Grecia E Il Mio Amico Piddino

Il mio amico piddino vuole che diventiamo Grecia, un successo secondo loro.

grecia e italia_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Dopo le elezioni regionali in Calabria e fino a ieri sera, baldanzoso e spavaldo un mio amico piddino (diventato ex già prima del voto), blaterava nel bar del paese, con frasi tipo questa “abbiamo vinto e per 5 anni in regione ci siamo noi e per 20 guideremo l’italia con Renzi”.

L’esponente piddino in questione come tutti i piddini che rivestono cariche e responsabilità a vario titolo a sinistra come a destra, sopra o sotto, non conoscendo la storia e abituati nel mondo di alice, non può certo capire il periodo storico attuale e quali danni può provocare una colossale menzogna a danno della sua Nazione e di se stesso, figuriamoci se può capire che il suo partito a il destino già segnato da anni (il giorno dell’entrata nell’euro) compreso il loro capetto e venditore di ghiaccio agli eschimesi.

Caro piddino, tu non capisci e questo è assodato, il popolo presto ti farà capire e la tua spavalderia scomparirà lasciando il posto alla vergogna, come ha capito quel popolo greco che portavi all’occhiello assieme a quello spagnolo, come il successo dell’austerità eurista, quellichehannofattoleriformestrutturali, oggi abbiamo visto tutti come è ridotto (come sostenevo io), ne hanno parlato anche i servi a vostro libro paga.

Poi si lamentano quando dico hanno un solo neurone, la colpa non è mia, ma VOSTRA, capisco che vi irrita anche dopo una vittoria di pirro, ma da gioire vi rimane ben poco, tranne il vostro conto in banca, certamente brillante più del mio (non ci vuole molto), meglio poveri che traditori della patria, costretti a leccare i vostri padroni fino a quando il popolo non vi prenderà a calci nel sedere…e vi ho trattato bene…meritate di peggio.

Non ci vogliono 5 anni e neppure 20, ma si tratta di mesi e poi saremo come gli amici greci, quindi ti è andata male, se non ci credi chiedilo alla Merkel, puoi sempre ritentare tra un trentennio…almeno.

Ho sentito un tuo collega su Ballarò, dire le stesse cose che sostieni tu, “con la legge di stabilità creiamo posti di lavoro”, come si fa a mentire così spudoratamente di fronte a milioni di famiglie che cadranno in povertà e miseria a causa delle vostre scelte scellerate? E come dire che la ghigliottina fa bene…a voi forse si.

Ti consiglio questo articolo del solito Prof. Bagnai scritto sul suo Gofynomics, dice tante cose che ti ho già detto io…buona lettura, a te la battaglia a noi la guerra.

Grecia: un esempio vale più di mille parole.

Il 08/12/2014 21:32, Federico ha scritto:

Ciao Alberto, permettimi di darti del tu. Sto leggendo la versione completa del paper, l’ho scaricata dal sito di asimmetrie. Sono arrivato a pagina 8 del paper. Mi sto segnando i miei commenti e le miei opinioni. Pero volevo sapere fino a quando hai intenzione di aspettare prima di ritocarre il paper alla luce dei commenti dei lettori? Se mi dai tutta la settimana credo che potro’ mandarti un pdf con le annotazioni. Gia’ che ci sono ti scrivo altre due righe per raccontarti qualcosa. Ti ricordi l’intervista che facesti circa 2 o 3 anni fa ad una televisione regionale greca? L’avevi fatta per skype con una giornalista Greca chiamata Kally”. Era (‘e ancora) una mia conoscenza, mi aveva chiesto il nome di qualche professore italiano da intervistare, e io le avevo mandato la tua email. Se hai visto l’intervista quando tu raccontavi la drammatica situazione greca le facce degli ospiti in studio erano di complete stupor, perche’ degli economisti intervistati eri l’unico a dirgli come di li a poco la loro situazione sarebbe peggiorata. Nessuno ti credeva. Ma anche la mia amica giornalista con cui avevo parlato un ora o due in skype credeva io fossi mezzo pazzo. Io in fondo le raccontavo quello che leggevo sul tuo blog, niente farina del mio sacco. Un poco lei ridacchiava, perche gli sembravo troppo apocalittico. Tempo fa l’ho risentita, disoccupata e adesso con una figlia. La cosa mi e’ molto dispiaciuta ovviamente. Pero quello che piu’ mi ha stupito ‘e che per tutto quello che e’ successo in Grecia lei non aveva ancora una spiegazione. Ovvero non capiva che diavolo stesse succedendo al suo paese perche’ la situazione andasse di male in peggio. In nessun momento ho ricordato la chiaccherata che ci facemmo perche’ sarebbe stato come infierire. Pero dal suo discorso in nessun momento vedevo la cognizione delle ragioni della crisi in grecia, ovvero l’euro. Mi ha stupito perche’ sto parlando di una persona che reputo abbastanza intelligente, colta e preparata. L’ altra cosa che mi ha colpito ‘e il fatto che dicesse che ormai iniziasse ad avere paura del futuro, diceva di essere spaventata per quello che ancora poteva succedere. Ecco, in Grecia sono in schock Economy completa, la gente sembra cosi spaventata che manco ha la forza di pensare. Solo te lo volevo raccontare e fartelo sapere.

 

Un saluto Federico

 

Certo che me la ricordo l’intervista. Era nel 2012, prima della mia prima apparizione televisiva in Italia. E già che ci siamo, vi passo anche la mia risposta:

From: Alberto Bagnai [[email protected]]

Sent: Monday, December 08, 2014 9:02 PM

To: Federico Subject: Re: Il modello di a/simmetrie è online Hai fatto male, avresti dovuto ricordarglielo, non per lei, ma per sua figlia.

Le persone colte sono le nostre nemiche. La tua lettera è molto interessante. Posso pubblicarla (anonima)? A.
Questo scambio si lega a due threads nei commenti ai post precedenti: la simpatica baruffa fra Nat (va scusata, è tanto una brava seguacia) e sbordinese, e il commento di Luca Cellai sul fatto che “non ci sarebbe la rivoluzione”.

Certo che no!

Le rivoluzioni non ci sono se qualcuno capisce, ma se qualcuno paga.

(cosa che in Illinois non capirebbero mai, nemmeno se venissero pagati per capire, anziché per non far capire…)

D’altra parte, come la lettera di Federico chiarisce, capire è difficile, difficilissimo, soprattutto per i piddini, i quali, lo ricordo per chi si fosse connesso adesso al blog, non sono gli iscritti al PD (vi prego di consultare i glossario). Per essere “piddino” è indispensabile essere “colto”, in quel senso esornativo e fattizio che si usa dare oggi al termine. “Colto” in quanto consumatore di cultura, non in quanto produttore o utilizzatore di cultura. La  “cultura” del piddino come repertorio di nozioni odiate e appiccicate lì per dovere (Prost, pardon, Proust è proprio necessario? Be’, vabbè, se devo esse còrto me tocca de leggelo, famo sta fatica…). Questo tipo di cultura non serve a capire. Serve a riconoscersi, a darsi un’appartenenza. Serve a illudersi di essere dalla parte della ragione.

Quello che vi ha tenuto qui non è il fatto che io avessi letto Proust (o suonato Bach) ma il fatto che li avessi vissuti, che li avessi utilizzati per leggere il mondo in ogni singolo istante della mia vita (perché a questo servono, non ad altro), e che me ne servissi per spiegarvi qualcosa che in fondo non interessa né a me né a voi, ma la cui comprensione ci è stata resa necessaria dalla violenza dei fatti.

E qui, mi dispiace, sono d’accordo con sbordinese e depreco il raro, ma purtroppo decisivo, accesso di beatitudine di Nat. Me ne dolgo, ma in questo caso ha ragione il maschietto. Noi avremmo il diritto di sbattercene dell’economia, come della medicina, o della botanica. In una democrazia normalmente costituita dovrebbero essere i politici a doverla capire, l’economia, per indirizzare il paese secondo il mandato politico ricevuto dagli elettori. Non starebbe agli elettori farsi carico di conoscere tutto lo scibile, la Repubblica dei filosofi non esiste perché non può esistere, la funzione alta della politica dovrebbe proprio essere questa, questo tipo di mediazione culturale. Notate che vi sto facendo un discorso esattamente opposto a quelli che dicono “sentiamotutteleopinionipoidecidiamoconlanostratestadacasaconunabellavotazioneonline”. Ve ne eravate accorti?

Sì, naturalmente, si può ragionare su quanto possa o debba essere ampio il concetto di cultura “generale”. Ma quanto di noi sanno veramente perché i loro piedi aderiscono al suolo? Io no. Poi c’è una vasta fascia di piddini che crede di saperlo. Poi si arriva agli alti livelli, e lì si confessa di non saperlo. Però camminiamo e chi vuole vivere non si butta dalla finestra, perché anche se la gravità rimane oscura a chi non sa e a chi sa sul serio (e chiarissima a chi sa di sapere), rimane il fatto che la decisione di uscire da una finestra è una decisione politica che possiamo prendere senza particolari mediazioni culturali, perché il quadro di riferimento è abbastanza chiaro. Nessun piddino infatti lo farebbe mai, salvo che Berlusconi prima, o Alemanno oggi, dicessero che la forza di gravità esiste. In quel caso, per il piddino non esiterebbe, e spiccherebbe garrulo il volo verso il selciato.

C’è qualcuno che pensa che ognuno dovrebbe avere una laurea in medicina? O che si dovrebbe decidere con la propria testa come curarsi?

Ma queste sono patologie.

Patologie diffuse, però.

Quindi stupirsi che le persone “colte” non capiscono è veramente da beata, direi quasi da santa! Nat santa subito!

Ma come? Razzoli per la borghesia cattocomunistabuonistalternativameneghina e non mi hai ancora capito a cosa serve la cultura? Ai piddini serve esattamente allo stesso scopo al quale ai cani serve annusarsi i genitali. Non te n’eri mai accorta? Eh, allora Proust lo devi rileggere, perché la prima cosa che spiega è proprio questa (be’, onestamente non è nelle prime 400 pagine, però c’è!).

E allora, cara Nat, non te la prendere con le persone “colte” se non capiscono. Per me è “colto” chi sa quando si pota la vite, ed è colto chi sa come si accorda un clavicembalo, ed è colto chi sa scrivere una pagine che attragga il lettore. Non è colto chi sa quale annata di un vino è buona perché l’ha letto su Repubblica, chi sa quale CD comprare perché l’ha letto su Repubblica, chi sa quale libro comprare perché l’ha letto su Repubblica, anche se a monte c’è una qualche laurea, e magari a latere una qualche competenza vagamente “culturale”.

Se deflazioni per Repubblica i colti che conosci tu (come quelli che conosco io) ti resterà un mucchietto di escrementi. E gli escrementi, utilissimi come fonti di azoto, non lo sono però come strumento di comprensione della realtà (fatto salvo il caso del sangue occulto, ma nnon divaghiamo).

E la sintesi qual è?

Che in fondo a me la povera Kally stava anche simpatica, ma non riesco, perché non ci riesco, ed è un mio limite che vorrei superare, ad avere pietà di chi così profondamente non ha capito un cazzo. Sotto sotto, l’idea un po’ “diveramente snella” che se capisci così poco quello che succede te lo meriti spunta. Ma se lo pensassi sarei in contraddizione con la mia difesa del diritto di non capire, del diritto di non essere per forza uno scienziato. La contraddizione però si risolve quando vedi che gli umili hanno capito, e i “colti” secondo la definizione di Nat, cioè le simpatiche cornacchie che si rivestono di letture maldigerite, non capiranno mai.

Sono questi colti i nostri veri nemici. Questa è la prima cosa che mi disse Brigitte Granville quando la incontrai a Parigi, dopo nemmeno due minuti che parlavamo, e mi colpì molto che una persona che avevo incontrato per caso e da poco arrivasse così dritta al punto al quale anche noi eravamo arrivati costruendo in questo blog la fenomenologia del piddino quotidiano, della persona “colta” europeista.

Ho rinunciato a rivolgermi a loro. Saranno i loro capi a dirgli che noi abbiamo ragione. Per adesso, godiamoci lo spettacolo delle loro facce sbigottite quando dopo decenni direductio ad Berlusconem Renzi ha fatto per prima cosa il patto del Nazareno. Loro vogliono la Grecia per noi. Noi sappiamo cosa volere per loro. Tanto basta. L’editor del libro, porello, mi continuava a dire “Ma così il lettore non lo convinci”. E alla fine gliel’ho dovuto dire: “Posto che di questo libro se ne venderanno sufficienti copie comunque, sappi che a me di convincere il lettore non me ne fotte niente…”.

Sì, di chi pensa di aver capito tutto non me ne fotte niente, so che il suo sangue scorrerà, come sta accadendo in Grecia, e non riesco a provare compassione. Vorrei trovare il modo di tutelare chi pensa di non doversi interessare delle cose che non gli interessano (a cominciare da me), ma anche questo pare essere un compito al di là della mia portata.

Domani rileggo quello che ho scritto, così vedo se lo capisco.

E voi l’avete capito?

Irlanda 2010 Chiama Italia 2015

Il ricatto fatto all’irlanda nel 2010 da parte dell’eurosistema verrà fatto all’italia nel 2015.

 

irlanda svenduta_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Alcuni giorni fa è stata resa pubblica la lettera della BCE inviata nel novembre del 2010 al ministro delle finanze Irlandese, dove si palesava il ricatto (da noi già anticipato a suo tempo) verso il governo che dovrebbe essere sovrano, proprio come quello che fanno credere al popolo italiano i nostrani politicanti, attraverso le “riforme” e SCELTE apparentemente inevitabili, necessarie o benefiche.

Prima di pubblicarvi la lettera integrale, voglio sottolineare LA SCELTA scellerata della classe politica Irlandese sottomessa VOLUTAMENTE alla Troika, ripeto SCELTA, perchè il governo Irlandese poteva rifiutare di SVENDERE la propria Nazione e il proprio Popolo rinunciando ai “benefici” personali o di partito, rifiutando il “salvataggio” che non salverà nessuno, proprio come i politicanti nostrani che ancora oggi si nascondono dietro la famelica frase “ce lo chiede l’europa”.

La lettera per molti è risultata una sorpresa, per la gravità dell’interferenza in essa contenuta, per altri un fatto ovvio e scontato (come per noi), in ogni caso un fatto degno di qualche riflessione, anche perchè, nonostante il contenuto della lettera, molti continuano a negare anche l’evidenza di una dittatura eurista, che continua a chiedere la macelleria sociale senza fine, di interi popoli.

Noi del Fronte affermiamo già da tempo e le previsioni di “crescita” fatte da loro (OCSE) per il 2015 e puntualmente corrette al ribasso, per il settimo anno consecutivo, ci dicono che il DEBITO italiano nel 2015 risulterà fuori controllo e che la lettera “persuasiva” della BCE che ha ricevuto l’irlanda nel 2010, arriverà anche al governo italiano attraverso un postino di rispetto e la Troika si materializzerà anche per noi, (naturalmente mettendo la mani sulle nostre riserve), non a caso il famelico Renzi con la sua spavalda e quotidiana sfida (come un’abile carnefice), ha fretta di portare a casa una legge elettorale (prima di essere smascherato) che metterà l’ultima pietra sulla nostra lapide prima di fine anno, per poi portarci al voto con l’illusione di decidere, dove loro si barricheranno tutti uniti a difesa del sistema e dove noi piccoli oppositori, non entreremo mai nella carrozza principale, in maniera democratica, alla guida del treno impazzito senza conducente, alla faccia di chi crede ancora di essere sovrano, continuando ancora oggi a sostenere loro, risultando complici dei propri carnefici, questa propensione al masochismo è l’unica cosa che ci sorprende ancora oggi.

Buona Troika a tutti…anche per noi.

 

The Irish Times pubblica la lettera integrale il 6 novembre 2014

Jean Claude Trichet Presidente, scrive a Brian Lenihan, Tánaiste e Ministro delle Finanze Irlandese

il 19 novembre 2010.

Caro Ministro,Come già sapete dalla mia precedente lettera del 15 ottobre, la concessione di liquidità di emergenza (ELA) da parte della Banca Centrale d’Irlanda, come da qualsiasi altra banca centrale nazionale dell’Eurosistema, è strettamente monitorata dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) in quanto potrebbe interferire con gli obiettivi e i compiti dell’Eurosistema e potrebbe violare il divieto di finanziamento monetario.

 

Pertanto, ogni volta che la ELA è fornita in quantità significative, il Consiglio direttivo deve valutare se sia opportuno imporre condizioni specifiche al fine di tutelare l’integrità della nostra politica monetaria. Inoltre, al fine di garantire il rispetto del divieto di finanziamento monetario, è essenziale garantire che gli istituti beneficiari dell’ELA continuino ad essere solventi.

 

Come ho espresso in occasione della recente riunione dell’Eurogruppo, l’esposizione dell’Eurosistema e della Banca Centrale d’Irlanda nei confronti delle istituzioni finanziarie irlandesi è aumentata significativamente nel corso degli ultimi mesi, a livelli che consideriamo con grande preoccupazione. I recenti sviluppi possono solo aumentare queste preoccupazioni. Come Patrick Honohan già sa, ieri è stato richiesto al Consiglio direttivo di autorizzare un nuovo intervento di liquidità, cosa che ha fatto.

 

Ma tutte queste considerazioni hanno delle implicazioni per la valutazione della solvibilità delle istituzioni che attualmente stanno ricevendo la ELA. La posizione del Consiglio direttivo è che, solo se riceviamo per iscritto l’impegno da parte del governo irlandese nei confronti dell’Eurosistema sui quattro seguenti punti, possiamo essere in grado di autorizzare ulteriori interventi di ELA alle istituzioni finanziarie irlandesi:

 

1) il governo irlandese dovrà inviare una richiesta di sostegno finanziario all’Eurogruppo;

 

2) La domanda deve contenere l’impegno a intraprendere azioni decisive in materia di riequilibrio fiscale, riforme strutturali e ristrutturazione del settore finanziario, in accordo con la Commissione europea, il Fondo Monetario Internazionale e la BCE;

 

3) Il piano di ristrutturazione del settore finanziario irlandese comprenderà la fornitura del capitale necessario alle banche irlandesi che ne hanno bisogno e sarà finanziato con le risorse finanziarie previste a livello europeo e internazionale per il governo irlandese, nonché dai mezzi finanziari attualmente disponibili del governo irlandese, tra cui le riserve di liquidità esistenti del governo irlandese;

 

4) Il rimborso dei fondi messi a disposizione sotto forma di ELA dovrà essere pienamente garantito dal governo irlandese, che dovrà garantire il pagamento di un indennizzo immediato alla Banca Centrale d’Irlanda in caso di mancati pagamenti da parte delle istituzioni beneficiarie.Sono sicuro che siete consapevoli della necessità di una risposta rapida prima che i mercati aprano la prossima settimana, come evidenziato dalle recenti tensioni sui mercati che possono crescere ulteriormente, anche in modo dirompente, se il governo irlandese non intraprenderà nessuna azione concreta sui punti di cui sopra.

 

Oltre alla questione della fornitura dell’ELA, il Consiglio direttivo della BCE è estremamente preoccupato per la grande esposizione creditizia complessiva dell’Eurosistema nei confronti del sistema bancario irlandese. Il Consiglio direttivo monitora costantemente il credito concesso al sistema bancario, non solo in Irlanda, ma in tutti i paesi dell’area dell’euro, e in particolare le dimensioni delle esposizioni dell’Eurosistema verso singole banche, la solidità finanziaria di queste banche e le garanzie fornite all’Eurosistema.

 

La valutazione del Consiglio direttivo in merito all’opportunità dell’esposizione dell’Eurosistema verso le banche irlandesi dipenderà essenzialmente dai progressi rapidi e decisivi nella formulazione di un piano d’azione concreto nei settori che sono stati menzionati in questa lettera e nella sua successiva attuazione.

 

Cordiali saluti

Il Conto Alla Rovescia Di Renzi e Il Prelievo Forzoso

Conto alla rovescia iniziato per Renzi che finirà con il botto del prelievo forzoso.

 

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di Vittorio Boschelli

Avevamo anticipato che il conto alla rovescia del governo Renzi era iniziato, dopo l’articolo apparso sul Corsera, che trovate Qui, e in più occasioni abbiamo sostenuto la fine imminente dell’euro, che in tutta onestà pensavamo nel 2013, senza i LTRO di Draghi.

Dopo l’impegno di Renzi con la Merkel, LA TESTA DEI LAVORATORI IN CAMBIO DELLA STAMPANTE, allargamento delle maglie dell’austerità, sforamento del 3% e in NON rispetto del Fiscal Compact, sempre di pugni si trattava, aveva ragione Renzi in quest0, solo che al posto di batterli sul tavolo della Merkel, Renzi li batte in testa al popolo lavoratore che dovrebbe rappresentare, come avevamo previsto noi.

Se le nostre considerazioni sono valide, aprono le porte ad una serie di riflessioni, che sono le seguenti.

Come abbiamo affermano in un nostro articolo, il debito italiano a conti fatti, nel 2015 sarà insostenibile, cioè raggiungerà quel fatidico punto di NON RITORNO del 150%, se questo è vero (come dimostra la matematica), e Renzi continua a dire che non sforerà il 3% (2,6%) come vincolo di bilancio per questo anno come sancito nel Patto di Stabilità e dovrà reperire ALMENO 20 miliardi (secondo noi 24) nella manovra di fine anno, significa due cose, 1) Sforerà il 3%2) Farà un Prelievo Forzoso sui Conti Correnti.

Nella prima ipotesi i mercati perderanno fiducia nell’italia, perchè ci riterranno, in funzione del debito per il 2015, INSOLVENTI, questo scatenerà l’inferno previsto da tempo e la fine dell’euro visibile a tutti quelli che ancora credono.

Nella seconda ipotesi Renzi dopo aver fatto il prelievo forzoso (come previsto da noi dopo cipro e anche da loro successivamente) evitando l’ulteriore l’inasprimento della pressione fiscale (già esplosiva), perderà parte della faccia (vi racconterà la favoletta) e per evitare di continuare a perderla del tutto, si dimetterà e porrà fine al suo governo fantoccio.

Non vorrei essere nei vostri panni cari Piddini, vi avevamo avvisati in questi anni, ma non ascoltate mai chi vi da i consigli giusti contro i propri “interessi”, vi aspetta la pattumiera della storia, compreso il vostro “Messia”.

Duri come il granito i Piddini (in buona compagnia), meglio morti che dire la verità al popolo (che l’euro non ci conviene ed è contro il popolo)…contenti voi…immaginate noi come lo siamo.

Facendo i conti non da economisti, ma da casalinga, tra tagli lineari ai ministeri e qualche taglio alle pensioni, magari quelle d’invalidità, e quelli alla sanità, una decina di miliardi riuscirà a reperirli, ma ne mancano almeno altri 10 di miliardi all’appello (secondo noi 14), che vista la sofferenza della gente che inizia a capire, ogni giorno che passa, su chi è “Il Pinocchio Renzi”, dubito provengano da altri tagli alla spesa oltre quella misura (anche perchè è rimasto poco), quindi optiamo per il Prelievo Forzoso, come affermavamo Qui.

Se la nostra analisi risulterà sbagliata (a giudicare dalle avvisaglie crediamo di no) e andrà in funzione solo la stampante data in prestito dalla Merkel al suo servo Renzi, SIAMO CERTI CHE NEL 2015 CI PENSERANNO LORO, e in questo caso la luna di miele non finirà solo per Renzi, ma per milioni d’italiani che hanno preferito fare come lo struzzo per mimetizzarsi.

In conclusione, affermiamo che ci sono ottime possibilità che la luna di miele con gli italiani, il bugiardo Renzi la finirà con il botto del prelievo forzoso e non siamo i soli.

Consigliamo a Renzi e al suo ministro Padoan, sempre contro i nostri “interessi” di giocarsi il jolly dei matrimoni Gay è meno doloroso… ma il tempo stringe…!

Renzi Contestato a Ferrara e la Guerra

Renzi contestato a Ferrara dopo Palermo, lui ride, ma in Guerra c’è poco da ridere.

 

uova per renzi_fronte popolare

di Vittorio Boschelli

Renzi contestato anche a Ferrara, dopo esserlo stato a Palermo, attraverso lancio di uova, lui ride, ma in guerra (quella che stiamo conducendo su diversi fronti, non solo politico ed economico), non ci sono tante cose, che fanno sorridere, ma evidentemente ai Buffoni come lui la guerra fa ridere.

L’articolo di ieri ha suscitato più apprezzamento del passato e nessuna voce in dissenso, questo mi ha fatto un’enorme piacere, mi fa ben sperare per il futuro prossimo, forse si iniziano a capire tante cose che fino a qualche tempo fa erano impopolari, vi ringrazio tutti per l’enorme passo in avanti, siamo sulla buona strada.

Abbiamo bisogno di tutti, perchè gli avversari sono MACRO e non MICRO e la Guerra che conduciamo da anni (anche se molti ancora non ne hanno capito la gravità) abbiamo maledettamente bisogno del sostegno di tutte le persone che hanno a cuore le sorti di interi popoli, COSTRINGENDOLI A FARE LA COSA GIUSTA (per loro), come LORO hanno affermato, da Prodi a Monti, oltre che noi a riportarlo a suo tempo e ancora oggi, con tante difficoltà e rinunce, nella quasi solitudine.

Non a caso NOI del FRONTE è nessun movimento dei cosiddetti “Nuovi” ci ha appoggiato (tranne pochissimi amici) e che oggi fanno i paladini Anti-Euro e Anti-Sistemi, attraverso I DUE GIORNI DI PRELIEVO BANCARIO indette per il 18 e 19 Giugno 2012, con l’obiettivo che è bene illustrato in questo video.

Vi posto questo video di Palermo molto attinente a Lavoro e alle Dignità, molto eloquente.

 

 

Ecco l’articolo apparso su Point, che la stampa si guarda bene dal pubblicizzare, il popolo meno sa, meglio è per tutti loro, siamo in “democrazia” vero?

UOVA MARCE E “BUFFONE BUFFONE”: QUESTO IL BENVENUTO A FERRARA PER MATTEO RENZIA QUESTA SERA. LEGGI COM’E’ ANDATA

3 ottobre 2014

Uova contro Matteo Renzi al Festival di Internazione di Ferrara, il premier contestato

Uova contro Matteo Renzi. Il premier è stato accolto così, dal lancio di uova marce sul palco, al Festival di Internazionale. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato contestato sulla piazza municipale di Ferrara dove partecipa a un dibattito con tre giornalisti stranieri nell’ambito del festival di internazionale.

Cartelli alzati e grida di “buffone, buffone” hanno accolto l’inizio del dibattito e si sono intensificate quando il presidente del consiglio ha cominciato a parlare. “A chi non ha altri argomenti che le uova noi continuiamo a rispondere con un sorriso”. Lo dice Matteo Renzi dal palco della manifestazione di Internazionale a Ferrara. Il premier al suo arrivo era stato contestato.

FERRARA – Fischi in piazza per il premier Matteo Renzi. Al suo arrivo in piazza a Ferrara per il festival di Internazionale il premier è stato contestato con fischi e cartelli da un buon numero di contestatori. I contestatori hanno anche lanciato uova marce verso il palco. “Buffone”, “vattene via”, hanno urlato i contestatori con cartelli sui quali si leggono “no ttip” e proteste contro le modifiche all’articolo 18. I contestatori dicono di appartenere al Movimento 5 stelle e a vari comitati contro la privatizzazione dell’acqua e per l’ambiente. Alcuni cittadini si sono contrapposti ai manifestanti applaudendo al premier.

Il premier non si è scomposto e dal palco ha replicato: “La prima cosa è il rispetto delle idee anche quando non la pensano come me. A chi non ha altri argomenti rispetto alle uova, noi continuiamo a rispondere con il sorriso e con la voglia di andare avanti nonostante i tentativi di tappare la bocca e di impedire un’iniziativa così bella come quella di Internazionale”.

I contestatori di Matteo Renzi, una trentina in tutto, sono stati allontanati dalle forze dell’ordine dalla zona adiacente al palco dove è in corso l’intervista al premier. Riposti i fischietti, proseguono la protesta urlando “casa, lavoro, libertà”. La polizia ha fermato una persona per il lancio di uova.

Renzi: “Puntiamo ad intodurre Ius soli temperato”. Dopo le contestazioni è iniziata l’intervista al premier, che ha spaziato dalla politica alla estera alle riforme costituzionali. Il presidente del Consiglio ha annunciato che “la riforma costituzionale entrerà alla Camera a metà novembre”, indicando il timing, in Parlamento delle riforme costituzionali. “Più o meno negli stessi giorni il Senato inizierà l’esame della legge elettorale” ha aggiunto il premier.

Nel giorno del primo anniversario del naufragio di Lampedusa il premier ha invocato un maggior aiuto delle istituzioni europee nell’affrontare il fenomeno dell’immigrazione: “L’Europa non può occuparsi solo di come ‘dobbiamo pescare i pesciolini’, ma deve farsi carico anche del fenomeno immigrazione. E ha aggiunto: “Mare nostrum andrà avanti fino a quando l’Europa non sarà in grado di intervenire di più e meglio di quanto non abbia fatto fino ad oggi”. Renzi ha anche sottolineato la volontà del governo di introdurre “uno ius soli temperato” ovvero un diritto cittadinanza che “arriva prima dei 18 anni a condizione che si sia frequentato un ciclo scolastico”.