Bollettino Di Guerra Numero 9

Bollettino di guerra numero 9 e l’indifferenza di una parte del popolo italiano

 

bollettino di guerra n7_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Nonostante le pagliacciate di Ri-Presa di Renzi che vi propinano a reti unificate, l’economia reale italiana e la salute dell’unione europea in genere è tutt’altro che rosea.

Anzi se c’è tanto ottimismo, la storia recente insegna che ci saranno presto tante botte a orbi…tutto proporzionale, l’illusione intensificatasi null’ultimo periodo, serve proprio a farvi digerire meglio le botte, a dimostrazione (secondo loro) che servono per il vostro bene e quello dell’italia.

Nuovi tagli pubblici e di salario, privatizzazioni (compreso sanità e pensioni) e tasse, intanto la gente piomba nella povertà assoluta, si suicida, si ammala di depressione, le aziende chiudono e licenziano, vengono acquistate a prezzo di saldo dalle multinazionali per poi assumere con contratti precari e svalutati con i dovuti licenziamenti da portare al successivo consiglio di amministrazione, come premio, tutto facente parte del piano eurista e mondialista sulla vostra pelle, che molti italioti ancora si ostinano a non capire, per tanti ragioni ideologiche e di lavaggio mediatico verso la disinformazione di massa e la sua ipnosi collettiva.

Avere fiducia in questi politicanti e in una moneta unica nonostante non esista un paper di un qualsiasi economista in tutto il mondo a favore di tale tesi (vi sfido a trovarne uno), è da inutili idioti, servi del sistema mondialista e vittime della propaganda questo lo diciamo senza giri di parole, come abbiamo sempre fatto, risultando anche antipatici, ma dobbiamo indurre a documentarvi e solo facendovi sentire in colpa possiamo riuscirci, poi odiateci lo stesso ce ne faremo una ragione.

Non è più il tempo di usare il fioretto del politichese o peggio dell’indifferenza c’è bisogno della sciabola, con noi o contro di noi, che poi equivale ad essere contro voi stessi.

La guerra è già iniziata da anni ma nessuno vi ha avvisato….il lavoro “sporco” qualcuno deve pur farlo.

 

Senza casa e lavoro, coppia coniugi dorme in auto sotto il Comune di Ortona

Sono Stefano Franzese e Anna Maria Damiani, marito e moglie di origine napoletana, che si erano trasferiti ad Ortona avendovi trovato un lavoro. A 60 e 58 anni avevano deciso di cambiare vita e in Abruzzo oltre all’impiego (lui da operaio, lei da badante) avevano trovato anche un tetto. Tutto per loro è svanito quando entrambi hanno perso il lavoro da una ditta privata, e si sono trovati con un pugno di mosche in mano, ad una età difficile per trovare una nuova collocazione occupazionale, in una città -Ortona- che negli ultimi anni ha perso centinaia di posti di lavoro per la chiusura di tantissime aziende. Dallo scorso giugno vivono in un’auto, che hanno parcheggiato sotto il portone del palazzo comunale, avendo chiesto invano un sostegno agli amministratori. A loro è stata assicurata almeno la certezza dei pasti alla mensa del ristoro degli Angeli, ma è soprattutto un tetto, con la stagione fredda in arrivo, quello che manca, o meglio la possibilità di pagare un affitto: “la voglia di lavorare non ci manca”, ribadiscono, “dateci una occasione”.

Fonte rete8.it

 

Bagni di Lucca: Alce, scade cassa integrazione. In arrivo 39 licenziamenti

Si chiuderà proprio in questi giorni, con l’invio delle lettere di licenziamento, il caso dei dipendenti Alce. Essendo in scadenza, infatti, il rinnovo della cassa integrazione e vista, soprattutto, l’assenza di un progetto industriale necessario a riassorbire gli operai rimasti senza lavoro l’epilogo a detta di molti non poteva che essere questo.
L’azienda, specializzata nella produzione di tannino con annesso comparto cartiera, aveva cessato la propria attività nel 2009; da allora era stato avviato l’iter per la realizzazione di un impianto a biomasse che però non è mai giunto a compimento. Un vicenda, quella della centrale, che aveva generato decine di assemblee popolari passando per le aule di tribunale (dopo i ricorsi intentati dai Comitati Ambiente e Salute), coinvolgendo a più riprese i consigli comunali di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano, originando incontri sindacali, tavoli istituzionali, meeting con i rappresentanti delle aziende coinvolte (oltre ad Alce, Biomasse del Serchio Srl, Futuris Spa e Terra uomini ambiente). Una vicenda, partita dopo il rilascio dell’autorizzazione unica da parte di palazzo Ducale, che aveva chiamato ad esprimersi l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, l’Ordine dei medici di Lucca, l’Isde e tanti tra esperti e tecnici come Federico Valerio, Marco Stevanin, Annibale Biggeri, Rossano Ercolini, Paul Connett, Stefano Montanari, Alfredo Scipioni. Una vicenda che sembra essere arrivata davvero al capolinea.
«Oggi cessa la cassa integrazione biennale – spiega il sindacato – e di conseguenza domani i 39 lavoratori rimasti saranno licenziati. Un altro segmento industriale scomparirà da Bagni di Lucca».
Operai e sigle sindacali, riuniti martedì in assemblea, non hanno potuto far altro che prendere atto dello stato attuale delle cose: dopo l’arrivo delle lettere di congedo per quasi 40 ex dipendenti (degli oltre 110 originari) inizierà il periodo di mobilità. Nessuna riconversione industriale insomma, nessuna possibilità di reimpiego anche se dopo il ritiro degli investitori e l’abbandono del progetto dell’inceneritore le ipotesi di riutilizzo del sito erano state diverse: durante gli ultimi incontri avvenuti in provincia, infatti, Maurizio Varraud
(legale rappresentante di Alce) aveva paventato l’idea di riprendere la produzione del tannino ed aveva messo a disposizione alcuni terreni dell’azienda per eventuali attività alternative come la fabbricazione di legno edile. Possibilità poi non concretizzatesi.

Fonte iltirreno

 

Reggio Calabria: Atam, trattativa saltata, si va verso 21 licenziamenti

Tre giorni di trattative ma il punto d’incontro ancora non c’è. Il buon senso imporrebbe una smussatura degli spigoli: in palio c’è il futuro di 21 lavoratori e la salvezza dell’Atam dal rischio default. Sindacati e azienda seduti attorno allo stesso tavolo cercano la quadratura del cerchio, che però non arriva. Il traguardo da raggiungere è quello di arrivare ad una pianta organica snella, 290 unità lavorative. E bisogna arrivarci in fretta perché mercoledì è fissata l’udienza al Tribunale fallimentare. Ma le posizioni restano ancora distanti. L’Azienda deve rispettare il piano di risanamento presentato in Procura, intende adempiere agli impegni assunti in Tribunale, impegni che consentiranno ad Atam di camminare sulle proprie gambe, di avere un futuro solido. Giorni di febbrile trattativa si stanno vivendo in Azienda dove i tempi sono scanditi dagli incontri, in cui le sigle sindacali cercano di trovare la soluzione affinché nessuno rimanga senza stipendio e senza lavoro. Fino a notte si è discusso anche ieri ma il punto d’incontro non è arrivato e se non devesse maturare entro lunedì si dovrà per forza di cose procedere ai licenziamenti. Un passaggio che si è cercato di scongiurare ma al momento senza successo. Per ridurre la pianta organica l’Azienda pare abbia pensato innanzi tutto ad accompagnare al traguardo della pensione i dipendenti più vicini per età anagrafica e anzianità di servizio. Ma questa operazione non basta per raggiungere l’obiettivo così si stanno passando al vaglio tutti gli strumenti utili capaci (il contratto di solidarietà a percentuali basse) di traghettare l’Azienda verso porti sicuri. L’istanza di fallimento avanzata dalla Procura non lascia molte alternative. Il percorso di risanamento imposto dalla Procura è passato da diversi step, che hanno fatto emergere il grado di credibilità del management aziendale. Tutte le “caselle” stanno andando al loro posto. Ieri mattina l’amministratore unico dell’Azienda, Antonino Gatto è stato a Catanzaro per verificare l’iter della transazione, la bozza dell’atto è quasi pronta, c’è solo da limare qualche dettaglio. E anche al Comune si sta lavorando per ultimare la documentazione rispetto al conferimento degli immobili con cui l’Ente proprietario dell’Azienda provvede alla ricapitalizzazione di un capitale che era stato eroso nel corso degli anni dai ritardi degli enti locali e da scelte che si sono rivelate fallimentari per l’Azienda di trasporto pubblico. Le perizie delle strutture del Botteghelle e via Foro Boario sono quasi ultimate. Adesso serve un ultimo sforzo per evitare i licenziamenti e salvare l’Azienda.

Eleonora Delfino

Fonte gazzettadelsud

 

Roma: Basf scattano i licenziamenti, 60 famiglie in mezzo ad una strada

Una sessantina di persone prossime al licenziamento. La riorganizzazione aziendale annunciata nelle scorse settimane dalla Basf si trasformerà a breve in “dramma sociale” per alcuni dei lavoratori dell’impianto di via di Salone. Una situazione annunciata nel corso di un’intervista a RomaToday da Roberto Spaggiari, direttore della Divisione Catalizzatori. Di fatto è stato proprio il nostro giornale la fonte da cui i dipendenti hanno appreso la notizia. Ed ora i sindacati provano a reagire e soprattutto a chiedere risposte. E’ la Femca Cisl la prima sigla a muoversi. Lo farà domani con uno sciopero che porterà i lavoratori in piazza, proprio sotto lo stabilimento chimico tra Settecamini e Ponte di Nona. Sono durissime le parole usate da Giuseppe Mandato, segretario generale della Femca Cisl di Roma: “Come si può decidere 60 licenziamenti, mettendo 60 famiglie in mezzo ad una strada, e comunicarlo con leggerezza e soavità in una intervista rilasciata ad un giornale? Noi siamo sconvolti ed esterrefatti, così siamo nel Far West non nella Capitale d’Italia”.
“Purtroppo, contrariamente a quanto deciso fino ad oggi con le Organizzazioni Sindacali e con i suoi dipendenti”, spiegano dal sindacato, “la Basf ha dichiarato la soppressione di 60 posti di lavoro per effetto della chiusura di 3 reparti di produzione, conseguente alla decisione di delocalizzare alcune linee produttive. Una decisione gravissima che noi sindacati abbiamo appreso dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla direzione aziendale e che scaturisce da mere motivazioni economiche e di business, non tenendo in alcun conto il dramma che questo significa per le 60 famiglie coinvolte dal licenziamento”.

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Pomezia, 56 licenziamenti e 95 cassaintegrati alla Ica Foods-Crik Crok

Nella tarda serata di ieri si è conclusa la procedura per 56 licenziamenti della Ica Foods International Srl, società cessionaria neo costituita dalla cedente Ica Foods Spa, proprietaria del noto stabilimento di produzione delle patatine a marchio Crik Crok.
“Come è noto – ha dichiarato il Segretario Generale della Flai Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, Gianfranco Moranti – la Ica Foods Spa ha chiesto un concordato preventivo presso il tribunale fallimentare di Velletri affittando beni, impianti e dipendenti alla neo Srl per 3 anni. Ci sono stati 75 giorni di intense trattative, svoltesi in Regione Lazio e presso il Ministero dello Sviluppo economico, volte a trovare soluzioni che garantissero la prosecuzione dell’attività produttiva e il mantenimento dell’occupazione. Dopo un lungo braccio di ferro tra proprietà e Sindacati che aveva visto anche uno sciopero nel luglio scorso, si è siglato l’accordo sindacale in Regione Lazio che scongiura almeno per un anno i licenziamenti”.
“Infatti – prosegue Moranti – potranno accedere alla mobilità solamente coloro che non si opporranno, cioè i cosiddetti “volontari”, e non ci saranno licenziamenti unilaterali da parte dell’azienda. In quest’anno si impiegherà la Cassa Integrazione che vedrà coinvolti 95 dipendenti, 10 tra gli impiegati e 85 nell’area produttiva/magazzini. Purtroppo tra gli impiegati ci sono degli esuberi strutturali, perché la nuova organizzazione aziendale prevede la soppressione di alcune loro figure/mansioni. Abbiamo strappato all’azienda l’impegno di ricollocare tali figure in produzione. La società si è impegnata nel contempo a predisporre un piano di risanamento volto al riequilibrio dei fattori produttivi ed a un riposizionamento strategico sul mercato attraverso una intensificazione della politica commerciale diretta alla acquisizione di nuove commesse in particolare nei mercati esteri”.
“Sarà un anno difficile, di sacrifici per tutte le maestranze, -conclude il Segretario della Flai – nella speranza che il Tribunale di Velletri conceda il concordato in continuità alla Ica Foods Spa”.

Fonte ilcorrieredellacitta

 

Licenziamenti al Cara di Mineo, dimezzati i 390 lavoratori

Licenziamenti al Cara di Mineo. La direzione del centro richiedenti asilo piu’ grande d’Europa fa sapere che partiranno sin da domani le prime cinquanta lettere che riguardano il piano di preavviso di esubero per operatori di base del Centro di accoglienza richiedenti asilo di Mineo con l’obiettivo finale di ridurre del 50% gli attuali 390 lavoratori. “I migranti presenti nella struttura – spiega il direttore del Cara, Sebastiano Maccarrone – sono diminuiti della meta’: passando da 4.000 a 2.000, numero che continuera’ a scendere. Non possiamo mantenere gli stessi dipendenti per il doppio degli ospiti, dobbiamo purtroppo agire”.

Fonte cataniatoday

 

Maglie: Cercava da tempo un lavoro, 32enne si impicca nel bagno di casa

Probabilmente il suo problema più grande era il lavoro che non riusciva a trovare. Faceva infatti piccoli lavori saltuari il giovane 32enne che è stato trovato impiccato, nel bagno di casa, questa mattina a Maglie. A fare la tragica scoperta sono stati i familiari con i quali il giovane abitava alla periferia della città. Il ragazzo, che faceva l’operaio, era in cerca di un’occupazione più regolare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco.

Fonte quotidianodipuglia

 

Aosta: Sfrattato, 67enne si suicida sparandosi alla tempia con una pistola sparachiodi

Voleva suicidarsi, e nel contempo far saltare in aria il palazzo dove viveva, oppure prima di morire ha voluto allestire una macabra messinscena come ‘ultimo saluto’? E’ un giallo, per ora, la morte dell’elettricista aostano Bruno Dal Bon, 67 anni, il cui cadavere è stato rinvenuto oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, vicino a un tavolo dal lavoro in un garage al numero civico 5 di via Monte Grivola.
Lui si è sparato a una tempia con una pistola sparachiodi e all’interno della sua abitazione, al piano sopra l’autorimessa, sono state trovate delle bombole del gas aperte e nascoste dentro dei sacchi, collegate con dei fili elettrici.
La Squadra mobile aostana, intervenuta sul posto insieme al 118 e ai Vigili del fuoco, sta compiendo una serie di accertamenti investigativi. In casa sono stati trovati dei biglietti scritti dall’elettricista, a conferma della tesi del suicidio. Secondo la polizia il suicidio potrebbe esser stato motivato da un’ingiunzione di sfratto che l’uomo aveva ricevuto nei giorni scorsi e che gli intimava di lasciare casa in breve tempo.
Inoltre, Bruno Dal Bon da alcuni mesi – sempre secondo quanto riferito dalla Questura – era apparso ‘agitato e spaventato’: vicino al corpo è stato trovato anche il ritaglio di un articolo di giornale su possibili infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.
Per martedì 29 settembre è in programma l’esame del corpo da parte del medico legale. A coordinare le indagini è il pm Luca Ceccanti. Dal Bon aveva avvolto anche il proprio corpo con dei cavi elettrici e aveva sbarrato la porta del garage.

Fonte valledaostaglocal.it

 

Messina: Articolista precario si suicida facendo esplodere una bombola di gas. Muore anche la madre

L’esplosione improvvisa e assordante nel silenzio della notte, poi le fiamme, infine la tragedia. Due persone, madre e figlio di 90 e 53 anni, sono morte, nella notte tra ieri e oggi, a Messina. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco la causa della deflagrazione che ha distrutto l’abitazione nel villaggio denominato Santo, sarebbe una perdita di gas non casuale ma voluta. Sono state infatti trovate nella camera da letto tracce di una bombola di gas aperta. La casa però è dotata di metano. Motivo per cui in un primo momento i soccorritori hanno ipotizzato la presenza di una stufa che, però, non è stata trovata. Il figlio, mentre la madre era già a letto, avrebbe lasciato la bombola aperta e sarebbe andato a dormire. Ma la donna si sarebbe svegliata e avrebbe acceso la luce, provocando l’esplosione. È stato infatti il rogo a ucciderli. Buona parte dell’appartamento, così come il balcone esterno, sono stati distrutti; porte e le finestre sono volate vie. Alcuni detriti sono arrivati fino all’autostrada poco più a monte, nei pressi dello svincolo di Gazzi. Il boato è stato avvertito anche dalla sede dei vigili del fuoco, in via Salandra, un paio di chilometri più a valle rispetto al luogo della tragedia. Sono stati i vicini i primi a intervenire. Dopo l’esplosione hanno sentito per alcuni minuti le urla dell’anziana. Ma non c’è stato niente da fare: la casa era chiusa da una porta blindata che, seppur parzialmente distrutta, avrebbe impedito l’ingresso. Qualche residente ha tentato di entrare dal balcone ma è stato respinto dal fumo. Sono in corso le indagini per capire quale sia il motivo all’origine del possibile suicidio-omicidio. L’uomo è un articolista precario della Provincia di Messina. I suoi colleghi lo descrivono come una persona molto sensibile e allo stesso tempo disponibile. «Una volta si era scaricata la batteria dell’orologio di un collega e lui si è offerto di farglielo riparare – racconta un dipendente – dava l’idea di una grande fragilità». Figlio unico, viveva da sempre con la madre. I vicini raccontano di vederli sempre insieme, spesso a braccetto in strada. L’appartamento si trovava al secondo piano di una palazzina in via San Filippo. Non sembrerebbero esserci danni rilevanti alle abitazioni al piano terra e al primo piano. Sul posto, la polizia scientifica per effettuare i rilievi del caso, insieme a due squadre di pompieri che hanno messo in sicurezza l’edificio.

Fonte meridionews.it

 

Pesaro: Disoccupato 40enne arrestato, “Ho perso il lavoro, rubo per tirare avanti”.

Ladro per… necessità. Almeno così si è giustificato. Sì, perché quando un uomo di 40 anni è stato beccato dai carabinieri di Borgo Santa Maria, dopo la segnalazione di alcuni passanti che lo avevano notato aggirarsi con fare sospetto fra i capannoni della zona industriale, lui si è giustificato così: “Ho perso il lavoro, rubo per tirare avanti”.
I militari lo hanno beccato con le mani nella marmellata, dopo che aveva arraffato – cioè – trapani, seghe, cacciaviti professionali e quant’altro che, c’è da giurarci, avrebbe rivenduto per rimediare qualche soldo. Portato a Villa Fastiggi, nella casa circondariale, il giudice gli ha concesso i domiciliari, in attesa del processo per direttissima che verrà celebrato martedì prossimo.

Fonte pu24.it

 

Disoccupato 53enne in cerca di lavoro devasta uffici Asl di Chieti-Lanciano-Vasto

L’uomo, residente a Bucchianico, era rimasto senza lavoro e si era recato alla Asl di Chieti-Lanciano-Vasto , dopo che l’ex prefetto di Chieti Fulvio Rocco de Marinis aveva segnalato il suo caso alla direzione generale dell’azienda sanitaria con una lettera. Quando si è presentato negli uffici dell’Asl e non è stato ricevuto per un colloquio, ha dato in escandescenza danneggiando un pannello del controsoffitto dopo aver lanciato in aria una sedia di plastica, ha fatto cadere un armadietto metallico vuoto ed ha danneggiato parte di una fotocopiatrice. Il 53 enne fino a qualche anno fa allevava pollame ma che nel frattempo ha dovuto chiudere l’attività . L’uomo, una volta calmatosi, ha ammesso le proprie responsabilità ed ha raccontato le vicissitudini ed il difficile momento economico che sta attraversando. L’uomo è stato denunciato dalla Polizia per danneggiamento aggravato.

Fonte rete8.it

 

Bulgaria: Stop arrivi migranti, chiesa ortodossa contro il papa

Il governo di Sofia deve smettere di accogliere migranti in Bulgaria. È quanto si legge in una dichiarazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara. «La Chiesa ortodossa prova compassione e chiede solidarietà per i profughi che ormai si trovano tra di noi ed hanno un vero, e non falso, bisogno delle nostre cure e del nostro appoggio materiale – si legge nella dichiarazione. Noi aiutiamo i profughi senza fare differenza per fede o nazionalità, ma riteniamo che il governo non debba in nessun modo accoglierne altri». Il Santo Sinodo ritiene inoltre che «chi ha creato il problema dei migranti dovrà anche risolverlo e non è giusto che il popolo ortodosso bulgaro paghi il prezzo rischiando così di perdere il proprio Stato cristiano». «Se quello di Sofia è il governo di uno Stato cristiano, dovrà nella maniera più categorica porre in seno a tutti gli organismi internazionali la questione di far cessare immediatamente le guerre nel Medio Oriente e nell’Africa Settentrionale e chiedere se non è in atto in quei paesi una persecuzione dei cristiani», si afferma ancora nella dichiarazione del Santo Sinodo.

Fonte Ansa

 

Migranti: False assunzioni per permessi di soggiorno, 27 denunce a Roma

Gli agenti della polizia, al termine di una complessa indagine durata oltre un anno, hanno denunciato 27 persone che, in concorso tra loro e con uso di atti falsi, hanno favorito la permanenza di cittadini extracomunitari sul nostro territorio. Agli immigrati sono state fornite false dichiarazioni di assunzione per ottenere il permesso di soggiorno. L’indagine è partita a marzo del 2014 nella Capitale, quando a seguito di una presentazione di una comunicazione di cessione fabbricato, fatta da un cittadino italiano, in favore di un cittadino straniero presso gli uffici del Commissariato Esquilino, gli agenti hanno eseguito un controllo presso l’indirizzo indicato ma non hanno trovato la persona ospitata. Già da un primo accertamento era emerso che a carico dello straniero era stata emessa una nota di rintraccio per non aver ottemperato a un invito a presentarsi alle forze dell’ordine. Continuando nell’accertamento, i poliziotti hanno ascoltato il proprietario dell’appartamento, G.L., il quale, dopo una breve resistenza, ha ammesso di aver ospitato la persona solo a titolo di cortesia e per favorire un suo conoscente. Lo stesso, incalzato dalle domande degli investigatori, ha poi aggiunto di non aver mai conosciuto lo straniero, che per altro non aveva mai usufruito dell’alloggio, e di aver accettato di presentare la richiesta di ospitalità solo per ricevere un compenso, circa 1000 euro. Denunciato in stato di libertà per aver favorito la permanenza del cittadino extracomunitario sul territorio, gli agenti hanno incrociato tutta un serie di informazioni per scoprire se dietro alla falsa dichiarazione appena scoperta potessi nascondersi una più ampia organizzazione criminale.Nel corso dell’attività infatti, sono state rintracciate altre persone coinvolte che hanno affermato di aver avuto contatti con intermediari stranieri, con G.L., dipendente presso una ditta di trasporti, e alcuni suoi colleghi di lavoro. Erano proprio loro che durante lo svolgimento del loro mestiere, venivano a conoscenza di persone extracomunitarie che avevano bisogno di dichiarazioni di assunzione per l’ottenimento del permesso di soggiorno e le contattavano. In particolare, nella zona dell’Esquilino, è stata individuata un’agenzia di mediazione, attualmente chiusa, specializzata nella trattazione delle pratiche di rinnovo e rilascio del soggiorno, dove erano state elaborate la maggior parte delle istanze illecite, sul cui proprietario sono ancora in corso accertamenti. Ascoltati anche i colleghi di G.L., gli stessi hanno riferito che per ogni pratica di assunzione compilata e firmata, avrebbero ricevuto un compenso 2.500 euro. Tra le persone indagate è stato individuato anche un cittadino del Bangladesh, che si è accertato fungesse da mediatore tra gli stranieri da regolarizzare, i datori di lavoro, e coloro che con dichiarazioni mendaci ospitavano sedicenti extracomunitari.

Fonte Adnkronos

 

Lavoro: Per il 90% dei giovani italiani inevitabile andare all’estero

Il dato è di quelli che fanno riflettere perché certifica un orientamento talmente diffuso da far credere che in troppi, ormai, considerano l’Italia un Paese “perduto”. Almeno dal punto di vista lavorativo che, per i nostri giovani, rappresenta un’assoluta priorità. Di cosa stiamo parlando? Del rapporto – realizzato dall’istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica – che documenta come il 90% dei giovani italiani, di età compresa tra i 18 e i 32 anni, ritenga pressoché inevitabile andare all’estero per trovare un lavoro adeguato alla sua formazione o confacente alle sue aspirazioni. Una percentuale altissima, che fa il paio con il 70% degli intervistati che ha dichiarato di considerare l’Italia un Paese che offre troppe poche opportunità a chi si affaccia al mercato occupazionale, a differenza di altri Paesi sviluppati che sembrano, invece, investire molto sul lavoro delle nuove generazioni. Da qui la scelta, inevitabile in molti casi, di puntare sulla mobilità: l’83,4% dei giovani interpellati ha, infatti, dichiarato di essere disponibile a cambiare stabilmente città per un impiego e, tra questi, il 61,1% crede che il biglietto vada staccato per un Paese straniero. Di più: stando a quanto documentato dal Rapporto Giovani, il 33,3% del campione (praticamente un under 33 su tre) sta pensando di lasciare l’Italia entro il 2016.
Sì, ma per andare dove? Le mete preferite, indicate dal 54,8% degli intervistati, sono l’Australia, l’America e il Regno Unito dove i giovani italiani sperano di trovare lavoro grazie all’inglese che hanno imparato a scuola. A seguire la Germania di Frau Merkel, percepito come uno Stato solido e che punta molto sui giovani, e altri Paesi come il Canada, la Francia, l’Austria, la Svizzera e il Belgio. Solo l’1,5% del campione ha, invece, indicato la Spagna che, pur rimanendo un Paese altamente “attrattivo” (per via, anche, di una cultura che lo rende vicino all’Italia), ha un tasso di disoccupazione talmente alto da scoraggiare chiunque.
“La migrazione italiana, negli ultimi anni, è decisamente cambiata – ha spiegato Alessandro Rosina, tra i curatori del Rapporto –Non si tratta più di connazionali che prendono il treno un po’ spaesati e con al braccio valigie di cartone, ma di giovani dinamici, intraprendenti, affamati di nuove opportunità e con un tablet pieno di appunti su progetti e sogni da realizzare. I motivi sono vari. Da un lato – ha osservato Rosina – la generazione dei Millennial considera del tutto naturale muoversi senza confini. Sono sempre più consapevoli che la mobilità internazionale è, di per sé, positiva perché consente di aprirsi al mondo, conoscere diverse culture, arricchire il proprio bagaglio di esperienze, ampliare la rete di relazioni. Dall’altro lato, il sempre più ampio divario tra condizioni lavorative delle nuove generazioni e possibilità di valorizzazione del capitale umano in Italia rispetto agli altri Paesi avanzati e in maggiore crescita, porta sempre più giovani a lasciare il Paese non solo per scelta, ma anche – ha precisato il curatore dello studio – per non rassegnarsi a rimanere a lungo disoccupati o a fare un lavoro sotto inquadrato e sottopagato”.

Fonte news.biancolavoro.it

Bollettino di Guerra Numero 8

Bollettino di guerra numero 8 e l’indifferenza del popolo italiano.

 

bollettino di guerra n7_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Mi sbalordisce l’indifferenza di molti italiani, mi lascia veramente senza parole, come se in questi anni di euro e di mondialismo, non sia successo assolutamente nulla, e quello che succede da anni a tanti italiani, sia dovuta ad una calamità naturale, senza nessun responsabile…”si vede che doveva andare così”, oppure “cosa c’è di male se i politicanti si mettono tutti assieme”, oppure “ma voi partitini perchè non sparite, fate tutto per pubblicità” ecc.

Vedete, in “democrazia” non c’è bisogno che sia il potere ad impedire l’affermarsi di chi è fuori dal coro e dai canoni, ci pensa chi fa parte della massa del gregge che dovrebbe essere al tuo fianco contro chi gli ha tolto la libertà, la dignità e la stessa vita, come accade ogni giorno in italia a 4 o 5 nostri fratelli, indotti al suicidio per motivi economici o che muoiono per condizioni di lavoro insopportabili nei campi per due euro l’ora

Ma questo lascia tutti indifferenti, si pensa alla pubblicità del nostro movimento o di altri, ma non si pensa minimamente che non siamo tutti uguali e che forse c’è qualche idiota fuori dai comuni canoni di “normalità” che non sopporta questa guerra e non accetta la distruzione del popolo…no…neppure si prende in considerazione, tanto è radicata l’indifferenza, con la conseguenziale perdita di orgoglio nazionale e della propria dignità di essere umani.

Noi del Fronte ci vergogniamo ogni giorno anche per la vostra indifferenza  non solo verso gli Omicidi di Stato, pur non avendo colpe, continuate a leccare il culo ai Big, loro sono grandi, possono darvi qualche cosa i cambio, magari un cucchiaino di lenticchie, poi chi se ne frega se la massa crepa e la vostra Nazione si distrugge.

Leggete con attenzione perchè voi siete colpevoli come i politicanti che sostenete e un giorno farete i conti con la vostra coscienza, ammesso che ne avete una, senza contare che potrebbe essere il vostro turno…domani, come da anni è stato il turno di operai, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati, esodati, disoccupati, braccianti, professionisti, e altri come loro, ma un giorno finiranno di uccidersi i nostri fratelli e prenderanno coscienza che non hanno nessuna colpa, e li assisteremo ad un altro fenomeno…come sosteniamo da anni per colpa della vostra indifferenza, lassismo e complicità con il sistema politico attuale…altro che partitini.

 

Aziende in crisi, imprenditore si suicida a San Cesario sul Panaro

30 Settembre

Nel pomeriggio di ieri è stato rinvenuto il corpo senza vita di C.T., un imprenditore 69enne, che si è tolto la vita vicino ad una delle due aziende di cui era socio. Il fatto è avvenuto a San Cesario sul Panaro, nei pressi della via Emilia: sul posto i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, insieme ai Carabinieri. Il gesto estremo è stato compito nei pressi di Ossidan e Rimas, due imprese di cui l’uomo era socio e che da tempo versano in un grave stato di crisi. Proprio negli ultimi giorni i capannoni erano stati teatro di scioperi e presidi dei lavoratori, che dal mese di settembre erano supportati dagli ammortizzatori sociali. Il Comune di San Cesario aveva avviato anche un tavolo di trattative.

Fonte modenatoday.it

 

Aosta: Sfrattato, 67enne si suicida sparandosi alla tempia con una pistola sparachiodi

28 Settembre

Voleva suicidarsi, e nel contempo far saltare in aria il palazzo dove viveva, oppure prima di morire ha voluto allestire una macabra messinscena come ‘ultimo saluto’? E’ un giallo, per ora, la morte dell’elettricista aostano Bruno Dal Bon, 67 anni, il cui cadavere è stato rinvenuto oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, vicino a un tavolo dal lavoro in un garage al numero civico 5 di via Monte Grivola.
Lui si è sparato a una tempia con una pistola sparachiodi e all’interno della sua abitazione, al piano sopra l’autorimessa, sono state trovate delle bombole del gas aperte e nascoste dentro dei sacchi, collegate con dei fili elettrici.
La Squadra mobile aostana, intervenuta sul posto insieme al 118 e ai Vigili del fuoco, sta compiendo una serie di accertamenti investigativi. In casa sono stati trovati dei biglietti scritti dall’elettricista, a conferma della tesi del suicidio. Secondo la polizia il suicidio potrebbe esser stato motivato da un’ingiunzione di sfratto che l’uomo aveva ricevuto nei giorni scorsi e che gli intimava di lasciare casa in breve tempo.
Inoltre, Bruno Dal Bon da alcuni mesi – sempre secondo quanto riferito dalla Questura – era apparso ‘agitato e spaventato’: vicino al corpo è stato trovato anche il ritaglio di un articolo di giornale su possibili infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.
Per martedì 29 settembre è in programma l’esame del corpo da parte del medico legale. A coordinare le indagini è il pm Luca Ceccanti. Dal Bon aveva avvolto anche il proprio corpo con dei cavi elettrici e aveva sbarrato la porta del garage.

Fonte valledaostaglocal.it

 

Messina: Articolista precario si suicida facendo esplodere una bombola di gas. Muore anche la madre

28 Settembre

L’esplosione improvvisa e assordante nel silenzio della notte, poi le fiamme, infine la tragedia. Due persone, madre e figlio di 90 e 53 anni, sono morte, nella notte tra ieri e oggi, a Messina. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco la causa della deflagrazione che ha distrutto l’abitazione nel villaggio denominato Santo, sarebbe una perdita di gas non casuale ma voluta. Sono state infatti trovate nella camera da letto tracce di una bombola di gas aperta. La casa però è dotata di metano. Motivo per cui in un primo momento i soccorritori hanno ipotizzato la presenza di una stufa che, però, non è stata trovata. Il figlio, mentre la madre era già a letto, avrebbe lasciato la bombola aperta e sarebbe andato a dormire. Ma la donna si sarebbe svegliata e avrebbe acceso la luce, provocando l’esplosione. È stato infatti il rogo a ucciderli. Buona parte dell’appartamento, così come il balcone esterno, sono stati distrutti; porte e le finestre sono volate vie. Alcuni detriti sono arrivati fino all’autostrada poco più a monte, nei pressi dello svincolo di Gazzi. Il boato è stato avvertito anche dalla sede dei vigili del fuoco, in via Salandra, un paio di chilometri più a valle rispetto al luogo della tragedia. Sono stati i vicini i primi a intervenire. Dopo l’esplosione hanno sentito per alcuni minuti le urla dell’anziana. Ma non c’è stato niente da fare: la casa era chiusa da una porta blindata che, seppur parzialmente distrutta, avrebbe impedito l’ingresso. Qualche residente ha tentato di entrare dal balcone ma è stato respinto dal fumo. Sono in corso le indagini per capire quale sia il motivo all’origine del possibile suicidio-omicidio. L’uomo è un articolista precario della Provincia di Messina. I suoi colleghi lo descrivono come una persona molto sensibile e allo stesso tempo disponibile. «Una volta si era scaricata la batteria dell’orologio di un collega e lui si è offerto di farglielo riparare – racconta un dipendente – dava l’idea di una grande fragilità». Figlio unico, viveva da sempre con la madre. I vicini raccontano di vederli sempre insieme, spesso a braccetto in strada. L’appartamento si trovava al secondo piano di una palazzina in via San Filippo. Non sembrerebbero esserci danni rilevanti alle abitazioni al piano terra e al primo piano. Sul posto, la polizia scientifica per effettuare i rilievi del caso, insieme a due squadre di pompieri che hanno messo in sicurezza l’edificio.

Fonte meridionews.it

 

Saremar: 200 licenziamenti, scatta lo sciopero della fame dei lavoratori

29 Settembre

Da domani, lunedì 28, i lavoratori della Saremar in servizio sulle linee di La Maddalena-Palau e Santa Teresa-Bonifacio inizieranno lo sciopero della fame.
La protesta è direttamente collegata alla vertenza in atto da tempo e alle lettere di licenziamento arrivate il 25 settembre scorso. In una nota i lavoratori Saremar accusano la Regione di voler «portare al definitivo fallimento la società».
Pochi giorni fa sulla vertenza e sui licenziamenti era intervenuto il deputato di Unidos Mauro Pili. «Con un atto senza precedenti la Regione ha licenziato oltre 200 lavoratori regionali dipendenti della
Saremar e almeno un centinaio dell’indotto – ha dichiarato il parlamentare -. La trasmissione
della lettera di licenziamento è un fatto di una gravità inaudita proprio perché si tratta di dipendenti pubblici con anche 35 anni di servizio». Pili aveva anche annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti per danno all’erario a carico dell’intera Giunta regionale.

Fonte lanuovasardegna

 

Friuli: Chiude la Lml a Casarsa, in 36 senza più un lavoro

28 Settembre

A fine ottobre i 36 dipendenti della Lavorazioni meccaniche legno di Casarsa saranno licenziati. Ieri sono stati sottoscritti i verbali di conciliazione con le organizzazioni sindacali: la cassa integrazione sta per scadere e da novembre gli addetti saranno posti in mobilità.
Una ripresa dell’attività appare al momento impossibile: la produzione è ferma da un anno e nessun imprenditore ha manifestato interesse a rilevare l’azienda. Un altro stabilimento della provincia, insomma, senza futuro e altri 36 lavoratori senza garanzie. Il pensiero dei sindacalisti Massimo Albanesi (Cisl) e Claudio Petovello (Cgil) va in primis alle maestranze e alle loro famiglie. Pur senza un posto di lavoro, e quindi un’entrata economica, i dipendenti dovranno cercare di fare fronte alle numerose spese fisse.
Una situazione preoccupante, anche perché nel panorama produttivo della provincia gli spiragli di ripresa sono deboli e a livello occupazionale il quadro è drammatico. La ricollocazione in altri stabilimenti è un’impresa ardua.
«Il tessuto produttivo pordenonese, già impoveritosi negli ultimi anni, perde un’altra realtà – ha commentato Albanesi –. Ora si apre il problema della ricollocazione dei dipendenti, in particolare delle figure non specifiche. Servono politiche attive per dare un futuro al Paese, ai lavoratori (si pensi anche alle donne, anello più debole della catena) e alle famiglie».
La situazione di crisi della Lml era emersa lo scorso anno: a settembre 2014, infatti, le forze sociali avevano annunciato che l’azienda era ricorsa al concordato, poi omologato dal tribunale.
«A mettere in ginocchio questa realtà prima di tutto la perdita di uno dei principali clienti, ossia il Gruppo Burgo, che si riforniva di pasta di legno alla Lml, ma ha poi optato per effettuare gli ordini in Svezia, dove il mercato è più competitivo in termini economici – hanno ricordato Albanesi e Petovello –. Difficoltà legate pure al fatto che i prodotti di Lml sono di nicchia e necessitano di essere venduti subito, in quanto facilmente deteriorabili. Un’azienda, insomma, che non può fare stoccaggio e magazzino».
Per risollevarsi e diversificare la clientela, l’impresa aveva in programma un importante investimento per acquistare un essiccatoio per la pasta di legno. Ma, da sola, non poteva farcela.
Da qui la richiesta d’intervento alle istituzioni, «che però non hanno fatto la propria parte sino in fondo. Un’altra azienda vittima delle promesse della politica – ha osservato Petovello –. Lml, circa quattro anni fa, aveva chiesto finanziamenti agevolati dal Mediocredito per continuare l’attività, ma le istituzioni, dopo grandi promesse elettorali, non si sono più fatte sentire e ora ci troviamo dinanzi a questo quadro desolante».

Fonte messaggeroveneto

 

Casa venduta all’asta, disoccupato 62enne vende un rene contro lo sfratto

30 Settembre

“Sono disposto a vendere un rene per salvare la casa”. E’ il disperato appello di un disoccupato marsalese, Antonio Parrinello, 62 anni, la cui abitazione, al civico 18 di contrada Cuore di Gesu’, e’ stata venduta all’asta a causa dei debiti contratti con una banca. Lo sfratto, grazie al sostegno del movimento dei Forconi e altre associazioni, e’ stato evitato gia’ un paio di volte, ma l’8 ottobre, alle 15, c’e’ il terzo appuntamento con l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Marsala e il compratore.
In vista di quella data, il leader locale dei Forconi l’ex assessore socialista all’agricoltura del Comune di Marsala Martino Morsello, ha diffuso una nota con cui ribadisce che il suo movimento e’ al fianco di Parrinello, “che dovra’ lasciare la casa se non soddisfera’ la richiesta di 80 mila euro del neo acquirente”. Intanto, Parrinello afferma: “Posso vivere benissimo senza un rene, ma non senza una casa”.
L’immobile, spiega la nota dei Forconi, “vale 340 mila euro ed e’ stato venduto all’asta per 13mila euro”. “Una vendita – prosegue la nota – che avrebbe dovuto essere bloccata dal Giudice dell’esecuzione per eccessivo ribasso. Con l’importo si coprirebbero solo le spese della procedura”.

Fonte marsalaviva.it

Bollettino Di Guerra Dal Fronte Numero 4

Bollettino Di Guerra N.4 Dal Fronte Anti-Euro, volto al risveglio delle coscienze.

 

bollettino di guerra economica numero quattro_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Siamo al bollettino di guerra economica numero 4, continua la campagna di sensibilizzazione che abbiamo deciso di intraprendere da tempo, come Fronte Popolare, nella speranza che la Guerra non convenzionale che stiamo combattendo, risulti palese a tutti e possa aiutare il popolo italiano a discernere tra chi lotta realmente e chi invece fa finta di lottare essendo in realtà il nostro nemico (vedi Renzi e Company).

Mi informa un Amico che il Banchiere Passera ha deciso di formare un partito, “lui ha i soldi bisogna prenderlo in considerazione”, mi dice l’amico, la mia risposta è sempre la stessa, “allora non hai capito nulla”, quelli come Passera sono i nostri nemici, i soldi li hanno fatti derubandoli a te, sono i tuoi soldi, in cambio della tua testa, accettando l’euro, se ancora non si è capito questo, non so più cosa dirvi, in Grecia lo hanno capito, basta solo degnarsi di leggere, l’elitè capitalista e politica sono i nostri nemici, non fatevi fregare come al solito, da chi fa parte del sistema vigliacco e assassino.

In molti ancora oggi rifiutano la realtà, perchè fa paura, tanto è incredibile e meschina, ma ci auguriamo che da un giorno all’altro scatti la molla della consapevolezza nei loro cervelli, e l’orgoglio nazionale prevalga in loro, prendendo atto della Guerra che si sta consumando da decenni contro i popoli europei (in particolare) e mondiali, attraverso la Dittatura Liberista e Mondialista.

Solo il Fronte Unitario Anti-Euro e di Massa, può vincere la Guerra e porre fine all’eccidio del popolo italiano, non c’è altra strada il resto è pura illusione che certamente porterà ancora morte e disperazione, come dimostriamo ogni giorno con i fatti e il coraggio di lottare.

Vi assicuro che è molto più stimolante e gratificante, lottare per il bene comune, donando il massimo di se stessi da perdenti (forse), che vincere con facilità… provare per credere.

Ecco il Bollettino di Guerra di domenica 01-02-2015

Fonte Crisitaly che ringraziamo per il bel lavoro che svolgono ogni giorno.

 

Vittime della Guerra

Cuneo: 45enne imprenditore edile, rimasto senza lavoro, si suicida in casa

Castiglioncello: 29enne si suicida gettandosi sotto il treno, in tasca una lettera per familiari

Giussano: 47enne titolare del market Simply si suicida gettandosi da un ponte

 

Perdita Posti Di Lavoro a Causa Della Guerra

Livorno: Commercio, chiude anche Maury’s, licenziati gli ultimi 15 dipendenti

Ascoli Piceno: Più di mille artigiani a casa solo nell’ultimo trimestre

Vicenza: Campagnolo delocalizza in Romania, licenziamento per 68 lavoratori

 

Manifestazioni Di Protesta Contro Il Regime

Bari: Chiusura Auchan Triggiano, i dipendenti si barricano nell’ipermercato -Video

Olbia: Edilizia al collasso, protesta a Oschiri, lavoratori invadono la statale

Genova: Costa Crociere via 4 dipartimenti, 161 lavoratori rischiano trasferimento ad Amburgo

 

Attività In Crisi a Causa Della Guerra

Udine: Buco da 20 milioni, fallisce la Lucar srl, 30 dipendenti a casa

Varese: Tute blu, ottomila senza stipendio. Settore metalmeccanico perde 791 operai

Legnago: Riello, il colosso della termomeccanica annuncia altri 71 licenziamenti

 

Malaffare di Regime e Disservizi

San Benedetto: Agenzia delle Entrate, “tovagliometro”, 90mila euro di multa a ristoratore

Napoli: Indagine su primarie PD per candidato sindaco. Boom di iscritti, persone legate a clan

Venezia: Cgia, Sanità Italiana ha debiti di 24mld con fornitori. Record Lazio 6mld

 

Distruzione Sociale a Causa Della Guerra

Napoli: Rapporto Caritas Regionale, povertà e disagio sociale 60,2% sono Italiani

Ravenna: 99enne si barrica in casa armato di pistole con colpo in canna. Disarmato dai Carabinieri

Legnago: 41enne tenta suicidio, «Le banche mi hanno rovinato». Ricoverato in Psichiatria

 

Sfratti e Povertà a Causa Della Guerra

Correggio: Donna sotto sfratto minaccia di far saltare in aria il condominio

Castelfranco Veneto: Senza lavoro, vivono da mesi nell’atrio dell’Ospedale San Giacomo

Torino: Sfratto al barbone, chiuso il bancomat nelle ore notturne

 

Tasse e Usura Di Regime

Milano: Sovraindebitamento, primi casi in Italia. Tribunale riduce debito Equitalia da 86mila a 11mila euro

Roma: Stangata in arrivo, aumentano le tariffe di luce, gas e acqua. +324 euro a famiglia

Milano: Aumentano cause correntisti contro banche, contestata usura

 

Bollettino Di Guerra Dal Fronte, Numero 2

Bollettino Di Guerra N.2 Dal Fronte Anti-Euro, volto al risveglio delle coscienze.

 

bollettino di guerra n.2_fronte Popolare

 

di Vittorio Boschelli

Continua la campagna di sensibilizzazione che abbiamo deciso di intraprendere da tempo, come Fronte Popolare, nella speranza che la Guerra non convenzionale che stiamo combattendo, risulti palese a tutti e possa aiutare il popolo italiano a discernere tra chi lotta realmente e chi invece fa finta di lottare essendo in realtà il nostro nemico (vedi Renzi e Company).

In molti ancora oggi rifiutano la realtà, perchè fa paura, tanto è incredibile e meschina, ma ci auguriamo che da un giorno all’altro scatti la molla della consapevolezza nei loro cervelli, e l’orgoglio nazionale e lucido, prevalga in loro, prendendo atto della Guerra che si sta consumando da decenni contro i popoli europei in particolare e mondiali, attraverso la Dittatura Liberista e Mondialista.

Solo il Fronte Unitario Anti-Euro e di Massa, può vincere la Guerra e porre fine all’eccidio del popolo italiano, non c’è altra strada il resto è pura illusione che certamente porterà ancora morte e disperazione, come dimostriamo ogni giorno con i fatti e il coraggio di lottare.

Vi assicuro che è molto più stimolante e gratificante, lottare donando il massimo di se stessi da perdenti, che vincere con facilità, provare per credere.

Ecco il Bollettino di Guerra:

Fonte Crisitaly che ringraziamo per il bel lavoro che svolgono ogni giorno.

Vittime Della Guerra

  • Ancona: 63enne in difficoltà economiche si suicida impiccandosi, lo trova la moglie

  • Caltagirone: Imprenditore edile 54enne, indebitato e senza lavoro si suicida dandosi fuoco

  • Pietradefusi: 62enne disoccupato, avvisa i carabinieri e si suicida con un colpo di fucile

 

Perdita Posti Di Lavoro a Causa Della Guerra

  • Frosinone: 31 licenziamenti alla cartiera Reno de Medici di Villa Santa Lucia

  • Catania: Crisi senza fine nella grande distribuzione, Sma licenzia 122 lavoratori

  • Roma: Alitalia, al via 994 licenziamenti. Lo voleva la Etihad

 

Manifestazioni Di Protesta Contro Il Regime

  • Rimini: Fallimento Mare spa, 64 dipendenti senza reddito da 3 mesi, presidio davanti all’Inps

  • Roma: Precari dei vigili del fuoco irrompono al convegno Svimez urlando «siamo stanchi chiediamo lavoro e diritti»

  • Trieste: Crack Coop. scomparsi 103mln di euro, protesta risparmiatori davanti tribunale.

Attività In Crisi a Causa Della Guerra

 

  • Bologna: Calano le imprese in emilia romagna, -346 nel terzo trimestre

  • Taranto: Crollo del settore agricolo, migliaia di aziende a rischio fallimento

  • Trento: Lavoro, autunno caldo, piccole imprese licenziano in media 200 dipendenti al mese

 

Conseguenze Sociali di Guerra

  • Verona: Funzionario di Equitalia pestato a sangue, 56enne a processo per lesioni gravi

  • Roma: Occupazione grandi imprese giu’ in agosto, -0,8% su anno

  • Rozzano: 42enne disoccupato minaccia dipendenti comunali e carabinieri, «Voglio una casa e un lavoro»

 

Malaffare di Regime e Disservizi

  • Ancona: Spese pazze in Regione, proroga indagini, notificato l’atto ai 45 indagati, tra cui il presidente Spacca

  • Roma: Revisioni raddoppiate per auto con oltre 10 anni, giro di vite da parte dell’Aci

  • Roma: Carta di circolazione da aggiornare entro il 3 novembre, chiarimenti sulla circolare del Ministero

 

Sfratti e Povertà a Causa Della Guerra

  • Alessandria: Famiglie sotto sfratto occupano alloggi vuoti del demanio militare

  • Padova: 65enne cardiopatico viveva nella sua auto da mesi, i vigili gliela sequestrano

  • Ladispoli: Madre e figlia 14enne, sfrattate, vivono in macchina in mezzo alla strada

 

Tasse e Usura Di Regime

  • Roma: Bce, Mps e Carige devono ricapitalizzare. A Siena mancano 2,1 miliardi, a Genova 814 milioni

  • Rimini: Equitalia, cartella da 3mln di euro per un macellaio di Morciano di Romagna

  • Chieti: Rinunci al gioco d’azzardo? Tasse più leggere per bar e tabacchi

 

L’orgoglio Nazionale, l’altruismo, la solidarietà, l’unione di un popolo, la lotta per la libertà e la patria, l’amore verso noi stessi e poi verso gli altri, mi chiedo ogni giorno dove siano andati a finire, in quale meandro oscuro, hanno fatto di noi, degli automa senza stimoli, egoisti solitari in batteria, come polli dall’evamento.