale.

Questa riconquista della nostra sovranità monetaria dovrà essere accompagnata da una razionalizzazione della nostra spesa pubblica, al fine di porre fine agli infiniti deficit che accumulano il nostro debito e dare allo stato un certo margine di manovra per le sue vere priorità.

Priorità nazionale per alcune politiche sociali, semplificando l’organizzazione amministrativa dello Stato e delle comunità locali, caccia alle duplicazioni, alla spesa clientelare, alla frode sociale, all’evasione fiscale ecc. Il cantiere è enorme.

Infine, la riconquista della sovranità deve essere accompagnata da uno sforzo particolare nella redistribuzione della ricchezza. Non attraverso una tassazione di confisca, ma attraverso una legittima distribuzione dei frutti della crescita ai salari, alla classe media e ai più poveri, non a beneficio esclusivo dei capitali e di una superclasse sempre più ricca.

Voi conoscete le soluzioni del mio modello di “patriottismo economico”, e voglio ricordare i miei due obiettivi politici: la piena occupazione e la prosperità nazionale per i francesi. È possibile!

Grazie. Il mio collega Bernard Monot e io siamo a disposizione per rispondere alle vostre domande.

 

 

 

 

Nè Destra, Nè Sinistra…Verità

Nè destra Nè sinistra, ma verità e patrioti.

 

marine le pen patrioti e mondialisti_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Io imparo molto da chi mi scrive o da chi mi parla, amo molto il contatto con la gente “normale” come me, che spesso mi fornisce spunti interessanti che poi mi permettono di scrivere, quindi ringrazio molto… anche chi non la pensa come noi.

Infatti un lettore mi scrive sotto un articolo pubblicato su facebook “ancora con questa destra e sinistra, nord e sud, bianchi o neri…”

Diciamo subito che che tutto sommato al netto di alcune fondamentali precisazioni, concordiamo noi del Fronte Popolare con il lettore, ma dissentiamo nel modo più assoluto, sul tentativo del pensiero unico intrinseco alla frase e dissentiamo sul tentativo dell’unificazione delle colpe, annullando le differenze che oltre le etichette destra e sinistra, ci sono in realtà nei popoli e di conseguenza in politica per contenuti e non per etichetta.

Quindi aboliamo le etichette ma non le differenze che esistono tra Verità e Menzogna, Patriottismo e Mondialismo, Pro Euro e Anti Euro, Pro Europa e Anti Europa, Nor e Sud Mondiale, Europeo e D’Italia, guai a commettere questo errore, voluto dal sistema.

Le differenze che passano tra Tsypras, Podemos, Grillo e Marine Lepen, Salvini e Meloni è inutile affrontarle, ne abbiamo parlato a volontà, sono enormi e sostanziali, come quelle tra Menzogna e Verità che casualmente ci portano alle etichette tra sinistra e destra, naturalmente non quelle che c’erano, ma quelle che ci sono oggi sullo scenario europeo e italiano, compresi piccoli movimenti come il nostro, dicasi la stessa cosa per Mondialisti e Patrioti Pro e Anti Euro, che casualamente ci portano alle stesse etichette.

Certamente la sinistra oggi in italia non è Renzi e il PD e la destra non è Berlusconi e FI esattamente come in Grecia, Spagna, Francia, Inghilterra, ecc.

Poi ci sono le differenze europee tra pesi CORE e PIGS, praticamente tra Nord e Sud, esattamente come ci sono in Italia, addirittura tra regioni e province.

Detto questo che credo sia inconfutabile, anche noi crediamo che per vincere questa guerra abbiamo bisogno di combatterla a fianco di chi non è proprio come noi e addirittura non è senza colpe, altrimenti non abbiamo speranze di vincerla con il minor danno possibile e nel più breve tempo possibile, fondamentale fattore tempo in rapporto ai sacrifici postumi per i popoli europei, però dobbiamo scegliere da che parte stare, altrimenti si concede tempo prezioso al sistema.

Per capirci esistono due scuole di pensiero che per identificarle dobbiamo usare per forza le parole “Destra e Sinistra”, ma giusto per capirci, quelli a destra compreso noi, sosteniamo che l’euro è causa e non effetto e solo abbattendolo in fretta si salva la pace non solo sociale in europa, dall’altra parte quelli a sinistra, si sostiene di essere contro l’austerità ma non contro l’euro, e che si possa cambiare questa europa con degli accorgimenti.

 

 

Questa è una differenza enorme ed è la chiave magica che hanno i popoli europei per poter capire, chi afferma la Verità e chi invece Mente, nonostante le facce nuove o simboli nuovi, creati ad arte dal sistema stesso come una semplice operazione di marketing qualunque, ecco il perchè si tendono ad annullare le differenze o denigrare volutamente un falso profeta creato da loro stessi, perchè ci sia l’associazione per i popoli “noi siamo quelli colpevoli del vostro sacrificio, lui è contro di noi perchè… quando in realtà dice le stesse cose usando tecniche di comunicazione e linguaggio diversi”.

Quindi occhio alla penna, le differenze in periodi di “eccezionalità” bisogna superarle tra persone che hanno a cuore la Verità e la Patria o che hanno a cuore prima di tutto gli interessi del popolo e della nazione (ne conosco tanti a sinistra che affermano le stesse cose nostre e ne conosco tanti a destra che dicono l’opposto) e chi non si è schierato o si schieri contro l’euro in maniera netta non può chiedere nessun superamento perchè è nostro nemico, uso la parola nemico e non avversario volutamente, perchè dovrà finire sotto processo per averci mentito, come stanno facendo con il Popolo Greco, che grazie ai mentitori di regime, non ha capito quale sia la cosa giusta votando Tsypras, come non l’ha capito il popolo italiano votando Renzi.

Oggi vi dicono che c’è la ripresa che al popolo greco gli danno i soldi, che Draghi è un genio “italiano”, che i PIL schizzeranno con il segno PIU’ a due cifre e non a zero virgola e il petrolio assieme all’euro sono a buon mercato e ci rimarranno (l’euro certamente ancora meno), improvvisamente in europa è ripartito tutto, immobiliare, lavoro, consumi, assunzioni, e che la crisi è ormai un brutto ricordo, noi del Fronte siamo di parere opposto chiaramente, non per principio, ma perchè conosciamo la Verità politica ed economica assieme a quella della storia.

Sappiamo che l’iniezione di Draghi è stata fatta VOLUTAMENTE nel periodo sbagliato CONTRO NOI ITALIANI e quindi non risolverà nulla e ha anche finito tutti gli strumenti a disposizione della BCE, sappiamo che dimezzare il prezzo del  petrolio nell’anno in corso significa un aumento nell’anno successivo del PIL pari allo 0,89%, questo richiderebbe un aumento dei tassi d’interesse per accompagnare il periodo favorevole ma NON SI PUO’ FARE, perchè rafforzerebbe TROPPO il prezzo del Dollaro.

CAPITO CHE L’EURO E’ LA CAUSA cari piddini? Conoscete il Capolinea? O Solo i Proclami?

Capito perchè Fassina ha iniziato il suo pentimento? Pensavate che è pentito realmente? Sbagliato!

Il pentimento dei piddini alla Fassina dipende solo dalla Vertà che noi sappiamo, ma che il popolo specialmente di sinistra non vuole capire nonostante le confessioni, ma che Fassina sa perfettamente e quindi al contrario di nuove leve a sinistra come i fans di Tsyriza o Podemos, tenta di salvare se stesso e la sinistra dalla fine ANNUNCIATA DA NOI qualche anno fa, che partirà proprio da quel popolo glorioso come quello greco che impiccherà Tsypras in piazza, naturalmente ci auguriamo di no, ma conoscendo la terapia del massacro che dovrà sopportare il popolo e cosa gli aveva fatto credere in campagna elettorale non lo escludo, cosa che avrà ripercussioni anche in italia , e i fans sinistri come lo erano per Hollande a suo tempo, spariranno tutti, assieme all’armata PIDDINA e al buffone che la guida chiaramente, semplicemente perchè hanno mentito e ancora continuano.

Di soluzioni c’è solo quella indicata da noi Anti Euro, non fatevi ingannare da falsi profeti, che siano di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, perchè domani potreste sentirvi in colpa per non aver capito per tempo e per non avere fatto nulla per evitare il peggio, questo è il nostro consiglio gratis, poi la storia chiederà il conto e sarà salato, e non accetteremo mugugni di sorta DOPO…meglio essere chiari, per la vita si lotta quando una persona è in vita e non dopo morto, non serve a nulla e il rimorso è una brutta bestia.

A voi la libera scelta… Verità o Menzogna, Patrioti o Mondialisti, Anti Euro o Prò.

 

 

 

 

 

 

 

I Valori Perduti e i Marò Traditi

Non Basta Cambiare Politicanti per Salvarci, ma bisogna riappropriarci della nostra Anima e dei Nostri Valori, la Vergognosa Vicenda dei Nostri Marò è Emblematica.

 

Marò Innocenti_Fronte Destra Popolare

 

Vittorio Boschelli

Tempo fa, in occasione del rimpatrio dei Marò dopo il voto in Italia, scrivevo da queste pagine, che “mi vergognavo di essere Italiano”, condiviso su Facebook il mio pensiero, ho letto alcuni commenti non proprio lusinghieri, ricordo che ho risposto ad una ragazza che commentava così: “ma non pensi alle famiglie di quei poveri pescatori”, la ragazza dava per scontato che i Marò erano Colpevoli, io ero convinto dell’ONORE dei Marò che si professavano Innocenti e non ero condizionato dai MEDIA DI REGIME DI MASSA, ma capivo senza condividerlo quel commento della ragazza, perchè come sempre in Italia la colpa non era sua, ma della mancanza di Libertà nel nostro Paese e della conseguente perdita di Valori, Principi e Anima che questo SISTEMA UNITO sotto il nome di  PUE ha depredato e svuotato da ogni corpo fatto di materia e ha colmato quel vuoto con altra materia attraverso il consumismo oltre alla manipolazione mentale attraverso i media di regime.

Oggi ho avuto modo di vedere alcuni documenti scritti e un filmato già visto che erano in possesso dei Ministri precedenti e di quelli Attuali nella persona della Bonino e le mie convinzioni sono diventate certezze inconfutabili anche per chi era scettico sull’innocenza dei Marò ecco i fatti cosa dicono:

  • I Marò si sono dichiarati sempre Innocenti 
  • Il Documento Visionato oggi afferma che il Mercantile Italiano ha comunicato alle autorità alle ore 16:00 ora Indiana, che ha subito un attacco da pirati e i Marò hanno sparato in acqua.
  • Il Documento Video fatto appena i pescatori sono giunti sulla costa il suo comandate della barca dichiara “abbiamo subito l’aggressione alle ore 21:30″
  • Un altro Mercantile con bandiera Greca ha comunicato alle autorità alle ore 22:30, (quindi il fatto è successo prima), che ha subito un attacco da parte di pirati che poi hanno desistito.
  • La Barca dei pescatori è stata analizzata senza le autorità Italiane e poi restituita ai pescatori che hanno pensato bene di farla sparire.

Quindi i Fatti parlano chiaro e senza dubbio, i Marò hanno sparato in acqua e non hanno ucciso i pescatori, in quanto l’episodio si è verificato alle ore 16:00 il comandante ha affermato che i pescatori sono stati uccisi alle 21:30 ergo che la nave Greca che ha comunicato alle 22:30 l’accaduto era da esaminare e verosimilmente indiziata.

La domanda è perchè hanno puntato il dito su quella Italiana?

Perchè il Governo Italiano non ha opposto nessuna resistenza e ha ammesso la colpevolezza dei Marò risarcendo i familiari dei pescatori?

La risposta è sempre la stessa, giochi di poteri e interessi economici, del governo Indiano con Sonia Ghandi che era in piena competizione elettorale e gli veniva contestato dalle opposizioni di essere filo Italiana, del governo Italiano, quello di Monti e quello di Letta (e naturalmente quelli precedenti dagli anni 70 in poi), incapaci di agire per mancanza di ONORE ITALIANO, assoggettati e prigionieri del volere SOVRANAZIONALE, responsabili di avere distrutto lo STATO ITALIANO, la sua SOVRANITA’ privandolo dell’unico mezzo che ha un Popolo in difesa del territorio, della giustizia e dell’identità, la sua COSTITUZIONE a carattere NAZIONALE.

Quindi la signora Bonino agisca al posto di affermare scemenze e al posto di pensare all’Europa pensi prima a difendere la sua Nazione e i servitori dello Stato, come i Marò che Onorano la Patria per tanto di meno e con la Dignità che TUTTO il Parlamento Italiano dovrebbe avere, senza farci VERGOGNARE di ESSERE ITALIANI prima di Tutto.

Molti anni fa in una certa regione D’Italia i Politici venivano definiti “Uomini senza Onore” oggi si possono tranquillamente definire “Senza Patria e senza Onore”, di Onore non ne hanno mai avuto, la Patria l’hanno SVENDUTA, peggio di così non potevamo finire, eppure le bandiere ancora sventolano al vento tenute in mano da tanti Italiani, io al loro posto mi farei qualche domanda e dopo un attenta analisi, forse sarebbe ora di non scaricare tutta la colpa sui Politicanti mezze calzette, forse sarebbe ora di ammettere i propri errori e cambiare radicalmente la propria mentalità e il proprio essere se si vuole un reale cambiamento, altrimenti possiamo cambiare tutto il Parlamento Italiano e questo non servirà a nulla, senza riscoprire L’Orgoglio di essere Italiani.

I Nostri Marò Hanno il diritto di tornare a casa non perchè Italiani e difesi a prescindere, ma perchè sono INNOCENTI, e i nostri Parlamentari ne sono consapevoli i Killer dell’Informazione anche, quindi si sono comportati TUTTI ignobilmente, tradendo due UOMINI INNOCENTI e le loro Famiglie. VERGOGNA…!

L’Unione Europea Confessa. Questo Articolo è Dedicato a quelli che CREDONO

Lunione Europea Ammette il FALLIMENTO, ma non perchè sono PENTITI, perchè hanno intenzione di FARNE ANCORA UN’ALTRO DI ORRORE quello che in un vecchio articolo chiamavo “ORRORE AL QUADRATO”.

Il Più Europa e Annientare Stati Nazionali e Popoli, come noi diciamo da Anni.

Vittorio Boschelli

Cari Amici Finalmente oggi chi aveva dubbi sul progetto Criminale Dell’Euro e Unione Europea e sui Mille articoli che ho scritto in questi Anni in modo quasi ossessivo, pedante e incomprensibile per molti anni fa, oggi i dubbi svaniscono e come ho sempre detto “peccato e vergogna non restano nascosti a lungo” Infatti oggi sono GLI STESSI ARTEFICI a CONFESSARE, molti EURODROGATI non ci crederanno a questa mia affermazione, ma con soddisfazione vi posto un’articolo che non ho scritto io, ma è stato scritto da Byoblu e riporta il virgolettato preciso delle parole dette non da Messora, ma dalla COMMISSIONE EUROPEA IN UN RAPPORTO UFFICIALE.

Molti leggendo questo articolo, potranno fare un confronto con qualche mio articolo precedente, e se perdete un po di tempo, noterete che queste affermazioni io le ho scritte anni fa e anche mesi fa, quando nessuno o pochi si sognavano di scrivere, con questo non voglio lodarmi, ma vorrei le scuse di quanti affermavano che quello che scrivevo era una FOLLIA, che ero un TETTORISTA, e di scemenza in scemenza, oggi loro AMMETTONO e DICHIARANO in modo INEQUIVOCABILE quello che affermavo e affermo io da tempo.

Dopo aver letto l’articolo e preso atto dell’ABBAGLIO di molti Increduli, la domanda che dovete porgervi è perchè oggi AMMETTONO L’ERRORE? Sono Cambiati? Erano in Buona Fede? La Risposta è sempre la Solita…..MILLE VOLTE… NO……..NO…NO…..NO…

Oggi vi dicono questo perchè hanno capito che i POPOLI hanno CAPITO CHE HANNO MENTITO TUTTI, allora cercano di apparire in modo Bonario, Comprensivo, Onesto, Innocente, per due semplici motivi:

  1. Ci sono le Elezioni Politiche in Italia e Germania e non possono permettersi RIVOLTE, devono rasserenare il clima e concedere qualche BRICIOLA creando ILLUSIONI CHE FINIRANNO PRESTO.
  2. Il 13 Marzo ci sarà la Firma del Parlamento Italiano per l’Unione Bancaria, che tradotto significa FINE DELLO STATO ITALIANO. Quindi vi dicono che Tutto va bene pero, siccome l’EURO così com’è è FALLITO allora ci vogliono più POTERI IN EUROPA e MENO agli STATI NAZIONALI che sono un’ostacolo.

Questo se ricordate è esattamente quello che io avevo previsto nel 2010 con questa frase “Vi diranno che l’EURO è FALLITO allora l’unica soluzione possibile per salvarlo e fare il PIU’ EUROPA altrimenti il FALLIMENTO” Quindi riepilogando per i meno attenti, che credevano alla Befana, a Babbo Natale e all’Uomo Nero, prima vi hanno affamati e portati alla canna del gas, oggi vi dicono che VI HANNO MENTITO, ergo, VOLUTAMENTE ALLA CANNA DEL GAS. Chiaro? Però sono talmente “BUONI” come erano “BUONI” i Tedeschi che vi dicevano cosa fare PER DIVENTARE “Bravi” COME LORO, (pensate cosa mi è toccato sopportare in questi anni) che VI offrono come soluzione la VENDITA DELLA VOSTRA NAZIONE, LA VOSTRA SOVRANITA’ POPOLARE, LE VOSTRE AZIENDE, IL VOSTRO LAVORO, dicendovi che in cambio di un UNIONE FORTE dovete cedere l’ultimo briciolo di SOVRANITA’ RIMASTA.

Adesso la risposta dei PIDDINI, sento che stanno già gridando e ululando con frasi tipo questa “ma se questo serve a fare un ‘unione più forte è positivo rinunciare al proprio orticello”

Prima rispondo a voi Popolo che siete sicuramente più titolati dei Piddini, il PIU’ EUROPA non servirà a NULLA, perchè non risolverà il PECCATO ORIGINALE DELL’EURO e non farà DIVENTARE OMOGENEE LE AREE VALUTARIE INTERESSATE, voi avete capito la risposta, adesso rispondo ai Piddini anche se inutilmente, cari piddini, potete fare il PIU’ EUROPA, il SUPER STATO EUROPEO, GLI STATI UNITI D’EUROPA, potete continuare a MENTIRE AL POPOLO, questo forse vi permetterà di riservi in parlamento e scroccare qualche altro mese di MAGNA, MAGNA, ma questo non può IMPEDIRE QUELLO CHE E’ SCRITTO nella STORIA e NEI Manuali di ECONOMIA, questo non potete farlo, e anche se tranquillizzate il Popolo con segnali e Notizie Positive, non impedirà L’INEVITABILE FALLIMENTO DEL NOSTRO PAESE, delle nostre AZIENDE, dei nostri LAVORATORI, l’ESPLOSIONE del MERCATO IMMOBILIARE E IL DEBITO PRIVATO ESTERO di Famiglie e Imprese che farà COLLASSARE LE BANCHE, non potete impedire che i MERCATI VI PERMETTONO di non dargli i LORO SOLDI, li rivogliono TUTTI e con i congrui INTERESSI, tanto ci sono i risparmi degli Italiani da prendere ancora, è vero, ma dopo averli prosciugati gli Italiani, sono convinto che non saranno contenti, come i Greci, gli Spagnoli i Portoghesi, i Francesi e anche i Tedeschi, e se anche non avete capito che una moneta unica a cambio fisso non può esistere SENZA MOBILITA’ DEI LAVORATORI DA NAZIONE A NAZIONE come dei pacchi postali, capirete che forse gli Italiani giovani, sarebbero pure disposti a fare i NOMADI, ma i FRANCESI ho FORTI DUBBI, sapete quelli sono NAZIONALISTI, brutta razza i nazionalisti per voi piddini, purtroppo esistiamo anche in ITALIA pochi ma ci siamo, ed è proprio li che il vostro sogno di SCHIAVIZZARE I POPOLI e VENDERE LE NAZIONI si INFRANGERA’, capisco che a questo non credete, come non credevate che L’EURO era un PROGETTO CRIMINALE, il più criminale che l’uomo ha mai pensato, affermavo qualche anno fa.

Su questo siete ancora scettici, sul “più” ma sul criminale penso che dopo questo articolo nemmeno voi avrete dei dubbi, o mi sbaglio? Be! Se mi sbaglio pazienza, lavoreremo anche per voi che non lo meritate, come io faccio dal 2008 ad oggi, nella speranza che quelle persone in buona fede possano redimersi e riscattare la COSCIENZA prima che sia tardi.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Byoblu

Roma – Mercoledì la Commissione Europea ha pubblicato un lungo rapporto in cui ha dichiarato il totale fallimento delle politiche economiche comunitarie: l’Europa non è stata in grado di reagire con coerenza alla crisi, ha lasciato che banche e finanza facessero i loro comodi ed ha permesso che alcuni Paesi guadagnassero sulla pelle di altri Paesi.

Perché mai la Commissione Europea si è lanciata in quest’accorata ammissione di colpa? La motivazione appare subito chiara, sfogliando il rapporto: l’incapacità di reagire alla crisi viene imputata alla “mancanza di organismi direttivi al livello europeo” che possano agire indipendentemente dalle “decisioni prese a livello nazionale” e “sulla base di interessi esclusivamente nazionali”.

Se siamo alla canna del gas, insomma, è perché l’Europa è ancora eccessivamente debole rispetto ai vari governi nazionali, che costituiscono un ostacolo all’attuazione delle politiche di Bruxelles. L’unica soluzione, dunque, è che a prendere le decisioni in tema di economia e bilanci non siano più i parlamenti, ma direttamente loro. Quelli che hanno appena ammesso di avere fallito.

Nel documento di 51 pagine, poi, si legge: “la mancanza di forti istituzioni a livello europeo ha innescato un contraccolpo sui processi di integrazione e ha causato danni per imprese e famiglie semplicemente sulla base della loro appartenenza ad una o all’altra area dell’eurozona”.

E così, mercati nazionali “con condizioni quasi identiche” si sono ritrovati su due emisferi economici opposti: quelli che si trovavano “anche solo per pochi Km” dalla parte sbagliata del confine “non sono più stati in grado di finanziare investimenti” alle stesse condizioni di altri mercati nazionali che erano invece sulla sponda giusta dell’Europa.

“Da una parte del confine gli investimenti non potevano che paralizzarsi e la disoccupazione cresceva […]; dall’altra parte, gli investimenti erano vantaggiosi a la disoccupazione poteva così scendere”. Dunque questa è l’ammissione definitiva: non c’è mai stata nessuna crisi. Non nei termini in cui siamo perlomeno abituati a pensarla. Avevamo economie “quasi identiche”, ma qualcuno ha deciso che dovevamo essere fottuti.

Sfogliando il resto del lungo rapporto, si scopre però che tutta questa lunga premessa è funzionale a ribadire la necessità di rafforzare il centralismo di Bruxelles.

La Commissione Europea intende infatti creare una cassa comune, un unico “tesoro europeo”, costituendo un primo piccolo budget per tutta l’eurozona. E intende farlo entro i prossimi 18 mesi. Tuttavia, per accedere a quei fondi – come è prevedibile – gli Stati in difficoltà devono sottoscrivere un contratto con gli altri Stati membri che li obblighi a rispettare alcuni parametri.

Ma ora arriva la vera fregatura: a quanto pare di capire, la richiesta di questi aiuti non sarebbe facoltativa, come avviene per l’attuale fondo salva Stati (e infatti la Spagna sta cercando in ogni modo di evitare di ricorrervi, per non vedersi commissariata dalla Troika).

D’ora in poi tutti gli Stati che violano gli standard economici arbitrariamente fissati dall’Unione Europea saranno costretti a chiedere gli aiuti, indipendentemente dal loro effettivo rischio di fallimento.

Così Bruxelles potrebbe vedere istituzionalizzata una sua prerogativa che, di fatto, già esercita in maniera indiretta: intervenire nell’elaborazione delle manovre finanziarie dei singoli Stati, correggerle o addirittura bocciarle.

Ci hanno raccontato che il problema era il debito pubblico, ma eravamo solo dalla parte sbagliata del confine. E ora, nonostante l’abbiano riconosciuto, vogliono comprarci a prezzo di saldo. In svendita.