Renzi Batte Amato Bail-In

Renzi batte Amato cento ad uno con il bail-in

 

bail-in_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Avevamo già scritto su FB sulla scelta politica criminale avvenuta per decreto, da parte del governo Renzi, di adottare il Bail-In in italia e nell’eurozona, ma un interessante articolo del solito Bagnai, mi ha ispirato a ritornare sull’argomento, facendo un paio di puntualizzazioni, ricordando quello che avevamo scritto in passato sul prelievo forzoso, tra scherni e sorrisi di alcuni idioti.

La vendetta è un piatto che si serve sempre freddo…capito cari piddini? Vi piace l’euro? PAGATE…noi abbiamo già dato ed essendo consapevoli non ci facciamo fregare i nostri soldi, per chi li ha, per chi vi scrive non ha questo problema i cazzi sono i vostri, come sono stati del nostro fegato per 8 lunghi anni nel tentativo di rendervi meno idioti…inutilmente.

Adesso siccome non capirete neppure pagando un bel prezzo (questo è solo l’inizio), vi incazzerete con Renzi e come fa chi non ha capito, esattamente come i mercati nel mondo dell’euro, vi dirigerete dalla parte sbagliata, direzione 5 STELLE…della serie…idiozia al quadrato esattamente come il Più Europa.

Nel lasciarvi alla lettura dell’articolo di Bagnai, ho bisogno di ricordarvi quello che avevamo scritto in passato noi del Fronte Popolare che trovate QUI per il 2013 e QUI per il 2014, vi evito quelli scritti ancora prima e vorrei sottolineare due cose.

Alcuni giorni fa un intermediario finanziario, chiede: “chi di voi sa cos’è il Bail-in?” io mi sono stato muto, avevo già capito dove volesse andare a parare, infatti dopo una serie di risposte di altri amici presenti, lui esordisce così:

“il Bail-In è una grossa opportunità e io sono d’accordo”

Ho mugugliato e chi era seduto vicino a me ha sentito, mi sono dovuto violentare per non rovinare la festa agli altri presenti, per una questione di rispetto verso chi mi aveva invitato.

Questo fa capire il cinismo e i danni che possono causare alcune dottrine finanziarie e una certa mentalità liberista…non aggiungo altro…solo una cosa, chi mi ha ascoltato anni fa, non ha perso e non perderà nulla…almeno in soldi…la libertà è già andata.

Mentre gente come noi e questa lettrice di Gofynomics per anni non solo ha dovuto ascoltare scemenze ciniche come questa e anche peggiori, ma ci siamo dovuti avvelenare il fegato rimettendoci la salute che non ci ripagherà nessuno, e vi riporto il suo commento che deve far riflettere.

Yliana Kelevra ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “La proxima salida del euro“:

La conoscenza è potere! Ma cosa può questo potere di fronte all’ aria di sufficienza con cui gente impreparata ti guarda, mentre tu cerchi di spiegargli la verità? Non può molto purtroppo. Io l’ho provato. La gente ostenta superiorità quando spiego cosa sia in realtà l’ euro. Persone che non hanno una minima conoscenza in campo economico si elevano a giudici di ciò che è giusto o sbagliato. Perché lo fanno? Perché rifiutarsi di ascoltare perlomeno? Forse sarà per via della mia giovane età, ma quel che resta alla fine è solo una profonda amarezza e senso di frustrazione. Da qui il mio triste sfogo.
Postato da Yliana Kelevra in Goofynomics alle 29 novembre 2015 18:07

Buona lettura a tutti i Piddini, vi avevo avvisati in tempi non sospetti, le cose si capiscono solo quando si pagherà un prezzo salato, anche se Renzi vi ha già preso 100 volte di più di quello che vi aveva preso Giuliano Amato per salvare lo SME, l’antenato dell’euro, nello scandalo di allora e nel silenzio quasi totale di oggi per Renzi, non finisce mica qui…buon sonno a tutti.

Confiteor (2): se vuoi l’euro vuoi il bail-in.

…scusate però!

Io sono vicino a Claudio nel suo tentativo di portare all’attenzione generale il tema dell’iniquo bail-in che ha spiantato nel giro di un fine settimana migliaia di risparmiatori italiani. Ci eravamo lamentati del furto di Amato dai nostri conti correnti, nel tentativo di salvare lo SME che poi sarebbe comunque saltato due mesi dopo, ma in quel caso l’entità, lo ricordo per chi si fosse messo in ascolto in questo momento, fu a spanna di circa 6 miliardi di euro, divisi però su tutti i conti correnti bancari accesi all’epoca. Diciamo che oggi ci sono circa 30 milioni di conti correnti (a spanna, uno ogni due abitanti). Se anche all’epoca ce ne fosse stato uno ogni tre, avrebbe fatto 300 euro a conto in media. Cifre che non cambiavano una vita, anche tenendo conto del fatto che all’epoca 300 euro in realtà erano quasi 600000 lire (e la differenza la sa chi ci è passato). Io un conto lo avevo, ma avevo, già allora, l’insigne privilegio di essere povero, e nemmeno me ne accorsi. In questo caso si parla di 728 milioni di euro sottratti a 5000 persone (ma non sono così certo che il fenomeno sia tanto circoscritto, per cui se avete dati più attendibili vi sarò grato se vorrete condividerli), il che comunque significa circa 150000 euro a cranio (145600 per la precisione).

In questo caso stiamo parlando di cifre che cambiano una vita, ovviamente in peggio: la differenza fra l’agiatezza e la povertà, per alcuni.

Sono anche d’accordo sul fatto che le modalità sono particolarmente odiose, che a quanto emerge chi ha sottoscritto quei titoli non avrebbe potuto essere informato del reale rischio nemmeno se chi era tenuto a farlo avesse voluto farlo (perché il governo, a quanto capisco, ha cambiato le carte in tavola per decreto); che fa quindi prudere le mani il tentativo degli influencer minori libberisti di far passare il pensionato di Macerata per un George Soros, cioè per una persona che è giusto sostenga il rischio delle attività speculative che ha intrapreso con spregiudicatezza (laddove il pensionato non pensava minimamente di star speculando, anzi! Stava mettendo i soldi nella “sua” banca); che l’indignazione non può che essere amplificata dal fatto che ancora una volta si applicano due pesi e due misure, perché alla Germania, come vi dico da sempre, fu permesso (perché, come sempre, lo permise lei a se stessa) di salvare le sue banche con cifre spaventose (140 miliardi solo per la Hypo Real Estate), mentre adesso da noi cifre pari a un centesimo di quelle ci verrebbero rinfacciate come aiuto di Stato; che l’ira potrebbe legittimamente impossessarsi di chi pensi a come il nostro governo di cialtroni mentecatti ha negoziato l’Unione bancaria e in particolare il meccanismo di risoluzione unico,essendo del tutto evidente che per mere considerazioni di equità non si poteva pensare a un meccanismo unico in un contesto nel quale i paesi più furbi, i simpatici kiagnundfottendel Nord, avevano messo in sicurezza le proprie banche con secchiate di miliardi (fottendosene che fossero o meno aiuti di Stato, in omaggio a una consolidata tradizione di slealtà) e si erano per soprammercato disegnati delle regole di supervisione tali dalasciare fuori dal mirino della Bce la loro merda; e, soprattutto, che lascia sbigottiti la certezza, e quando dico certezza intendo certezza, che il sacrificio di tante vite umane al Moloch dell’euro non servirà a un beneamato nulla, perché così fu del sacrificio compiuto nel 1992.

Mi sta tutto bene: indigniamoci, solleviamo il problema, portiamolo all’attenzione di chi non ha capito che tanto poi toccherà a lui…

Ma…

Ma…

Ma, appunto, scusate, fermiamoci un attimo, volete? Perché che questa è una guerra l’abbiamo capito, no? E io sto sudando sangue, quindi devo essere una specie di generale, almeno a sentir Gadda. E allora forse bisognerà pure che vi faccia un discorsetto, volete?

Bè, anche se non volete, sapete che c’è? Come ho detto ieri alle Frattocchie nere: “Voi credete di essere fascisti, ma qui il più fascista sono io, perché sono l’unico che se ne frega veramente”. Del resto, se “I care” era lo slogan di un noto cialtrone “de sinistra”, “I don’t care” non può che diventare lo slogan della resistenza alla sinistra lompo (Lameduck santa subito dopo), subalterna al grande capitale finanziario e disposta a passare su qualsiasi cadavere pur di tutelarne gli interessi.

Quindi, I don’t care se quello che sto per dirvi vi interesserà o vi piacerà, ma ve lo dico, e prima vi faccio rileggere una lettera, quella di un nostro amico (o amica):

Yliana Kelevra ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “La proxima salida del euro“:

La conoscenza è potere! Ma cosa può questo potere di fronte all’ aria di sufficienza con cui gente impreparata ti guarda, mentre tu cerchi di spiegargli la verità? Non può molto purtroppo. Io l’ho provato. La gente ostenta superiorità quando spiego cosa sia in realtà l’ euro. Persone che non hanno una minima conoscenza in campo economico si elevano a giudici di ciò che è giusto o sbagliato. Perché lo fanno? Perché rifiutarsi di ascoltare perlomeno? Forse sarà per via della mia giovane età, ma quel che resta alla fine è solo una profonda amarezza e senso di frustrazione. Da qui il mio triste sfogo.
Postato da Yliana Kelevra in Goofynomics alle 29 novembre 2015 18:07

Ecco, vi propongo un piccolo esperimento concettuale.

Nel terzo post di questo blog (il primo Quod erat demonstrandum) abbiamo detto chiaramente da dove sarebbe venuta la botta: dalle sofferenze bancarie. Questo, naturalmente, dopo aver spiegato per filo e per segno che queste sofferenze erano causate da una generale sofferenza dell’economia italiana determinata dall’euro, che soffocava le imprese e quindi le famiglie, impedendo loro di ripagare i debiti contratti col sistema bancario. E per tutta la durata di questo nostro percorso ci siamo detti che ilredde rationem sarebbe arrivato quando ci si sarebbe trovati di fronte alla necessità di ricapitalizzare le banche in euro, sottomettendoci alla troika, o in lire, recuperando sovranità monetaria. Ma già due anni or sono ci era apparso subito chiaro che esisteva uno step intermedio, che siamo stati fra i primi a intuire: quello di ricapitalizzare le banche in euro coi soldi di chi ce li aveva messi. Il bail-in, appunto, la cui ineluttabilità ci era apparsa chiara quando abbiamo visto che per proporlo si usava il metodo Juncker.

Quindi, noi, qui, che quello che è successo sarebbe successo lo sappiamo da quattro anni, e come sarebbe successo lo sappiamo da due anni, e sappiamo anche il perché: per i motivi che da due anni ci descrive la Bce e da due mesi il Centre for European qualcosa: gli squilibri finanziari causati dall’euro.

Bene.

Ora proiettatevi a Macerata (città a me peraltro cara) all’ora dell’aperitivo, in un bar della piazza, e immaginatevi Yliana (quella della lettera qua sopra) che spiega al pensionato piddino oggi sul lastrico che potrebbe esserci un problema, e che c’è un tizio che da quattro anni suda sangue e si rovina la salute per evitare che succeda qualcosa di molto brutto.

Secondo voi, il pensionato piddino (dove, ribadisco, la piddinitas non è intesa in senso politico, ma antropologico: la spocchiosa supponenza dell’Untermensch mentecatto che sa di sapere semplicemente perché non si rende conto di defecare gli escrementi che i media controllati da chi ha i soldi per farlo gli hanno fatto ingollare la sera prima), il pensionato piddino, dicevo, avrebbe risposto in un modo diverso da quello descritto da Yliana? Avrebbe manifestato qualcosa di diverso da chiusura, diniego, rifiuto?

Siete sicuri di non sapere la risposta? Non credo. Siete sicuri di saperla, e avete ragione, perché la risposta sappiamo tutti qual è, ed è purtroppo quella giusta, ed è un sonoro:

no

Il pensionato piddino di Macerata, o di Chieti, o di Firenze, o di quel che l’è, certo, non è il George Soros che gli influencer minori dipingono.

Ma non è nemmeno mai stato dalla nostra parte.

Tutt’altro.

È stato l’archetipo, il paradigma, il campione di tutti i difensori senza se e senza ma dell’euro. In altre parole, carissimi, per quanto urticanti queste parole possano essere, per quanto fuori luogo oggi, per quanta compassione umana possiamo e dobbiamo provare per il nostro prossimo, cerchiamo però di non perdere di vista un dato.

Il dato è che i risparmiatori che hanno perso in questo modo iniquo il loro patrimonio sono nostri nemici.

Hanno voluto l’euro? Se lo godano! Ci sono stati a sentire mentre cercavamo di spiegar loro i rischi? Crepino! Hanno sostenuto il blocco di potere politico che sta svendendo l’Italia al capitale estero? Ed è giusto che questo capitale estero li stermini e ne sperda il seme per settantasette volte sette generazioni!

Se fosse successo a noi, questi, che ci hanno irriso mentre cercavamo di farli ragionare, avrebbero pianto? E quando ci succederà, dopo che è successo a loro, e quindi sanno cos’è, proveranno solidarietà? E se gli interessi all’8% se li fossero messi in tasca, poi ci avrebbero invitato a cena?

Noi abbiamo ragionato, e questo ci è costato molto: a me, ma anche a voi. Abbiamo anche cercato di far ragionare, ci è costato ancora di più, a voi, ma anche a me. Ma è stato inutile. E, aggiungo, lo sarà  anche ora che la crisi li ha morsi, e che quindi, finalmente, la corazza del loro gretto egoismo è stata infranta da un colpo cui avrebbero potuto sottrarsi. Piuttosto che ragionare, voteranno 5 stelle, cioè il piano B della finanza statunitense (dopo che il piano A se li è magnati e ricacati, come a Roma plasticamente dicono).

Quindi, carissimi, guardate il bicchiere mezzo pieno, ogni tanto: siamo arrivati ad un momento particolarmente interessante della battaglia. Quello in cui i nostri nemici si sparano addosso fra loro. Mi perdonate se il mio ciglio per il momento resta asciutto? Oggi quello che potevo piangere l’ho pianto nel post precedente. Chi è rimasto vittima della propria idiozia ha una possibilità di riscatto: unirsi a noi.

Ma se l’avesse veramente avuta, questa possibilità, non sarebbe rimasto vittima della propria idiozia.

Noi non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo fatto fin troppo.

Natura è matrigna: non piangiamo ogni anguilla mangiata da una spigola, e quindi non possiamo piangere ogni renziano stritolato da Renzi.

Ricordate? Come un ladro nella notte!

Anche Renzi, come Woody Allen, a qualcuno deve pur ispirarsi.

(qualora non si fosse capito, ho lasciato purtroppo senza tappo la damigiana della giustizia, che ha preso d’aceto, ed è diventata vendetta. Io naturalmente sono non violento, non solo per motivi etici, e per pigrizia, ma anche perché è inutile: Dio non è con loro, perché anche lui odia gli imbecilli… Lasciamolo lavorare, lasciamo che i nemici si accoppino a vicenda, teniamo i nervi saldi, e uniamo i puntini per salvare i nostri soldini…)

 

Imprenditori Leoni o Coglioni?

Gli imprenditori italiani possono essere leoni o coglioni…dipende solo da loro la rinascita o la morte.

 

pmi_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Sono stato invitato alla terza convention di piccoli e medi imprenditori, artigiani e commercianti, dove hanno dato vita ad un unione di sinergie attraverso la costituzione di una nuova associazione denominata Partite Iva Unite-PIU, con l’intento di fare qualche cosa di concreto per la piccola e media impresa e per la loro Italia.

Il Presidente e imprenditore Gaetano Balsamo mi ha gentilmente invitato a Prato, dove si è svolta la convention e ho avuto modo di esprimere alcuni concetti che ho sempre sostenuto in questi anni, le sorti dell’italia e del cambio di paradigma economico e politico è sempre stato in mano agli imprenditori, ma ancora oggi purtroppo molti di loro non l’ho hanno capito, i movimenti nuovi e piccoli come il nostro è altri ancora più meritevoli di noi, potevano diventare grandi magari unendosi, solo grazie al loro supporto economico e non solo, cosa che non poteva fare un disoccupato o una casalinga per ovvi motivi.

Certamente questo aveva un costo e ha un costo ancora oggi, ma la libertà e la sopravvivenza delle loro aziende, non si conquista con un pasto gratis, come dice lo stesso Gaetano Balsamo che ha capito, “senza i soldi non si può fare nulla”.

Purtroppo ancora molti imprenditori, al posto di correre in massa ad aderire a PIU, preferiscono ancora sperare nei politicanti elitari di regime e non avvertono il minimo dovere di difendere loro stessi e la propria Patria dalla finanza internazionale, dalle banche e dai politicanti che li vogliono morti, non ha caso hanno distrutto la domanda interna italiana in nome di una moneta, ma questo ancora non si capisce del tutto, si crede che sia colpa del latrocinio dei politicanti che hanno creato il debito pubblico, ecco il perchè si continua a sperare nell’impossibile, cioè basta cambiare politicanti.

In questi anni ho pubblicato alcune lettere e osservazioni di imprenditori che hanno fatto ad altri o al sottoscritto dove ho sempre evidenziato, l’ignoranza, la paura di avversare l’elite e una certo egoismo atto a coltivare la propria azienda, affermando due cose semplici:

1) Imprenditori e Operai erano facce della stessa medaglia.

2) Tutti gli imprenditori piccoli, artigiani, commercianti  che non esportavano all’estero e che la loro linfa era la domanda interna, sarebbero deragliati con certezza matematica, era solo una questione di tempo.

Come dimostra questa nuova associazione, molti imprenditori stanno prendendo coscienza di ciò, ma ancora non basta, c’è bisogno di una unione e partecipazione più massiccia, più motivata, più consapevole a difesa del bene comune e contro i propri carnefici e non di speranza rimanendo ancora alla finestra, perchè non c’è più tempo e Gaetano Balsamo lo dice in modo palese, “cosa aspettate? la guerra civile?”, non c’è più tempo, basta guardarsi attorno, oggi si dovrebbe capire meglio rispetto a qualche anno fa quando eravamo noi a dirlo.

Confindustria attraverso il suo presidente Squinzi oggi si accorge che il Jobs Act non serve ad una mazza, dopo averlo osannato, assieme al venditore di pentole bucate Renzi, ma per chi ci segue non è una novità, sapevamo già.

Come non serve ad una mazza il QE “dell’italiano” Draghi, anche questo detto a suo tempo.

Quindi cari imprenditori piccoli e medi, commercianti o artigiani con i vostri dipendenti, unitevi e lottate, altrimenti il vostro destino è segnato da tempo, andrete a sbattere contro il muro che vi ha preparato l’euro e il mondialismo per mano de i vostri politicanti, se non capite ancora che è un vostro dovere verso voi stessi e gli altri, non ci sarà nessuna possibilità di salvezza per nessuno.

Quindi a voi la scelta, quella di essere leoni o quella di essere coglioni, per poi quando sarà tardi, ripetersi potevo fare o potevo ascoltare quel coglione di Boschelli che per anni ci ha rotto le scatole con l’euro e il liberismo mondialista causa dei nostri mali e con la sovranità nazionale come unica salvezza.

Ringrazio come italiano che lotta, tutte le Partite IVA Unite che hanno capito la situazione attuale e hanno ritenuto doveroso unirsi nella lotta per la sopravvivenza delle proprie aziende e dell’italia come Patria, per la libertà, il lavoro, la dignità, la costituzione e la prosperità propria e di tutto il popolo italiano, dove il profitto è solo una parte della missione sociale e etica d’impresa.

Onore a PIU e al suo presidente Gaetano Balsamo che ha avuto il coraggio e la lungimiranza di questa impresa del fare da protagonista e non da spettatore.

Riporto una piccola considerazione di chi è più titolato del sottoscritto, del solito Bagnai…buona riflessione a tutti gli imprenditori che ancora pensano di stare a guardare o sperare nei propri aguzzini.

“L’unico modo di ovviare a una crisi di domanda con politiche dal lato dell’offerta è distruggere sufficiente offerta. Questo lo ricordo, con tanti auguri e un sorriso affettuoso, agli imprenditori che difendono l’euro. Quando schianterete (perché schianterete) sulla vostra tomba non ci sarà il mio fiore, ve lo dico subito: io nel mercato ho fiducia, quindi non contesto le sue decisioni. Se schianterete, vorrà dire che ve lo meritavate, e io il perché lo so. Perché mediamente vi credevate leoni, e invece eravate qualcos’altro: quello che pensavate fossero i tanti vostri colleghi che avete visto schiantare senza esprimere un minimo non dico di solidarietà, ma di preoccupazione.

Allo Stato dovreste chiedere di pagarvi “stampando moneta”, come dite voi. Invece gli chiedete di scomparire. Ottima scelta: siete pesci piccoli, tolto di mezzo lo Stato i pesci grossi vi mangeranno”.