Lo Stato Ha Il Dovere…Emiliano Fittipaldi

Lo Stato Italiano ha il dovere di difendere un cittadino Italiano come il giornalista Emiliano Fittipaldi.

 

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di Vittorio Boschelli

Mi ha colpito molto la vicenda del giornalista Emiliano Fittipaldi, l’ho sentito parlare e ho avuto modo di guardarlo negli occhi, di seguire i suoi movimenti e la sua espressione, sono convito che ha fatto il suo mestiere da giornalista attraverso l’inchiesta sul Vaticano, cosa molto rara di questi tempi e sono convinto che abbia scritto il suo libro con onestà e deontologia professionale come il mestiere e il dovere d’informare richiede.

Per queste ragioni, chiediamo al presidente del consiglio Renzi e al Governo Italiano di difendere con ogni mezzo la libertà di stampa, un cittadino italiano che ha fatto solo il suo mestiere senza scrivere il falso, ma si è limitato a scrivere solo la realtà dei fatti.

Il Vaticano non ha nessun diritto di accusare e condannare un giornalista italiano che svolge il proprio mestiere, solo perchè pubblica documenti riservati, la libertà di stampa non ha nessun limite se non quello della verità dei fatti.

In questo paese strano, quando uno giornalista scrive il vero (cosa rara) rischia da 2 a 8 anni di galera, questo uno stato degno non deve permetterlo, non facciamo la stessa infamia che abbiamo fatto con i nostri Marò, non deve accadere nel modo più assoluto e se il Pontefice vuole fare pulizia la faccia in casa propria (non bastano due pontificati) e non condannando un giornalista italiano.

Faccio un appello a tutti i politici del parlamento italiano, tirate fuori gli attributi e difendete il cittadino italiano e poi giornalista Emiliano Fittipaldi è un vostro dovere ancora di più lo è per lo Stato Italiano non si mette in galera uno che fa il proprio mestiere da giornalista, questo succede nelle migliori DITTATURE.

Il Fronte Popolare può solo offrire solidarietà ad Emiliano Fittipaldi e difendere la libertà di stampa, non vedo cartelli e particolare indignazione come per la strage nel giornale satirico in Francia da parte dei colleghi giornalisti Italiani, ma vedo sottomissione, timore reverenziale e sarcasmo, eppure sempre della stessa libertà di stampa si tratta.

 

Così è nato il libro 
sul Vaticano

Tutto parte dalle inchieste pubblicate su “l’Espresso”. Poi gli incontri con le fonti. Le carte segrete. Le verifiche incrociate. Un materiale esplosivo. Il risultato è il volume che fa tremare la Santa Sede

DI EMILIANO FITTIPALDI

Fonte: Espresso

La leggo spesso su “l’Espresso”, caro Fittipaldi. Leggo le sue inchieste sui politici e sui corrotti. Leggo che scrive anche di Vaticano, ogni tanto. Bello il pezzo sugli scontri nello Ior. Ma un po’ impreciso, secondo me. Ora io vorrei aiutarla, voglio raccontarle segreti inconfessabili. Se la sente di scrivere della Santa Sede di cose che nessuno ha mai scritto prima?». Ecco. La storia del mio libro, “Avarizia”, comincia così. Nel giugno del 2014, quando un giovane sacerdote che avevo conosciuto qualche anno prima e che aveva fatto carriera sotto il Cupolone disse che qualcuno «molto in alto» voleva conoscermi.

L’incontro si fa, dopo una settimana. Non sotto un ponte della Tangenziale Est, come nei film. Né dietro una pompa di benzina in qualche viuzza della periferia romana, a notte fonda. Ma in un ristorante dei Parioli. Il monsignore è alto e magro, vestito in abiti borghesi, e comincia a parlare subito dopo che il cameriere ha servito carpaccio di tonno e battuto di gamberi rossi, innaffiati con un Sacrisassi delle Due Terre. «Francesco vuole cambiare tutto, vuole rovesciare la Chiesa come un calzino. La vuole povera e per i poveri. Tu non sai quanti sono i cardinali che sono terrorizzati dall’idea di perdere tutto quello che hanno sempre avuto. Privilegi, potere, ricchezze. Per bloccare Bergoglio faranno di tutto. Ora, tu sai bene che la Chiesa da duemila anni è abituata a lavare i panni sporchi dietro le mura d’Oltretevere. È arrivato il momento di raccontare davvero che c’è dentro il Vaticano, i suoi possedimenti immobiliari e finanziari, i suoi investimenti all’estero, gli sprechi della curia, gli affari e i business. Ora o mai più».

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Pubblichiamo alcuni brani del capitolo sulla banca vaticana dal volume di Emiliano Fittipaldi dal titolo “Avarizia” (Feltrinelli, 214 pagine, 14 euro)

Quella sera il prelato mi consegna alcune carte riservate. Vengono dall’Apsa, l’ente che amministra gran parte del patrimonio della Santa Sede, dallo Ior e dalla Cosea, la commissione pontificia voluta dal papa per fare luce sulle finanze vaticane. Tornato al giornale comincio il lavoro d’inchiesta per scrivere un pezzo sul mio settimanale. I dati sono “freddi”, senz’anima, e vanno capiti, contestualizzati. Bisogna in primis verificare se sono reali, o contraffatti. Se si tratta di una polpetta avvelenata, o di notizie vere. Contatto altre fonti ecclesiastiche, partendo da quei numeri finanziari. Non è facile, nessuno vuole parlare con i giornalisti di notizie riservate.

Dopo qualche giorno convinco un vecchio dipendente dell’Apsa a darmi spiegazioni sulle carte: mi dice che i loro appartamenti valgono miliardi, e che l’oro conservato nella cassaforte dell’ente è di appena 30,8 milioni di euro «perché in gran parte è stato venduto ai tempi del cardinale Castillo-Lara, che ha dovuto risanare i buchi economici creatisi negli anni ’80 dopo il crac del Banco Ambrosiano».

Alla fine aggiunge che le perdite in bilancio, a causa dei costi fuori controllo dei dicasteri e dei monsignori, solo nel 2013 costano all’Apsa 77,9 milioni di euro. Ecco da dove arrivano gli appelli di Bergoglio contro gli sprechi e i lussi delle porpore.

Spiego alla nuova fonte che vorrei fare una copertina, e che mi servono più informazioni. Dice che lui non si mette nei pasticci per me, ma che conosce qualcuno che potrebbe avere accesso ad altre notizie: se una gola profonda si fida del giornalista, non è affatto raro che te ne presenti un’altra. È così che mi arrivano nuovi documenti riservati, alcuni non subito verificabili, che metto da parte senza pubblicarli.

Il 18 luglio 2014 “l’Espresso” esce con la cover intitolata “Un Vaticano da 10 miliardi”. Da quanto scrivono in queste ore i giornalisti che si stanno occupando dell’inchiesta sugli arresti dei due presunti corvi, monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, è allora che la Gendarmeria vaticana apre per la prima volta un faro sulla fuga di notizie.

Un mese dopo la pubblicazione mi contatta un’altra fonte. Il numero è “privato”, e la voce maschile sconosciuta. Prima di andare all’appuntamento mi dice il suo nome, in modo che possa fare le verifiche sulla sua identità. Poi mi spedisce una sua foto usando WhatsApp in modo che lo possa riconoscere tra la folla. L’appuntamento è a Villa Borghese, un grande parco al centro di Roma, vicino alla Casina Valadier. Arrivo puntuale. Prima ancora di presentarsi mi chiede di levare la batteria dal cellulare «per evitare di essere intercettati». Roba da paranoici, penso.

Cominciamo a passeggiare, e mi spiega che all’ospedale pediatrico Bambin Gesù i revisori americani di PriceWaterhouse hanno lavorato ai conti per settimane, e che hanno scoperto di tutto. «In Vaticano tutti sanno dello scandalo, ma nessuno dice nulla. Alla faccia della trasparenza». Mi fa vedere alcune fatture da oltre 200 mila euro che la fondazione del nosocomio ha pagato a una ditta di Genova per fare alcuni lavori di ristrutturazione.

«Ti darò altri documenti che provano che si tratta del famoso nuovo attico di Bertone. Oggi ti consegno il report che evidenzia come il cardinale abbia viaggiato su un elicottero da Roma a Potenza spendendo 24 mila euro. Poi, se ti interessa, ti farò vedere le consulenze e i contratti tra Vaticano e Qatar, un accordo che avrebbe dovuto creare un nuovo business sanitario in Sardegna. Ti interessa?».

Mi interessa, ovviamente. In questi giorni i colleghi mi chiedono in continuazione se io possa essere stato «utilizzato» da qualcuno per qualche suo oscuro e privato interesse. Una domanda maligna: i giornalisti, tutti nessuno escluso, se arrivano ad ottenere una notizia d’interesse pubblico prima la verificano. Se non viola la deontologia professionale, la pubblicano. È un loro dovere, prima ancora che un diritto della stampa libera. Quella sera capisco che il materiale è troppo ampio, articolato e complesso per poter essere raccontato nello spazio ristretto delle colonne di un articolo. E che il modo migliore per raccontare gli scandali finanziari e segreti della Chiesa che Francesco sta tentando a fatica di cambiare è quello di fare un libro. Chiamo la Feltrinelli il giorno dopo e propongo l’idea. Passano tre giorni e il mio editor dà il via libera. «Hai un anno di tempo, non di più».

Mi butto su “Avarizia”, e invito di nuovo a cena il monsignore del ristorante dei Parioli. Stavolta cambiamo location, si va in una taverna a Trastevere. È l’inizio del 2015 e fa un freddo cane, ordiniamo spaghetti all’Amatriciana e abbacchio. Gli chiedo se anche a lui risultano le storie sul Bambin Gesù. «Chi te le ha raccontate? Sì, confermo tutto. E devi sapere pure che l’ospedale ha accumulato su conti dello Ior e dell’Apsa beni per quasi mezzo miliardo di euro, soldi che sono stati investiti persino su azioni di società petrolifere e chimiche, come la Exxon e la Dow Chemical. Abbiamo comprato anche titoli della Pepsi-Cola. Ma concentrati anche sullo Ior: t’assicuro che di pulizia ne è stata fatta, ma molto meno di quanto si racconta». Mi promette nuovi documenti che possano agevolare il lavoro d’inchiesta.

Invece scompare, senza rispondere più a messaggi e telefonate. Mentre aspetto un suo segno di vita comincio a darmi da fare su documenti “aperti” della Commissione europea MoneyVal (che evidenziano – senza dare cifre che troverò in altri report segreti – come la beneficenza dell’Obolo di San Pietro viene usata principalmente non per le necessità degli ultimi ma per «spese ordinarie e straordinarie dei dicasteri e delle istituzioni della curia romana»). Martello un’altra fonte in modo da convincerla a raccontarmi (e darmi le prove) dell’assurdo funzionamento della fabbrica dei santi, dove una canonizzazione può costare anche centinaia di migliaia di euro. E soprattutto, comincio a indagare sulla banca vaticana.

Fonti investigative italiane mi confermano che la trasparenza promessa dai nuovi dirigenti dell’Istituto è una favoletta che il Vaticano sta vendendo alla stampa mondiale, che l’accesso alla white list è di là da venire, e che i laici “abusivi” effettivamente cacciati dalla banca sono stati allontanati senza che lasciassero tracce: di fatto, almeno fino alla pubblicazione del libro, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia non ha mai avuto la lista dei presunti evasori fiscali allontanati dal Vaticano. Non solo: altre fonti mi confermano che alcuni imprenditori italiani indagati dalle procure nascondono ancora i propri averi all’interno dello Ior. Uno è Angelo Proietti, storico fornitore del Vaticano, il costruttore che ristrutturò gratis la casa in cui abitò Giulio Tremonti.

A marzo, finalmente, il giovane sacerdote che conosco da anni mi contatta. Mi spiega che il monsignore mi vuole rivedere, e mi dà appuntamento lo stesso pomeriggio in un altro ristorante al centro di Roma. «Non è meglio in un luogo meno in vista?», gli domando. Nemmeno risponde. «Ha poco tempo, mangiamo solo un boccone al volo. Però non venire in motorino, porta la macchina».

Quando i due aprono il cofano del portabagagli della berlina bianca capisco subito che il consiglio era buono: ci sono enormi e pesanti faldoni pieni di documenti segreti dell’Apsa, dello Ior, dei dicasteri, delle società di revisione che hanno lavorato per la Cosea.

«Te li do perché Francesco deve sapere. Deve sapere che il Vaticano possiede a Roma case che valgono 4 miliardi e che dentro non ci sono rifugiati ma un sacco di vip e raccomandati che pagano affitti ridicoli. Deve sapere che le fondazioni dedicate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano in banca oltre 15 milioni. Deve sapere che ci sono un mucchio di cardinali che vivono in appartamenti da 400, 500, anche 600 metri quadri. Più attico e terrazzo panoramico. Deve sapere un sacco di cose. Cose che non sa, perché nessuno gliele dice».

Torno a casa e sfogliando lentamente i documenti capisco che c’è molto lavoro da fare, ma che il materiale è esplosivo. E che “Avarizia”, quando uscirà, farà davvero tremare il Vaticano.

Le Dimissioni del Papa e la Guerra Religiosa

Le Dimissioni del Papa è un’evento Eccezionale come il Periodo Storico.

Vittorio Boschelli

Da Cattolico Credente non ammetto che un Papa Abdichi, chi ha Fede non si arrende alla Vecchiaia o alla Salute precaria, specialmente in quel Ruolo da Capitano Cristiano, ma dietro quelle vesti c’è l’UOMO con le sue debolezze e le sue virtù, considerando le oggettive difficoltà dei Cristiani nel Mondo e in Questa Europa Unita, posso capire il gesto del Pontefice, ma non giustificarlo, visto il momento CRUCIALE POLITICO, ECONOMICO, RELIGIOSO, Italiano, Europeo, Mondiale.

Siamo in Guerra Politico-Finanziaria da anni, Guerra Climatica, come siamo in Guerra Religiosa da anni, ma pochi sono consapevoli di questo in Italia, visti i mezzi d’informazione di massa che ci ritroviamo, io la definì “Terza Guerra Mondiale” molti anni orsono. Allora sembrava follia, un’azzardo, oggi le cose sono più chiare sul sentiero Politico-Finanziario, non ancora abbastanza secondo me, ma siamo lontani anni luce dal capire la posta in gioco per L’UOMO, che non è solo la Miseria, ma la sua ESISTENZA, attraverso uno scontro tra Civiltà e Religioni, questo sembrava follia qualche anno fa, come sembrava follia il mio articolo che vi ripropongo, con la speranza di far riflettere molte più persone di ieri e magari oggi quello che ho scritto possa sembrare meno folle di ieri, le dimissioni del Papa secondo il mio modesto parere sono un’attacco non alla Chiesa, in quanto Istituzione Eclesiastica, ma a tutti i Cristiani d’Europa e del Mondo, forse mi sbaglio o forse no, è un mio pensiero soggettivo e credo valga la pena approfondire e meditare.

Di che stoffa siamo fatti, lo si vede quando siamo messi alla prova. Il cristiano, però, possiede una risorsa che il non credente ignora; una risorsa sovrabbondante, inesauribile: la misericordia dell’Amore divino. Certo, anche il credente può vacillare sotto le raffiche del vento, anche lui – uomo fra gli uomini – può conoscere la tentazione del cedimento, della disperazione, della resa. Ma la sua stessa fede lo preserva dall’ultima caduta: perché, quando tutto sembra perduto, umanamente parlando, allora entra in scena il soccorso divino.

Qualche tempo fa, scrivevo questo articolo e ne pubblicavo anche un’altro realizzato da Manlio Dinucci  che alla luce di tanti fatti accaduti in questi mesi, comprese le Dimissioni del Pontefice e non solo, ritengo valga la pena rileggere, per chi, a suo tempo non l’ha fatto.

Il Fallimento Dell’Euro e la Guerra Dopo le Elezioni Americane.

Vittorio Boschelli

10-11-2012

Quando la Crisi Economica è SISTEMICA e la Droga Monetaria è INUTILE, la Stupidità dell’UOMO non lo induce a cambiare il Sistema Fallimentare Politico ed Economico, ma a fare una Guerra.

Nella mente dell’Essere Umano sottoposto alla bulimia mediatica inutile, il silenzio sulla realtà dei fatti ha come conseguenza, la loro non esistenza se nessuno ne parla, anche se un fatto dovrebbe essere un fatto e descritto per quello che realmente è in modo Oggettivo, ma se nessuno lo riporta e non si apre un dibattito serio, il fatto non esiste nel cervello dell’Essere Umano, perchè ignaro e perchè il SISTEMA ha convinto l’UOMO che è importante solo quello che si dice e non quello che si fa.

Il Fronte è abituato a riportare i fatti e dai fatti abbiamo sempre cercato di giudicarli per quello che sono, e non solo, occupandoci di Politica abbiamo cercato partendo dai fatti, cioè scelte o non scelte politiche ed economiche, e abbiamo ipotizzato le conseguenze future che una scelta o non scelta, inevitabilmente produce, naturalmente questo implica coraggio e una certa lungimiranza, perchè non sempre si azzecca con precisione temporale il verificarsi degli effetti, ma questo non è importante, al contrario è importante se le conseguenze si verificano, e in questi anni io e il FRONTE successivamente, abbiamo dato prova di molte conseguenze puntualmente verificate come conseguenza logica dei fatti. Nel valutare un fatto per capirne le conseguenze, abbiamo fatto ricorso all’insegnamento che ci viene dalla storia, e giudicare i fatti per quelli che sono, senza spingerci oltre la logica naturale e la verità oggettiva, altri invece hanno preferito perseguire la strada del complotto, delle dietrologie, e di fantomatiche entità e organizzazioni spesso non ben definite, che in effetti in qualche caso intervengono, ma riteniamo che accreditare tutto a regie occulte, quando in effetti basta analizzare un fatto in maniera oggettiva, per capirne le conseguenze semplici e lineari, un modo per sfuggire alle proprie responsabilità e addossare tutte le colpe ad altri non vicini a noi ma lontani e occulti, in modo che nell’immaginario collettivo si formi un’idea di Impotenza, quando invece UN POPOLO CONSAPEVOLE e la sua UNITA’ è l’UNICA ARMA che il SISTEMA NON PUO’ SCONFINGERE anche con l’ATOMO, figuriamoci con una Moneta, o un principio economico iper-liberista e mondialista, perchè le IDEE non muoiono MAI, anche in assenza di Materia.

Fatta questa doverosa premessa passiamo al fatto, naturalmente non ritenuto importante dai media di massa Italiani come tanti fatti da 40 anni a questa parte, dal punto di vista Politico ed Economico.

Ci viene in aiuto un’articolo di Mallio Dinucci apparso sull’Unità giorno 31 Ottobre 2012 e lo riporto pari pari senza aggiungere o togliere nulla.

 

L’ARTE DELLA GUERRA

L’ARMA DEL SILENZIO MEDIATICO

di Manlio Dinucci *

Si dice che il silenzio è d’oro. Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio. È prezioso soprattutto come strumento di manipolazione dell’opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei talk show non si parla di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i media. Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata bombardata la capitale del Sudan Khartum? L’attacco è stato effettuato da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una fabbrica di munizioni. Quella che, secondo Tel Aviv, rifornirebbe i palestinesi di Gaza.

Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il blackout delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall’obiettivo. Foto satellitari mostrano, in un raggio di 700 metri dall’epicentro, sei enormi crateri aperti da potentissime testate esplosive, che hanno provocato morti e feriti. Il governo israeliano mantiene il silenzio ufficiale, limitandosi a ribadire che il Sudan è «un pericoloso stato terrorista, sostenuto dall’Iran».

Parlano invece gli analisti di strategia, che danno per scontata la matrice dell’attacco, sottolineando che potrebbe essere una prova di quello agli impianti nucleari iraniani. La richiesta sudanese che l’Onu condanni l’attacco israeliano e la dichiarazione del Parlamento arabo, che accusa Israele di violazione della sovranità sudanese e del diritto internazionale, sono state ignorate dai grandi media. Il bombardamento israeliano di Khartum è così sparito sotto la cappa del silenzio mediatico.

Come la strage di Bani Walid, la città libica attaccata dalle milizie «governative» di Misurata. Video e foto, diffusi via Internet, mostrano impressionanti immagini della strage di civili, bambini compresi. In una drammatica testimonianza video dall’ospedale di Bani Walid sotto assedio, il Dr. Meleshe Shandoly parla dei sintomi che presentano i feriti, tipici degli effetti del fosforo bianco e dei gas asfissianti. Subito dopo è giunta notizia che il medico è stato sgozzato.

Vi sono però altre testimonianze, come quella dell’avvocato Afaf Yusef, che molti sono morti senza essere colpiti da proiettili o esplosioni. Corpi intatti, come mummificati, simili a quelli di Falluja, la città irachena attaccata nel 2004 dalle forze Usa con proiettili al fosforo bianco e nuove armi all’uranio. Altri testimoni riferiscono di una nave con armi e munizioni, giunta a Misurata poco prima dell’attacco a Bani Walid.

Altri ancora parlano di bombardamenti aerei, di assassinii e stupri, di case demolite con i bulldozer. Ma anche le loro voci sono state soffocate sotto la cappa del silenzio mediatico. Così la notizia che gli Stati uniti, durante l’assedio a Bani Walid, hanno bloccato al Consiglio di sicurezza dell’Onu la proposta russa di risolvere il conflitto con mezzi pacifici.

Notizie che non arrivano, e sempre meno arriveranno, nelle nostre case. La rete satellitare globale Intelsat, il cui quartier generale è a Washington, ha appena bloccato le trasmissioni iraniane in Europa, e lo stesso ha fatto la rete satellitare europea Eutelsat. Nell’epoca dell’«informazione globale», dobbiamo ascoltare solo la Voce del Padrone.

Conclusioni

Questa notizia anche se lontana a noi, almeno in apparenza, meritava secondo il mio giudizio essere riportata sui madia di massa con il risalto che meritava, perchè questo fatto avrà delle conseguenze future che invece potrebbero riguardarci molto da vicino. Convinti da sempre e in questi anni ci siamo adoperati per far capire a tanti Italiani, che l’unico sistema di questo Mondo Folle per far salire il PIL quando la droga Finanziaria non basta è quello di fare una GUERRA, e questo non c’è bisogno di essere veggenti o conoscere dietrologie occulte, è un dato di fatto storico, ma molti la storia la interpetrano a proprio uso e costume, molti l’assumono in toto proiettandola ai tempi nostri riesumandola e pretendendola tale e quale, ma non sarebbe più logico trarne gli insegnamenti per non reiterare gli stessi errori prendendo il meglio e tralasciando gli Errori o Orrori? Evidentemente l’Uomo non è così Intelligente come si pensa o predominano in esso altri sentimenti e interessi che lo rendono cieco e sordo.

Dopo le Elezioni Americane siamo convinti che si scatenerà una Guerra tra Israeliani e Iraniani, questo potrebbe non interessarci apparentemente, se non sul piano umano, naturalmente, ma per la lontananza geografica, invece ci interessa più di quello che si pensa. Questo lo sosteniamo perchè dalle elezioni Americane ne uscirà vincitore Obama come vuole la Finanza, in tal caso Isdraele perderebbe la sua autonomia Politica e Militare nei confronti degli arabi, delle Nazioni Unite e sulla Palestinese, quindi non gli rimane che attaccare l’Iran con l’Appoggio degli Americani, questo non lascierà impassibile Russia, Cina e l’EUROPA, perchè gli interessi sono TANTI.

  1. Dopo ogni Guerra aumenta il PIL dei Paesi Interessati e di questo ne hanno maledettamente bisogno Americani e Europei.
  2. Chi controlla il Petrolio Controlla il Mondo, non a caso sono morti in Iraq 650.000 Persone, nella Guerra più ingiusta e criminale del secolo. Apro una piccola parentesi doverosa, queste persone Democratiche sono le stesse che parlano di Fascismo in modo Solo Dispreggiativo, che la Guerra non voleva, chiusa parentesi, chi vuole capire, capisca.
  3. L’Iran, la Siria sono Musulmani e non Assoggettati al Volere degli Stati Uniti, quindi la loro Indipendenza è una Minaccia, perchè le compagnie Petrolifere Americane e Europee sono state mandate a casa con l’Attuale Regime Iraniano, per carità Ingiusto e Dittatoriale figlio di un Islamismo Radicale che opprime il Popolo e gli Impedisce la Libertà, ma non per questo gli Americani e gli Europei hanno il Diritto di Comandare a casa loro, deve essere il Popolo Iraniano a ribellarsi se lo ritiene opportuno e non altri Stati che usano pretesti diversi, per soddisfare la loro sete di DOMINIO.
  4. L’Unica possibilità che ha l’EURO e l’Unione Europea di attutire le reazioni Politiche e Popolari, per il Fallimento di una Moneta Unica e di un Unione Europea è quella di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica non sui loro fallimenti e le responsabilità criminali che ne farebbero l’obiettivo dei Popoli Europei, ma un crimine palesemente visibile qual’è una GUERRA Convenzionale non tra Popolo e Sistema Oligarchico come dovrebbe essere, ma tra Religioni, ed ecco che il SISTEMA OLIGARCHICO e la sua Bramosia non sarà più l’obiettivo, ma diventerebbe Diverso l’Obiettivo, la Religione e i Popoli, capisco che per un cittadino normale dotato di senno tutto questo è Folle, ma in questo Mondo che abbiamo contribuito a costruire è TUTTO FOLLE a partire dalle Oligarchie Politiche-Finanziarie ed Economiche.

Riteniamo che il Bombardamento di Khartum siano le prove tecniche di Isdraele per l’attacco all’Iran, la dimostrazione sono le portaerei americane che stazionano nel Golfo Persico già da un mese. Ai Cittadini Americani ed Europei non importa nulla dell’Iran, ma l’Iran si deve attaccare per il PIL Americano e Europeo dopo il Fallimento del SISTEMA ECONOMICO E L’EURO, se assumerà come io penso una piega simile, IRAN-TURCHIA-GRECIA-ITALIA-FRANCIA-GERMANIA-RUSSIA-CINA. Questo potrebbe essere uno scenario possibile, e non mi meraviglierebbe, proprio perchè lo dice la storia, che da GUERRE FINANZIARE che affamano i POPOLI GENERANDO FAME, MISERIA e DISOCCUPAZIONE oltre il 30% finisce sempre con una GUERRA MONDIALE, quindi io in tempi non sospetti avevo suonato il campanello d’allarme che non è stato colto purtroppo dal DISASTRO che poteva provocare una CRISI SISTEMICA della ZONA EURO in modo DETERMINANTE, ma si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia. Naturalmente questo può essere evitato come TUTTE le cose se l’UOMO VUOLE, ma come l’EURO e l’UNIONE EUROPEA insegna, l’UOMO non è così Intelligente e Umile da riconoscere i propri Errori per il BENE COMUNE, ma continua sulla FOLLIA dell’ORRORE che se non porterà ad un Conflitto Mondiale, di sicuro PORTERA’ ad un CONFLITTO SOCIALE non meno drammatico.