Un Popolo Inconsapevole…Grecia.

Un popolo inconsapevole come quello Greco e come quello Italiano non potrà mai fare le scelte giuste…anche se ha fame.

 

grecia e la deriva_fronte popolare

 

di Vittorio Boschelli

Ogni giorno ci confrontiamo con la gente, molti sono convinti che hanno “salvato” la Grecia è che il Popolo greco abbia fatto bene a “scegliere” ancora Tsypras e il suo partito.

Questo dimostra la mancanza totale di consapevolezza di ciò che accade in Grecia, in Italia e nell’europa dell’euro, mancanza non per colpa (presunti interessi personali) o incapacità intellettive, ma dovuta allo stesso sistema di disinformazione terroristico durante gli ultimi 50 anni.

Veniamo accusati spesso di volere la “guerra” data la nostra posizione intransigente contro l’euro e UE e contro i partiti che continuano a non fare nulla per rendere consapevole il popolo, questo perchè nel cervello del greco come in quello dell’italiano gli è stato inculcato che l’euro può sopravvivere così, e che i popoli non scopriranno mai la verità dell’inganno, neppure dopo il fallimento conclamato, che secondo loro non avrà nessuna reazione….noi non vogliamo la “guerra”…ma la vogliono chi illudendosi e eludendo la storia, pensa che affamare un popolo volutamente non avrà nessuna conseguenza, noi crediamo che dire la verità al popolo greco come a quello italiano sulla FINE CERTA DELL’EURO E SUI SALVATAGGI CHE NON SALVERANNO NESSUNO, era l’unico modo per una uscita ORDINATA, senza caos nè “guerra”….ecco cosa volevamo e vogliamo ancora oggi anche se siamo fuori tempo massimo, non per colpa nostra…così difficile da capire per molti in mala fede.

In seguito leggerete un commento dell’economista Sapir, dato che vi piacciono gli economisti ma non li ascoltate, a seguire vi posterò un mio vecchio articolo che porta la data 2012, in onore della verità e della inconsapevolezza dei popoli, il vero problema che fa comodo ai politicanti in parlamento e ai killer dell’informazione greca e italiana.

Come dice Sapir e come sosteniamo noi del Fronte…ci sarà un autunno caldo…molto caldo….non solo sul lato Greco.

 

Buona lettura e speriamo che serva a molti italiani ancora illusi dall’eurodroga e dai partiti in parlamento.

 

Il prof. Sapir fa un amaro e inquieto commento sulla situazione greca. Passate le elezioni di domenica — il cui unico esito è stato quello di dimostrare il crescente allontanamento dei greci dalla politica (e se già questo è inquietante in un contesto come quello attuale, si aggiunga che l’unico partito ad aver mantenuto il numero di elettori è stato Alba Dorata) — il disastro economico greco è ancora pienamente in corso, probabilmente si sta aggravando, ed è destinato a tornare alla ribalta entro la fine di ottobre, quando la Grecia si troverà di nuovo senza soldi.

 

Fonte vocidallestero.it

di Jacques Sapir, 24 settembre 2015

Le elezioni di domenica scorsa, 20 settembre, in Grecia hanno segnato un nuovo successo per Syriza e Alexis Tsipras. Ma si tratta di un successo dal sapore amaro. Certo, in percentuale rispetto ai voti sembra che Tsipras abbia vinto la sua scommessa. La sinistra di Syriza, che ha lasciato il partito dopo la resa del 13 luglio 2015, non sarà rappresentata nel Parlamento. Tuttavia i risultati sono destinati a essere problematici per più di un motivo. L’astensione è cresciuta del 7 percento rispetto alle elezioni di gennaio. La fuga degli elettori da tutti i partiti che hanno accettato le inique condizioni dettate da Bruxelles è impressionante. Syriza ha perso [in termini di numeri assoluti, NdT], il 14 percento del suo elettorato. Nuova Democrazia ha perso l’11 percento. To Potami ha perso quasi il 50 percento [1]. Solo il partito di estrema destra, Alba Dorata, mantiene il numero dei voti avuti precedentemente (e pertanto risulta in progresso, in termini percentuali, rispetto alle elezioni di gennaio).

Anche le schede nulle e non valide sono considerevolmente aumentate. Tutto indica che la generale sfiducia dell’elettorato verso le istituzioni ha fatto un notevole balzo in avanti tra gennaio e settembre.

Grafico 1

A-ElecGrèce

Rosso: Syriza
Blu: Nuova Democrazia

L’analisi che si può fare di questo voto dimostra che gli elettori di sinistra hanno ritenuto meglio dare il proprio voto (per quelli che lo hanno fatto) a Syriza in modo da evitare un ritorno al potere del partito oligarchico di destra chiamato “Nuova Democrazia”. Il nepotismo che regna sovrano in questo partito (così come nel Pasok) ha lasciato dei brutti ricordi.

Ma questo è solo un male minore. È ovvio che il terzo memorandum sarà messo in atto in tutta la sua durezza e che Tsipras, dopo aver accettato le condizioni che gli sono state imposte, non avrà alcun margine di manovra. L’idea di una resistenza passiva, se mai ha avuto un qualche credito, non tiene di fronte alla forza dei fatti [2]. La sinistra del “rifiuto” non è stata capace di concretizzare l’evidente disaffezione verso Syriza, a causa delle proprie divisioni (c’erano ben tre partiti a contendersi i voti dei disillusi di Syriza), e a causa del proprio settarismo (come nel caso del KKE).

Nel corso delle prossime settimane, è sul versante della situazione economica che gli eventi sono destinati a precipitare. La situazione in Grecia non migliorerà con l’applicazione del terzo memorandum, che comunque non è stato concepito a questo scopo, ed è già considerato destinato al fallimento [3]. Le prime indicazioni che abbiamo sull’andamento del terzo trimestre ci fanno pensare che la contrazione dell’attività economica avvenuta tra luglio e agosto 2015 sia stata brutale. La produzione industriale potrebbe essere scesa tra l’8 e il 10 percento, e il PIL tra il 3 e il 5 percento. Ovviamente queste cadute della produzione porteranno con sé una caduta degli introiti fiscali, e già alla fine di ottobre il governo greco dovrà chiedere nuovi finanziamenti ai creditori.

È chiaro che non c’è futuro per la Grecia fino a che resterà nell’Eurozona, e fino a che non sarà dichiarato il default su una parte consistente del suo debito. Questo è quanto si inizia a dire presso il FMI, ma anche nelle anticamere dell’Unione Europea. La pratica greca è ancora lì ferma sul tavolo. Anche se oggi ci sono altri problemi che attirano l’attenzione, come la crisi dei rifugiati, la vicenda greca tornerà alla ribalta come problema politico entro la fine di ottobre.

 

Questo è il mio vecchio articolo…

28-08-2012

Vittorio Boschelli

La Grecia è Spacciata!

L’Italia ancora può Sperare l’Alternativa è il Nostro Movimento contrapposto a TUTTI e l’unico ad avere nel suo programma al primo punto l’Uscita dall’Euro e dall’Unione Europea Unilaterale.

 

Ecco cosa dicono esponenti di sinistra in Grecia, quello che trovate fra le parentesi, l’ho inserito IO, il resto sono loro dichiarazioni. Questo articolo ha un duplice scopo, quello di sottolineare come per anni i politici greci abbiano dormito, non curanti di quello che sarebbe accaduto alla Nazione e al Popolo, adesso che EURO o NON Euro è ININFLUENTE, perchè i buoi sono già scappati dalla stalla e il Popolo è condannato a vita, si ergono a paladini e pretendono loro stessi di guidare un Fronte del Popolo. FUORI TEMPO MASSIMO. Esattamente come tenteranno di fare in ITALIA, ma dovranno fare i conti con NOI, che al contrario della Grecia c’è e mi auguro che si aggiungano altri Italiani prima che i buoi scappanino, come in Grecia.

Leggete l’articolo e vi rendete conto dell’Ipocrisia dei Politici di tutti gli schieramenti, e non fate l’errore di pensare che noi non siamo la Grecia, come vi hanno inculcato i Killer dell’Informazione, il copione è lo stesso, come anche per i Spagnoli e Francesi, ecc. vero è che con il nostro tessuto produttivo (di quello che ne è rimasto), noi possiamo ancora farcela. Quindi sveglia Italiani, vi aspettiamo nel nostro movimento unica possibilità di salvezza.

 

Afferma Jannis Rachiotis, di Antarsya.
Rachiotis, dopo aver ricordato che la Grecia ha già avuto due default nel secolo scorso, ha detto che l’adesione all’UE negli anni ’80 è stato un vero disastro per il Paese, sia dal punto di vista democratico che da quello economico. Si è assistito alla distruzione dell’agricoltura e di molte altre attività produttive. L’adesione all’euro portò poi, nel 2002, ad un forte aumento dei prezzi. La Grecia è diventata così un Paese sempre più dipendente dalle importazioni, con un indebitamento privato in aumento a causa dei bassi tassi di interesse. (da notare debito Privato)

Tutto ciò ha portato al raddoppio, in dieci anni, del debito pubblico. Ma dove sono andati i soldi spesi dallo Stato? In primo luogo nell’acquisto di armi (Imposto dai Bravi Tedeschi), in secondo luogo nella costruzione di infrastrutture, in terzo luogo nei giochi olimpici del 2004. Tutte attività che sono servite in realtà ad ingrassare le compagnie occidentali che si sono aggiudicate gli appalti. L’economia fondata sul debito non ha dunque arricchito la Grecia, bensì chi gli prestava i soldi. (Ma va! Vi ricorda qualcosa di simile?)

Come noto la situazione è esplosa nel 2009, quando i tassi sono schizzati al 7% e Papandreou ha fatto appello alla Banca Mondiale ed al Fmi. Avrebbe potuto la Grecia scegliere un’altra strada? Assolutamente sì (Doveva, ma hanno preferito i Marchi), considerando anche che nel 2010 il debito greco era ancora più basso di quello italiano.

Il governo accettò invece il diktat, il cui scopo non era solo il pagamento del debito, ma anche la colonizzazione del Paese (ma guarda un po’, che novità). Le conseguenze sono una disoccupazione passata dal 10 al 30%, l’aumento della precarietà, il crollo del Pil, il taglio dei salari di circa il 30%. Di questa situazione  sono responsabili anche le dirigenze sindacali. (ma no!) (Cari Italiani tenete ben presente questo passaggio adesso tocca a Noi)

Il problema è che, di fronte a questa situazione, non esiste un programma politico alternativo credibile. (Questa è una verità sacrosanta, come lo è in Italia) La stessa proposta di Syriza su un governo di sinistra è alquanto vaga, (per nulla vaga, servo ipocrita del Sistema) visto che non si può dire no al memorandum e sì al pagamento del debito e alla permanenza nell’eurozona. Per Antarsya due sono infatti le questioni fondamentali: l’appartenenza all’UE e all’eurozona. Ma purtroppo nelle ultime elezioni Antarsya ha perso buona parte dei suoi consensi.

Rachiotis, che non si è nascosto le difficoltà nei rapporti con le altre forze della sinistra, ha così sintetizzato i 5 punti fondamentali, attorno ai quali Antarsya propone la costruzione di un nuovo fronte di massa: (dopo che i buoi sono scappati dalla stalla)1. Cancellare il debito. 2. Uscire dall’euro e tornare alla dracma svalutandola del 50%. 3. Uscire dall’Unione Europea. 4 Nazionalizzare le banche. 5 Ripensare le alleanze internazionali ed i nuovi contesti geopolitici. (devo dire che ci siete quasi)

Dopo Rachiotis è stata la volta di Michele Tiktopoulos, che ha iniziato con la previsione di un forte peggioramento della situazione greca (ma no!). Un peggioramento che arriverà a presentarsi addirittura come emergenza umanitaria (ma NO!). Già ci sono alcuni segnali nel settore sanitario, (aggiungo 30% sotto psicofarmaci) mentre lo stesso aumento dei suicidi indica a che punto stiamo arrivando. (veramente ci siete da anni, ma eravate sulla luna come i Politici Italiani e gran parte del Popolo)

 

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